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Il mondo doveva fermarsi negli anni '70

di eton [user #26425] - pubblicato il 21 dicembre 2010 ore 10:00

Ieri entra in portineria un autista, orgoglioso del nuovo acquisto: il nuovissimo Nokia N8.

Mi fa una veloce recensione sulla fotocamera da 12 Mega Px ed altre diavolerie che usera' due volte. A breve inviera' sms con due mani e telefonera'. Massimo due anni, e di questo Smartfhone non si ricordera' piu' nessuno.

Inizio anni '90, i costruttori facevano a gara per introdurre sul mercato telefonini sempre piu' piccoli. Ora sono giganteschi. Va un po a capire....................................

Le nostre Fender e Gibson da quasi sessantanni propongono le stesse livree senza accusare i segni del tempo.

Mi diverte guardare i film italiani in bianco e nero '60, '70 dove puoi trovare complessini mentre suonano le nostre beneamate.Anche in programmi tipo "Da da un pa" contribuiscono ad avvalorare che, tutto si è evoluto tranne loro. Si vedono molte Les Paul e poche Fender. Ho visto anche Mal con a suoi primitives con la L P

 Il possessore di una Broadcaaster originale, sa di avere una chitarra ambita e costosa, mentre un Nokia 8310 non vale niente.

Il mondo doveva fermarsi negli anni '70, dove tutto era a misura di uomo: dalle vetture alle moto, la TV, gli stereo con i vinili le cassette ecc. ecc. Tutto alla portata di tutti.

L'unico servizio che non c'era era internet, ma si viveva ugualmente.

Verdetto finale: Le nostre Fender e le nostre Gibson non hanno accusato il passare del tempo, e continueranno a essere fedeli ai possessori del 2500.

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A voler fare i precisini questa deriva è ...
di lorenzof [user #17952]
commento del 21/12/2010 ore 10:3
A voler fare i precisini questa deriva è esplosa negli USA e proprio negli anni '70. E poi questo tipo di mercato (sia quello digitale sia quelo chitarristico) siamo noi a tenerlo in vita, alimentandolo e dandogli forma. Quanto all'investimento dei soldi, in effetti fa ridere: che ci sia chi spende 600 euro per un iPhone che 4-5 anni dopo, ammesso che funzioni ancora, vale quasi 0. Anzi, è un costo indiretto, perché poi va smaltito. Ho comprato un portatile nel 2006, ultimo periodo prima del cambio di politica dei prezzi sui notebook, insomma quando ancora costavano molto. Asus A6V, prezzo 1249 euro pagato a rate, pagato in totale più di 1500 euro, più 250 di sostituzione (pagata ma mai effettuata veramente) della scheda madre fuori garanzia, tot= più di 1750 euro. Cos'ho in mano ora? Un portatile che non si accende più, e non so cosa farne. Comprato nuovo quasi 5 anni fa.
Rispondi
Re: A voler fare i precisini questa deriva è ...
di eton utente non più registrato
commento del 21/12/2010 ore 13:0
"Siamo noi a tenerlo in vita" questo è il messaggio che volevo mandare! Tra vent'anni dubito che ascolteranno i Tokio Hotel. Ascolteranno pure loro musica anni '7 0.ciao
Rispondi
Re: A voler fare i precisini questa deriva è ...
di lorenzof [user #17952]
commento del 21/12/2010 ore 13:2
"Ascolteranno pure loro musica anni '70" Prima o poi tornerà un momento culturale di rottura col passato che reinventerà musica e modi di fruizione, probabilmente fondendola con altre forme di espressione. Non so tra quanto, ma è solo questione di tempo.
Rispondi
Re: A voler fare i precisini questa deriva è ...
di eton utente non più registrato
commento del 21/12/2010 ore 14:5
Non credo... . . . . . . . Beethoven, Mozart e compagnia sarebbero scomparsi.ciao
Rispondi
Re: A voler fare i precisini questa deriva è ...
di lorenzof [user #17952]
commento del 21/12/2010 ore 18:2
Quello che viene dopo non cancella il precedente, ma lo ridefinisce nella percezione della gente.
Rispondi
Re: A voler fare i precisini questa deriva è ...
di eton utente non più registrato
commento del 21/12/2010 ore 19:2
Ultimamente vedo su MTV, il canale preferito da mio figliodi 17 anni molti gruppi che ripropongono brani anni '70 con vetture di quell'epoca. Comunque volevo dare risalto alle chitarre, senza polemiche.ciao
Rispondi
Allora
di superloco [user #24204]
commento del 21/12/2010 ore 11:0
io sono un tecnico informatico da oltre 34 anni e vista l'età posso raccontare qualcosa del passato. Il primo PC che ho avuto, un IBM con schermo monocromatico orribile verde su sfondo nero costava 12 milioni, si avete letto bene. Aveva un hard disk da ben 10 giga e floppy da 250k processore 286 una vera schifezza. Purtroppo la tecnologia è così e dei soldi che ho guadagnato in tutti questi anni una gran parte se ne è andata in queste apparecchiature che dopo anni, mesi sono diventate obsolete. Adesso cerco di spendere il meno possibile per queste accozzaglie elettroniche però a dire il vero l'entusiasmo che ci hanno dato non si può dimenticare, in fondo hanno trascinato emozioni ed economia. Adesso uso più l'acustica che l'elettrica e se devo usare l'elettrica? Strato vecchia di 30 anni e ampli ancora più vecchio....non mi hanno mai deluso
Rispondi
Re: Allora
di paolinux [user #14508]
commento del 21/12/2010 ore 12:4
Certo ti assicuro però che non è tutto GRIGIO come dici. Facendo il tecnico informatico ti sarà certamente capitato di vedere funzionare macchine molto costose che funzionano ancora a dovere. Un fender nella metà degl'anni 50 immagino se la potessero permettere in pochi (figurarsi i musicisti che per definizione sono squattrinati). Così pure le università acquistavano dei dinosauri (Cray, per fare il nome di qualche produttore) a costi proibitivi anche per grandi aziende, per portare avanti centri di calcolo e ricerca. Quello che secondo me si perde di vista è che la macchina è uno strumento che dipende dall'uomo. Quattro o cinque anni fà mi è capitato di leggere del codice scritto circa 20 anni fa, ebbene il programma (un insieme di routine ad interfaccia testuale) era perfettamente efficiente e funzionante. Tanto che l'ho trattato con molto rispetto e un po' di commozione. Questo perchè il programmatore aveva fatto un ottimo lavoro e l'aveva progettato con molta cura.. [Penso che il programma funzioni ancora].
Rispondi
Re: Allora
di TidalRace [user #16055]
commento del 22/12/2010 ore 01:3
Ciao, nel mio primo impiego sviluppavo software presso una società rivenditrice di PC IBM e quel genere di computer me li ricordo bene avendo iniziato con 8086. Per un periodo ho anche usato un 'trasportabile' IBM che costava una cifra del genere, pesando e ingombrando quanto un sistema fisso. Può darsi che ai tempi d'oro dell'IBM ci guadagnassero anche troppo, considera però che hanno inventato il Personal Computer e che tutte le marche arrivate dopo hanno solo copiato il sistema e l'utilizzo di Dos e Windows. Non era una schifezza per il loro tempo, ma solo quello che la tecnologia ci poteva dare allora, che poi ci ha permesso di arrivare all'attuale. Molto probabilmente l'Hard Disk era da 10 Mega e non Giga. Saluti e Buone Feste.
Rispondi
Anch'io nei settanta c'ero e nei settanta ho ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 21/12/2010 ore 11:1
Anch'io nei settanta c'ero e nei settanta ho vissuto la mia giovinezza, come dicono in molti in quegli anni c'era tutto senza il superfluo che c'è oggi, tutto qui? No! Se parliamo solo di chitarre sono d'accordo, anche sulla musica sono d'accordo, ma il progresso c'ha dato anche molte altre cose: La ricerca medica, la tecnologia, l'annullamento delle distanze. Sono grandi cose che nei settanta non c'erano. Quindi se parliamno di chitarre e solo di quelle è un conto, altrimenti è tutta un'altra storia. Ciao! Aldo
Rispondi
Re: Anch'io nei settanta c'ero e nei settanta ho ...
di eton utente non più registrato
commento del 21/12/2010 ore 12:0
Caro Aldo, senza polemiche: il primo caso di AIDS è dell' '81.ciao
Rispondi
Re: Anch'io nei settanta c'ero e nei settanta ho ...
di Matteo1991 [user #19676]
commento del 21/12/2010 ore 12:3
Scusami se mi intrometto ma cosa vorresti intendere con questa frase? Vorrei comprendere il significato prima di lasciare un commento a sproposito...
Rispondi
Re: Anch'io nei settanta c'ero e nei settanta ho ...
di xstrings utente non più registrato
commento del 21/12/2010 ore 12:3
Mi sa che il primo caso risale a ben prima, solo che nessuno ne conosceva l'esistenza!
Rispondi
Re: Anch'io nei settanta c'ero e nei settanta ho ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 21/12/2010 ore 13:2
Già, però oggi (2010) la ricerca contro l'AIDS ha fatto passi da gigante . . . ;)
Rispondi
Re: Anch'io nei settanta c'ero e nei settanta ho ...
di lorenzof [user #17952]
commento del 21/12/2010 ore 13:3
Credo e spero che il nostro amico non volesse affermare qualcosa di così semplicistico come che negli anni '70 era un paradiso, e dopo il male assoluto. Negli anni '70 cominciava ad arrivare il benessere nelle case degli italiani, e contemporaneamente si affermava l'ideologia dell'usa e getta come way of life, sbocciavano i mali che oggi sono pienamente maturi e visibili e di cui ci stiamo qui lamentando Gli anni '70 sono già nella contemporaneità, l'unico momento di vera discontinuità è accaduto con internet.
Rispondi
Re: Anch'io nei settanta c'ero e nei settanta ho ...
di eton utente non più registrato
commento del 21/12/2010 ore 14:5
Lorenzo, hai capito il mio messaggio. Tutto a misura d'uomo.ciao
Rispondi
Non è poi tutto così negativo
di mke52 [user #17126]
commento del 21/12/2010 ore 12:3
E' vero che la vita si è complicata ed è anche vero che la mania del telefono è esaggerata pero... l'I Pod? Grande rivoluzione! ne sono totalmente dipendente (e non sono un giovane anagraficamente parlando). Oggi posso girare con i miei CD preferiti, acquistare a pochi centesimi il pezzo che sento alla radio e che mi piace ed avere film e video a portata di tasca! Quest'estate il viaggio in aereo verso il luogo di vacanza mi è passato guardando un concerto di Steve Miller, che ho in dvd e che ho caricato sul pod. Non è male come cosa... Certo l'obsoloscenza della tecnologia è rapida ma ci sono innovazioni di tutto rispetto che semplificano la vita. Sulle chitarre sono d'accordo anche se IMHO chitarre come PRS saranno le vintage del futuro.
Rispondi
Non me ne parlare...
di stefano58 [user #23807]
commento del 21/12/2010 ore 12:3
Se dici '70 mi inviti a nozze , la musica , la politica , la mia giovinezza , tanta gente che stava bene con poco ( e non era poco...), ma il progresso ( progresso ? ) non si ferma , ci sono cose che fatico a spiegare a mio figlio dei nostri tempi , cose che non c'erano e adesso sono la minima normalità, cerco almeno di fargli radicare l'idea che star bene con se stessi , e quindi poi con gli altri , è la sola ricetta per vivere sereni ,senza rimorsi e senza rimpianti , aspettando che il mondo rigiri dalla parte giusta.Ciao Stefano ;-)
Rispondi
Re: Non me ne parlare...
di eton utente non più registrato
commento del 21/12/2010 ore 12:5
Caro Stefano, se il 58 è la tua data di nascita possiamo capirci. Io sono del '60. Dunque, per '70 intendo dire che il mondo, e di conseguenza il progresso dovevano fermarsi in quel periodo.ciao
Rispondi
Re: Non me ne parlare...
di stefano58 [user #23807]
commento del 21/12/2010 ore 13:1
E si , il '58 è il mio anno e 52 ne ho fatti giusti giusti il1 dicembre, e ci capiamo perfettamente...l'unica cosa è che per avere tra le braccia la tanto agognata strato ho dovuto aspettare l'anno scorso , ma più si desidera una cosa , e più bello è averla accanto.Ciao ;-)))
Rispondi
se il 2010 è il 2010 probabilmente è anche ...
di Adimiron [user #20303]
commento del 21/12/2010 ore 14:3
se il 2010 è il 2010 probabilmente è anche colpa degli anni '70. e degli '80 e dei '90. non dimentichiamocelo mai.
Rispondi
Re: se il 2010 è il 2010 probabilmente è anche ...
di eton utente non più registrato
commento del 21/12/2010 ore 15:1
Se non hai vissuto quel periodo non puoi capire. Se fossimo rimasti negli anni '70 certi episodi di cronaca odierna non sarebbero esistiti. Questo è un fuori onda; volevo dare ancora dei punti alle nostre amate chitarre.ciao
Rispondi
Re: se il 2010 è il 2010 probabilmente è anche ...
di Adimiron [user #20303]
commento del 21/12/2010 ore 15:1
Allora cosa dovrei fare signor eton, spararmi in bocca solo perchè sono nato del 1987? ed assumere ogni credo ed ogni dogma di voi "vecchietti" come mio credo? umm no, non la penso così, penso che come al solito ci sia della nostalgia di chi ha vissuto "prima" di me ed oggi riesce a ritrovarsi poco nelle novità, non che tutte siano buone, chiaramente, ma stiamo parlando in termini di evoluzione, nel bene e nel male. sono d'accordo con il discorso del cellulare (pur possedendo un iphone 4), sono cxxxxxe che non aiutano a vivere meglio, ci sarà da accontentarsi, ma almeno non facciamo pesare sulle nuove generazioni come fosse colpa loro, tutto qui.
Rispondi
Re: se il 2010 è il 2010 probabilmente è anche ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 21/12/2010 ore 15:5
---- stiamo parlando in termini di evoluzione, nel bene e nel male. ---- Sì, a questo proposito qualche settimana fa scrissi un post: vai al link Quello che hai scritto è esattamente il nocciolo della questione ;)
Rispondi
Re: se il 2010 è il 2010 probabilmente è anche ...
di eton utente non più registrato
commento del 21/12/2010 ore 16:3
Noto, da come scrivi, una leggera amarezza. Gli anni '70 basta ascoltarli con un buon " Made in Japan" ciao
Rispondi
Re: se il 2010 è il 2010 probabilmente è anche ...
di Adimiron [user #20303]
commento del 21/12/2010 ore 17:2
purtroppo no, mi accontento del Live in LA del 1998.
Rispondi
Re: se il 2010 è il 2010 probabilmente è anche ...
di eton utente non più registrato
commento del 21/12/2010 ore 17:3
Buon ascolto.ciao
Rispondi
Re: se il 2010 è il 2010 probabilmente è anche ...
di eton utente non più registrato
commento del 21/12/2010 ore 19:0
Ti dirò, mio figlio ha 17 anni ascolta i brani odierni e l'unica cosa che gli piace della mia musica è l'intro di " cocaine ". Tutto qui. Comunque noto delle frasi " nervosette" e non voglio innescare polemiche. Volevo evidenziare le chitarre e non innescare casini.ciao
Rispondi
Re: se il 2010 è il 2010 probabilmente è anche ...
di Adimiron [user #20303]
commento del 21/12/2010 ore 19:1
Ma figurati, sto solo scrivendo come la penso! piuttosto dì a tuo figlio di ascoltare i pink floyd...
Rispondi
Re: se il 2010 è il 2010 probabilmente è anche ...
di lorenzof [user #17952]
commento del 21/12/2010 ore 18:2
Perdonami, ma "Se fossimo rimasti" è pura fantasia, un territorio dove è difficile discutere. Il porno, l'usa e getta, i disastri ambientali, omicidi cruenti, cultura di massa, gli elettrodomestici: c'era già tutto. Forse la vera differenza è che c'era ancora nell'aria il passato dell'ingenuo dopoguerra. Che però gli anni Settanta seppelliscono definitivamente.
Rispondi
Re: se il 2010 è il 2010 probabilmente è anche ...
di eton utente non più registrato
commento del 21/12/2010 ore 20:0
Che dire, ogni testa è un piccolo mondo. Buona serata.ciao
Rispondi
Considerazioni...
di Dogat [user #16823]
commento del 21/12/2010 ore 15:1
Ciao Eton, sono perfettamente d'accordo su quanto dici nel tuo articolo inerente agli anni '70, anche se da quando iniziarono a far capolino i primi marchingegni digitali, di certo non mi tirai indietro, ma anzi mi ci buttai a capofitto, perchè nel campo musicale a me serviva avere un'orchestra a disposizione con la quale poter elaborare i miei arrangimenti e poterli fissare, ai tempi su floppy da 3,5"...erano i tempi del MC-500 della Roland e siamo nella prima metà degli anni '80 e questo svilupparsi sempre più di questa tecnologia, utile nel campo musicale, ha fatto sì che non solo io, ma molta gente potesse avere nelle mani una potenzialità, che se usata a dovere, avvantaggiava e migliorava l'insieme musicale. Per quanto invece riguarda, sempre in campo digitale, il mondo dei cellulari a me non interessano proprio e se mi si rompe quello che ho, ne ho già un'altro di riserva, sì ma di quelli che costano 30 euro e che davano in offerta, semplici telefoni, non ingombranti ed utili solo per rispondere ed inviare un sms se serve, per il resto questo campo per me potrebbe andare in fallimento. Le chitarre sono sempre le stesse da sessant'anni senza dubbio e resteranno sempre loro, in quanto quali marchingegni si devono applicare alle stesse se non l'unico fattore che comanda il tutto? La mano dello strumentista, che in base al genere stesso suonato e alla sua validità personale, fanno e faranno si che la stessa, anche nel 3000, sciorinerà note sempre da quelle uniche 6 corde o in certi casi 12, ma comunque sempre con quella vecchia struttura riferibile al passato. Un saluto da parte mia e buona serata, Dogat.
Rispondi
Re: Considerazioni...
di eton utente non più registrato
commento del 21/12/2010 ore 16:5
Caro Dogat, gli anni '60 '70 hanno rivoluzionato completamente la musica, ma gli strumenti a 6 corde non hanno seguito mode, e sono rimasti indenni da qualsiasi rivoluzione. Ciao
Rispondi
il problema non sono i tempi ma le persone. ...
di dvg [user #11506]
commento del 21/12/2010 ore 18:5
il problema non sono i tempi ma le persone. E la mania del cell ultratecnologico e' una malattia tutta italiana come quella dell' autista che si confonde con l'ad. Da 4 anni sono fuori infatti dai confini e mi sento molto meglio
Rispondi
Re: il problema non sono i tempi ma le persone. ...
di eton utente non più registrato
commento del 21/12/2010 ore 19:5
Esatto, bravo.ciao
Rispondi
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Se il discorso "autista con i-phone" ti serve ...
di lollo__87 [user #20291]
commento del 21/12/2010 ore 19:2
Se il discorso "autista con i-phone" ti serve solo come pretesto per lodare "l'immortalità" della chitarra, ti capisco; altrimenti mi sembra un po' un discorso alla "si stava meglio quando si stava peggio - la palla è rotonda - non ci son più le mezze stagioni - sean connery è più bello da vecchio che da giovane"
Rispondi
Io sono nato nel 1964, quindi quasi coetano di ...
di TidalRace [user #16055]
commento del 22/12/2010 ore 02:0
Io sono nato nel 1964, quindi quasi coetano di te Eton, però ricordo che già alla fine degli anni '60 ci furono grosse rivoluzioni, scioperi, proteste, spesso con conseguenze drammatiche da parte di studenti, femministe, operai ognuno a rivendicare i propri diritti, quasi sempre giusti. Questo determinò la fine di quel periodo d'oro italiano degli anni del boom economico che fù il primo passo verso il progresso del paese allora prettamente agricolo, povero e arretrato. Negli anni '70 ci fu la guerra per il petrolio, l'austerity, le brigate rosse e quelle nere, le varie stragi e questo si poteva ascoltare dai testi delle canzoni, italiane e straniere di quanto il mondo fosse cambiato in pochi anni. Non credo sia auspicabile ritornare a vivere quel periodo anche se per la mia esperienza furono anni stupendi iniziando ad assaggiare il profumo della patata e iniziandomi ad interessare alla musica. Non che gli spreconi anni '80 siano migliori o i più vicini '90 o 2000. Ritengo che dal benessere diffuso degli anni '60 siamo scesi sempre di più fino ad arrivare a questa recente crisi peggiore secondo me anche di quella del 1929. Il progresso non si può fermare, considerando anche i passi in avanti fatti dalla medicina, dalla sicurezza stradale, etc. Anche le nostre chitarre un giorno cambieranno e vedremo le attuali come pezzi da museo, se pensi che vent'anni fa in Italia si criticava il cambio automatico sulle auto perchè toglieva il piacere di guida, oggi è sempre più richiesto, standard sui modelli di lusso, e spesso offerto anche sulle utilitarie. Buone Feste.
Rispondi
Buongiorno TidalRace mi riferivo alla ...
di eton utente non più registrato
commento del 22/12/2010 ore 08:3
Buongiorno TidalRace mi riferivo alla musica, moto,auto e chitarre anni '70 non amo parlare di politica mi basta andare in Svizzera, o nord Italia per capire quanto fanno per i disabili. Qui, destra,sinistra, centro, alto e basso non cambia nulla. Ma siamo una minoranza. Il race finale mi piace, profuma di " Castrol.ciao
Rispondi
Caro Eton....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 22/12/2010 ore 11:4
....ho capito che il succo del tuo discorso non vuole essere un "affanculo alla tecnoclogia" ma l'esaltazione di una cosa vecchia eppure così attuale come una Strato o una LP..... Va anche detto che nella maggior parte dei casi l'uomo è diventato schiavo di un qualcosa che è stato realizzato per migliorare invece la sua vita....la tecnologia, a mio avviso, dovrebbe essere al servizio dell'uomo ed invece l'uomo rincorre la tecnologia per lo status symbol.....l'uomo dovrebbe fare un passo indietro, meglio due o tre, e cercare di capire quali sono le sue vere esigenze fottendosene di ciò che il marketing cerca di inculcargli....purtroppo non è per niente facile perchè l'uomo, la gente, la massa, mi dispiace davvero dirlo, è un gregge di pecore
Rispondi
Re: e...
di superloco [user #24204]
commento del 23/12/2010 ore 09:2
mi hai tolto le parole di bocca!
Rispondi
Re: e...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 23/12/2010 ore 11:1
.....mi fa piacere e nello stesso tempo la cosa mi rattrista un po'
Rispondi
Io negli anni 70 ci sono nato, sono cresciuto ...
di riot75 [user #14040]
commento del 23/12/2010 ore 12:5
Io negli anni 70 ci sono nato, sono cresciuto ascoltando moltissima musica di quegli anni, senza che nessuno mi influenzasse più di tanto (i miei ascoltano solo classica e jazz, internet non c'era ancora, gli amici ascoltavano solo metal "recente"), amo molto le moto, le biciclette e le macchine fotografiche di quegli anni, e a volte anch'io penso che se ci si fosse fermati per un po' a perfezionare piuttosto che a fingere di innovare forse avremmo più oggetti utili e meno pistolate. Però... Le basi sociali per la devastazione che ho visto intorno a me da bambino sono state messe proprio in quegli anni: noi bimbi di piccola città, per quanto borghesi, siamo cresciuti considerando normale il pericolodi pungersi con una siringa infetta, i branchi di zombi pieni di eroina che si spostavano letteralmente a carponi da una panchina all'altra del parco, le scritte "camerata XYZ ti vendicheremo" sul muro della scuola, la sensazione di paura che avevano gli adulti,i carnevali senza sfilate, poi in piena adolescenza ci hanno detto che il sesso può uccidere, e tante altre cose che ho capito solo dopo anni che "normali" proprio non erano. Il consumismo spietato (non sfrenato, proprio spietato) è nato in quegli anni, dopo aver ripristinato i beni che la guerra aveva distrutto sembrava brutto fermare la macchina produttiva, e allora via ad inventare esigenze, e l'esigenza di nuovo degli anni ottanta e diventata l'esigenza di vecchio dei nostri giorni, e i nostri Les Paul sono diversi da quelli che erano proprio perchè oggi è oggi, e se fossero uguali, ossia rispondessero alle medesime esigenze, sarebbero diversi. Oggi il marketing è tanto pervasivo e intelligente da creare I-minchiate bianche minimaliste per far sentire una parte di persone migliori, o comunque diverse, da quelli che comprano "tecnologia" nera lucida e piena di lucette, l'azione della pubblicità è verso delle nicchie, e contrapporle serve a venderre di più, oltretutto, se mi posso permettere, nel campo degli strumenti ormai esiste solo vintage o simil vintage, la contrapposizione romantica è con linee "futuristiche" abbandonate da lustri, persino la Moog Guitar o le Gibson Robot si rifanno nell'estetica e nelle suggestioni ad un'età dell'oro analogica. C'è un bel post di BikeSnobNyc, che ovviamente parla di biclette e non di chitarre, in cui sottolinea molto bene come in un epoca priva di autenticità e di genuinità chi può cerchi di procurarsele comprando oggetti portatori di questi medesimi valori, siano essi chitarre vintage, biciclette a scatto fisso o cibo biologico. Detto questo io confesso di emozionarmi davanti ad una Melody Maker, di usare regolarmente una bici a scatto fisso degli anni settanta e di mangiare spesso bio, e di sentirmi per questo più vero e comunque diverso, e la cosa mi rode non poco...
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