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Come sempre la verità sta nel mezzo....credo.

di gibsonmaniac [user #21617] - pubblicato il 11 gennaio 2011 ore 21:35
Ciao ragazzi, scrivo questo post per commentare a mia volta ciò che ho letto nei commenti in un mio post riguardante un video girato in una fabbrica di chitarre in Cina. Colgo anche l'occasione per ringraziare quanti di voi hanno commentato il post con riflessioni degne di nota che mi spingono a esternare a mia volta alcune considerazioni che non riguardano solo la produzione di chitarre.....

La prima cosa che mi viene in mente è che in Cina, come in tutti gli altri paesi con basso costo di manodopera, la salvaguardia della salute dei lavoratori è all'ultimo posto. Sono oramai almeno una novantina i Paesi  nel mondo aderenti al programma ISO (International Standard Organization) ed in questi Paesi  le aziende spendono fior di soldi per rendere gli ambienti di lavoro più sicuri ed il più possibile  protetti dalle cosiddette malattie professionali, questo non per spirito umanitario ma perchè la tendenza delle aziende è quella di acquisire la certificazione ISO  per offrire maggiori garanzie ai loro clienti: aumentando la qualità di tutti i processi industriali aumenta anche la sicurezza e la qualità delle condizioni di lavoro....il risultato è che in tutti questi Paesi la manodopera costa molto di più perchè è più specializzata, i costi di gestione sono più alti perchè gli investimenti strutturali ed in macchinari sono di gran lunga superiori, le materie prime, i semilavorati ed i prodotti finali subiscono lavorazioni più complesse, più sicure ed i controlli di qualità sono più accurati e più selettivi....di conseguenza mi viene anche da pensare che anche la qualità dei prodotti sia superiore in termini di sicurezza verso l'utilizzatore finale: vi ricordate i giocattoli verniciati con materiali altamente tossici pericolosi per i bambini in quanto questi tendono a mordicchiarli? probabilmente non mi metterò a mordicchiare la mia Squier però non  è simpatica l'idea che per tre ore la settimana maneggio un qualcosa di velenoso, di pericoloso.....

Un'altro punto fondamentale che è stato toccato è che ci sono prodotti cinesi (è chiaro che il "cinesi" è riferito a tutto il mondo cheapest) di scarsa qualità e di ottima qualità con tutte le sfumature intermedie....su questo ho le idee abbastanza chiare: questo è sicuramente vero però se dovessi spendere parecchie centinaia di euro per una chitarra non li spenderò mai più  per un prodotto cinese...in passato ho acquistato per 500euro circa una Takamine acustica made in China che, dopo l'entusiasmo inziale, mi lascia abbastanza indifferente: se dovessi ritrovarmi nelle stesse condizioni probabilmente mi cercherei un'alternativa perchè credo che con quella cifra potrei trovare qualcosa di meglio, magari andando su un buon usato....in sostanza non credo che il cinese sia più conveniente sui prodotti di fascia medioalta - alta.

Un'altra cosiderazione è il nostro rapporto con i prodotti di provenienza da Paesi a basso costo di manodopera: come giustamente qualcuno ha fatto notare sembra che sia di moda denigrare la Cina salvo poi approfittare delle opportunità di risparmio che i prodotti cinesi offrono....i prodotti low cost interessano una fetta sempre più grossa di consumatori e non solo perchè gli anni della crisi hanno ridotto le nostre capacità di acquisto ma anche perchè tanti criteri di acquisto sono cambiati ec è cambiata anche la tipologia dell'offerta...l'abbigliamento per esempio ha subito un'impressionante mutamento nei criteri di scelta dei prodotti: quand'ero un ragazzotto comprare un paio di scarpe, una camicia, un giubbotto per "tutti i giorni, per la scuola" era comunque un impegno perchè, per quel poco che si poteva spendere, era comunque una bella spesa anche perchè il capo in questione, magari un cappotto, ti doveva durare un anno o magari due....adesso con cento euro puoi vestirti da capo a piedi fermo restando che  l'abbigliamento di tutti i giorni è diventato alla stregua del materiale di consumo per non parlare dell'elettronica....

Un'altra considerazione che il commento di Simonec78 mi fa venire alla mente è: che cosa facciamo allora? continuiamo così, boicottiamo, ribaltiamo governi, cambiamo leggi, prendiamo le armi???.....francamente non lo so perchè la prima cosa che mi viene in mente è che tutti noi, ME INCLUSO, domattina ci sveglieremo e, una volta espletate le nostre procedure di boot per riconneterci con la nostra realtà, non penseremo più a tutto ciò, torneremo a fare quello che facciamo tutti i giorni e cioè salvare il culo perchè mi rendo conto che i tempi sono davvero duri e le prospettive non sono così floride, per lo meno non per tutti....la forbice tra ricchi e poveri sta diventando più ampia e se qualcuno ha l'opportunità di togliersi uno sfizio e regalarsi un raggio di sole a discapito di un cinese o di un messicano o di qualche altro disgraziato lo farà e non starà troppo a menarsela: "tanto se non lo acquisto io lo acquisterà qualcun altro"...una cosa che si sente spesso dire è che il 10, forse il 15% della popolazione mondiale sfrutta l'80 - 90% delle risorse del pianeta ma io, ve lo dico in tutta franchezza, non riesco a sentirmi colpevole di ciò anche se la cosa mi mette a disagio, soprattutto adesso che, vivendo  a Dubai, tocco con mano tutti i giorni quello che è il classismo, lo sfruttamento, lo schiavismo legalizzato e regolamentato, le caste sociali, l'importanza di appartenere a questa o a quell'altra etnia, il privilegio di cui si gode solo perchè si è arabi o si ha la pelle bianca (siamo appena al di sotto)....Nel mio piccolo l'unica cosa che posso fare è la stessa che probabilmente fate anche tutti voi: ascoltare la propria coscienza e cercare di comportarsi di conseguenza, sempre.

Ciao a tutti voi.


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Punto uno :
di stefano58 [user #23807]
commento del 11/01/2011 ore 22:0
seguire sempre la propria coscenza !!! Anche quando sembra che ci costi qualcosa ( e costa SEMPRE qualcosa....) , anche quando la coscenza comune sembra tirarti da un'altra parte , anche quando perdere un poco dei nostri privilegi può sembrare superfluo , diamo un briciolo di attenzione alla vocina nel nostro cervello che dice che il mondo non finisce fuori dalla nostra porta .D'altronde , siamo tutti fuori la porta di qualcun'altro....Ciao Stefano :-)
Rispondi
Re: Punto uno :
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 11/01/2011 ore 22:1
Credo che sia una di quelle cose che, comunque ti vada la vita, ti consentono di inziare la giornata provando un po' di serenità nel guardare lo specchio....per me è importante.
Rispondi
Il made in China però lo usano pure i Giapponesi!
di FBASS [user #22255]
commento del 11/01/2011 ore 22:1
Visto che non siamo i soli ad usare il "Made in China", però mi viene spontaneo pensare che, se avessimo avuto le "Cinesine" negli anni 60-70, non avremmo dovuto usare quelle barracche di strumenti con cui abbiamo incominciato, sognandoci una Fender ed una Gibson, per noi irragiungibili all'epoca, già le Hofner erano un traguardo. Se andiamo a spulciare nel mondo dei PC, tutto è made in China, anche il mio Micro Cube Roland è made in China, anche i Peavey Max 126 e 110 ed il VOX Pathfinder 15, la testata Epiphone Valve Junior (la cassa non l'ho presa perchè lo speaker Eminence mi sapeva di Sol Levante, con magnete troppo piccolo per i 70 W dichiarati, la uso con la mia Marshall 1912). Fortunatamente sono riuscito a far fuori la mia Squier Bullet Strat, ora ho una Squier Standard Series made in Indocina, ma il Basso OLP Sting Ray 5 è made in China, non mi ricordo di dove cavolo è la Epiphone SG mod. 310, ma gli strumenti di maggior pregio sono davvero tutti made in USA o Japan? La mia Fender Teleacustic è anch'essa made in China, però la Epiphone FT-160, periodo Norlin, è made in Japan, così la Telecaster Pasley e la Mustang, e suonano bene; ho comprato un oscilloscopio digitale doppia traccia della Marcucci, guarda caso è pure lui made in China, ma in Italia si fa più niente, compreso le marche prestigiose della moda, con quello che costano le scarpe e le borse griffate, ne so qualcosa nel periodo natalizio? Ciao da Franco, PS) ma sti nostri ragazzi che speranze hanno di trovare lavoro quì! Io, nei corsi passati di qualità aziendale, sono diventato un esperto di TQM, MBO, ISO 9001 e Vision, nonchè di Dlgs 626/94 e Dlgs 81/2008, non so se c'è qualcosa di simile in China!
Rispondi
non-violenza
di simonec78 utente non più registrato
commento del 11/01/2011 ore 23:0
Be visto che mi tiri in ballo in modo diretto dico : mai detto che si debba prendere in mano le armi, quanto di più sbagliato. Ne abbiamo altre molto più efficaci. I governi poi si possono cambiare in modo del tutto pacifico. Dal mio punto di vista poi riesco a vivere benissimo pur consumando consapevolmente nonstante la mia condizione di precario. Ok, non ho famiglia a carico e devo rinunciare a molte cose. E' tutta una questione di quali valori soggettivamente ognuno mette ai primi posti. Per la mia esperienza ho visto molte volte aziende cambiare atteggiamento in virtu dello zero virgola dei profitti in meno causati dal metodo del boicottaggio. Informare ed informarsi. In tutti i paesi (nord-africa ad esempio) in cui la mia condizione fortunata mi permetteva di spendere molto meno rispetto a qui ho sempre cercato di rendere ai venditori il giusto compenso, anche per quello che riguarda gli strumenti musicali. E' il principio dell' equo solidarietà, una realtà che funziona e che innesca un circuito positivo. Vi ricorda qualcuno un certo Ghandi. Un eroe, o un morto ammazzato forse. Basta scegliere. Scusa la precisazione, ma ci tenevo a precisare la mia posizione non-violenta, anzi mi dispiace aver dato un' impressione contraria.
Rispondi
Re: non-violenza
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 12/01/2011 ore 04:5
No, no....scusa ma quelle erano riflessioni mie che andavano da un eccesso (il non far niente) all'altro (le armi).
Rispondi
Re: non-violenza
di simonec78 utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 11:2
ma di cosa. Già solo il fatto di parlare di questi argomenti e di stimolarne la discussione è molto positivo. Alla prossima !
Rispondi
Ciao Paolo, ho appena finito di rosicchiare la ...
di paulquinn utente non più registrato
commento del 11/01/2011 ore 23:1
Ciao Paolo, ho appena finito di rosicchiare la paletta della Strato, devo dire che non è male, ed è made in USA, non dovrebbe farmi poi male... Hai ragione, la forbice si allarga, dovremmo boicottare i prodotti cinesi, ma la cosa più preoccupante è che la classe imprenditoriale italiana vorrebbe vedere tutta la classe dipendente italiana nelle stesse condizioni dei cinesi... Purtroppo è così! Paul
Rispondi
Re: Ciao Paolo, ho appena finito di rosicchiare la ...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 12/01/2011 ore 04:5
L'Italia è un paese con 60 milioni di abitanti dei quali almeno l'8% sono imprenditori, un panorama unico in tutta Europa: imprenditore lo sono stato anch'io e ne ho conosciuti tanti: ti assicuro che non è così, questo è uno di quei casi dove, secondo me, a generalizzare si commette un errore madornale.
Rispondi
Re: Ciao Paolo, ho appena finito di rosicchiare la ...
di paulquinn utente non più registrato
commento del 12/01/2011 ore 10:0
Hai ragione, fortuna che qualcuno un minimo di etica ancora la tiene, ma purtroppo, nella maggior parte dei casi la logica del "massimo profitto e massima crescita a tutti i costi" fa ben poche eccezioni anche da noi. E cosa dire poi delle migliaia di industri tessili italiane che fanno produrre in Cina ad 1 per poi rivendere da noi a 20? E ti assicuro che non è un rapporto preso a caso, sono dati che mi sono stati riferiti (orgogliosamente), da un carissimo conoscente, figlio di imprenditori tessili. Paul
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"ascoltare la propria coscienza e cercare di ...
di hivez [user #9272]
commento del 11/01/2011 ore 23:3
"ascoltare la propria coscienza e cercare di comportarsi di conseguenza, sempre." Sempre!
Rispondi
Il problema purtroppo viaggia su un filo di ...
di gravola [user #24284]
commento del 12/01/2011 ore 11:3
Il problema purtroppo viaggia su un filo di rasoio sottilissimo. Possiamo stare qui a parlare per ore ma credo che le stesse aziende produttrici ci aiutano a scegliere in una direzione. Già....! Se un'azienda a marchio europeo o americano o che volete voi, produce in cina, non capisco tutta questa difficoltà a comprare un prodotto fatto in cina ma commercializzato direttamente da un marchio cinese. Non farlo vorrebbe dire sudditanza psicologica. Io sono più che convinto della qualità dei prodotti italiani....quelli fatti al 100% in italia. Pero' se devo comprare il prodotto che esce dalla stessa fabbrica in cina a due prezzi diversi, solo perchè uno ha il marchio italiano, mi girano leggermente.......anche perchè io a sta storia dei marchi con il controllo qualità ci credo davvero poco. Riguardo al ragionamento etico sul lavoro.....dal nostro punto di vista da occidentali probabilmente abbiamo ragione....ma io credo che certi popoli debbano poter evolversi e scegliere da soli....non è che dobbiamo sempre arrivare noi occidentali a dire cosa è giusto e cosa no.....prima o poi lo capiranno anche loro.... se crederanno che sia giusto capirlo
Rispondi
Re: Il problema purtroppo viaggia su un filo di ...
di gravola [user #24284]
commento del 12/01/2011 ore 11:3
Dimenticavo..... non è che comprando una fender made in usa non do i soldi ad un gruppo che investe in cina
Rispondi
Carissimo Non ho letto il post precedente ma ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 12/01/2011 ore 12:4
Carissimo Non ho letto il post precedente ma ... su questa tua riflessione vorrei dire due cose. 1. se guardassimo all'"oggi" con gli occhi dei 'nonni', delle generazioni precedenti, di persone che hanno veramente vissuto il periodo di guerra mondiale e il successivo post-guerra, .... considereremmo 'crisi' non poter comprare dai 3 ai 5 regali ai bambini sotto le feste o per i compleanni ?! .... considereremmo 'crisi' mangiare ogni volta 3 volte al giorno ? .... considereremmo 'crisi' non poter andare in ferie in estate E in inverno ? ***** Non lo sò !?!? **** 2. su una cosa non c'è dubbio alcuno. La "crisi" che stiamo vivendo NON è quella che ci fanno vedere. Quella è la "facciata", la 'maschera' del cambiamento RADICALE dei TEMPI. E' la naturale 'evoluzione' della società che passa le sue ere secondo tempi, dicamolo pure' "predestinati". L'"evoluzione dell'uomo" passa inevitabilmente attraverso il ..... dolore e la sofferenza. Io non sò perchè debba essere così ma ...... purtroppo lo vedo. L'economia fà parte del "sistema che andava bene nel passato" .... se il passato và verso il futuro ... il "sistema che andava bene nel passato" NON và più bene. Non PUO' andare più bene ..... esattamente come se tu volessi indossare i tuoi abiti da bambino. SaluToneS
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