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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Produttori = musicisti frustrati?

di Lorenzostrat87 [user #8417] - pubblicato il 19 dicembre 2010 ore 15:23

Ciao a tutti!

In questi giorni mi ritrovo spesso a pormi una domanda che sento essere utile anche al mio futuro professionale, dal momento che vorrei diventare a tutti gli effetti un musicista professionista: ascolto molti generi di musica, anche le cose più insospettabili, passo dalla vera buona musica al vero trash cercando sempre di coglierne ogni sfaccettatura e particolare tecnico che possa rivelare un buon arrangiamento ed esecuzione anche dietro a un testo idiota e a una melodia o armonia fallimentari...spesso e volentieri per scoprire "chi ha suonato cosa" su un determinato brano vado a consultare il fornitissimo www.discogs.com dove sono riportate tutte le informazioni e note di copertina su qualsiasi disco possibile e immaginabile. Su questo sito scopro molte volte che ci sono parti di chitarra sottovalutatissime, spesso nascoste tra tonnellate di suoni elettronici, ma ottime (faccio un esempio: "Maybe One Day", The Creatures, brano italo-disco in puro stile anni ottanta ma con una chitarra solista a mio avviso stupenda) suonate da gente che avrà fatto sì e no due o tre dischi come chitarrista e il resto della loro carriera come produttore, autore, arrangiatore, mixer o altro, e in molti casi per dischi di generi tipo house o techno in cui le chitarre non le trovi manco a pagare oro.

Lo ritengo un peccato, uno spreco, un avere potenziale ma buttarlo via per preferirvi qualcos'altro che sì, riguarda lo stesso ambito, ma in cui quel potenziale succitato non si esprime.

La mia domanda è: perché un musicista, che ha talento, sa suonare bene il suo strumento, invece di spingere su queste sue capacità per poter fare ad esempio il turnista, si ritrova invece a fare il produttore o altro, e magari per generi anche inferiori al suo modo di suonare? Cos'è che lo spinge a questo (a mio parere) grosso passo indietro? Frustrazione? Eccesso di umiltà che lo porta a non avere la minima autostima e la minima fiducia nelle sue capacità strumentali? Semplice vigliaccheria e paura di imporsi? Troppi studi di registrazione che nonostante tutto gli hanno potenzialmente sbattuto la porta in faccia? Fatto sta che mi capita di vedere molte volte di persone che sono musicisti (chitarristi soprattutto) dalle assai buone capacità tecniche, con una ottima strumentazione...ma che ciononostante preferiscono schiacciare i bottoni e far suonare la chitarra a qualcun altro.

Quello che mi fa pensare al fattore frustrazione è il caso di uno dei più celebri produttori discografici di sempre (ma anche un pazzo furioso), sul quale ho scritto anche la mia tesi di laurea, Phil Spector: era un bravissimo chitarrista, aveva studiato nientepopodimeno che con Barney Kessel da cui aveva carpito moltissimi segreti tecnici, ma decise di dedicarsi alla produzione dopo che ad un concerto con il suo gruppo, i Teddy Bears, alcuni teppisti lo seguirono in camerino, lo picchiarono e gli pisciarono addosso...(tutto vero!)

Mi piacerebbe sentire il parere di voialtri musicisti, so bene che tra i 27mila accordiani si nasconde anche un buon numero di persone che sono riuscite ad entrare nel mondo della musica a livello professionale...secondo voi, se un musicista decide per il resto della sua vita di appendere il suo strumento al chiodo e passare alla stanza dei bottoni, per quali motivi dovrebbe farlo?

Lorxst


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Dite ciao alla nuova arrivata!
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Bell' articolo, Lorenzo. La tua domanda, ...
di decadenthero [user #25819]
commento del 19/12/2010 ore 15:5
Bell' articolo, Lorenzo. La tua domanda, temo, non abbia una risposta univoca... ad ogni modo presumo che spesso si tratti di una scelta economica. E' molto difficile ad oggi "campare di musica". Per questo, persone che nonostante tutto sono attratte da questa splendida arte, decidono spesso di affiancare alla musica suonata anche attività ad essa limitrofe quali la produzione, l' insegnamento e via dicendo, pur di sbarcare il lunario... Per quanto mi riguarda nutro una stima enorme verso queste persone perchè, vedi, quando tutto va male ed è difficile persino tirare avanti, è molto più facile pensare di mollare tutto e cercare "un lavoro normale", piuttosto che persistere in nome di una passione viscerale...
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Secondo me parti da un presupposto sbagliato: ...
di dissident [user #3486]
commento del 19/12/2010 ore 18:4
Secondo me parti da un presupposto sbagliato: la maggior parte dei più grandi produttori NON sono affatto musicisti frustrati, anzi non sono neanche musicisti. E' come chiedersi perché un regista decida di dirigere un film piuttosto che recitarlo...
Rispondi
Re: Secondo me parti da un presupposto sbagliato: ...
di Lorenzostrat87 [user #8417]
commento del 20/12/2010 ore 02:0
Non hai del tutto colto il punto: forse ho usato un titolo fuorviante e limitativo, dato che il mio discorso non riguarda solo chi diventa produttore, ma anche tecnico del suono, arrangiatore, manager o qualsiasi altra cosa relativa al "dietro le quinte" di un disco, ma non alla sua esecuzione strumentale, chi sceglie di NON diventare un musicista di studio nonostante abbia il talento per esserlo, insomma chi SA SUONARE EGREGIAMENTE MA PREFERISCE NON FARLO per ragioni che mi sfuggono, non di chi sa essere musicista e produttore al contempo, il che è invece cosa buona e giusta (ad esempio un Nile Rodgers che è riuscito a imporsi con grande successo su entrambi i fronti, creando un sound tutto suo e arricchendolo sempre con il suo tocco chitarristico che tuttora rimane inconfondibile). Quanto al fatto che i produttori non siano affatto musicisti, è assolutamente sbagliato, ci sono tanti esempi: tanto per dirne altri due tra i più celebri, posso citare il bassista Trevor Horn e il pianista George Martin... :-)
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Re: Secondo me parti da un presupposto sbagliato: ...
di dissident [user #3486]
commento del 20/12/2010 ore 12:3
Infatti io ho parlato della maggior parte dei GRANDI produttori, ovvio ci sono sempre le eccezioni..Però di nomi di gente che sa suonare egregiamente e decide di non farlo non me ne vengono in mente molti. Inoltre, come già detto prima, è lo stesso discorso del rapporto regista-attore: non tutti gli attori sarebbero in grado di fare i registi (così come non tutti i musicisti sono in grado di produrre), non tutti i registi sarebbero capaci di recitare, e nellamaggior parte dei casi gli uni non hanno proprio interesse a fare quello che fanno gli altri ;o)
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dai un po' troppe cose per scontate.. che ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 20/12/2010 ore 00:2
dai un po' troppe cose per scontate.. che la produzione artistica sia qualcosa di meno divertente che suonare.. che la produzione artistica non sia arte.. che phil spector fosse piu' soddisfatto a fare il chitarrista che ad essere uno dei piu' grandi produttori della storia del pop e del rock.. :-) mica e' detto che sia come dici tu..
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Re: dai un po' troppe cose per scontate.. che ...
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 20/12/2010 ore 13:4
Secondo me è peggio il turnista, che nonostante la bravura (tranne pochissimi casi) non godrà mai di fama. Un produttore bravo, non so un Brian Eno (per gli U2), un Giorgio Moroder (per i Blondie), un Quincy Jones (per Michael Jackson), un Bruce Botnick (per i Doors), un George Martin (per i Beatles) possono entrare nella storia e fare la differenza nella carriera e nella vita di un gruppo. Se uno ad un certo punto non smette di rifare le canzoni famose alla perfezione e non fa qualcosa di suo allora non sarà mai nessuno veramente. P.S. Forse sono ancora peggio le cover band.
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Re: dai un po' troppe cose per scontate.. che ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 23/12/2010 ore 02:0
per la mia sensibilita' hai perfettamente raGione...
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Credo che....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 20/12/2010 ore 12:1
...tu veda la cosa dal punto di vista di un musicista e questo, secondo me, non ti fa avere una visione più completa di quello che è il prodotto musica... Sostanzialmente dici che ti dispiace vedere un grande chitarrista che butta via una carriera per dedicarsi ad un'altra dove il suo talento non può essere espresso....io la vedo molto diversamente e credo che per un musicista fare il produttore sia un'evoluzione e non un passo indietro....il successo di tantissimi dischi è molto spesso dovuto ad una buona produzione che si esprime in svariate scelte che vanno da quelle più esclusivamente tecniche come la gestione del banco in studio, suoni, eq, ecc a scelte che coinvolgono la gestione artistica del brano: le armonie, i fraseggi, gli arrangiamenti....molto spesso i produttori sono autori, fonici, arrangiatori......credo che un produttore bravo possa cavare sangue dalle rape.
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