Ancora un SHG.
Più grande e sicuramente migliore del precedente.
Chi si fa un mazzo tanto per organizzare sempre meglio un simile evento ha tenuto conto di tutti i suggerimenti (quelli attuabili, perlomeno) maturati dopo l'esperienza dell'anno scorso.
Più superficie, più spazi per il passaggio, zone disponibili per l'esposizione dei privati, meno rumore, prove più comode, dimostrazioni live in ambienti opportunamente separati dalla "bolgia", costo del parcheggio ridotto.
Ovviamente c'è sempre chi critica (facile, quando sono gli altri ad organizzare e a lavorare, e poi siamo tutti Commissari Tecnici), del resto tra migliaia di teste ci possono essere opinioni diverse. Chi dice "troppa gente" (se stava a casa ce n'era uno di meno) e che se ce ne fosse stata di meno probabilmente avrebbe lamentato la scarsa affluenza, chi vede troppe Les Pauls... Anche qualche ipovedente, come chi ha segnalato la scarsità di effetti in mostra. Beh, può sempre rifarsi con le foto delle gallery: lì ci sono :)
Dopo una doverosa, prima ricognizione alle sale principali, l'ingresso alla Hall 1 è stato come entrare in un tempio, scendendo le scale che portavano al Sancta Sanctorum, un luogo dove le reliquie più preziose riposavano in un'atmosfera resa anche più solenne dall'assenza di rumore. Massimo rispetto per quei pezzi di legno... con l'anima. Ovviamente in questi casi si va oltre il mero significato dello strumento e le sensazioni sono assimilabili a quelle che si provano quando si ammirano i capolavori dell'arte e dell'ingegno del passato. Non è solo il desiderio di sentire come suonano, tantomeno quello di possederli: avrebbe senso avere la Gioconda (mi si perdoni la similitudine, blasfema per i più) in casa? Che senso avrebbe "possederla" (con tutti i problemi annessi)?
Il vero piacere è ammirarli. Guardarli e pensare alla storia che c'è dietro, a chi li ha pensati, a cosa hanno comportato, a come siano tutt'ora perfettamente contemporanei e "giusti".
Certo, poi ti ritrovi ad accarezzare la Gibson Flying V Korina originale del 1958 e ti senti dire che vale 300.000 Euro. Ti rendi conto che in pratica stai tenendo in mano un bell'appartamento, e che forse è meglio riporla nella sua custodia (ovviamente originale), prima di rischiare di farla cadere!
Poi ti sposti di qualche metro e vedi com'è fatto sul serio un sogno. Una LesPaul del '58. Bellissima. Niente fiammature appariscenti, non servono. Che meraviglia.

E poi tutto il resto, in un'abbuffata di strumenti uno più bello dell'altro, o più importante storicamente.
Mi ero riproposto di non fare foto, non volevo neanche quella distrazione, ma alla fine non ho resistito e qualche scatto l'ho fatto.
Chi volesse darci un'occhiata li può trovare a questo link:
http://picasaweb.google.com/fotodioliver/SHG33?feat=directlink
Poi, il paese del Bengodi. Inutile elencare tutto il ben di dio disponibile all'abbuffata... visiva. E uditiva, con i grandi artisti che in vari momenti si sono esibiti sui palchi.
Eppure, non è stato neanche questo l'aspetto più importante. Sembrerò malato ma, al contrario di mio figlio Francesco (a proposito, ho trovato anche una chitarra "Francesco Olivieri" del 1959!!! Ma non era lui: è del 1995) che si è provato un numero incalcolabile di bassi, non ho provato neanche una chitarra. Non ho comprato niente. Ho guardato. E incontrato. Il grande Alberto, Jurgen, Rozzo, Relive (veramente ho visto prima la sua Schecter viola!), Teocampa, LuVi... peccato che me ne sono persi tanti altri, e che qualcuno non sia potuto venire.
L'unica cosa che mi sentirei di chiedere all'Organizzazione sarebbe di spostare Milano, un po' più vicina a Gorizia. Tra Verona e Padova andrebbe benissimo. Per chi ha organizzato 33 SHG non dovrebbe essere impossibile. Basta non dire niente alla Moratti.
Pi esse: dal vivo Daniela Gervasi è ancora più carina.