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Il compromesso musicale

di Piciaks [user #25103] - pubblicato il 11 agosto 2010 ore 12:22

Il compromesso musicale

Ciao a tutti questa è la prima volta che uso il diario e nonostante abbia letto le linee guida, sono certo che commettero errori, quindi chiedo perdono già da adesso!

Ieri sera parlando con il mio cantante sulla prossima scaletta, siamo finiti a discutere, una discussione che mi sta facendo molto riflettere, il compromesso musicale. A mio parere nel panorama musicale italiano, vige solo una regola o sei pop o non vai da nessuna parte, già radio e tv sono omologate soltanto per far passare un certo target di canzoni, piene di sentimenti, colme di amore con frustanti motivetti che ti entrano in testa a prescindere dal tuo genere preferito. Ho notato ciò anche I vari live a cui ho partecipato sia come musicante(i musicisti sono quelli diplomati al conservatorio come obbiettava sempre il mio maestro di musica) sia come spettatore, e vedendo le reazioni della folla ho capito che benche si suonassero canzoni magnifiche ma inedite, la folla non rispondeva mentre affrontando pezzi più “popolari” o comunque già più famosi si otteneva la risposta desiderata, cioè gente che canta con te, che balla che si diverte, facendo si di raggiungere lo scopo di ogni persone che come noi si nutre delle emozioni della gente. Questo fa molto riflettere, poiche è solo l'italia che non riesce a spronarsi o è tutto il mondo? E' questo il motivo per cui i gruppi non riescono a emergere, restando ancorati al mondo delle cover? E' qui che poi salta fuori il discorso del compromesso per nutrirsi di queste emozioni si è costretti al fare il compromesso, scegliere tra quello che piace alle gente e quello che piace a noi stessi, pensavo a gruppi che più di una volta ho ripudiato e ho pensato fossero semplici banderuole al vento, es i Finley che con le lore musichette allietavano le giornate dei ragazzini e di chi la musica non sa neanche dove sta di casa, ma se anche loro avessero douvuto percorrere la strada del compromesso chi lo dice che non erano veramente una band con grandi capacità che stanca del minimo pubblico da bar ha deciso di cedere al compromesso per nutrirsi di folle ben più ampie? Il commercializzarsi sarà forse più che un modo di prendere soldi a palate una ricerca disperata di fama e acclamazione. Cosa è il compromesso musicale secondo voi? Esiste o è solo frutto di una banale discussione? Ai voi musicisti l'ardua sentenza.  


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Il compromesso c'è, e a qualsiasi ...
di Sykk [user #21196]
commento del 11/08/2010 ore 13:0
Il compromesso c'è, e a qualsiasi livello. Sia per i ragazzini che devono suonare nei pub, sia per uno del livello di Alex Britti, tanto per fare un esempio.
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io la chiamo ...
di ligo [user #13149]
commento del 11/08/2010 ore 13:3
...prostituzione intellettuale!!!!sono convinto che se si vuol suonare x un certo pubblico si deve mettere in conto che quello che si offre sia quallo che richieda il mercato!ora come ora io ed altri idealisti stiamo creando musica nostra e non ci interessa chi ci ascolterà(e se qualcuno si presenterà ad un nostro concerto!)ma l'importante e fare! il resto non conta!discorso diverso per quello che riguarda le cover...o la gente si diverte o continui asuonare in sala prove!!!
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Re: io la chiamo ...
di Piciaks [user #25103]
commento del 11/08/2010 ore 13:5
già ma questa cosa resta decisamente triste perchè allora non potrai esprimere pienamente te stesso quando suoni! mi spiego meglio se devi far divertire, allora suoni quello che magari non ti piace al 100% e quindi non potrai mai dare il massimo ne immergerti completamente nella musica che stai facendo! E se cosi non mi stupisco che non ci siano stati altri Hendrix da un bel po' di tempo, perchè forse nessuno può rivoluzionare nulla se non è libero da schemi di mercato o qualsivoglia freni!
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Re: io la chiamo ...
di ilrecremisi [user #23413]
commento del 22/10/2010 ore 17:0
Attenzione che neppure Hendrix era completamente libero, voleva solo suonare la chitarra e lo fecero cantare controvoglia... :) Era molto famoso oltre che molto bravo, perché il rock "andava di moda" e piaceva, una musicista secondo me anche più bravo come Nick Drake, è morto pure lui molto giovane, ma di antidepressivi e senza tutta questa fama ad accompagnarlo...
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credo però che non sia necessario avere come ...
di Axel - Sixstrings [user #14274]
commento del 11/08/2010 ore 14:0
credo però che non sia necessario avere come fine ultimo quello di suonare sempre e solo per un pubblico....ed emozionarlo: prima di tutto sono convinto che si debba suonare per se stessi, poi per chi ci ascolta. Suonare a casa o dal vivo, sono due emozioni diverse, ma di cui ho bisogno allo stesso modo. Per me suonare è un'esigenza fisica. Se poi posso farlo davanti a qualcuno, a mio/suo rischio e pericolo, tanto meglio! Ma in principio è per soddisfare una mia esigenza, è un disorso un po' egoista, ma.... : )
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io ho un approccio egoistico,ma in questo ...
di giuseppe40 [user #18743]
commento del 11/08/2010 ore 14:4
io ho un approccio egoistico,ma in questo senso. suono soprattutto per il mio godimento, ma quasi sempre, ho il massimo piacere quando vedo il pubblico che apprezza, che si diverte, magari che balla, che si diverte ed emoziona. e se lo fa mentre suono voodoo child o ridere di te di vasco rossi non mi interessa poi moltissimo. i compromessi fanno parte della vita, solo in una società senza nessun'altro si potrebbero evitare. o suonando nelle nostre camere. quanto alle cover...ci sarà stato un tempo in cui erano "inedite" pure loro...alla fine, se un pezzo è buono e piace, il pubblico l'apprezza. non si spiegherebbe altrimenti, come ogni anno escono vuovi gruppi e nuove canzoni, dal pubblico più o meno largo. certemente, per uno sconosciuto andare in un pub e suonare i suoi pezzi non è una passeggiata, ma magari nella stessa scaletta si potrebbero mettere dei pezzi ( cover) in stile, magari riarrangiate secondo il proprio gusto. se suonate bene, richiameranno l'attenzione al momento dell'inedito.
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Re: io ho un approccio egoistico,ma in questo ...
di Piciaks [user #25103]
commento del 11/08/2010 ore 15:2
su quest'ultima parte ho da contraddirti, si una volta le cover erano inedite, ma non è più come prima, ogni anno vengono tirati fuori altri gruppi solo a scopo commericiale, e non puoi non negarlo, certo alcuni escono fouri per il talento ma il 90% rimane in sordina e non ha tutto questo successo! poi si certo miscelare pezzi propri con cover ma da quello che ho visto e che ho fatto non è cosi facile perchè finche si fa la canzone conosciuta sono tutti li a puntarti mentre appena parte "l'inedito" già l'attenzione cala di molto!
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Re: io ho un approccio egoistico,ma in questo ...
di giuseppe40 [user #18743]
commento del 11/08/2010 ore 15:3
ma datop il conesto, non puoi fare tanto diversamente...in una serata di solo inediti si seguiranno in X. inediti e cover magari X + 5. su gli emergenti e il successo, è vero, molti non hanno talento e comunque vendono e suonano.ma altri, sono riusciti a trovare nicchie piu o meno grandi. non seguo molto la musica di oggi, ma mi vengono in mente baustelle,calibro 35,bud spencer & blues explosion, luci della centrale elettrica, marta sui tubi, perturbazione e tanti altri ancora. purtroppo, per un fatto numerico, questa è l'italia, culturalmente e numericamente, non c'è lo spazio ( fisico e culturale ) affinchè migliaia di gruppi e/o autori si impongano ed emergano. speriamo che almeno culturalmente la situazione cambi, ma dato il contesto, la vedo davvero difficile, per il momento.
Rispondi
Dal mio punto di vista il discorso del ...
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 11/08/2010 ore 15:4
Dal mio punto di vista il discorso del compromesso viene fuori solo quando a discutere sono due persone che vivono la musica in modo diverso: la prima che ne vuole fare un mestiere e la seconda che la vuole coltivare solo come passione. Non bisogna mai dimenticare che il musicista offre prima di tutto un servizio a un pubblico pagante, quindi è tenuto a dare un prodotto gradito. Se poi vuole fare l'artista e suonare solo cose che piacciono a lui a prescindere dalla risposta del pubblico faccia pure, ma non dia del venduto a chi vuole mettere qualcosa sotto i denti sfruttando i risultati di anni di studio su uno strumento, tanto più se quest'ultimo trova il suo lavoro divertente e gratificante. Anche i più grandi artisti fanno ritratti su commissione per sbarcare il lunario, teniamolo sempre a mente.
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Re: Dal mio punto di vista il discorso del ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 11/08/2010 ore 18:1
Concordo pienamente. L'integralismo e l'intolleranza, anche quando sono in buona fede, sono sempre stupidi. Si può essere ottimi musicisti, e prestare le proprie dita ad una produzione discografica o a un'esibizione di facile ascolto, senza per questo doversi considerare delle prostitute. Per quel che riguarda l'entusiasmo che si coglie nel pubblico quando si suona qualcosa di noto, al di là del fatto che ovviamente la gente può cantare al seguito della band solo quel già conosce, aggiungerei che, contrariamente da quel pare pensino in molti, non tutti i musicisti sono necessariamente in grado di comporre un brano musicale. Ne deriva che quando si ascolta una cover band, mentre si può godere un mondo finchè si ascoltano brani di successo, quando compare la frase fatidica "Adesso presentiamo un pezzo nostro", spesso comincia un tormento indegno :-)
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