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Esperienze di Home Recording - Prima parte

di Maurizio Piccoli [user #26523] - pubblicato il 23 dicembre 2010 ore 09:33
Dagli anni cinquanta all'avvento del digitale - Parte Prima. Credo siate d’accordo con me se dico che la fantasia è l’Altra Stanza, quella in cui desideriamo entrare quando la Stanza del Vero in cui viviamo è così piena di sé, spesso fastidiosamente, che impedisce i passi alla nostra immaginazione, ci obbliga ad annusare gli stessi profumi.

Spesso verso l’Altra Stanza ci dirigiamo quando il vero si presenta a noi velato, quel tanto da metterci in moto un pensiero “creativo”. Quando si verificano le situazioni predette, siamo stimolati a inventarci un diverso quadro possibile o a completare quello sfuocato arrischiando di precisarlo dipingendolo con i nostri “potrebbe essere così”.  Poco importa che i tasselli immaginati siano credibili, coerenti con il reale. Il grande è cavarne fuori una “visione” soddisfacente, anche non vera, condita del nostro compiacimento. Il bello è mettere in moto la macchina del possibile, far andare le bielle della fantasia verso un celeste più celeste del celeste, verso profondità più profonde del più profondo, verso paesaggi e orizzonti che ci sarebbero negati se fossimo schiavi dei dati del reale fornitici dai sensi. Vedere di più di quello che vedono gli occhi è la grande opportunità che abbiamo tutti. Così come possiamo “sentire” di più di quello che captano le orecchie e soffrire di più di quanto previsto nel menù del nostro cuore.

Scampoli di pensieri

Ma cosa c’azzecca tutta questa roboante, pseudo-filosofica premessa con la storia della registrazione casalinga?

Dopo più di quarant’anni di questa deliziosa pratica mi pare, sottolineo mi pare, di aver capito i tanti difetti della “perfezione” dei 24 bit, dell’editing maniacale, dei suoni iper-realistici, dell’invadenza sonora sia per livello che per frequenza. E che su tutto e su tutti aleggia un grave difetto: lo scarso utilizzo della fantasia. Direi da parte un po’ di tutti gli addetti ai lavori di musica,  home recordist inclusi; quindi da chi la compone, da chi la realizza e, senza colpa, anche da chi l’ascolta. La poca sollecitazione ad andare oltre il facilmente realizzabile, il facilmente ascoltabile e  il facilmente digeribile (non considerando le banali invenzioni dei suonini o delle cazzatine paganti solo i discotecari), credo sia provocato, da un lato, dal robustissimo realismo e dalla disarmante bellezza sonora di molte realizzazioni attuali; e dall’altro, dal malsano condimento delle varie opere musicali (canzoni, colonne sonore, ecc.) con tutto l’immaginario sonoro immaginabile, grazie all’uso di un’effettistica dalla precisione chirurgica ed efficacia mortale, invadente tutto il pensabile possibile e suggerente anche “il di più” possibile. Tutta questa realtà sonora, sparata ben oltre il normale livello di sazietà degli ascoltatori, crea invalicabili muri per la loro immaginazione. La diffusa elargizione di tali proposte, appaganti l’immediato ma straordinari killer del motore della fantasia, fa sì che l’immaginare sia da molti vissuto come sport stancante e inutile data la sovrabbondanza di merce gratuita. Pare proprio, per dirla con Pavese, che “immaginare stanca”.

Viviamo in un’epoca in cui le voci dei cantanti sono collocate in un “ambiente” che ora suggerisce lo spazio siderale ora il chiuso del nostro stomaco, tanto è l’effetto presenza. Nei film le porte si chiudono con fragori da cataclisma e le stanze sono abitate da una rumoristica assurda. Il suono di una cassa di batteria muove una devastante parete d’aria e quello di un violoncello ci può offrire la sensazione di ascoltarlo come fossimo posizionati all’interno del suo corpo risuonante.

In questo clima di abbuffate sonore oltre misura, di sazietà immobilizzanti, la pratica dell’home recording, pur tendente anch’essa ai vizi descritti ma trattenuta da difficoltà di budget e di gestione del complesso “circo digitale”, mi ispira pensieri di salvezza, di distorta ma comunque ancora quasi-sana vitalità.Terroristicamente e ingenuamente mi vien da pensare che non sarebbe poi male tornare in molti settori, anche in quello della registrazione casalinga, ai tempi “magri” (tecnologicamente parlando) della musica suggeritrice, che altro poi non è che la musica vera, catturata nell’urgenza della necessità espressiva, senza mille trucchi o il condimento di idiozie, funambolismi, prospettive distorte, pernacchie e bomboloni. Beate, vecchie registrazioni nelle quali se c’era un pirla che cantava stonato in una stanza vuota con riflessioni suggerenti solitudine rimaneva un pirla stonato in una stanza vuota .... eccetera eccetera, con tutto il suo bel vestito di fruscio sulla testa e le scarpe targate Ronzio. Niente AutoTune, niente rapporti Segnale/ Rumore elevatissimi da camera anecoica trasformata poi in una large hall, niente sfregolii, calorie e armoniche gratis regalate da mic o preamp valvolari! Tutto risultava vero, magari “fisicamente” piccolo ma grande nella sua ricchezza di scampolo sonoro con furto d’anima accluso.


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Gran bei ricordi:))
di saketman2 [user #18572]
commento del 23/12/2010 ore 11:2
Confesso che alla vista di quel registratore a bobina Geloso ( almeno mi pare che sia quello, quei pulsantini colorati me li ricordo bene) sono stato preso da un tuffo al cuore... No, no non esagero. Mi ricordo bene quei tempi e le registrazioni casalinghe quando non si doveva fiatare prima del "rec" e quando ancora...se si sbagliava non c'era quasi la possibilità di corregere quei toni che si impastavano per la troppa potenza del volume degli ampli rispetto agli esili microfoni di quei registratori. Eppure mi ricordo bene quanta passione c'era nel fare quelle registrazioni. Io ai tempi avevo un Lesa a bobina e mi ricordo che ogni volta che suonando si toccavano i led azzurri (o verdi...beh non ricordo bene), si titubava un attimo e si batteva col plettro meno vigorosamente sulla chitarra... Sapevamo bene che il toccarsi di quelle due lucine significava che la nostra registrazione avrebbe potuto avere un tono impastato. Eppure così facendo, quasi involontariamente, non ci accorgevamo che apprendevamo quel "tocco" che tanto è importante. Oggi si sa, tutto è più facile. Ci sono programmi che addirittura ti correggono gli errori , tento per dirne una, ma quella spontaneità ( come giustamente dici del "pirla" che parlava senza vedere che avevi già schiacciato), non era poi tanto male. Mi ricordo poi che gruppi importanti come i Beatles avevano anche inserito nei loro L.P. dei brani in cui le risate e qualche corda muta , facevano da sfondo. Eppure sono rimasti nella storia della musica. Quelle registrazioni così creative e spontanee servono a rendere la musica un terreno meno asettico, quasi, nella sua imprecisione, più accessibile ed alla portata di tutti. In un certo senso ognuno di noi, sentendoli, ha la chiara sensazione che tutto sia possibile, anche se al di sopra delle proprie capacità.
Rispondi
Stavo giusto chiedendomi come mai questo post ...
di Signor_EMME [user #24839]
commento del 23/12/2010 ore 11:2
Stavo giusto chiedendomi come mai questo post non fosse in home. Complimenti, ovviamente all'autore ma anche alla redazione che offre la giusta visibilità alle cose che la meritano. M.
Rispondi
Mi permetto di risponderti con un ...
di francescoRELIVE [user #13581]
commento del 23/12/2010 ore 11:5
Mi permetto di risponderti con un link: vai al link Penso che molte risposte che volevo dare le ho già scritte li :D Altre invece... rimangono incognite.
Rispondi
boh.. se uno vuole fare musica come ai ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 23/12/2010 ore 12:0
boh.. se uno vuole fare musica come ai "vecchi tempi" nei quali correggere era piu' difficile (ma non impossibile), puo' farlo.. qual'e' il problema?
Rispondi
Re: boh.. se uno vuole fare musica come ai ...
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 23/12/2010 ore 13:2
Caro Yasodanandana, io direi "si potrebbe". Non so tu, ma io non riesco più a trovare "la testa" di quel tempo. Gli strumenti vecchi ce li ho ma manca "l'atteggiamento" di una volta verso gli stessi e devo combattere contro l'esperienza che mi chiede "Perchè usarli se oramai anche la creatività tiene inevitabilmente conto di tutti i progressi fatti e la verità compositiva non è più la stessa. Sei fortunato se il tempo non è riuscito a cambiarti e riesci facilmente a vincerne gli effetti. Sei in dirittura d'arrivo per l'immortalità! Salutoni e buone feste! Maurizio Metamauco Piccoli
Rispondi
Re: boh.. se uno vuole fare musica come ai ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 23/12/2010 ore 13:4
non e' questione di rispolverare i vecchi strumenti.. si puo' fare anche con i mezzi moderni... con i registratori software.. se cio' che non piace e' una certa corsa al perfezionismo, alla parossistica correzione delle tracce ecc. ecc., si registri pure e si mix senza editare o editando solo leggermente.. fra l'altro esiste musica fatta in questo modo.. e' certo pop che, per quanto a me la cosa non disturbi (dato che mi interessa solo se il risultato finale mi piace...), che e' ossessivamente "perfezionato"
Rispondi
Re: boh.. se uno vuole fare musica come ai ...
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 23/12/2010 ore 13:5
Forse non mi sono spiegato. E' il rapporto tra strumenti e il suo utilizzatore che è cambiato e che ritengo irriproducibile. Guarda che sto parlando di home recording e non di registrazione professionale. Mi sorge il dubbio che nei primi tempi di questa "era" tu non ci fossi. Quando hai iniziato a fare home recording? Che strumenti usavi? Salutoni Maurizio Metamauco Piccoli
Rispondi
Re: boh.. se uno vuole fare musica come ai ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 23/12/2010 ore 13:5
===E' il rapporto tra strumenti e il suo utilizzatore che è cambiato e che ritengo irriproducibile==== allora.. se il problema e' che ci sembra che oggi molta musica sia eccessivamente "corretta", esiste anche l'approccio di chi la musica non la corregge cosi' tanto. Anzi.. siccome oggi il mercato e' agonizzante, anche nelle proposte di maggior successo, merita fare la musica che vogliamo. Quindi, se uno vuole registrare per poi realizzare brani "cotti e mangiati", oggi e' aiutato dalla tecnologia piu' di quanto non lo fosse decenni fa.. E molti lo fanno.. quindi ritengo che sia una questione di volerlo fare, piu' che di un approccio teconologico che ce lo impedisce.. per il resto, servono le "referenze" per poter esprimere educatamente un parere? ;-)
Rispondi
Re: boh.. se uno vuole fare musica come ai ...
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 23/12/2010 ore 16:3
Continuiamo a non capirci e mi riscuso ma non mi sembrava di essere così oscuro. Stai solo seguendo i tuoi pensieri e "mi fai dire cose che non dico e che non penso". Non capisco poi il discorso delle referenze ma mi si irrobustisce il pensiero che forse negli anni Sessanta nemmeno c'eri. Cordialmente e chiudo. Maurizio Metameuco Piccoli
Rispondi
Re: boh.. se uno vuole fare musica come ai ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 23/12/2010 ore 16:4
===Non capisco poi il discorso delle referenze=== molto semplice.. siccome ho un'idea differente dalla tua, la ragione e' che ho qualche difetto... per esempio pensi che chi ha un'esperienza che risalga ai tempi nei quali hai iniziato tu, non possa non pensarla che come te.. infatti: ===ma mi si irrobustisce il pensiero che forse negli anni Sessanta nemmeno c'eri.=== a me sembra che il mio discorso fili anche senza presentare il curriculum.. :-)
Rispondi
Anch'io usavo un Lesa,non era male,peccato che ...
di franco1947 [user #16790]
commento del 23/12/2010 ore 13:2
Anch'io usavo un Lesa,non era male,peccato che fosse monofonico, ma le registrazioni al riascolto meravigliavano per la qualità, non male per quei tempi. I Led però erano ancora da inventare, allora si usava una valvola detta "OCCHIO MAGICO" tipo EM86/87 che con i suoi colori verdastri indicava molto bene se c'era saturazione e quindi si doveva "picchiare di meno" . Poi sono arrivati i REVOX, altra storia...
Rispondi
L'amico del Lesa
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 23/12/2010 ore 13:3
Che interessante sentir raccontare le varie esperienze! C'è un velo di nostalgia, o malinconia, ma il calore del racconto personale è sempre presente e spero scaldi almeno un po' i lettori giovanissimi che di Geloso e altro vecchiume non ne hanno mai sentito parlare. Saludos! Maurizio Metamauco Piccoli
Rispondi
Re: L'amico del Lesa
di saketman2 [user #18572]
commento del 23/12/2010 ore 20:2
Sai Maurizio, se ti riferisci a me, sappi che il Lesa ce l'ho ancora:)) A parte queto, che potrebbe essere una mia deformazione legata anche ai ricordi, devo dire che ho capito bene il senso del tuo post. Anzi ti posso dire che ,anche nel mio campo lavorativo (io sono un "creativo") l'arrivo dei computer o dei Mac ( comunque li si voglia definire, ha ucciso la pura creatività. Le idee venivano, parlando, ridendo, cazzeggiando e scarabocchiando dei rough su un foglio...e che idee:)) Poi con l'arrivo dei vari Mac o Pc, ci si è affidati ai programmi...a quelle situazioni che "photoshop" o "flash" ti proponevano (tanto per citare quei prograsmmi maggiormente responsabili). Intendiamoci, io non li condanno, anzi, nei loro "ranghi" hanno semplificato di molto il lavoro . Ma ripeto...nei loro ranghi. Ma veniamo ora al discorso "creativo musicale". So come te che ai tempi queste cose erano il top per le registrazioni "fai da te" quindi per noi quei mezzi erano l'equivalente di un programma di registrazione istallato oggi nel nostro Computer di casa. Ma, il punto è diverso... Sempre più volte sento ragazzi dire: voglio suonare quel pezzo del "pincopallino", quindi mi serve la chitarra come la sua, l'amplificatore, come il suo, i pedali come i suoi.... Si ma... ecco cosa c'era di diverso una volta. Vuoi il fatto che pochi si potevano permettere di organizzarsi così...ed allora si dava più sfogo alla creatività. Magari ci si ispirava ad un brano per poi, cercare con i propri mezzi a fare del nostro meglio. tutto questo rendeva più facile l'essere "creativi". anche per gli stessi effetti, davvero un tempo poco diffusi in Italia, si dava così sfogo al cercare di "riempire" quelle mancanze che in realtà...mancanze non erano:)) Scusami se sono stato prolisso:))
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Forse sarò troppo giovane per capire però mi ...
di reverendo85 [user #26832]
commento del 23/12/2010 ore 15:0
Forse sarò troppo giovane per capire però mi sembra un po' un luogo comune associare la vecchia tecnologia alle cose fatte col cuore e la tecnologia moderna a composizioni fredde e sterili. Un conto è parlare di ispirazione e un conto è parlare dei mezzi e modi utilizzati. Per come la vedo io sentire uno che parla nella registrazione non è arte ma una cavolata. I Beatles non è che in tutte le loro canzoni si divertivano a rovinare le registrazioni parlando sopra ma lo hanno fatto come cameo. Catalogare "un po' tutti gli addetti ai lavori di musica, home recordist inclusi" come persone che non usano la fantasia perchè cercano di fare e fare bene insieme mi pare una conclusione agghiacciante. Purtroppo questa è l'eterna lotta tra generazioni, non una discussione analogico-digitale, dimostrata dal fatto che citi proprio la "vera musica". Cosa sarebbe la vera musica? Ognuno ha il suo periodo e genere preferito, che sia metal anni 2000 o rock anni 50, piuttosto che country, liscio o classica. Non per questo però dobbiamo per forza imporre la nostra musica come vera musica. O incitare a tornare ai tempi magri... Ma non era mica l'ispirazione e l'attimo della vena che contavano? Ecco che con il pc di casa e un'interfaccia/microfono da pochi euro si può registrare con qualità più che dignitosa semplicemente premendo un bottone e rimanendo dei pirla stonati ma senza i fruscii. Se poi ti piaciono e li vuoi mettere dopo fai pure, però finiresti per essere il robot che tanto hai demonizzato nel post, che pensa di più all'aspetto di post produzione invece che a fare musica.
Rispondi
Re: Forse sarò troppo giovane per capire però mi ...
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 23/12/2010 ore 16:5
Quante incomprensioni! Mi scuso se posso aver indotto a scontri generazionali o altro. Chi faceva home recording negli anni Sessanta era implicito che cercasse di fare il meglio possibile con le macchine di cui disponeva ma queste erano così poche (sto parlando, ripeto, degli home recordist non degli studi di registrazione che erano comunque "poveri" anch'essi) che rimaneva più tempo per il pensiero creativo tanto era pochino quello che si poteva fare con registratore, microfonino e poco altro. Almeno questa è la mia esperienza dopo quasi 50 anni di home recording. Ora rilevo infatti che la possibilità di vestire in 4 e quattr'otto un brano appena abbozzato con una parte di orchestra d'archi eccezionale mi condiziona, senza volerlo, il lavoro di costruzione del brano e a volte me lo porta in direzioni che forse non volevo. Questi "attentati", questi facili abbellimenti alla creatività durante il farsi di un brano li giudico personalmente devianti. Anche avendone coscienza a volte non riesco a sottrarmi al fascino di tutto quello che la tecnologia mi offre e mi ritrovo spesso distante dal risultato artistico che mi proponevo, abbagliato dalle mille risorse disponibili. Questo è quello che ho personalmente vissuto e che vivo giornalmente. Cerco di raccontarlo e non pretendo altro.
Rispondi
Re: Forse sarò troppo giovane per capire però mi ...
di reverendo85 [user #26832]
commento del 23/12/2010 ore 17:2
Per le eventuali incomprensioni mi scuso, ma ho cercato di prendere il testo per quello che era. Dalla risposta attuale si intuisce meglio il taglio che volevi dare e che mi sembra più sensato (alcune frasi del post originale erano un po' delle mine vaganti). Un paio di ragionamenti me li pongo anche io tipo: 1) conta veramente così tanto l'attimo e l'intuizione del momento? Ripescando per esempio nella pittura io ci vedo molteplici interpretazioni, tipo espressionismo che puntava tutto sul momento o forme varie di realismo più o meno tirate. Un esempio calzante potrebbe essere Caravaggio, che certo vuole rappresentare il momento ma lo fa in un modo più studiato e non affrettato. 2) su quello che dici ora del partire con un'idea e ritrovarsi deviato mi sono sempre chiesto: è l'idea iniziale che conta o il percorso? Magari l'idea iniziale era veramente bella, magari il percorso ci ha permesso di tirare fuori qualcosa di migliore. Certo è difficile dire cosa sia meglio. In generale però il mio pensiero mi porta a pensare una cosa: avere delle possibilità in più ci apre delle porte ma non ce ne chiude. Sta a noi decidere come sfruttare il tutto adeguatamente. Senza rimanere inscatolati nel sistema "tutto pronto subito ma tutto uguale" e senza limitarsi inutilmente le possibilità perchè "sarebbe troppo facile". E' ovvimente il giusto mix che premia. Felice della spiegazione, saluti.
Rispondi
Tecnici del suono e produttori musicali.
di Baccanali [user #21121]
commento del 23/12/2010 ore 15:3
Nel mio piccolo è da anni che combatto contro il perfezionismo nelle registrazioni digitali. Registro tutto "alla vecchia maniera" pur con strumentazione moderna, ricerco il suono dello strumento giusto per me e l'ambiente adatto per le riprese prima della registrazione e se non riesco a suonare la mia parte dall'inizio alla fine del pezzo, significa che ho bisogno di studiarla meglio (no che posso registrarla a pezzi!!). Infine non scelgo la traccia più perfetta dal punto di vista esecutivo, ma quella più vicina alla sensibilità che voglio ottenere dal pezzo. Avevo già detto in alcuni vecchi post che mi sembra spesso di essere circondato da molti "tecnici del suono" e pochi "produttori musicali" nel vecchio senso della parola. Soprattutto a livelli non professionistici, sento registrazioni che suonano tutte uguali: gruppi nostrani, di generi tra loro completamente distanti, con demo tutte uguali, stesso suono, stessi metodi d'approccio; sembra che tutti abbiano registrato nella stessa stanza, con gli stessi strumenti e con lo stesso fonico ad aiutarli. Cordiali saluti D
Rispondi
L'avevo anch'io ma lo regalai ad un collega, almeno ho fatto una buona azione
di FBASS [user #22255]
commento del 23/12/2010 ore 18:0
Il Gelosino l'avevo anch'io e lo usavo per registrarmi agli inizi del 1966 quando "strompazzavo" con il Sassofono e l'armonica ( tentai pure la fisarmonica ma poi passai alla chitarra elettrica solista perchè preferivo suonare senza fare ginnastica contemporaneamente ). Circa 18 anni fa un collega me ne dette un'altro da riparare perchè aveva ancora dei nastri con la voce della sua povera mamma, non era però riparabile per usura meccanica ed io gli ho regalato il mio che era ancora in perfette condizioni ( era color nocciola ed aveva i tasti colorati cilindrici e due valvole). Ho però ancora il molto successivo 4 piste TEAC 3440 ed il musicassette a 4 piste con mixer Yamaha che sono in condizioni egregie e fanno il loro dovere ancora oggi, non ricordo che fine fece però il Philips K 7 a cassetta mono erede del Gelosino, ho anche una bobinetta di nastro Geloso che usavo per gli anelli chiusi dell'echo Metropolitan Meazzi, ma già ero passato alla chitarra prima ed al basso poi, quanti ricordi! Franco 50
Rispondi
Re: L'avevo anch'io ma lo regalai ad un collega, almeno ho fatto una buona azione
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 23/12/2010 ore 19:3
Leggo che hai fatto un bel percorso e spero che le stazioni di arrivo ti abbiano gratificato e che continui a morsicare un po' di piccola felicità suonando, componendo e cazzeggiando come facciamo un po' tutti. Il Gelosino che c'è nella foto è uno della mia piccola collezione di Geloso perchè poi sono passato anch'io al Teac (il 3340, il modello prima del tuo) e successivamente al computer (prima APPLE IIe e poi tutta la serie di Atari). Racconterò nei prossimi post le mie esperienze e, in fondo, facendo della mia storia personale una piccola parte di storia dell'home recording in Italia. Salutoni! Maurizio Metamauco Piccoli
Rispondi
Re: L'avevo anch'io ma lo regalai ad un collega, almeno ho fatto una buona azione
di FBASS [user #22255]
commento del 23/12/2010 ore 21:0
Adesso che sono in pensione ( ero Capo Settore Tecnico delle FS spa ), ho ripreso a suonare lo strumento che ho imbracciato poi per 43 anni, il basso elettrico ( non fu una mia scelta, me lo imposero gli altri, sono però rimasto bassista Fenderiano convinto, ho tre Bassi Fender vintage, due Music Man, un Gibson G 3 ed un Hofner Violino, più 17 chitarre tra Fender e Gibson, Washburn ed Epiphone, Di Giorgio e Takamine, più un Violoncello 3/4 ed una Viola, un Sax Yamaha contralto, due clarinetti di cui uno della stessa marca, un Flauto Traverso Muramatsu in Argento, 5 Armoniche Hohner, molte percussioni Lp, un Piano Fender Rhodes 88 Mark 1 ed un Metallofono Musser, svariati ampli di cui due Fender, Bassman 100 e Supertwin, ti risparmio gli altri ). Comunque sono Ingegnere Elettrico e lavoro moltissimo sui PC, pubblico ricerche Universitarie e lavoro in Programmazione ad ogetti, C++ e Matlab. Ciao da Franco 50 ( PS.faccio il tecnico riparatore da 44 anni nel campo degli amplificatori ed effetti, anche luce, moltissimo su apparecchiature HI-FI e Valvolari, sono più conosciuto per questa attività a Napoli e Sud in genere, ho resuscitato un'infinità di Binson echorec e ne posseggo uno mod 603 a Racktrovato nuovo di zecca a Latina )
Rispondi
Re: L'avevo anch'io ma lo regalai ad un collega, almeno ho fatto una buona azione
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 23/12/2010 ore 22:4
Fiuuuuuu! Puoi metter su un negozio! Ma con la registrazione casalinga prima dell'avvento dei computer come te la cavavi? Ciao Maurizio Metamauco Piccoli
Rispondi
Re: L'avevo anch'io ma lo regalai ad un collega, almeno ho fatto una buona azione
di FBASS [user #22255]
commento del 24/12/2010 ore 08:4
Me la cavavo, me la cavavo! avevo pure due REVOX A 77 e ci facevo l'echo usandoli in contemporanea con una sola bobina, partendo dal primo e riavvolgendola su secondo e regolavo il tutto variando le loro reciproche distanze, ma erano gli anni 70th ed avevo ancora "La Capa Fresca", ora uso "Fruit Loop" e me passata pure la voglia, suono ancora ma non c'è più l'entusiasmo degli anni 60-70, visto le difficoltà anche delle nuove norme in materia e gli "stramaledettissimi" Midi Files eTastiere dedicate, hanno ucciso l'improvvisazione e la possibilità di personalizzazione del singolo, magari anche sbagliando qualche nota, ma c'era comunque imperante il fattore umano e l'interpretazione. Franco, auguri di Bun Natale ed un Felice Anno Nuovo.
Rispondi
Re: L'avevo anch'io ma lo regalai ad un collega, almeno ho fatto una buona azione
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 24/12/2010 ore 09:0
Il fatto di non "aver più la capa" e un calo di entusiasmo credo siano da considerare fisiologici! L'urgenza di dire si raffredda, con l'età sappiamo sempre più chi siamo e il desiderio di "cantarci" cala. Forse, dato quel po' di auspicabile saggezza in più che ci ritroviamo, sarebbe il caso di trasformarci in cantautori a tema politico e sociale ma poi credo subentri quel "e chi me lo fa fare" e ci accarezziamo l'anima con qualche suonatina bagnata di buon vino!!! Salutoni! Maurizio Metamauco Piccoli
Rispondi
Accordiano dell'ultima ora
di adriano26 [user #24319]
commento del 26/12/2010 ore 04:5
Ciao a tutti ragazzi.Sono un'accordiano dell'ultima ora in tutti i sensi,sia per iscrizione,sia per età(ho 26 anni).La mia "esperienza" nell'home recording,è breve,ed iniziata nell'ultimo anno.Ciò che in genere a me preme registrare,sono essenzialmente pezzi voce e chitarra,a cui magari cerco di dare un pò di colore(VST o effetti vari).Ed in genere,la "prima",è sempre quella buona,perchè suona "sporca","spontanea","fresca".Ma poi.....mi ricordo che la chitarra deve essere meno "sporca",la voce piu "curata",ed inevitabilmente,cancello e rifaccio tutto innumerevoli volte,provocandomi infinite frustrazioni!!!2 settimane fà,invece,il miracolo:devo registrare un'accompagnamento con l'acustica per provare un mio pezzo.Metto il click a tempo.Premo rec.E vado.Non è mai uscita una traccia cosi bella nel suono,piena,e sopratutto,semplice,senza equalizzare o aggiungere altro....se facessi sempre cosi,risparmierei tempo,e le cose avrebbero un loro senso.Magari poi,le tracce in se farebbero cagare chiunque,ma se "sento" che riesco a dare il senso di ciò che volevo esprimere,poco importa se c'è un pò di feedback perche registro seza tappabuca o altro!Molti pezzi che sento in giro,sono "iperprodotti",troppo perfetti,e perdono il senso iniziale per cui magari sono stati composti...spero di essere stato chiaro nell'esprimere un mio pensiero,buone feste a tutti!!
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