Chiunque sia stato all'Ikea (gli sposati o gli sposandi) avrebbe notato al SHG di Milano una situazione socialmente speculare.
Schiere di maschi con le pupille dilatate e un filo di bava alla bocca, si aggiravano rapaci tra i banchi zeppi di luccicante merce chitarristica decisi a calcare ogni centimetro di quell’infinito antro del paradiso, pronti a portarsi a casa se non il pezzo grosso almeno qualche appagante ninnolo. Tra loro poche sparute fidanzate/mogli, con l'aria assente e stordita, seguivano le orme irrazionali del proprio uomo devastato dalla g.a.s., trascinate da un invisibile guinzaglio affettivo pieno di umana e rassegnata sopportazione, ma pericolosamente vicino al punto di rottura: “Madonna che palle 'ste chitarre!”.
Glie lo leggevi in faccia, poverine, mentre galleggiavano invisibili nella folla di maschi regrediti all’età prepuberale, vagando con gli occhi fissi ad un punto immaginario libero da chitarre, amplificatori, pedalini, cavi, corde, plettri, ricambi, custodie, tracolle... un punto tragicamente inesistente!
Dove all’Ikea l’uomo soccombe tra divani, mensole e stoviglie, incapace di godere dell’esaltazione mistica della sua compagna, qui soccombe la donna, incapace di cogliere lo stesso speculare stato di estasi del suo compagno. Ma l’uomo, si sa, nei suoi giochi è più infantile della donna e tende ad esagerare. Così nel bel mezzo della gigantesca sala Aquarium di SHG, svettava lo stand di Alberto Radius. In puro stile MotorShow (altro luogo dell’immaginario maschile) lo storico chitarrista italiano schierava due corazziere di un metro e novanta in mini short, con stivalone corsaro tacco 12 e maglietta attillata, che distribuivano ai presenti cataloghi illustrati di cui nessuno ha letto una parola (e nemmeno guardato le figure). Commoventi le reazioni del pubblico maschile: “Che gnocche!... Noo, guarda quella Gibson!!!”.
Questa è fede! Questo è Second Hand Guitar!