Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Suonare alla velocità del pensiero?

di andyfender1 [user #27170] - pubblicato il 12 gennaio 2011 ore 05:29

Buongiorno cari Amici. Vi chiedo subito scusa se il titolo non rispecchia appieno il concetto che vorrei illustrarvi,ma non ho trovato niente di meglio.

Intenderei dire che nonostante i milioni di volte che ho imbracciato una chitarra e strimpellato,non mi sono mai soffermato sul procedimento mentale che mi permette di suonare.

Ora ,se devo suonare un pezzo che già esiste, il meccanismo che guida le mie dita secondo me è: MEMORIA--MANO.Bisogna ricordare le note e trasferirle alle dita.Il tempo che intercorre in questo passaggio è praticamente di millisecondi, ma superiore senz' altro a quello impiegato quando si improvvisa o si naviga per la tastiera per scaldarsi.I tempi di reazione praticamente sono infinitesimali: la mano si muove quasi da sola anche se,secondo me, viene sempre guidata dal cervello.

Non è come compiere un gesto abituale tipo prendere un bicchiere d'acqua per bere,a mio parere è un meccanismo differente. 

Il difficile è analizzarlo,almeno per me. Siamo tutti dei mostri,in senso buono si intende! Buona giornata. A


Dello stesso autore
Martin EM-18.
Il Sol della Gibson.
Come verniciano adesso le Fender?
Insoddisfatti di noi? Mai!!
Una discreta accoppiata.
Sto pensando di andarmene.
Smorzatori di vibrazioni.
Suonare in corda doppia....
Loggati per commentare

1973
di eton utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 07:0
Buongiorno e bentornato Andy, questo lo sostengo dalla data del titolo. Altro che solfeggi! Poi, quando il cervello ha assimilato tutto è una goduria. Eton
Rispondi
Re: 1973
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 07:1
Caro Amico mio,ti ringrazio per il tuo commento. Sai quanto ti stimo. Leggerti è un bellissimo inizio di questa nuova avventura per me. Un abbraccio sincero. A.
Rispondi
Ciao Andy!! buona giornata!! è bel ...
di les [user #14013]
commento del 12/01/2011 ore 08:1
Ciao Andy!! buona giornata!! è bel concetto...... mano - cervello siceramente non ho idea mamma mia.Comunque quando improvviso non penso(credo)o almeno mi viene in automatico ,e quando penso sbaglio........ ma direi che la mia mano e il mio cervello litigano ahahahah!! Ma come dice eton le frasi, i brani le tecniche vanno assimilati poi appena è la "mano" a ricordare quella va da se......
Rispondi
Re: Ciao Andy!! buona giornata!! è bel ...
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 08:2
Ciao Les, che bello leggerti,come ai bei tempi: speriamo che tornino. Grazie mille.A
Rispondi
Un buon libro.
di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 12/01/2011 ore 08:3
Bentornato! Non sto a farla lunga, anche perché i procedimenti mentali che stanno dietro alla musica sono veramente molti e non è con un post che si possa rendere giustizia ad un tema cosè vasto. Esiste un libro eccellente, scritto da uno psicologo e musicista, leggibile e comprensibile anche da chi non possiede una specifica formazione in tale disciplina (io, ad esempio, sono un commercialista ...), che mi fu consigliato e che ho letto con piacere e curiosità. Si tratta di "La mente musicale", di John Sloboda, edito da Il Mulino. Te lo consiglio.
Rispondi
Re: Un buon libro.
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 08:5
Grazie di tutto,Giovanni. Lo leggerò. A presto. A
Rispondi
cervello mano
di superloco [user #24204]
commento del 12/01/2011 ore 08:4
alle volte il cervello e la mano non mi si collegano, penso e ripenso e mi accorgo che è solo il cervello che non ne vuole sapere.... la stanchezza fa brutti scherzi!
Rispondi
Re: cervello mano
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 08:5
Lo immagino. La concentrazione è proporzionale alla calma ed a una mente riposata. Ciao e grazie. A
Rispondi
Bella domanda... Direi che gli esercizi sulla ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 12/01/2011 ore 08:4
Bella domanda... Direi che gli esercizi sulla tastiera, inquanto ripetitivi, una volta assimilato il movimento questo diventa un automatismo, un riflesso condizionato, l'unica cosa che ostacola è la velocità a cui si vuole fare l'esercizio. Un brano musicale, anche se lo facciamo da anni, è comunque più complesso e richiede una maggiore attenzione, se non altro negli immancabili passaggi più impegnativi. L'improvvisazione... mah! L'improvvisazione secondo me è il tentativo di mettere insieme secondo logica una serie di pattern musicali, a volte funziona a volte meno, dipende da quanti pattern conosciamo e la tecnica che il musicista in questione possiede. La velocità con cui il musicista riesce a confezionare questa macedonia credo dipenda esclusivamente dalla memoria e dalla tecnica. Ho risposto? Boh... Aldo
Rispondi
Re: Bella domanda... Direi che gli esercizi sulla ...
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 08:5
Certo che sì, e benissimo anche. L'improvvisazione è un argomento che mi lascia perplesso,però. Grazie mille. A
Rispondi
Caro Andy! e' un piacere rileggerti su ...
di pkaos [user #12738]
commento del 12/01/2011 ore 08:5
Caro Andy! e' un piacere rileggerti su Accordo. Spero vada tutto bene. Il collegamento mani-cervello è qualcosa di micidiale, se ci pensi... credo che per poter improvvisare in modo convincente non ci si possa permettere di "pensare"... o meglio, credo sia lo studio e l'esercizio che ti permettono di suonare svincolato (apparentemente) dai ragionamenti. Argomento affascinante...
Rispondi
Re: Caro Andy! e' un piacere rileggerti su ...
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 09:0
Grazie per il benvenuto!! Hai spiegato benissimo cosa intendevo dire! Grazie.Ciao. A
Rispondi
Bentornato Andy. Hai detto bene, siamo tutti ...
di enrico73 [user #22985]
commento del 12/01/2011 ore 09:1
Bentornato Andy. Hai detto bene, siamo tutti dei fenomeni. La complessità meccanica e di informazioni nervose che sta dietro ad una esecuzione è impressionante. Ciao
Rispondi
Re: Bentornato Andy. Hai detto bene, siamo tutti ...
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 09:2
Grazie di cuore Enrico! Aggiungo che il meccanismo sia fra i più complessi fra le nostre attività,come giustamente dici tu. La concentrazione la possiamo vedere anche sui visi dei Grandi. Stupendo!Grazie ancora ed a presto. A
Rispondi
Ciao Andy!! Sono Felice di ritrovarti su ...
di antani85 [user #22504]
commento del 12/01/2011 ore 09:2
Ciao Andy!! Sono Felice di ritrovarti su queste pagine :-)!! A volte mentre improvviso è necessario pensare...per esempio quando imparo una nuova scala e mi "forzo" ad applicarla a un brano, poi una volta imparata bene, a quel punto la mano va da sola e più veloce del cervello. Se per esempio improvviso in semplice pentatonica difficilmente mi metto a pensare a cosa suono. Comunque hai ragione...siamo tutti dei mostri micidiali :-)! Ciao!!
Rispondi
Re: Ciao Andy!! Sono Felice di ritrovarti su ...
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 09:3
Ciao Andrea,sono felice anch'io di leggerti!! Se si sta imparando bisogna pensare,poi è come dici tu. Grazie Amico mio. Un abbraccio. A
Rispondi
Ciao Andy. Io non ho mai studiato troppo la ...
di Frank72 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 09:5
Ciao Andy. Io non ho mai studiato troppo la chitarra, conosco diversi accordi e qualche scala, grazie anche a un periodo di chitarra jazz che mi è servito tantissimo. Comunque posso dirti che col tempo ho preferito arrangiarmi da autodidatta, nel senso che mi sono creato degli schemi sul manico per quanto riguarda scale e assoli (almeno per le tonalità principali). Ovviamente ho dei limiti perchè al più delle volte vado a memoria, senza sapere sempre che note suono. Sò che quella scala o quel link hanno una giusta andatura, ma non mi chiedere cosa sto facendo. Quindi a questo modo, andando un pò a memoria, penso che il mio cervello non faccia enormi sforzi. Il problema principale ce l' ho con la mano quando è fredda, i primi minuti faccio qualche esercizio di slegatura. Franco.
Rispondi
Re: Ciao Andy. Io non ho mai studiato troppo la ...
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 10:1
Ciao Franco, grazie per avermi scritto. Capisco cosa intendi:quando dici "non chiedere cosa sto facendo" in pratica stai andando alla velocità della luce o meglio più veloce del pensiero. Un caro saluto . A
Rispondi
Re: Ciao Andy. Io non ho mai studiato troppo la ...
di Frank72 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 10:2
No no, magari potessi volare sul manico!! Cerco vagamente di imitare Jimmi Page (molto vagamente) :))
Rispondi
Re: Ciao Andy. Io non ho mai studiato troppo la ...
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 10:5
Anche Page ha i suoi tempi di reazione, esattamente come te. Solo che forse suonando 12 ore al giorno è un pochino più veloce.Null'altro. Grazie. Ciao. A
Rispondi
Ciao Andy.. non sono morto.. ;-)) E' un ...
di pastrana75 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 10:1
Ciao Andy.. non sono morto.. ;-)) E' un quesito molto interessante ma complesso quello che proponi. E' capitato anche a me di interrogarmi su questa cosa. Difficile una soluzione univoca. La mano è sempre - ovviamente - "pilotata" dal cervello, ma i movimenti che facciamo noi "consumati" chitarromani sono comunque alla stregua dei numerosi altri automatismi che compiamo più o meno consapevolmente nell'arco della giornata. Esattamente come lavarci i denti, o afferrare un bicchiere d'acqua. L'arto - la mano in particolare - conserva una sua "memoria" nei movimenti. Ovviamente questo succede quando già si è acquisita un minimo di dimestichezza con lo strumento. E' per questo che anche se lasciamo la chitarra per diversi mesi a prender polvere, se la riprendiamo in braccio la nostra mano andrà subito a fare un Do o un Mi in automatico, con l'unica difficoltà se non quella dell'agilità. E' lo stesso meccanismo dell'andare in bicicletta: se hai imparato da bambino, puoi anche non montarci su per anni. Ma se poi riprovi, dopo pochi metri incerti, le tue gambe "ricorderanno" sempre quei gesti imparati tanti anni prima, e riacquisterai in pochi attimi la padronanza della bici. Questo meccanismo non ha niente a che fare con la nostra parte cosciente: sono dei complicati processi di riflesso dei movimenti che il nostro cervello compie in automatico, senza che noi possiamo rendercene conto. E son faccende piuttosto complicate. Se il tuo quesito era se la mano ha una sua memoria, la risposta è certamente SI.
Rispondi
Re: Ciao Andy.. non sono morto.. ;-)) E' un ...
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 10:2
Ciao Pastrana,ho seguito il tuo ritorno. Ti ringrazio molto per il tuo intervento che spiega molto bene il concetto che non sono riuscito a spiegare bene come hai fatto tu. La mano ha la sua memoria:molto bella come ipotesi, e non solo ipotesi. A presto, spero. A
Rispondi
Ciao Andy, anche io ti do il bentornato ...
di paulquinn utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 10:3
Ciao Andy, anche io ti do il bentornato (anche se non abbiamo mai direttamente scambiato opinioni tra noi). Dunque, per quanto riguarda ciò che governa le mani non ne ho la più pallida idea, non essendo molto ferrato in materia, specie se ti riferisci all'improvvisazione...; però credo sia fondamentale avere una buona conoscenza teorica della scala che si sta suonando e della relativa armonizzazione della stessa, cioè conoscere tutti gli accordi che ne vengono ricavati (e riuscire poi a capire quali di questi accordi si stanno suonando). Tutto questo dovrebbe poi essere calcolato dal nostro cervello nel più breve tempo possibile... o almeno dovrebbe! Un saluto.
Rispondi
Re: Ciao Andy, anche io ti do il bentornato ...
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 10:4
Ti ringrazio,sei molto gentile. Ho sempre letto i tuoi post nel mio periodo buio.Da ciò che scrivi mi sembra di capire che maggiore è la conoscenza della tastiera e minore è il tempo che si impiega a suonare. Sono pienamente d'accordo. A presto. A
Rispondi
Finalmente....
di stefano58 [user #23807]
commento del 12/01/2011 ore 11:3
aspettavo il tuo "esordio"....dunque , per quanto mi riguarda purtroppo il cervello continua a farla da padrone in quanto la tecnica latita , anche quasi 40 anni di chitarra autodidatta non suppliscono alla mancanza di uno studio serio , sembra che a volte vado sciolto , ma non so' precisamente cosa faccio , come lo faccio e sopratutto PERCHE' lo faccio :-)))))).Ora che il cervello poi comincia a sfaldarsi , ne vedremo delle belle....Tento di far entrare nelle mani un certo automatismo , è dura , ma finchè c'è il divertimento si va' avanti , e per lo studio , come diceva Alberto Manzi , non è mai troppo tardi ! Un abbraccio e buona giornata :-)
Rispondi
Re: Finalmente....
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 11:5
Grazie mille! Il fatto che asserisci di non sapere cosa stai facendo indica che il cervello sta lavorando al massimo. Almeno così la vedo io. Ciao e a presto. A
Rispondi
Ciao Andy !
di janblazer [user #26680]
commento del 12/01/2011 ore 11:3
Una interessante riflessione su come interagiscono il cervello e le mani.. perchè oltre alle dita che si muovono lungo la tastiera, c'è anche la mano che plettra o arpeggia, un ruolo importante anche per lei. Concordo con il pensiero dell'amico Pastrana e i movimenti che la memoria della mano ricorda , e mi allineo con chi asserisce che l'allenamento è il motore che permette di assimilare al meglio tecnica e improvvisazione. Un caro saluto Andy.. A la prochaine.. Gian
Rispondi
Re: Ciao Andy !
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 11:5
Grazie Gian. Ottima la precisazione della mano che usa il plettro! Non l'ho menzionata nel post,ma per fortuna ci hai pensato tu. Ottimo commento. Un abbraccio. A.
Rispondi
. . . a mio parere
di luvi [user #3191]
commento del 12/01/2011 ore 12:0
. . . il problema va affrontato da un lato in via generale, dall'altro in via più "chitarristica". In generale suonare uno strumento significa avere il controllo di una serie di tecniche e movimenti (variabili da strumento a strumento) al fine per perseguire un obiettivo di comunicazione non verbale, sia essa l'intenzione del compositore interpretata dall'esecutore, sia essa l'intenzione diretta da parte del compositore stesso. L'improvvisazione è una condizione particolare, nella quale non solo compositore ed esecutore sono la stessa persona, ma la composizione avviene in maniera del tutto estemporanea, senza la possibilità di correggere nulla. E' evidente, dunque, che il cervello è sempre ciò che guida il tutto, prendendo continue decisioni su due piani paralleli: quello della coordinazione fisica dei movimenti e quello concettuale dell'intenzione espressiva. Ovviamente il secondo piano senza il primo diventa di difficile concretizzazione, mentre il primo senza il secondo non permette di esprimere nulla di "artistico"... Uno dei problemi relativi specificatamente alla chitarra è che sebbene la sua tecnica esecutiva non sia più o meno complessa di quella di tanti altri strumenti, la disposizione delle note sul manico non è affatto intuitiva e soprattutto non risulta di facile lettura, data la ridondanza delle stesse note che compaiono su corde diverse ed in diversi punti della tastiera. Questa cosa è di grande ostacolo alla consapevolezza delle note che si stanno suonando, per cui molti chitarristi hanno un approccio di tipo prevalentemente meccanico, basato su geometrie e su movimenti automatici, che può risultare pratico in certi casi, ma è assai dannoso per quanto riguarda l'improvvisazione. In questa situazione, infatti, si è chiamati a pensare e costruire frasi e periodi musicali in modo del tutto estemporaneo e se non si è in grado di cantare mentalmente quel che si intende suonare (cioè se non si suona quel che si è appena pensato) difficilmente si conferisce un senso logico alle frasi, o si controlla il loro sviluppo organico nell'arco di un intero assolo. Si opta allora spesso per una soluzione apparentemente comoda, cioè l'associazione di patterns memorizzati, ma essi con la loro ripetitività, prevedibiltà e scarsa personalizzazione rappresentano sostanzialmente la morte dell'improvvisazione stessa, rischiando di impedire al chitarrista di formarsi uno stile personale e riconoscibile.
Rispondi
Re: . . . a mio parere
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 12:1
Ti faccio tanto di cappello!!! Al solito riesci a sviscerare un argomento in maniera esemplare e comprensibile: non facile. Penso di avere imparato molto dal tuo commento. Ti ringrazio sentitamente e spero tu intervenga spesso nei miei poveri post. Un abbraccio. A
Rispondi
Re: . . . a mio parere
di luvi [user #3191]
commento del 12/01/2011 ore 12:3
Piacere mio... L'argomento mi interessa e mi coinvolge, dati i tanti anni di attività didattica proprio nel campo dello sviluppo melodico dell'improvvisazione! ;-)
Rispondi
Re: . . . a mio parere
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 12:4
Questa non la sapevo! Complimenti. A.
Rispondi
Loggati per commentare

...
di Dogat [user #16823]
commento del 12/01/2011 ore 13:4
Ciao Andy, un discorso apparentemente semplice ma più complesso che mettere mano a costruirsi un circuito stampato con acido, saldatore e stagno. In base al genere stesso che si suona si ha più o meno libertà di "gioco musicale" e questo lo sappiamo tutti, partendo dai classici giri blues oppure liberalizzando quasi completamente i pensieri con il jazz, anche se in questi casi, almeno che non si sia nel "iper-ultra-free-cool-jazz", sempre una certa sorta di "idea" viene mantenuta. Come diceva Luvi è giusto e questo avveniva e continua tutt'ora nel Be-Bop, canticchiare e/o improvvisare a voce alta quando si studia un brano sia proprio come pure d'altri compositori, dimodochè, quando il risultato, meglio pure se registrato anche su un semplice registratore del periodo paleolitico, pare ottenere quel risultato auspicato trasferire lo stesso cantato-improvvisato sulla chitarra o pianoforte che sia. Quindi l'operazione fondamentale è allenare il cervello, la voce e la mano sinistra stessa, della chitarra, a cantare in contemporanea e questo a livello di prove, su prove si riesce poi anche a fare, subito c'è, a seconda dei casi, da ridere come matti, oppure in altri casi comparire segni particolari, per chi è nervoso di natura, con molto rischio per la strumentazione stessa, quindi stà allo strumentista stesso vedere su quale strada procedere. Stessa situazione succede quando si compongono brani musicali, dove di regola ti vengono in mente 4-5 note e se la vogliamo dire tutta, molte volte senza senso....il senso poi, anche se ci vogliono giorni o mesi, perchè in tanti casi si prende il tutto e lo si ripone in un cassetto per poi essere ripreso magari anche un anno dopo, come dicevo arriva al momento quando la mente stessa è pronta ad elaborare quella povera melodia, iniziando a studiare la tramatura sia degli accordi che "relative delle relative, delle relative ancora..."(come si diceva i tempi della pietra) maggiori o minori dei vari accordi, componenti a loro volta il giro armonico primario impiegato nello stesso brano. Tutto questo serve per rendere lo stesso motivo più accattivante, rispetto ad un semplice giro di Do minore, tanto per fare un esempio, anche perchè le tonalità minori si prestano meglio per essere " espanse a dovere" con risultati ancor più sorprendenti rispetto alle sorelle maggiori. Un saluto da parte mia e buona serata, Dogat.
Rispondi
Re: ...
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 16:5
Grazie Dogat per ciò che hai scritto. Sempre molto interessante. Hai ragione: non è semplice per niente. Un abbraccio. Aspetto sempre novità. A
Rispondi
Sono assolutamente d'accordo con quanto detto ...
di paulquinn utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 13:4
Sono assolutamente d'accordo con quanto detto da Luca Villani, a proposito della geometricità del nostro strumento, ed aggiungerei pure un altro esempio, che esula dalla improvvisazione, ma che ha a che fare direttamente con l'approccio molto pratico che abbiamo su di esso, vale a dire il trasporto delle tonalità. La caratteristica fondamentale che distingue una chitarra (od un basso), da altri strumenti, è che quest'ultima (come è ben noto), ha un sistema di suddivisione della tastiera in semitoni; questo significa che se ad es., stiamo suonando un pezzo in SOL maggiore e lo vogliamo trasportare in LA, tutto quello che dovremo fare è spostare tutta la mano sx di due tasti verso le note alte, e compiere gli stessi identici movimenti delle dita: il pezzo verrà automaticamente trasportato in alto di un tono, ma la melodia sarà sempre identica. Lo stesso non si può dire per un tastierista; una tastiera ha i tasti bianchi corrispondenti alle note naturali della scala di DO maggiore, ed i tasti neri corrispondenti a quelle alterate, ciò significa che se questo mi suona un pezzo in DO M, potrà suonare ed improvvisare su qualsivoglia tasto bianco. E se necessita pure lui di dovere cambiare tonalità come il chitarrista, cioè da DO a RE? In questo caso non può permettersi il lusso di automatizzare i movimenti delle dita e trasportare, qui potrà solo utilizzare cinque dei sette tasti bianchi per ottava, e per le note alterate (DO# e FA#), dovrà utilizzare i corrispondenti tasti neri, obbligandolo a pensare non in termini di posizione e diteggiature, ma di singole note (e questo discorso vale anche per gli strumenti a fiato ecc...). Ovviamente tutto questo vale poi per ogni tonalità. Questo solo per dimostrare quanto siamo fortunati (o sfortunati, dipende dai punti di vista), rispetto ai nostri colleghi strumentisti, e del perché ce la si cava sempre (o quasi)... Un saluto.
Rispondi
Re: Sono assolutamente d'accordo con quanto detto ...
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 16:5
Hai ragione! Certo che la chitarra è considerata giustamente lo strumento più difficile. Tutti sono difficili,ma se teniamo conto dei bending,degli accordi,delle altre tecniche che non sono mai finite,lo ritengo il più complesso,ma anche il più espressivo. Grazie mille del tuo commento. Ciao. A
Rispondi
Esercitarsi tanto pensando e riflettendo molto ...
di plettrox [user #6758]
commento del 12/01/2011 ore 15:0
Esercitarsi tanto pensando e riflettendo molto su come si improvvisa, sulle singole "parole" che si usano in quel "discorso" per poter poi arrivare a parlare in modo automatico senza più dover soffermarsi sempre su cosa sti sta dicendo. Ecco il fine ultimo del saper improvvisare. Come dice Gambale: si studia a casa, quando si suona l'aver assimilato bene il tutto ti fa usare il bagaglio costruito in maniera fluida e naturale senza dover pensare sempre a cosa sia.
Rispondi
Re: Esercitarsi tanto pensando e riflettendo molto ...
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 16:5
Ciò che hai scritto non fa una grinza! Prima si studia e poi si può pretendere di andare senza pensare. Grazie mille.Ciao. A
Rispondi
uhhhhhhh è tornato Andy con i suoi post ...
di Mimmo66 [user #26026]
commento del 12/01/2011 ore 15:4
uhhhhhhh è tornato Andy con i suoi post inutili che non legge e commenta mai nessuno (e ogni riferimento a... è assolutamente voluto! e chi si vuole offendere si offenda... :P) tornando all'argomento, il mio cervello non ha ancora imparato a farsi ubbidire dalla mano... o meglio... lavorano meglio quando io non "partecipo" non so se mi sono spiegato... :-))) credo che andrò a cercare il libro consigliato dall'amico Giovanni. ciao.
Rispondi
Re: uhhhhhhh è tornato Andy con i suoi post ...
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 16:2
Grazie Mimmo,sei gentilissimo!! Da quel che leggo è meglio se lasci fare alla mano!! Un abbraccio. A
Rispondi
Re: uhhhhhhh è tornato Andy con i suoi post ...
di eton utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 16:4
Ciao Mimmo, ho letto i tuoi post, da ottobre ad oggi sono sei. Non hai superato i 10 consensi Buona serata, Eton
Rispondi
Re: uhhhhhhh è tornato Andy con i suoi post ...
di Mimmo66 [user #26026]
commento del 12/01/2011 ore 17:5
ciao Eton, guarda che la prima parte del commento era ironica ed indirizzata a... :( per fortuna Andy l'ha capito... :-) ciao p.s. (e sei hai letto i miei post... uno è titolato "a me manca..." indovina per chi è? :P)
Rispondi
Re: uhhhhhhh è tornato Andy con i suoi post ...
di eton utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 18:1
Ciao Mimmo, stavo per modificare il commento, ma Andy mi ha preceduto scrivendo che scherzavi ed eri un amico. Ti chiedo scusa, Eton
Rispondi
Re: uhhhhhhh è tornato Andy con i suoi post ...
di Mimmo66 [user #26026]
commento del 12/01/2011 ore 18:1
no problem :-)
Rispondi
Ciao Andy, non ho letto i commenti sopra, ...
di Aurelinho utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 16:3
Ciao Andy, non ho letto i commenti sopra, magari qualcuno ha già detto quello che sto dicendo io. Secondo me, quando si suona un qualsiasi strumento, cervello e cuore si trasferiscono nelle mani giocando entrambi un ruolo in percentuale uguale. O almeno, così dovrebbe essere per dare il meglio di sé sta di fatto che quando si suona solo con l'uno o con l'altro non si riesce ad esprimersi al meglio. O forse è così solo nel mio caso..
Rispondi
Re: Ciao Andy, non ho letto i commenti sopra, ...
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 16:5
Ciao Amico mio,la tua ipotesi (corredata dalle tue impressioni) è affascinante: il cervello che si trasferisce nelle mani. Per questo tanti chitarristi sono senza cervello:ce l'hanno nelle mani!!! Grazie ed a presto. A
Rispondi
Ciao Andy, mi unisco al coro di "bentornato ...
di decadenthero [user #25819]
commento del 12/01/2011 ore 17:3
Ciao Andy, mi unisco al coro di "bentornato sui nostri diari"... caspita che argomentone complesso hai scelto di affrontare! :) Per quanto mi riguarda concordo al 100% con quanto scritto da Luvi: quando improvviso cerco spesso di "cantare" in testa le note che andrò ad eseguire. non sempre però le note che vengono fuori sono le stesse che avrei voluto, ed anzi, spesso i risultati sono mediocri... Affidarsi a lick già conosciuti e patterns geometrici triti e ritriti durante un improvvisazione è effettivamente molto comodo, e ciò per almeno due buoni motivi: 1) si rischia di sbagliare di meno. 2) spesso la cosa fa più scena (purtroppo viviamo in una società nella quale la velocità d' esecuzione è più apprezzata della melodia...) Detto questo, quando sono in vena preferisco improvvisare cercando di comporre melodie estemporanee (alle quali affianco i soliti licks straconosciuti in alcuni punti, giusto per creare diversificazione e movimento), se invece non è serata, preferisco mantenermi sul sicuro e lasciare minor spazio possibile alla creatività (l' anti-improvvisazione, purtroppo!)... :)
Rispondi
Re: Ciao Andy, mi unisco al coro di
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 17:4
Grazie Amico mio,mi fa un gran bene il tuo bentornato. Qualche volta ti è capitato di improvvisare senza creare le note in testa? Si dovrebbe andare più veloci.Non è facile dire esattamente come funziona,forse non è nemmeno uguale per tutti. Grazie ed un grande abbraccio. A
Rispondi
Re: Ciao Andy, mi unisco al coro di
di decadenthero [user #25819]
commento del 12/01/2011 ore 18:3
Certo che mi capita! :) E capita spesso, purtroppo... Proprio questo volevo intendere parlando delle volte che non sono in vena e allora mi lascio andare a patterns e forme geometrche già conosciute (quella che io chiamo ironicamente anti-improvvisazione)... :)
Rispondi
Bentornato Andy !
di Blues_guitar_man [user #16047]
commento del 12/01/2011 ore 18:3
E' un piacere vederti postare di nuovo. E a giudicare dal numero di commenti che hai raccolto, direi che, come sempre, hai centrato un argomento interessante. I meccanismi di trasmissione degli impulsi motorii dal cervello ai muscoli è un argomento che riguarda i musicisti ma non solo ! Io faccio l'allenatore sportivo e ti assicuro che ci sono molte similitudini tra un gesto tecnico sportivo e suonare uno strumento. Per sintetizzare: quanto più si acquisisce un movimento fluido e veloce tanto migliora la prestazione. Per riuscirci c'è una sola via: L'allenamento e la molteplice ripetizione del gesto finchè non diventa fluido e rapido. Ecco perchè suonare 12 ore al giorno (cito Tommy Emmanuel) aiuta a suonare meglio. Ma non basta ! Poi entra in gioco il talento !.
Rispondi
Re: Bentornato Andy !
di plettrox [user #6758]
commento del 12/01/2011 ore 19:0
Attento a dire certe cose così. I problemi seri e gravi sono sempre dietro l'angolo. ;)
Rispondi
Re: Bentornato Andy !
di Blues_guitar_man [user #16047]
commento del 13/01/2011 ore 10:3
Verissimo ! A questo scopo rispondono gli allenatori o gli insegnanti davvero preparati, che devono correggere il gesto affinchè sia eseguito correttamente e non comporti rischi.
Rispondi
Re: Bentornato Andy !
di plettrox [user #6758]
commento del 13/01/2011 ore 12:4
Commento molto intelligente.;) Il bravo insegnante è colui che ti sa indicare come esercitarti e come non incorrere in rischi inutili. Poi sta allo studente non fare il pirla e seguirlo. Non è la quantità di lavoro che si svolge, ma il come si svolge che può essere deleterio. Io ne sono la prova, la mia testardaggine mi ha portato ad ascoltare poco gli insegnamenti sul come lavorare e mi sono ritrovato con seri problemi. Avessi seguito ciò che mi veniva da questo punto di vista insegnato, avrei potuto contiuare a studiare tutti i giorni senza problemi.
Rispondi
Re: Bentornato Andy !
di Blues_guitar_man [user #16047]
commento del 13/01/2011 ore 12:5
Ho letto del tuo problema con la distonia e sono dispiaciuto; hai tutta la mia solidarietà e incoraggiamento per uscirne al meglio !
Rispondi
Re: Bentornato Andy !
di plettrox [user #6758]
commento del 13/01/2011 ore 14:5
Grazie. ;)
Rispondi
Re: Bentornato Andy !
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 19:4
Grazie mille Roberto,spero che il commento si agganci, ma dubito. E'molto giusto ciò che dici:la ripetizione del gesto è un'ottima ginnastica che ,alla fine, rende spontanei i movimenti,non solo, ma fa allenare il cervello. Potendo suonare 12 ore al giorno penso che qualche buon risultato si deve per forza raggiungere. grazie di tutto. A presto. A
Rispondi
bisogna saper guidare l'inconscio, con la ...
di JackDynamite [user #14761]
commento del 12/01/2011 ore 21:5
bisogna saper guidare l'inconscio, con la nostra consapevolezza. la cosa più difficile che un artista deve raggiungere.
Rispondi
Re: bisogna saper guidare l'inconscio, con la ...
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 13/01/2011 ore 06:0
Jack carissimo,hai scritto da ermetico e cose difficili:mi dai un paio di giorni per assimilare il concetto?? Un abbraccio. A
Rispondi
Re: bisogna saper guidare l'inconscio, con la ...
di JackDynamite [user #14761]
commento del 14/01/2011 ore 00:1
è un concetto che non digerisce nessuno :) nemmeno io, il mio insegnante si danna ogni volta a ripetermelo, in chiavi differenti, e lui stesso combatte tutti i lati di se.
Rispondi
Ghiazza, Sloboda e Martino
di Cukoo [user #17731]
commento del 12/01/2011 ore 22:0
Come diceva Ghiazza qui sopra, "La mente musicale" di Sloboda è un bel libro che tratta questi problemi nei vari aspetti. Ad esempio, per quanto riguarda l'esecuzione, studia i vari modi di suonare a prima vista, o delle difficoltà che i pianisti classici incontrano nel suonare Messiaen e di come queste difficoltà vengano superate dopo aver assimilato alcuni 'lick' di Messiaen (ci dice qualcosa?). Ho trovato molto interessante a proposito anche una serie di dispense di Pat Martino ("The nature of guitar") nelle quali Pat, che ha dovuto re-imparare a suonare la chitarra da zero dopo un aneurisma cerebrale, analizza le proprietà della tastiera e propone un suo metodo basato proprio sulle caratteristiche della chitarra e su alcuni accordi particolari che generano, con spostamenti minimi delle dita, gli altri accordi. Ovviamente gli accordi sono quelli 'magici' delle settime diminuite e delle triadi aumentate, ma Pat sviluppa il tutto in modo affascinante dimostrando, ancora una volta, che un buon cervello non sempre è necessario, però aiuta.
Rispondi
Re: Ghiazza, Sloboda e Martino
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 13/01/2011 ore 06:0
Bellissimo commento "colto"!! Ti ringrazio poichè non ero a conoscenza dei concetti che hai esposto,. Sei sempre un ottimo Maestro.Ciao. A
Rispondi
Re: Ghiazza, Sloboda e Martino
di Cukoo [user #17731]
commento del 13/01/2011 ore 16:1
Macché maestro. Con la M maiuscola, per giunta! Cerco solo di contribuire alla discussione (anche se in questo caso il tema è difficilissimo). Però è vero, sono mediamente colto, e pure senza virgolette ;-)
Rispondi
Evviva Pat Martino
di silvb [user #27659]
commento del 23/01/2011 ore 22:5
Buongiorno a tutti. Ho cercato di leggere velocemente tutti i commenti, forse ho saltato qualcosa ma vorrei inserire un breve contributo, la domanda non è nè banale, nè fine a se stessa....potremmo parlarne a lungo. Ringrazio chi ha portato come esempio Pat Martino che è il mio chitarrista simbolo, lui stesso in un seminario ha parlato delle 12 note come le ore di un orologio e di come si possono creare anche meccanicamente delle frasi o dei patterns sfruttando " un gioco " di intervalli che si vengono a creare, senza sapere esattamente in quel momento su quale accordo suoneranno. .......anche i migliori hanno i loro patterns. Inoltre, e non è un' affermazione mia, " non esiste la nota sbagliata ". Noi chitarristi nell' individuare le note siamo abbastanza facilitati, ma pensa ad esempio un trombettista che con un soffio e tre pistoncini deve raggiungere anche delle note impossibili, se non sente dentro di sè quella nota, non la prenderà mai. A questo punto forse non si tratta più di collegare la mano al cervello, ma cantare, cantare molto, cantare intervalli apparentemente strani, cantare lentamente, e ancora più lentamente, fin che il dito autonomamente cade proprio su quella nota, la velocità viene dopo. La tecnica è necessaria, ma la musica è un' arte non una gara, le note bisogna sentirle dentro, ma soprattutto ognuno le sente a modo suo. Prendiamo ad esempio stessa identica frase : la facciamo suonare a Pat Martino, a G. Benson, a un chitarrista Gipsy e a un chitarrista di stampo Rock otteniamo 4 frasi completamente diverse, i 4 suonano le stesse note ma gli accenti sono del tutto personali. Un saluto. Silvano
Rispondi
Re: Evviva Pat Martino
di andyfender1 utente non più registrato
commento del 24/01/2011 ore 05:0
Grazie molte ,Silvano, per la tua testimonianza. Hai ragione da vendere: sono gli accenti che fanno la differenza e la riconoscibilità del chitarrista. Ciao. A
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964