di sandroyoda [user #27395] - pubblicato il 26 gennaio 2011 ore 08:39
Suonare con il bottleneck cambia radicalmente la nostra filosofia di approccio allo strumento, si abbandona la sicurezza dei tasti per avventurarsi in un viaggio verso la nota “pensata e cercata” che dipenderà soprattutto dal nostro “feel” e dal nostro orecchio musicale. La sensibilità giusta nel dosare la pressione del bottleneck è difficile da acquisire, lo strumento da utilizzare (specie in accordature aperte che richiedono tensioni minori) deve avere un action (la distanza delle corde dal manico) sufficiente per scivolare e tenere il suono senza toccare i tasti e deve montare corde non troppo sottili (consiglio 012 al cantino per l’elettrica e 013 per l’acustica). Superato l’impatto iniziale, la sensazione di suonare in libertà assoluta ci aiuterà a suonare quello che la nostra “anima” esprime istintivamente e ad acquisire un orecchio musicale straordinario in un mondo di sensazioni e di suoni insospettabili e bellissimi.