di aPhoenix90 [user #22026] - pubblicato il 07 febbraio 2011 ore 22:18
Quando studio perdo un sacco di tempo. Storicamente è sempre successo e, credo, che sempre succederà. Dunque, mentre mi dilettavo (e potete immaginare che diletto) a scorrere intere pagine di un volume molto famoso nell'ambito della Storia delle Relazioni Internazionali, ho avuto come un'illuminazione. Era il sole che in questa stagione fa la sua puntuale comparsa pomeridiana e irradia totalmente la mia stanza, rendendo necessario l'uso degli occhiali da sole per poter preservare l'uso della vista (che nel mio caso è già vacuo). Ma tra i raggi gioiosi del sole, le mie orecchie si mettono a captare una vecchia canzone... e allora ecco il solito stupido e inutile "trip" delirante.
Re e Regina, tra i protagonisti della Storia, meritano un'attenzione di tutto rispetto: quasi cinque millenni da attore nello scenario internazionale non sono pochi. La Corona, i cui primissimi segni erano già visibili in Egitto e in Babilonia fin dal III millennio a.C. e che in alcuni casi è ancora piuttosto visibile e affermata, ha inevitabilmente incantato popoli in ogni parte del globo con il suo elegante fascino regale. Tralasciamo per un attimo le crudeltà legate alle guerre egemoniche o territoriali (non che siano di relativa importanza, ma sono poco affini al discorso impostato).
Il titolo di Re o Regina è espressione del potere di cui si è in possesso. Si diventa Re di un territorio quando si è in grado di esercitare un certo potere (politico, militare, economico, sociale, ecc.) entro i confini di esso. Ma la Corona regale non si conferisce solo per l'esercizio del potere su territori: è infatti curioso scoprire che la regina di cuori, nella simbologia delle carte da gioco, è rappresentata da Atena, figlia di Zeus. Qualcuno può pensare che nell'ideologia francese (a cui si fa riferimento quando si parla del classico mazzo di carte) tra tutti i Re, le Regine e i Fanti realmente esistiti (ricordati per le loro eroiche imprese), il ruolo della "regina di cuori" doveva spettare inevitabilmente ad Atena Promachos, condottiera (e protettrice) degli eserciti in battaglia. Oppure perché «Regina dei Fiori stratega d'amore» come diceva il buon Piero Pelù? In entrambi i casi, questo titolo di Regina non è conferito in base a un territorio geografico intrisecamente detto, ma a un più ampio e astratto concetto di potere.
I campi e le aree su cui si può esercitare un potere sono ampi e vasti. La musica per esempio: è un territorio estremamente vasto e in continua espansione, che risulta quasi difficile delinearne i confini. Il panorama musicale, storicamente, è stato suddiviso in regioni: una comoda semplificazione di cui servirsi per disegnarne il volto. Ma come tutti i territori di questo mondo, la lotta per assicurarsene una porzione è scontata quanto inevitabile. Tra i tanti contendenti uno, come sempre nelle competizioni di questo mondo, risulta il vincitore a cui spetta di diritto la tanto ambita Corona.
Tuttavia, ricordando di aver momentaneamente messo da parte le crude lotte di potere, la corsa alla Corona nel territorio musicale è istituzionalizzata dal popolo sovrano degli ascoltatori. In un epoca in cui lo scenario non prevedeva grossi interventi di potenze esterne (le case produttrici e le etichette discografiche, ad esempio), l'operato dell'Artista era misurato in base al feedback algebrico che riusciva a suscitare sul sovrano pubblico di ascoltatori.
La Storia, che di certo non vive d'anima propria, ha donato la Corona del Regno dell'Arte Musicale a due individui il cui feedback con i sudditi ha toccato livelli di positività algebrica inaudita. Il primo dei due individui ha la regalità persino nel nome: Elvis Aaron Presley.
«Da piccolo, ero un sognatore. Leggevo i fumetti e diventavo l'eroe della storia. Guardavo un film, e diventavo l'eroe del film. Ogni sogno che ho fatto si è avverato un centinaio di volte».
Nato nell'agricolo Mississipi e fin da principio un individuo "fuori dal coro", come tutti gli individui il cui destino riserva un trattamento speciale.
Eleganza, fascino, potenza, capacità attrattiva... tutti elementi instrinseci che hanno fatto grande questo sovrano, inizialmente eletto nella regione del Rock'n'Roll, ma presto diventato un fenomeno globale all'interno (ma anche all'esterno) del mondo della Musica.
Ma la figura del Re non può non essere accompagnata da quella della Regina. I due titoli nobiliari più alti sono tenuti insieme da un legame forte, anche se talvolta controverso. Ogni Regno, reale o immaginario che sia, necessita di un Re affiancato da una Regina o quantomeno di una Regina affiancata da un Re, come se le due metà debbano per forza essere unite per completezza.
Come tutti ben sappiamo l'unione di due metà, a volte, può sembrare tutto tranne che un'operazione semplice. E il destino, ironizzando ancora una volta con sulle nostre vite, fa comparire la più elegante delle regine (solo colei degna di un cotanto imperioso Re) esattamente dalla parte geografica opposta a quella del nostro Re. Così, il secondo protagonista destinato a completare questa irrisoria opera, è in realtà il risultato dell'aggregazione di più individui di etnie diverse (ma sostanzialmente inglesi e africani) che sfociano nell'immagine di Farrokh Bulsara alias Freddie Mercury, frontman dei Queen.
«È un nome corto, semplice e facile da ricordare; poi esprime quello che vogliamo essere, maestosi e regali. Il "glam" è parte di noi, vogliamo essere "dandy"».
Nato in terre esotiche (Zanzibar), non gli si può certo negare l'eleganza del nome di battesimo, tantomeno il destino del nome d'arte. Ma se l'immagine del Re è sinonimo di potenza coerente e lineare, quella della Regina è un'immagine fatta di contraddizioni: l'eleganza e la provocazione, la quiete e l'esplosività, il Glam e il Progressive....
Insomma, la Regina sembra destinata a congiursi con il Re per completare un Regno che a questo punto avrebbe dell'incredibile, data l'ampiezza vastissima di popoli felici che preclude sotto il suo potere.
Ma come ogni grande Impero, o più semplicemente come ogni incantevole Fiaba, l'impresa tanto eroica e dolce si esaurisce presto: il destino regale del Re e della Regina preclude una Vita maestosa ma altresì breve. Così i due sovrani più grandi escono di scena lasciando alle generazioni future il ricordo di un Regno meraviglioso.
Nella speranza che non prendiate troppo sul serio quanto scritto,