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Considerazioni.

di hivez [user #9272] - pubblicato il 26 settembre 2010 ore 11:38

Ieri sono stato a Venezia in occasione dell'evento "Don Giovanni a Venezia" www.labiennale.org/it/musica/programma/don-giovanni.html , organizzato nell'ambito della Biennale di quest'anno;

premetto, che non sono un retrogrado, e amo molto la musica moderna e contemporanea, ascolto volentieri Schoenberg, Luigi nono, le sperimentazioni della musica concreta, Ligeti ecc.. giusto per citare qualche nome noto ai più..

giungo alle considerazioni ed impressioni sulla serata, che mi ha divertito e rattristato al tempo stesso:

1) assoluta impreparazione del pubblico: non intendo dal punto di vista culturale , ma civico: come si fa a tenere acceso il cellulare? urtare quando si passa tra le persone, parlare a voce alta, far cadere oggetti durante un esibizione musicale?

2)allestimento magnifico: la sala dei concerti del conservatorio è stata fonte di piacere per le orecchie e per gli occhi, vabbè, il palazzo è bellissimo di suo direte voi, epperò far dialogare l'architettura gotica con le installazioni moderne non è così semplice;

3)alcuni opere davvero molto belle, composizioni per coro ed elettronica di indubbio fascino, altre , e non ho timori nel dirlo, un insulto a tutto ciò in cui credo in ambito artistico..

quest'ultimo punto lo voglio approfondire:

l'arte è dialogo per quello che mi riguarda, molte opere del passato non solo in ambito musicale, sono capolavori per l'empatia che si instaura tra opera-autore e pubblico, parlano, sono generose nei confronti della persona che si ferma a guardarle o ad ascoltarle;

dalle avanguardie in poi gli autori hanno deciso non so bene perchè, di rendere molto più difficile se non impossibile questo dialogo, e questo per me è inaccettabile, se erigi un muro cosa ti aspetti?

la frammentazione dell'armonia, le dissonanze, i cluster bastano da soli? non so .. ho qualche dubbio ..

la ricerca formale fine a se stessa ha davvero un senso?

è nato prima l'uovo o gallina..?

la risposta è dentro di te.. epperò è sbagliata!

vabbè dai, vi lascio con un po' di foti..

mauro


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io dico che no, non ha senso un'arte ...
di OneForTheRoad [user #21582]
commento del 26/09/2010 ore 11:5
io dico che no, non ha senso un'arte forzatamente complessa e infruibile. la fruibilità è un elemento fondamentale in qualsiasi tipo di arte (e quindi di espressione, e quindi di comunicazione). quante volte mi trovo a litigare su questi temi.. non posso farne a meno.. ho come l'impressione che siano in gioco valori umani fondamentali, quando parliamo di queste cose.
Rispondi
Re: io dico che no, non ha senso un'arte ...
di hivez [user #9272]
commento del 26/09/2010 ore 18:4
concordo!
Rispondi
:-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 26/09/2010 ore 11:5
Non c'è una parola che tu abbia scritto su cui non sia assolutamente d'accordo. Voglio però, in contrapposizione alle tue parole, serie ed amareggiate, proporre a te ed a chi leggerà il tuo post questa cosa: vai al link jeb
Rispondi
Re: :-)
di dave1975 utente non più registrato
commento del 26/09/2010 ore 14:4
Fantastico Sordi! E quant'è vero... Poi oggi per certi versi è anche peggio, coi nostri bei cellulari...
Rispondi
Re: :-)
di hivez [user #9272]
commento del 26/09/2010 ore 17:1
hehe.. l'Albertone nazionale..ottimo contributo :)
Rispondi
sono assolutamente d'accordo con te (anche se ...
di zzuzz [user #24591]
commento del 26/09/2010 ore 12:1
sono assolutamente d'accordo con te (anche se non sono un grande esperto di musica classica) ma soprattutto con quelo! la sperimentazione è importante, ma prima di tutto deve venire l' "espressione" dell'artista!
Rispondi
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Re: sono assolutamente d'accordo con te (anche se ...
di hivez [user #9272]
commento del 27/09/2010 ore 17:2
Su questo non c'é dubbio!
Rispondi
Il primo punto.
di Signor_EMME [user #24839]
commento del 26/09/2010 ore 12:3
Per me rimane fondamentale, ovvero l'educazione civica delle persone, che puntualmente quando si trovano a formare un gregge (spunto preso dall'intervento video del grande Jeb), anche "colto", rimane pur sempre privo di tale prerogativa. Bel post. Grazie.
Rispondi
Re: Il primo punto.
di hivez [user #9272]
commento del 27/09/2010 ore 17:2
Figurati! :)
Rispondi
Bella questione di domenica mattina. Io sono ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 26/09/2010 ore 12:3
Bella questione di domenica mattina. Io sono sempre stato affascinato dalla sperimentazione. Non sono ne un purista ne un conservatore. Ho seguito e mi sono cimentato nella soluzione atonale e nell'espressionismo. Detto questo però devo dirti una cosa. Se devo usare la musica per sottolineare una scena di un film,di uno spettacolo teatrale,un balletto,una mostra fotografica......lì la musica deve interpretare gli stati d'animo del regista del coreografo o del fotografo.In quel caso puoi usare la rumoristica,le dissonanze o anche una forma libera di composizione atonale che va avanti in base alla progressione di immagini per esempio di un film. L'ascolto della Musica fatto in sala o su disco è una altra cosa. Qui la Musica è l'unica protagonista. Devi esprimere un concetto instaurando un dialogo con il fruitore.In altre parole.... il pubblico deve capire quello che fai e ne deve godere.Se sei capace di stabilire questa comunicazione,allora stai facendo dell'Arte,altrimenti sono solo chiacchiere.
Rispondi
Re: Bella questione di domenica mattina. Io sono ...
di hivez [user #9272]
commento del 27/09/2010 ore 17:2
Ah certo, dipende dal contesto, nel commento sonoro la vedo come te, tutto può valere.. l'impressione che ho é che spesso gli autori, in opere eseguite in sala, intendano stabilire un dialogo, ammesso, ripeto, che lo cerchino, solo con un elite di esperti.. insomma si parlano addosso..
Rispondi
Re: Bella questione di domenica mattina. Io sono ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 27/09/2010 ore 23:3
Si ed è questo che non ha senso secondo me. L'Arte deve essere comunicazione. L'idea di voler circoscrivere l'utenza ad una elite di presunti intenditori,a me sembra sia l'antitesi dell'Arte stessa. Poi non dimentichiamo che l'Arte è più vecchia di qualunque cultura. Essa è presente in tutte le civiltà primitive,tribali e nomadi.E' nata con l'uomo ai tempi del Paleolitico. Quindi a questi autori,con tutto il rispetto io direi:Tornate a fare dell'Arte.
Rispondi
già, dipende
di simonec78 utente non più registrato
commento del 26/09/2010 ore 13:2
Se un' esibizione viene intesa come invito all' apertura delle orecchie al suono inteso come estetica pura cioè : SUONO---) PIACERE certe cose credo siano magnifiche, pur nel loro essere a-ritmiche. Il completo abbandono della concezione simbolica. Altre cose il più delle volte riescono ad essere uno straordinario smaronamen.. di..ehm, mi lasciano un po' perplesso. Il più delle volte anzi. Il confine è sottile.
Rispondi
Re: già, dipende
di hivez [user #9272]
commento del 27/09/2010 ore 17:2
Personalmente, le perplessità più forti le ho in composizioni in cui il ritmo é elemento preponderante, composizioni per solo percussioni, giusto per fare un esempio.. il confine é sottile, in effetti tutto sta nell'affidarsi all'onestà del compositore..
Rispondi
Re: già, dipende
di simonec78 utente non più registrato
commento del 27/09/2010 ore 19:5
Trovo interessante il tuo punto di vista, anche perché forse diverso dal mio. Tendo ad apprezzare di più le cose con il ritmo (meglio se con il bel groove..) perché le associo al battito, le trovo molto naturali e trascendenti. Ma forse viene oltrepassato quel limite oltre il quale non definiamo più l’ oggetto come musica “concreta”. D’ altronde le tue impressioni sono frutto di un ascolto che hai avuto personalmente mentre io no (pur essendo la biennale non così lontana da casa..). L’ onestà, e qui concordo, è fondamentale e rende ricevibile pressoché ogni linguaggio, dove però compiamo un’ operazione di associazione concettuale o simbolica, a scapito della sensorialità. Personalmente apprezzo se astratto dev' essere, quel tipo di astrattismo quasi fosse, banalmente, un “massaggio”, cui porre fiducia, che mi trasforma o manipola. E’ una grossa responsabilità e come dici tu l’ esecutore oltre che essere onesto, deve saper guidare. (ciao)
Rispondi
Molto interessante, Mauro. Penso che qualche ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 26/09/2010 ore 13:2
Molto interessante, Mauro. Penso che qualche volta nell'arte ci siano delle fughe formali in avanti che trovano impreparato il pubblico pagante e sono soprattutto una forma di comunicazione tra artisti oppure, semplicemente, un dato oggettivo, o un evento incontestabile. Per rimanere in musica, dodecafonia e free jazz sono buoni esempi per me. Stranamente ha avuto un enorme successo la forma d'arte 'concerto per tosse e suonerie' che è talmente popolare da essere eseguita in tutte le carrozze ferroviarie.
Rispondi
Re: Molto interessante, Mauro. Penso che qualche ...
di hivez [user #9272]
commento del 27/09/2010 ore 17:3
In molti casi, nel mio immensamente piccolo, applico un sistema di analisi storica e di contesto, per quanto possibile e affidabile. Il periodo delle avanguardie storiche é stato irripetibile per quello che mi riguarda, in realtà sotto molti aspetti nelle arti figurative e anche in musica stiamo ancora a girarci intorno.. un elemento formale nuovo é quello della video arte che effettivamente é un po' più recente ma ormai é ampiamente storicizzato. mi domando: usare stilemi nati in un dato contesto come formule é giusto? mi pare non saprei.. poco evolutivo, poco fecondo, soprattutto se già in molti l'hanno fatto come esperimento di laboratorio qualche decennio fa. usare questo formulario di soluzioni per fare o tentare di fare qualcosa di comunicativo é quello che mi pare stenti a decollare.. l'ho scritto sopra mi pare un parlarsi addosso.. se tutto scorre, in questo caso, mi sembra ci sia un momento di assenza di corrente .. mah..sicuramente starà accadendo e non lo vedo io :)
Rispondi
C'è chi riesce a fare enormi fughe in avanti, ...
di perrynason [user #17170]
commento del 26/09/2010 ore 14:4
C'è chi riesce a fare enormi fughe in avanti, ma senza perdere il contatto col pubblico (individua alcuni cardini di un linguaggio, ne concepisce un uso diverso e inventa una nuova sintesi). C'è chi si richiude in una dimensione culturale radicale ed elitaria che trova conferma nelle incomprensioni del pubblico. Due esempi: Stravinskij e Schoenberg. Però, quanto conta l'elemento "fortuna"? Certe intuizioni risultano efficaci solo nel luogo e nel momento giusto. Poi nelle pieghe del discorso rientra anche una certa dose di mistificazione. Quanti artisti mediocri spinti da critici mediocri hanno spacciato piccole intuizioni per rivoluzioni formali? Non è così facile orientarsi. Mah...
Rispondi
Re: C'è chi riesce a fare enormi fughe in avanti, ...
di hivez [user #9272]
commento del 26/09/2010 ore 17:2
e se si apre il discorso critica, non finiamo più... ;) a volte l'impressione che molti critici vogliamo prendere il posto degli artisti.. con risultati comici..
Rispondi
E' un discorso complicato, rendere qualcosa ...
di dave1975 utente non più registrato
commento del 26/09/2010 ore 14:4
E' un discorso complicato, rendere qualcosa più fruibile senza semplificarlo troppo o addirittura limitarlo e svilirlo... E la cultura (senza erigermi io su un piedistallo, ci mancherebbe) interessa sempre meno.
Rispondi
Re: E' un discorso complicato, rendere qualcosa ...
di hivez [user #9272]
commento del 26/09/2010 ore 17:5
infatti: il fatto che la cultura interessi sempre meno è, a prescindere, un problema grave.
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