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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Guitar Center Los Angeles

di flyingb [user #18055] - pubblicato il 30 agosto 2010 ore 11:27
"Nessun piano di battaglia regge al primo colpo di cannone"

"Nessun piano di battaglia regge al primo colpo di cannone", diceva un mio amico. Aveva ragione. Siccome mi sono sposato, approfittando dei 15 giorni di ferie supplementari, ho potuto tornare in America dopo tanti anni, visto che mancavo dal '93. Proprio in quell'anno comprai la Strat che ancora possiedo a Los Angeles, da "Guitars's'us", che poi si è trasformato in "Guitar Center". Stavo pensando di tornarci, ma le recensioni che ho letto in Rete mi informavano che tale catena di negozi era oramai diventata una specie di Hard Rock Cafè senza roba da mangiare, piena di commessi, per lo più frustrati ex-aspiranti chitarristi, che tentano di far spendere tanti soldi a ricchi gonzi dissuadendo gli altri dal frequentare il negozio, nonchè da adolescenti complessati che vanno lì soltanto per sfoggiare il sorprendente numero di note al minuto che riescono a fare con le chitarre esposte. Con tale quadretto davanti a me, avevo optato per rimandare il tour di music shopping a Boston, che tra l'altro era l'ultima tappa del viaggio e mi avrebbe consentito di non portarmi appresso eventuali acquisti nei trasferimenti interni.

Poi il mio cuginetto mi ha detto qualcosa come: "e dai, oramai mi sono organizzato, andiamo, tanto poi a Sunset Boulevard ci facciamo pure due passi...", e io ho ceduto. 

Guitar Center è un bel posto. Non c'erano schizofrenici tra i clienti nè tra il personale. Nessuno mi ha degnato di uno sguardo, ho preso tutte le chitarre che ho voluto (cercare un'acustica è comodo, non devi connetterla a niente!), mi sono seduto, ci ho suonato, ho fatto cantare mia figlia (Landslide di Stevie Nicks e Blossom di James Taylor). 

Ho visto un espositore al centro del settore acustiche, pieno di parecchie Ovation, una marca che quando ero adolescente era il simbolo dell'oggetto da ricchi, perchè una acustica elettrificata era un lusso vero.

Vedo questa "Celebrity" (la sigla non me la ricordo) di un bellissimo colore e mi metto a suonarla. Pareva un guanto. Vedo che è in offerta a 369 dollari, la metto a confronto con un'altra che costa un po' meno. Non trovando molte differenze a parte la "V" della sezione del manico, dopo aver suonato un po', mi decido ad andare dal responsabile del settore, un nero parecchio alto. Gli chiedo di spiegarmi come si farebbe con un idiota cosa giustifica la differenza di prezzo e cosa pensa di questi oggetti. Lui, con molta calma, li prende, li suona davanti a me, mi spiega che quella che costa un po' di più ha la tavola armonica di un legno più pregiato e una elettronica un po' migliore. Fa i complimenti all'accoppiata "papà-bimba" per le esecuzioni di cui sopra e mi lascia ai miei pensieri. Mi consiglio con la santa donna della mia neo-moglie la quale mi dice che la chitarra è bella, che se mi piace devo comprarla e che... insomma la porto al tizio di prima. Mentre sto con la carta di credito in mano, mi informa che il prezzo non è corretto, che è cambiato: non costa $369, ma... $299!!!

La chitarra me la sono portata felicemente appresso per tutto il resto del viaggio, usandola parecchio. Come al solito me la sono dovuta spupazzare per tutto il viaggio, in macchina e su diversi voli, ma ne è valsa la pena. Anzi, se servono consigli sul trasporto, chiedete!

In futuro cercherò di postare qualcosa di più tecnico sulla chitarra stessa.

Cristiano.


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Et voilà !!!!!!!! ;)) SaluTOnES
di Kata_ts [user #2290]
commento del 30/08/2010 ore 11:4
Et voilà !!!!!!!! ;)) SaluTOnES
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Ho visitato i Guitar Center di Dallas, ...
di umbo [user #15776]
commento del 30/08/2010 ore 12:1
Ho visitato i Guitar Center di Dallas, Nashville e New York e devo dire che ho trovato sempre estrema cortesia. Moltissimi strumenti erano a disposizione e si potevano provare senza chiedere il permesso ai commessi. I prezzi ( soprattutto qualche anno fa) erano molto vantaggiosi.
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Grande! Ci è capitata un'esperienza simile e ...
di stevelebowsky [user #22914]
commento del 30/08/2010 ore 12:1
Grande! Ci è capitata un'esperienza simile e penso che a breve farò un articoletto o almeno un post, perchè di negozi di strumenti negli USA ne ho girati 16, compresi alcuni Sam Ash e Guitar Center, i più deludenti, a parte proprio il GC di LA!!! Che figata le impronte davanti, e soprattutto la stanza del vintage!!! Però per l'acquisto io ho scelto un negozietto di San Francisco, dove ho preso la Strato dei miei sogni. Comunque in generale i GC e i SA sono scadenti e, avendone visitati circa 5, ho avuto conferma che i pregiudizi da te scritti sono abbastanza veritieri...Però per provare roba vanno benissimo, ma non ci comprerei mai una chitarra...
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Le recensioni e la realtà
di flyingb [user #18055]
commento del 30/08/2010 ore 12:4
Un amico mi ha fatto notare un aspetto della vicenda "recensioni". Chi va in un negozio ed ha una esperienza positiva, difficilmente torna a casa e scrive una recensione (a parte me e un manipolo di audaci). Chi ha (o crede di aver preso) una fregatura, sviluppa un forte sentimento di vendetta. Attualmente per quel negozio su Google Maps ci sono 27 recensioni, molte negative. Direi che il numero dei clienti è sensibilmente superiore. Come si spiega che il sottoscritto non è stato mai disturbato dal personale, che ha potuto provare chitarre e chiedere informazioni, che non è stato stressato da offerte speciali, e che in definitiva ha trascorso un paio di piacevoli ore in un bel posto pieno di chitarre senza la minima pressione? A parte battute sulla mia igiene personale o sulle caratteristiche del mio alito (mia moglie mi avrebbe fatto notare se non ero... avvicinabile) devo dire che mi sento di ridimensionare molte delle posizioni un po' troppo nette (nel bene o nel male) che sento in giro. Tengo in gran conto quel che sento, non escludo che ci siano negozi SEMPRE negativi o SEMPRE positivi. Ma devo dire che molti dei negozi citati da clienti fuggiti a gambe levate da Guitar Center sono a loro volta stati oggetto di pessime recensioni. L'unico consiglio è quello di entrare nel negozio con la mente aperta e possibilmente sobri, dopo aver consegnato il portafoglio alla propria signora, un po' come Ulisse che si fa legare all'albero maestro per poter ascoltare le sirene.
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spupazzare...
di perrynason [user #17170]
commento del 30/08/2010 ore 12:4
perchè non ci racconti come te la sei spupazzata in aereo? Sul trasporto di chitarre in volo ci sono varie scuole di pensiero. Tu come ti sei mosso?
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Guitar Center e Sam Ash sono disastrosi...
di maxguitarmurphy [user #20111]
commento del 30/08/2010 ore 12:4
...a parte i commessi che alla fine magari non ti calcolano e pazienza, ma i prezzi sono tra i più alti negli Stati Uniti...vanno giusto bene per provare qualche chitarra visto che, di solito, ma non sempre, hanno un vasto assortimento...
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Spupazzamento chitarre.
di flyingb [user #18055]
commento del 30/08/2010 ore 13:1
La chitarra si può portare in aereo mandandola in stiva oppure portandola con sè ni cabina. Proibisco la prima soluzione, a meno di imballaggi veramente al di fuori della portata dei comuni mortali. Per quanto riguarda la seconda esistono due sistemi, ambedue funzionanti: 1) FACCIO IL VAGO ED ENTRO. La chitarra non viene mai fermata, nè al check in, nè al controllo sicurezza. Una volta che si varca la soglia dell'aeroplano, si sarà probabilmente in compagnia di altri passeggeri che fanno i vaghi con poster 1x2 metri incorniciati col doppio vetro, peluche di giraffe a grandezza naturale, totem indiani in peltro e alpacca. Gli assistenti di volo cercheranno di accontentare tutti. Adocchiate un comparto ("overhead bin") abbastanza lungo, schiaffateci la bimba suonante e fate volume su di essa con i VOSTRI bagagli, in maniera che nessuno ci metta sopra due trolley ripieni di cascami metallici. Presentarsi per primi all'imbarco aiuta MOLTISSIMO. Va detto che se gli addetti fanno storie, possono obbligarvi a stivare o lasciare a terra l'oggetto. Nel primo caso potreste pagare fior di quattrini di sovrapprezzo. In cambio tratteranno la chitarra come un sacco di immondizia. 2) MI COSTITUISCO. Vai al "gate", dove imbarcano, e fai presente che hai una chitarra. Tutte le compagnie, con eccezioni strambe, hanno policy adeguate per oggetti particolari, tipo strumenti musicali, quadri in cornice e attrezzi sportivi. Vi verrà rilasciata una targhetta con su scritto qualcosa tipo "bagaglio autorizzato in cabina" e una volta sulla soglia dell'aereo, un assistente di volo vi aiuterà a trovare un posto adeguato per lo stumento (hanno anche armadietti particolari, ma capita che lo mettano insieme ai propri vestiti di ricambio!). Sugli Airbus, come mi è capitato tre volte in 2 settimane, la chitarra - va benissimo la custodia morbida - viene prelevata da un addetto che esce dal "finger" e la mette su uno scivolo che la porta a terra, vicino all'aereo, dove altri addetti la mettono un un compartimento speciale. La ritroverete sana e salva quando uscirete dall'aereo. Non al ritiro bagagli, ma proprio sulla porta! Nota bene: l'etichetta "bagaglio autorizzato in cabina" ha una ricevuta staccabile che farete bene a conservare prima di consegnare la chitarra. Informatevi sui siti web delle compagnie con le quali volate. OCCHIO AI CODE SHARING. Io avevo tutti biglietti United Airlines e non ho mai viaggiato su un loro aereo, bensì su Canadian, US Airways e Lufthansa. Ciascuna delle tre ha regole diverse che a loro volta cambiano sui voli interni. Tutte le volte informarmi è stata la mossa vincente. Su Lufthansa non era consentito portare la chitarra dentro la cabina, ma alla fine sono stati assolutamente i più carini e accorti, dedicandomi un comparto bagagli in prima classe e rassicurandomi prima, durante e dopo circa la salute dela legnosa passeggera. C.
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