La televisione non la guardo. Diciamo che la guardo raramente e sotto la guida di "TV sorrisi e canzoni",acquistato da mia mamma da almeno 100 anni a questa parte. Partiamo da questo: una persona paga n. euro per un giornale che "dovrebbe" informare sulle trasmissioni che possono o meno piacere all'utente che sceglie di acquistarlo. Noto con piacere che oltre alla direzione molto frivola del direttore attuale, le pagine dedicate ai canali "liberi" son ben poche. Tanta pubblicità e tanto payTv. Ma chi ha la payTv, sky o quant'altro, non può comprare un giornale dedicato?! Di Tv ben poca, sorrisi...molto pochi. Canzoni non ne parliamo: 2 pagine per una classifica con i soliti nomi. Arriviamo quindi al discorso PRIVILEGIAMO CHI PAGA. Io che ho la BMW comprata a rate ho anche la tv a led di ultima generazione (sempre comprata a rate) collegata ad un decoder con abbonamento mensile. Giusto, sacrosanto: ognuno sceglie in base a quello che può permettersi. Gli si mette davanti la pubblicità dell'iphone 4 e dopo 5 minuti ce l'ha in mano (il cellulare!).Ovviamente pagandolo a rate. Il business è fatto per chi può permetterselo, ma per chi non può? Una persona onesta paga il canone rai perchè è una truffa legalizzata. Sono libero di non pagarlo? no, perchè il mio apparecchio televisivo è atto a captare certe frequenze e fra queste ci sono quelle della rai. Che alla fine è anche mediaset e tutte le altre. Allora, posso scegliere di non avere una televisione e affidarmi ad Internet? Internet: vuoi usufruire di un servizio? paghi per una linea internet/telefonica con un canone mensile o a traffico. Ma poi vai su youtube e ti trovi la pubblicità sui video. Ok, ho deciso di fare a meno della tv e dei servizi straconosciuti di internet. Con il termine servizi prendo dentro anche le notizie online che sono arrivate ad assumere le stesse sembianze delle testate giornalistiche nazionali: prendiamo una mezza verità, sporchiamola con un pò di cavolate e andiamo avanti n. giorni, giusto il tempo che cambi il governo in carica. Di governo non ne parliamo: destra o sinistra sono tutti li perchè li abbiamo votati noi , italiani. Però se nessuno mi rappresenta non ho l'opzione "passo" sulla scheda elettorale. Anche votando il meno peggio i danni ci sono comunque, quindi l'unica cosa da fare è tirarsi su le maniche e fare del nostro meglio in previsione dei casini che faranno i boss dello stato. Poi ci sono le vicende che capitano ogni giorno a qualsiasi persona, che ci vengono poste di fronte dalla vita: un licenziamento inaspettato o un romeno ubriaco senza patente che si schianta addosso al tuo migliore amico alle 3 di notte, un imprevisto che non ti fa dormire la notte o una semplice battuta che ti rovina la giornata. E allora ci vuole poco a farti passare la fame, la voglia di suonare al fine settimana o di stare in compagnia di qualcuno pensando al rischio di sommergerlo di insulti e imprecazioni. Insulti che si trattengono ogni giorno con persone incompetenti nel loro campo lavorativo o di studio, persone che "si godono" (ma non sono mai sazi) i loro lussi grazie ad uno stipendio "rubato" a chi cerca di fare il proprio lavoro a testa bassa e con umiltà. O ragazzi di 20 anni che sbagliano un congiuntivo e non se ne accorgono e tu -scemo- che ci resti male perchè non capisci il perchè ti rendi conto di certe cose. Ma c'è chi può e c'è chi non può: può chi se ne approfitta o chi arriva dopo anni ad una consapevolezza di come giustamente ci si deve comportare. Ma chi non può sono sempre le solite persone. Saranno sfigati? può essere. Quello che non è chiaro oggi, un pò per tutti, è capire se si è fortunati o meno. C'è uno stato generale di "non-so-come-mi-va". Cavolo, se va male si vede, se va bene si vede.
E invece no, è tutto uguale. La rincorsa allo strumento nuovo o il vincolarsi ai propri acquisti: sempre lì si resta. Si porta avanti un'idea di fondo che è quella per la quale siamo portati umanamente a favoreggiare anche di fronte a dati oggettivi che la sfavoreggiano. Come per un oggetto lo stesso vale per il lavoro, per le relazioni e per le passioni. Sarà la società, il costume o semplicemente le abitudini che danno poco spazio alla riflessione personale. Alla fine di tutto, questo discorso si riduce ad un detto che uso spesso: "xe tutto un magna magna". E di cervelli che pensano da soli ce ne sono sempre meno.