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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Più preparazione e meno cose da dire?

di dale [user #2255] - pubblicato il 22 dicembre 2010 ore 08:56

Prendo spunto dal TG2 dossier linkato da Francesco sull'essere musicisti professionisti oggi, per una piccola riflessione.

 

Negli anni in cui sono nate le grandi band che hanno fatto la storia del rock (Beatles, Stones, Led Zeppelin, WHO ecc..) i musicisti solitamente avevano scarsa preparazione e strumentazione precaria, alcuni membri della band furono scelti proprio perchè possedevano una batteria, piuttosto che amplificatori, chitarre ecc...

Però le band nascevano a decine perchè la gente aveva qualcosa da dire, un po' come i vecchi bluesman d'oltre oceano; raccontavano storie, parlavano per le prime volte di sesso, di droga, di anticonformismo.

E hanno fatto la storia.

Oggi,in Italia,  senza generalizzare ed escluse poche band di rilievo, ci troviamo quasi nella situazione opposta; siamo in genere molto più preparati e con strumentazione top di gamma rispetto ad un Keith Richards, Johnny Cash,o a Neil Young agli inizi, ma a 25/30 anni siamo ancora lì a fare cover, a suonare per l'ennesima volta Back in black, Heartbraker ecc...Grazie ad internet sappiamo tutto su effetti ed ampli valvolari, sul Custom Shop, ma poi usiamo queste belle cose per riprodurre (spesso male) brani storici e basta. Non ci sono mai state così tante scuole con insegnanti qualificati, ma che sfornano preparatissimi chitarristi che, se va bene, finiranno a suonare con Gigi d'Alessio e saranno condannati ad una vita di precariato.

E' molto difficile trovare band che facciano pezzi propri non banali e scontati, a livello professionale troviamo i soliti nomi che sembrano fare gli stessi pezzi da 20 anni.

C'è un appiattimento artistico? Culturale? Le migliori band (Afterhours, MK)  rimangono nell'ombra e i riflettori sono per Tiziano Ferro, Renga, Pausini, Ligabue ecc..?la colpa è del mercato?Delle Major?Di internet, di MTV e della globalizzazione? Siamo sicuri? Una volta si vendevano milioni di copie con dischi storici, chi è in grado oggi di sfornare un Sgt. Pepper's, Harvest, ThE Wall, Aftermath?

Abbiamo meno cose da dire?

Abbiamo la "pancia piena"?


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Perfettamente d' ACCORDO su tutto, tranne sul ...
di Aurelinho utente non più registrato
commento del 22/12/2010 ore 10:2
Perfettamente d' ACCORDO su tutto, tranne sul paragone di Ligabue con gli altri che hai scritto, almeno sul primo Ligabue. Album come "Buon compleanno, Elvis!" o "Sopravvissuti e sopravviventi" sono assolutamente imparagonabili con la roba che fa adesso, sotto tutti i punti di vista. Per il resto che hai scritto, Amen.
Rispondi
Re: Perfettamente d' ACCORDO su tutto, tranne sul ...
di francescoRELIVE [user #13581]
commento del 22/12/2010 ore 10:3
bravo! io che suono su un tributo a liga mi diverto solo con le canzoni vecchie...
Rispondi
Re: Perfettamente d' ACCORDO su tutto, tranne sul ...
di dave1975 utente non più registrato
commento del 22/12/2010 ore 11:2
Ah, ecco! :-D Mi fa piacere leggertelo, perchè tu sei obiettivo.
Rispondi
come direbbe jack black in school of rock: è ...
di fabiojay [user #20826]
commento del 22/12/2010 ore 10:3
come direbbe jack black in school of rock: è tutta colpa del potente!!! eheh
Rispondi
E' la stessa causa che vi ha portati alla ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 22/12/2010 ore 11:0
E' la stessa causa che vi ha portati alla "globalizzazione". Ma attenzione: a voi può NON sembrare vero ma .... i cambiamenti 'importanti' STANNO accadendo ;)) PER FORTUNA SaluTOnES
Rispondi
Anche secondo me le cause, sono un po' tutte ...
di dave1975 utente non più registrato
commento del 22/12/2010 ore 11:2
Anche secondo me le cause, sono un po' tutte queste cose insieme... Poi anche il periodo storico/culturale di 30/40 anni fa era un'altra cosa.
Rispondi
Il profitto, sempre maggior profitto. E ...
di plettrox [user #6758]
commento del 22/12/2010 ore 12:2
Il profitto, sempre maggior profitto. E questo a discapito di tutto.
Rispondi
Re: Il profitto, sempre maggior profitto. E ...
di francescoRELIVE [user #13581]
commento del 22/12/2010 ore 12:3
c'è sempre qualcuno che se ne app-profitta. (perchè c'è un app per ogni cosa!)
Rispondi
Re: Il profitto, sempre maggior profitto. E ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 22/12/2010 ore 12:5
:DD
Rispondi
Queste sono riflessioni che andrebbero fatte quotidianamente.
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 22/12/2010 ore 12:5
L'appiattimento artistico e culturale secondo me è stato il risultato della "pancia piena": chi sta bene, non sente il bisogno di cambiare. Dunque non possiamo più ragionare come 30/40 anni fa, dove gruppi di amici si ritrovavano a suonare con strumenti sgangheratissimi e a cantarle alla società.... I tempi sono cambiati, così come è cambiato il modo di fare Musica: ora la gente sta bene, non è più mossa da quello spirito di cambiamento. Si ritrova strumenti costosissimi che talvolta sono (molto) al di sopra delle capacità di sfruttarlo a pieno, e soprattutto SENZA IDEE. Questo l'ho notato proprio nel tentativo di suonare in un gruppo: ti guardano tutti dall'alto in basso, forti della loro Custom Shop, e tutti disposti a fare solo mezzo milione di cover. «Sì, ma proviamo a fare qualche pezzo nostro?» «Noo.. troppo sbatti». Poi ovviamente, a generalizzare si sbaglia sempre: esistono anche nel 2010 Band o Artisti che propongono brani interessanti (come avevo già scritto in un precedente post, il rock non morirà mai). In campo artistico ogni epoca lascia qualcosa (nel bene e nel male). Però diciamo che il fattore culturale (di questi tempi) non aiuta.... perché di cose da dire ne avremmo parecchie ;) Un altro fattore culturale che a mio modo di vedere "blocca" gli stimoli creativi delle nuove generazioni, è il fatto che molti continuano a pensare agli anni '60/'70 come gli ultimi anni della Stagione del Rock. Ben vengano gli Anni d'Oro, ma per continuare a produrre pezzi interessanti bisogna continuare a reinventare. È inutile (oltre che controproducente) continuare a crogiolarsi nello stesso brodo di 40 anni fa. Il mondo va avanti e bisogna affrontarlo. Un saluto e complimenti per il post ;) Andrea.
Rispondi
oggi vendere come una volta è ...
di Swan [user #17817]
commento del 22/12/2010 ore 13:0
oggi vendere come una volta è impossibile. Una volta l'unica possibilità di ascoltare un disco era comprarselo o farselo prestare, oggi con itunes scegli un disco sulla base di 10 sec. di ascolto in anteprima, e se va bene viene acquistato ma nella maggior parte dei casi viene scaricato da altre fonti in maniera illegale e gratuita. qualsiasi cosa non conosci e ti viene consigliata, apri Youtube e te la vedi e senti in tempo reale e gratis. dal punto di vista compositivo in effetti ci sono sempre meno autori e sempre piu musicisti. Oggi purtroppo in Italia è difficilissimo proporre la propria musica. Credo sia una questione culturale, i locali vogliono tributi e cover band, non perchè non ci siano le band che compongono la propria musica, ma perchè il pubblico vuole le cover e il gestore li accontenta. "Il pubblico" comprende sopratutto gente che non ha idea di cosa sia la musica (in senso tecnico/didattico) ma si limita ad ascoltare e dire mi piace o meno. Le case discografiche per i motivi che accennavo prima riguardanti la vendita di dischi, hanno molto meno potere e evitano rischi e costi "inutili" e quindi vanno sul sicuro, facendo registrare personaggi che hanno gia un pubblico e un riscontro come, gli amici di Maria o i concorrenti di Xfactor. Tutto questo a discapito della ricerca e dell'ascolto di qualcosa di nuovo.
Rispondi
Re: oggi vendere come una volta è ...
di Johan [user #23008]
commento del 22/12/2010 ore 14:4
Concordo, alla fine la musica nei locali la si può definire un prodotto che deve rispondere ad una richiesta da parte della massa. E la massa (probabilmente per scarsa educazione alla musica, per mancanza di tradizione, e via dicendo) vuole sempre la solita minestra che può ascoltare tranquillamente su Mtv e su ogni radio perchè arrivata a fine giornata/fine settimana è molto meno impegnativo avere musica conosciuta come ''sottofondo'' per chiacchierare/divertirsi con gli amici che avere musica che non si conosce dove ci si deve soffermare un minimo a pensare. Ed è un peccato che sia sempre la massa a stabilire le cose, sopratutto se la massa non è adeguatamente educata ad una cosa. Aggiungerei poi, come scritto da qualcuno in qualche intervento più in alto, che anche fra i musicisti c'è però la tendenza a credere che il momento ''sacro'' per la musica sia quello a cavallo di anni 60/70 e che non si va avanti o che ciò che viene dopo non vale la pena ascoltarlo, perchè diverso. Io parlo chiaramente per me e, purtroppo, conosco un buon numero di strumentisti discretamente validi che fra un gruppo che fa cover anni 60/70 ed un gruppo che magari conosce poco(ma di cui apprezza il genere) ma che suona solo cose proprie preferisce andare dal primo. Ed anche questo è dannoso, paralizza la creatività e paralizza ulteriormente la possibilità a tante persone di andare a suonare in qualche posto per farsi le ossa.
Rispondi
Oggi c'è meno voglia di "creare"
di saketman2 [user #18572]
commento del 22/12/2010 ore 14:0
Se posso fare un piccolo esame di ieri, anni '70-'80 (periodo che ho attivamente vissuto musicalmente), ad oggi ( che vedo da mia figlia Emanuela e lil suo gruppo che sostanzialmente fa cover punk rock ma che forse inizierà a creare proprii brani ) posso senza alcun dubbio essere in accordo con il post. Anni fa, non avevamo la strumentazione che quasi tutti oggi hanno. Quelle chitarre...quegli amplificatori... quegli effetti e quei mixer ce li sognavamo:)) Si però, ad esempio i pezzi più famosi, e che lo sono anche oggi, la maggior parte di noi li eseguiva con un bel po' in più di inventiva. Magari il solo non era straperfetto, i tempi di un brano si stiravano parecchio, e magari c'era anche l'organista od il bassista ( per non dire anche la batteria) che ci volevano inserire dei fraseggi "botta e risposta"..... Forse era solo frutto di una informazione più frammentata. Si c'erano le partiture ma la maggior parte di noi era autodidatta e preferiva ascoltare e riascoltare un pezzo sul piatto. E quindi, moltissime volte, involontariamente, il pezzo risultava diverso e magari più personalizzato. Da lì a fare pezzi nostri...il passo era breve. Si però.....c'era più "spionaggio musicale" io strsso sono stato vittima di un brano "rubato da una Major per il solito tranello dell'amico dell'amico che lavora in una grande casa discografica e ti chiedeva una "cassetta " per far sentire il tuo demo. Poi....molti erano "rapinati" delle loro idee non essendosi tutelati con siae o contratti vari. Pazienza....purtroppo questo era il "prezzo" per cercare di emergere e magari ...riscomparire anche solo nell'area underground. Ecco, oggi vedo su YT una marea di giovani chitarristi bravissimi a suonare un pezzo, totalmente ricalcato anche dai più difficili "solo" ma....purtroppo per la maggior parte di questi, non vedo "creatività". Per "creatività" intendo anche solo creare un riff e lavorarci col gruppo e soprattutto credere fermamente di cercare di fare un qualche cosa di personale, musica e soprattutto contenuti vocali (testi...quelli mancano) anche interagendo con tutti i componenti della band! Per fortuna comunque c'è una ripresa di alcuni che cercano anche di reinterpretare i classici del rock e del blues e mi dico... ecco finalmente forse anche questa è la strada giusta:)) P.S.: Comunque da quello che vedo anche da Emanuela, che sta sperimentando nuovi brani e nuovi testi, partendo magari da riff semplici ma impattanti, e da altri giovani musicisti su YT, sotto sotto...c'è voglia di fare:))
Rispondi
sicuro?
di marco.desan [user #13054]
commento del 22/12/2010 ore 14:1
io non ho mai suonato cover, ho sempre provato a fare qualcosa di mio, con risultati anche imbarazzanti ihih! gente che fa musica non banale si trova eccome anche in italia! ma fatica ad emergere e il problema è che oggi abbiano troppi mezzi per emergere. è paradossale ma credo sia questa la causa. Tutti hanno un myspace, un demo e si possono permettere un video clip da 1000 euro con qualche sacrificio. Oggi c'è troppa gente che gioca a fare la rock star e per chi ha qualcosa di interessante da proporre diventa difficile farsi notare. Non dico che sia sbagliato, ognuno fa ciò che gli pare ed è bello potersi registrare con pochi euro e avere un prodotto decente che gira sull'impianto di casa... dico solo che una volta, con meno mezzi a disposizione, forse si arrivava a registrare uno straccio di demo in presa diretta solo facendosi realmente il culo e le band di cazzoni non facevano in tempo neppure a mettere il naso fuori dalla salaprove.
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Re: sicuro?
di saketman2 [user #18572]
commento del 22/12/2010 ore 14:1
Sai cosa c'è Marco? Che una volta...eravamo meno furbi e ci soffiavano molti demo ( parlo ancora dei tempi quando i demo "casalinghi" fatti in salette prove con una acustica magari mal regolata) ce li soffiavano le Major con la scusa di ascoltare e ...vi faremo sapere. Poi....lo cambiavano un po'...ed il giochino era fatto:)) Oggi, se non altro, si è più "svegli" e ci si "cade" di meno!
Rispondi
Ciao a tutti, non so se avete visto lo ...
di TidalRace [user #16055]
commento del 22/12/2010 ore 17:2
Ciao a tutti, non so se avete visto lo speciale di Natale con Zucchero in tv ieri, ma ha parlato dei suoi esordi Francesco Guccini, a cui era stato chiesto di scrivere delle canzoni per pubblicare il primo disco, che vendette pochissimo, gli fu chiesto un secondo disco da un altro direttore artistico, un terzo e infine il quarto che fu "Radici" che lo lancio definitivamente nel cantautorato italiano. Questo per dire l'impegno che avevavano le case discografiche nella scoperta di nuovi gruppi/cantanti/autori. Oggi che le cose sono molto diverse occorrerebbe trovare nuove idee musicali, nuovi suoni, nuovi strumenti e non i soliti nomi. Cambiare tipo di strumento o suono potrebbe dare l'ispirazione per nuovi generi, stili. Credo che un brano come 'Satisfaction' dei Rolling Stones sia stato scritto dopo che provando uno dei primi distorsori a Keith Richards sia venuto fuori quel riff. Oggi l'approccio sarebbe invece quello di scrivere un pezzo magari con l'acustica e poi trovare i suoni per arrangiarlo. Suonare le cover di un solo artista o due non credo possa farci arrivare al successo anche se l'artista o gruppo in questione viva ancora solo di dischi perchè non più in vita. Anch'io ho suonato cover di artisti famosi e non solo di uno, ma era solo per divertimento e spesso anche gratis, almeno all'inizio. Oggi, passatemi il termine, ma si finisce per suonare solo certi brani che si è scelti cercando di farli nella maniera più somigliante possibile all'originale. Sono d'accordo con il titolo abbiamo pià preparazione e meno cose da dire.
Rispondi
Il motivo per cui metto i miei pezzi su Accordo è anche per far capire...
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 22/12/2010 ore 18:0
Che anche se non si sanno le scale modali come me e non si sa leggere uno spartito si possono fare cose divertenti. Bisogna avere fantasia, e quella non te la può insegnare nessuno. Io veramente per il mio modo di pensare non posso concepire come si possa passare anni ad imparare cose di altri alla perfezione senza mai mettersi a fare qualcosa di proprio. Almeno provarci. Ci sono gruppi (tra i miei preferiti) che hanno fatto una carriera con 3 accordi. Per esempio Van halen passava le serate invece di uscire con le ragazze come suo fratello chiuso in stanza a copiare Clapton però poi si è fatto uno stile proprio. Se uno non salta mai alla fase 2 come si fa a sapere se c'è un nuovo talento nella musica? Bisogna smettere di copiare ad un certo punto e fare qualcosa di originale, io non ho più l'età e faccio le mie cose senza alcuna pretesa se non la soddisfazione personale ma chi ha l'età dovrebbe almeno tentare. Adesso che i miei video vengono visti anche in Australia o in Kazakistan o in un isola sperduta io sono felice.
Rispondi
Non ho la forza di trasmettere in parole ...
di Baccanali [user #21121]
commento del 22/12/2010 ore 18:0
Non ho la forza di trasmettere in parole scritte quanto sia legato a questo argomento, che negli anni è riuscito a portare a pezzi il mio stato d'animo e la mia autostima. Le passioni vere che decadono, quasi fosse così che deve per forza andare, il mondo della musica e tutto ciò che ci gira attorno. Sinceramente credo che l'isolamento e la consapevole auto-esclusione da quel mondo sia la mia unica chance per star bene con me stesso. Continuo a fare la mia musica, per me, osservando da lontano quel che accade al di là della siepe. Sono un codardo, che ci posso fare. Cordiali saluti e Buone Festività D
Rispondi
Il problema è che quelli che hanno qualcosa ...
di dissident [user #3486]
commento del 22/12/2010 ore 23:4
Il problema è che quelli che hanno qualcosa da dire, che hanno un valore artistico, al giorno d'oggi non li trovi certo in TV.
Rispondi
Tutte seghe mentali,se vuoi formare una band ...
di tierratanmala [user #24172]
commento del 23/12/2010 ore 05:5
Tutte seghe mentali,se vuoi formare una band per dire qualcosa (e hai una gran pazienza) ci riesci anche se non vendi 80 milioni di copie,se vuoi soltanto far soldi,fai come i tutti i bravissimi turnisti che si vendono ai vincitori dell'ultimo reality show di successo....guarda per esempio il teatro degli orrori
Rispondi
Articolo meraviglioso. Passi pure per le ...
di Spleen78 [user #31102]
commento del 08/10/2011 ore 15:4
Articolo meraviglioso. Passi pure per le chitarre di pregio (alla fine SONO BELLE!!!), ma sulla tecnica ormai alla portata di tutti, bah... il tutto è senza anima. E allora, avoglia a risfoderare Page, Gilmour, Rhoads & Co.
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