Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Scelta degli articoli in homepage.

di hivez [user #9272] - pubblicato il 08 agosto 2010 ore 16:24

Ho una domanda: come mai compaiono in home page articoli che sono sostanzialmente dei doppioni di argomenti già pubblicati?

Mi riferisco all'articolo di andyfender, l'ennesimo della saga gilmour e il suo set up e a quello della redazione sulla tastiera true temperament ..


Dello stesso autore
A bright star above
nuovi progetti
the day music died
tre di un paio perfetto
Estratti metallurgici
Prova suoni e Soundscape
"breve" estratto del concerto del 6 maggio
Estratti del concerto All' Auditorium "Luigi Sbrogiò" di Favaro veneto
Loggati per commentare

perchè l'importante è fare i numeri... e ...
di Asbel77 utente non più registrato
commento del 08/08/2010 ore 16:3
perchè l'importante è fare i numeri... e accordo sui numeri è imbattibile, come non smettono di ricordarci un giorno si ed uno pure. zilioni di utenti, zilioni di articoli, zilioni di contatti, ecc ecc ecc...
Rispondi
Re: perchè l'importante è fare i numeri... e ...
di hivez [user #9272]
commento del 08/08/2010 ore 16:4
bono Asbel77.. :) certi modi non piacciono nemmeno a me, numeri e qualità strombazzate mi lasciano piuttosto indifferente per non dire altro, andando oltre, vorrei sapere se si è deciso di modificare la modalità di selezione degli articoli o se si è trattato di una svista, che può sempre accadere..
Rispondi
Re: perchè l'importante è fare i numeri... e ...
di miniquark [user #13800]
commento del 08/08/2010 ore 16:5
Probabilmente perchè ultimamente si stanno avvicinando ad Accordo sempre più persone, e alcuni argomenti val la pena che siano ripetuti (magari aggiornando anche il contenuto degli articoli). Io di Accordo mi fido, il suo compito è di dimostrare che la fiducia che gli do (e i soldi, dato che sono abbonato a Chitarre) è ben riposta. Per quanto mi riguarda, me lo stanno ampiamente dimostrando. Magari poi alcuni articoli sono particolarmente ben fatti, non so (non ho letto quello di andyfender, se val la pena vado a leggerlo :D). PS: hivez, ma l'album che dovevi pubblicare su un paio di store (vedi vai al link) alla fine l'hai pubblicato? Perchè i pezzo che ho sentito su MySpace mi piacevano...
Rispondi
Re: perchè l'importante è fare i numeri... e ...
di hivez [user #9272]
commento del 08/08/2010 ore 19:2
ciao Miniquark, il problema fiducia non si pone per quello che mi riguarda; la domanda che ho posto è di carattere 'sistemico', ovvero il fatto che il contenuto degli articoli debba essere "inedito"o, detto in altri termini, non sia stato già affrontato, sia un criterio che viene arbitrariamente applicato, e quindi sia una scelta, oppure se sia stata una svista, se leggi le regole dell'invio articoli è spiegato tutto e pure chiaramente; io non ho nessun problema con andyfender di cui leggo i post con curiosità però se le regole sono regole..idem per l'articolo sulla tastiera, in questo caso siamo al paradosso della redazione che non sta alle regole, se, e lo ribadisco, si è trattato di una scelta; ps: ti ringrazio per l'apprezzamento, sto ultimando i pezzi per fine anno dovrebbe essere in rete "l'ammazza orecchie" ;)
Rispondi
Re: perchè l'importante è fare i numeri... e ...
di lorenzof [user #17952]
commento del 08/08/2010 ore 22:4
Anche qui c'è del vero: ci sono continue ondate di newbies, come è normale che sia, e tutti infine ripetono sempre le stesse domande. All'inizio mi stupivo del fatto che gli utenti storici non intervgono quasi più nei commenti...E' proprio per questa ricorsività, quante volte puoi ripetere cose già dette e spiegate tante volte? In fondo poi c'è la possibilità, se l'articolo è ben fatto, di guarare le cosa in maniera diversa, anche se l'argomento è ritrito. Certo, su una fender strato per essere originale devi essere un genio
Rispondi
Re: perchè l'importante è fare i numeri... e ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 09/08/2010 ore 08:5
Eh eh eh ....
Rispondi
Agorà
di Koto [user #21659]
commento del 08/08/2010 ore 16:5
Forse perché Accordo è un bar, una birreria, una piazza, un salotto in cui si parla, ci si scambia idee e opinioni... si ribadisce, si consiglia. A quale amico, che ci racconta per l'ennesima volta del concerto dei Pink nel 1439 a.C. a Babilonia, ci sognamo di dire "ma... ne abbiamo già parlato... insomma!"?!? Risenti la storia, la rivivi con lui... fosse anche solo per farlo sorridere! Ho l'impressione che da un po' di tempo ci sia stia prendendo un po' troppo sul serio: censure, ricatti e recriminazioni. E' un gioco no? Allora divertiti, tanto non vince nessuno! Inoltre puntare il dito sul fatto che Accordo voglia fare numeri e concludere affari lo trovo ipocrita e inutile: chiunque di noi abbia un'azienda conosce l'impegno e i rischi che la cosa comporta, pensare ai migliori modi per crescere, ampliare il proprio portafoglio clienti è normale nell'ottica di un azienda di servizi come quella che ci ospita. La morale è: non ti interessa un post? Non leggerlo e non commentarlo... ma non prendertela, il successivo sarà migliore e più interessante! Ciao! :)
Rispondi
Re: Agorà
di hivez [user #9272]
commento del 08/08/2010 ore 19:4
Ti ringrazio per avermi spiegato... sarcasmo a parte: accordo si propone come una rivista cartacea, commentabile, indubbiamente funge da luogo di incontro, da agorà non credo perchè l'agorà implica un concetto di democrazia che in questo sito non trova cittadinanza per scelta dei gestori (condivisibile o meno, ma non è l'oggetto del mio post e non mi interessa nemmeno); io non recrimino, non sono un nostalgico, non sono un fan del "nuovo che avanza", non mi frega niente dei numeri di accordo, non faccio trame eversive, bla bla bla.. chiedo semplicemente, perchè credo nel dialogo civile tra persone, se tu prendi quello che viene e basta sono fatti tuoi, il fatto che ci sia un sistema di regole serve a far funzionare il tutto, chiedere come mai una regola non è stata osservata è legittimo e doveroso, senza che sia necessario della dietrologia superficiale e da quattro soldi; ipocrita è chi dice le regole sono queste, poi se ne fotte; tu hai letto il regolamento? è l'insieme di "cose" che puoi fare oppure no, se l'hai letto ma soprassiedi l'ipocrita sei tu. saluti
Rispondi
Re: Agorà
di jebstuart [user #19455]
commento del 08/08/2010 ore 19:5
Considerazioni giustissime. E' possibile, tuttavia, che il mese di Agosto, col suo fisiologico calo di attenzione verso la rete in generale, possa indurre alla pubblicazione di articoli con una certa "elasticità". Ritengo giusto però aggiungere una considerazione. L'articolo cui ti riferisci (ed uso una terminologia presa pari pari dal mondo universitario e delle pubblicazioni accademiche) è di carattere compilativo, non sperimentale nè critico. Fa parte di una produzione, negli ultimi tempi decisamente feconda, che ha carattere semplicemente descrittivo. Fruibile, ricca di riferimenti, a tratti anche interessante, ma meramente descrittiva. Del tipo "Guardate un po' qui cosa esiste....". Di altro taglio gli interventi sull'argomento di Pierangelo. Ma questo è un discorso diverso. Probabilmente è a ciò che RozzoAristocratico si riferiva a questo quando ha parlato di poliedricità di punti di vista ;-) Ovviamente, potremmo qui aprire una lunga discussione sulla qualità ed sul peso di tante cose. In primis di alcuni diari, talora incredibilmente ripetitivi o comunque elaborati su un format scarno ed elementare (del tipo: "Che pensate di ...?" oppure "Vi piace più X o più Y?"). E' fuori di dubbio che non aumentano molto l'ergonomia del sistema e del sapere chitarristico, ma intanto esistono e non possono essere censurati, e, soprattutto, hanno un intenso seguito, perchè il tipo di formula nazional-popolare sembra piacere molto. Ci sono altri utenti, infine, che utilizzano i diari come vetrina di un ossessivo narcisismo. Tutti mostriamo i nostri acquisti, anche con un po' di orgoglio infantile, ma alcuni sono assolutamente incapaci di parlare di qualcosa che non sia se stessi. "Ho comprato questo...", "Ieri sera grande esibizione a Picopallino...", "Sono entrato a far parte della decima cover band contemporaneamente...", "Guardate come suono bene....". Mi si dirà che sono ragazzi, e forse è pure vero. Ma che palle ....
Rispondi
Re: Agorà
di hivez [user #9272]
commento del 08/08/2010 ore 20:1
considerazioni giuste Jeb, però mi permetto di osservare che la redazione di articoli meramente "compilativi" sia scoraggiata dallo stesso regolamento.. -faccio un inciso, a mo' di precisazione , non ce l'ho assolutamente con andy, che anzi apprezzo molto, e lo dico sinceramente- poi mi ritrovo un paio di articoli in home.. mah.. sui diari eh.. secondo me il discorso è differente, c'è più libertà d'azione per gli egomaniaci, gli shredder in pantofole, i meravigliosi acustici (quand'è che davidederosa tira fuori un altro bel arrangiamento!!) e pure per i meravigliosi indecisi.. piglio questo o piglio quello: dico io, ma piglia quello che vuoi!!(tra l'altro anche in questo caso c'è un certo regolamento che andrebbe appunto letto) ma sono stati studiati per quel motivo, e la loro ragion d'essere e bellezza sta in questo. ps: jam spento no good! e fa due..:D
Rispondi
Re: Agorà
di jebstuart [user #19455]
commento del 08/08/2010 ore 20:3
Colgo l'occasione (è meglio farlo) per precisare che neanch'io ho alcun risentimento verso Andy, che è persona amabilissima, e che si trova oggi ad aver innescato suo malgrado una discussione in cui non è coinvolto in prima persona. Voglio precisare inoltre che non stavo censendo la balzaneria dei diari, di cui io modestamente porto una delle bandiera e che sono la location accordiana che amo di più :-) Mi fanno morire quelli che sono divorati dall'indecisione di cosa acquistare o ancora quelli che sono incacchiati come iene con qualcuno e ce lo vengono a raccontare. Mi riferivo piuttosto a chi non ascolta gli altri, ma solo se stesso. O che fa della fortuna di avere un papà danaroso un occasione per esibirsi agli occhi degli altri. Tutto qui :-)
Rispondi
Re: Agorà
di hivez [user #9272]
commento del 08/08/2010 ore 21:5
Non è necessario che precisi il tuo pensiero sui diari perchè anch'io lo condivido! :)
Rispondi
Re: Agorà
di miniquark [user #13800]
commento del 09/08/2010 ore 00:1
Giusto per mettere i puntini sulle H (?)... Siccome non è da tanto che scrivo e curioso nei diari, e siccome potrei rientrare nella categoria di quelli che "Tutti mostriamo i nostri acquisti, anche con un po' di orgoglio infantile" (chiamiamoli "semi-narcisisti" :D), vorrei considerare che "diario" è, tra le altre cose, quel libriccino nel quale ognuno scrive ciò che gli capita, i suoi pensieri eccetera, pensando ad un classico diario cartaceo. Quindi credo che sia normalissimo che ognuno scriva nel proprio diario qualcosa che, bene o male, c'entra con sé stesso (proprio per la natura stessa del diario). Probabilmente tu ti riferivi alle estremizzazioni, però è importante mettere i puntini sulle H.
Rispondi
Re: Agorà
di jebstuart [user #19455]
commento del 09/08/2010 ore 00:2
Se mi rileggi con attenzione, troverai che ho scritto di essere un portabandiera di quelli che scrivono nei diari di tutto e a ruota libera. Mi riferivo a chi ne fa un uso ad un senso solo. Senza proporre o costruire, senza fornire spunti di confronto ma semplicemente raccontandosi e celebrandosi ossessivamente. Come vedi, i puntini c'erano già ;-)
Rispondi
Re: Agorà
di Drive71 [user #18611]
commento del 09/08/2010 ore 10:0
Questo è parlar chiaro! Concordo in toto. Anche perchè dopo dieci anni e totmila diari/articoli su tutto e tutti, escludendo qualche novità, di che c***o parliamo?
Rispondi
Re: Agorà
di hivez [user #9272]
commento del 09/08/2010 ore 11:4
magari si parla di altro, visto che di argomenti interessanti ce n'è a pacchi.. jazz, musica alternativa, acustica... no?
Rispondi
Boh! A me per adesso,ancora non mi è ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 08/08/2010 ore 17:5
Boh! A me per adesso,ancora non mi è capitato. Per ho visto che quando iniziano le anomalie,prima o poi le riscontrano tutti.Bè,staremo a vedere.
Rispondi
Basta chiedere: nel 2008, quando era stato ...
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 08/08/2010 ore 18:1
Basta chiedere: nel 2008, quando era stato pubblicato l'articolo sulla tastiera, che era più che altro una segnalazione (ottima, come sempre) di Pearly Gates, su accordo c'erano diverse migliaia di lettori in meno e un paio di migliaia di articoli in meno, è ragionevole pensare che almeno 5mila persone che ora seguono abitualmente il sito non abbiano avuto modo di sapere nulla di quella notizia, come dimostrano i commenti sotto l'articolo. Riguardo l'articolo di Andyfender invece il discorso è ancora più semplice: gli approfondimenti degli utenti sono sempre graditi, è bello poter leggere il punto di vista costruttivo e ragionato di un altro utente anche su un argomento già trattato in passato (poche volte e non toccando gli stessi argomenti trattati da Andrea, tra l'altro). Se non si dovessero pubblicare articoli riguardanti cose delle quali si è già parlato negli anni e anni di Accordo cosa dovremmo mettere in homepage? Le Stratocaster e le Les Paul, così come le varie serie più famose di Ibanez, PRS ecc nel bene o nel male si somigliano, avremmo dovuto pubblicare un articolo per la Les Paul Standard, uno per la Robot e basta perchè il modello (e modelli simili, copie di altre marche ecc.) è già stato recensito da altri? Per non parlare della didattica: se un argomento è stato trattato tre anni fa e un utente lo rispolvera a modo suo è tutto di guadagnato per i nuovi lettori e per i vecchi, che avranno altri spunti su cui lavorare. Se non fosse così Accordo, ma non solo, un po' tutte le riviste di settore, sarebbero morti da anni, pubblicando un articolo solo quando viene creata una chitarra robot, una che fa il caffè e una con le corde in pelle di capra, poi sarebbe tutto già trito e ritrito, non trovi?
Rispondi
Re: Basta chiedere: nel 2008, quando era stato ...
di Asbel77 utente non più registrato
commento del 08/08/2010 ore 18:4
motivazioni più che valide, in effetti. Ma allora bisognerebbe cancellare la prima regola generale che si incontra cliccando sul link "invia un articolo", ovvero: "Leggi BENE prima di spedire un articolo [...] Perché un articolo possa essere pubblicato devi rispettare le regole che seguono. Regole generali non inviare articoli che hai postato su altri siti o nel tuo diario su Accordo oppure su temi già trattati (usa il motore di ricerca!) [...]"
Rispondi
Re: Basta chiedere: nel 2008, quando era stato ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 08/08/2010 ore 19:2
In effetti anche questa obiezione è giusta.
Rispondi
Re: Basta chiedere: nel 2008, quando era stato ...
di hivez [user #9272]
commento del 08/08/2010 ore 19:4
Rozzo hai letto il regolamento? Le regole si applicano per gli altri e si interpretano per alcuni? voglio sperare che non sia questo il caso.. la ripubblicazione di articoli d'archivio è una prassi assolutamente condivisibile ed è già stato fatto in svariate occasioni per alcuni articoli di nashville e anche in altri casi.. toh giusto l'articolo di matteo barducci sulla baglioni signature di "qualche" tempo fa che oggi ha commentato qualcuno è stato riproposto dopo la prima pubblicazione.. non era meglio riproporre l'interessante articolo di pier mezzabarba sul sound di gilmour semmai? o rimettere in home la segnalazione di pearly che tra l'altro è stata molto più che commentata nel 2008? le regole sono regole come qualcuno mi insegna..
Rispondi
Alla lunga...
di perrynason [user #17170]
commento del 08/08/2010 ore 19:1
Eh, alla lunga riempire un sito come questo di articoli freschi tutti i giorni non è poi così facile. Soprattutto quando il target (parolaccia!) viene ristretto quasi esclusivamente alla "chitarra elettrica rock". Lo so, se gli utenti con interessi diversi non scrivono più articoli, poi non ci si può lamentare. Ma sarebbe anche bene chiedersi perchè hanno smesso di farlo. Se il mio negozio preferito, dove vado quotidianamente anche per fare chiacchiere e scambiare esperienze con altri, comincia a togliere dalla vetrina gli oggetti che mi interessano, allora ho motivo per pensare di non essere più nel posto giusto. Finisco per passare di lì solo per vedere se c'è qualche vecchio amico e gli offro un caffè nel bar di fianco.
Rispondi
Re: Alla lunga...
di jebstuart [user #19455]
commento del 08/08/2010 ore 19:2
Perry, prima o poi sostituisco l'Ovation che ho venduto. Se hai pazienza di aspettare, sparo un articolo sulle acustiche... Intanto, mi consumo nella ricerca. Adoro il sistema di amplificazione Quantum II delle Seagull, ma spente le Seagull non mi piacciono. Adoro il suono da spente delle Gibson in palissandro, ma l'amplificazione mi fa vomitare. Adoro tutto e il contrario di tutto. Immagini che articolone? PS: Piccolo addendum. Ma lo sai da quanto non accendo il Jam150? La peste dell'elettrica ha contagiato anche me.
Rispondi
Re: Alla lunga...
di hivez [user #9272]
commento del 08/08/2010 ore 20:0
ciao Jeb, hai provato in casa Yamaha? ps: Jam spento no good!
Rispondi
Re: Alla lunga...
di jebstuart [user #19455]
commento del 08/08/2010 ore 20:0
Ciao Hivez. No, anche se ho una APS 500 (la parente povera, quindi) e non è affatto male. Immagino che strumenti di fascia più alta siano ancor meglio....
Rispondi
Re: Alla lunga...
di perrynason [user #17170]
commento del 08/08/2010 ore 21:3
Caro Jeb, premetto che ho dovuto cercare su Google cos'è un Jam 150. Non faccio lo snob, sono proprio ignorante! :))) Ho tutta la pazienza che vuoi, tu scrivi e io leggo! E magari quello che scrivi mi spinge a scrivere qualcos'altro. Prima su accordo questo meccanismo scattava più spesso, su tanti argomenti. Ora mi sa che si giri sempre intorno alle stesse cose (mia impressione). Non dico che accordo è diventato un posto peggiore, ma diverso. E così com'è mi interessa assai meno - come tanti, ormai, mi dedico quasi solo ai diari - quindi ben venga un articolone tuo! Riguardo al PS: dai, proprio "peste" non direi! (una... brutta infezione?) :)))
Rispondi
Re: Alla lunga...
di jebstuart [user #19455]
commento del 08/08/2010 ore 21:5
:-) Concordo. E' un posto un po' diverso rispetto a solo poco tempo fa.
Rispondi
Re: Alla lunga...
di hivez [user #9272]
commento del 08/08/2010 ore 19:5
ciao Perry, a me personalmente piace la varietà anche perchè sempre a parlare di vintage, gilmour... mi viene il latte alle ginocchia (e ho tutta la discografia dei floyd e la sua da solista); anch'io sono della idea w il bar.. meglio se è acustico, perchè in fondo si viene tutti da là.. e se lo dico io.. però il discorso che faccio è un'altro, in un negozio ci sono delle regole giusto, bene se ci sono ci sarà un motivo, e si sono, si dovranno pur rispettare? se ciò non accade si può chiedere il perchè? Penso di si..e infatti l'ho chiesto!
Rispondi
Re: Alla lunga...
di perrynason [user #17170]
commento del 08/08/2010 ore 21:4
E hai fatto benissimo! Anche io non ne posso più del set up di Gilmour e dell'instabilità dei floyd rose... Se sono integrazioni a vecchi articoli, ok. Ma spesso si ripropongono le stesse domande su argomenti trattati mille volte. Poi è vero, ci sono nuovi utenti (e pure tanti) ma le regole ci sono anche per loro: un'occhiatina all'archivio prima di scrivere non guasterebbe. Ma in fondo, al bar ci si diverte pure a raccontare la stessa cosa decine di volte (mentre i "vecchi" sbuffano...) :))))
Rispondi
Re: Alla lunga...
di hivez [user #9272]
commento del 08/08/2010 ore 22:1
Da qualche mese sono entrato a far parte a pieno titolo del club dei "veci": qualche mese fa... Ore 11 circa, sono in fila alle poste (già di per sé la situazione fa girar le balle), una fauna umana incredibile che mi fa guardare con ottimismo all'imminente 2012 e alla annessa ondata sterminatrice; insomma mi faccio i fatti miei quand'ecco che arriva lei! voce fastidiosa, alta un metro e un succo di frutta, lessico incomprensibile con l'amica di ordinanza, si avvicina: "Mi scusi signore é in fila?" ....."Signore?? ma perché non te ne vai a fan...!Bimbaminchia del c..!" mi son dovuto mordere la lingua, il pensiero é volato nell'ordine: -mortaio per farla saltare in aria lei e la sua amica; -cazzo ma sembro così vecchio? -ai miei tempi non andavo in giro così! -almeno mi sono risparmiato i tokio hotel infine ho realizzato: beh non é poi così male.. :)
Rispondi
Re: Alla lunga...
di jebstuart [user #19455]
commento del 09/08/2010 ore 09:0
Comincia ad abituarti. Come ho già raccontato da qualche parte (ma repetita juvant ;-), ormai diversi tempo fa, in metropolitana, un ragazzo si alzò per farmi sedere ....
Rispondi
Re: Alla lunga...
di hivez [user #9272]
commento del 09/08/2010 ore 09:5
hehe.. Jeb finchè non avrò bisogno del pappagallo, è tutto grasso che cola! :D
Rispondi
Re: Alla lunga...
di Cukoo [user #17731]
commento del 09/08/2010 ore 15:4
Questa l'avevi già raccontata. Che fai, ti ripeti? Contravvieni alle dure regole di Accordo? Ne approfitto per dire la mia: le ripetizioni non mi disturbano. Ciao ciao Hivez.
Rispondi
Re: Alla lunga...
di hivez [user #9272]
commento del 09/08/2010 ore 15:4
Cukoo, diavolo di un Cukoo.. :) ebbene si mi sono ripetuto, sarà l'età che avanza.. ;)
Rispondi
Sono per il libero arbitrio..
di BananOne utente non più registrato
commento del 08/08/2010 ore 20:2
Capita di leggere gli articoli ... scorro le pagine, se mi interessa, lo leggo altrimenti tiro avanti ..... Semplice...
Rispondi
Re: Sono per il libero arbitrio..
di hivez [user #9272]
commento del 09/08/2010 ore 00:5
Già il libero arbitrio è una gran ficata..anche il rispetto delle regole..
Rispondi
Ritengo opportuno intervenire anch'io!
di andyfender utente non più registrato
commento del 09/08/2010 ore 06:0
Ho letto con interesse tutto ciò che è stato scritto, ma un paio di cose dovrei sottolinearle. Se si legge bene il mio articoletto,ci si può accorgere che tutto sommato non ho descritto proprio per niente il setup di Gilmour,bensì l'ho lasciato fare alle immagini di un articolo apparso su"Chitarre" e preso solo come spunto.Infatti era mio intendimento( e qui forse non ci sono riuscito) mettere in parallelo le diificoltà che incontriamo noi nel settaggio degli effetti comparata alla complessità di quello di David. Doveva servire da sprone nel senso: se ci riesce lui con quell'armadio, possiamo riuscirci anche noi, nel nostro piccolo, con calma e ragionamento senza innervosirsi perchè le cose non vanno come vogliamo.Poi era un velato invito a non esagerare con gli effetti e anche in questo non sono riuscito a farmi capire. Ribadisco che essendo in Accordo da circa 5 mesi e non avendo letto nulla sul setup di David ero tranquillo di non scrivere doppioni. Avrei dovuto usare il motore di ricerca,come avete giustamente suggerito, ma con quali parole? Forse voi lo avete fatto e mi potrete aiutare nello scoprire gli altri articoli sull'argomento,già pubblicati. Non credo,però abbiano la stessa impostazione: nel mio piccolo tendo solo a dare minimi consigli (magari non richiesti) soprattutto ai più giovani. Scusate la lungaggine ,ma mi sembrava d'obbligo dire ciò anche perchè la Redazione non credo abbia queste garandissime colpe. Buona giornata a tutti. A. P.S. Vi disturbo ancora per un'ultima precisazione: di come è composto il setup di Gilmour, sinceramente non me può fregare di meno!! Potrebbe usare anche solo un pedalino comperato di decima mano. E' il risultato che scaturisce dalle sue mani che conta! Anche questo era un invito: pensare meno alla tecnologia e più al nostro cuore e cervello! Grazie ancora.
Rispondi
Re: Ritengo opportuno intervenire anch'io!
di hivez [user #9272]
commento del 09/08/2010 ore 10:2
L'argomento è già stato affrontato e sviscerato ampiamente, il tuo articolo non aggiunge nulla di nuovo. Scusa la franchezza non ce l'ho con te ovviamente ma visto che accordo non è un forum e blablabla, visto che i contenuti devono essere inediti per essere pubblicati, trovo paradossale tutto questo. Il mio post è una richiesta di chiarimenti, non un "j'accuse" certo poi se mi si dice che a volte il regolamento si applica altre volte no.. capisci che c'è qualcosa che non mi torna. ciao m.
Rispondi
Re: Ritengo opportuno intervenire anch'io!
di andyfender utente non più registrato
commento del 09/08/2010 ore 11:0
No,non capisco! C'è una differenza di intenti che è basilare in quello che ho scritto. Ripeto che non ho fatto la descrizione di quello che usa David: scusa, ma mi sembra una discussione senza fine se non ci leggiamo bene. Grazie. A
Rispondi
Re: Ritengo opportuno intervenire anch'io!
di hivez [user #9272]
commento del 09/08/2010 ore 14:0
saluti m.
Rispondi
Un problema che non esiste
di alberto biraghi [user #3]
commento del 09/08/2010 ore 08:2
Il manuale dell'accordiano si rivolge agli utenti. Non ha a che fare con la linea editoriale, in base alla quale si mette in pagina quello che può interessare a più persone. Giusto il commento di alcuni: il bello della libera Rete è che uno non paga nulla, legge quello che gli pare o addirittura va altrove se un sito non risponde più alle sue aspettative. Dove sta il problema?
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di jebstuart [user #19455]
commento del 09/08/2010 ore 09:2
Ovviamente chiunque può dirigere dove vuole i suoi passi. Ma è indubbio che sui diari si registra qua e là qualche dissenso. A mio modesto parere, ciò non attiene a situazioni realmente problematiche, ma è l'epifenomeno, la traslazione se vuoi, di un vago disagio nel collocarsi all'interno di nuovi scenari. Personalmente ritengo che la Direzione di Accordo abbia gli strumenti culturali e professionali necessari per intervenire e correggere le sbavature, che sono minuscole in relazione ai risultati ottenuti, ma comunque meritevoli della vostra attenzione, non fosse altro per un senso di cortesia ed affetto verso utenti spesso "storici". "Così è, se vi pare" va bene come titolo di un'opera teatrale. Un po' meno come dichiarazione programmatica :-)
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di pastrana75 utente non più registrato
commento del 09/08/2010 ore 11:0
Questo intervento è perfetto. Per quel che conta, io la penso uguale.
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di alberto biraghi [user #3]
commento del 09/08/2010 ore 11:5
Caro amico, il dissenso fa parte del gioco, soprattutto quando le persone sono tante. Ma come sai (e come si può desumere dal fatto che sono-siamo qua a rispondere), il dissenso ragionevole non ci spaventa, anzi è sempre motivo di riflessione e discussione nelle riunioni di redazione. Poi c'è l'altro dissenso, genuinamente violento ("mi avete sciocciato col vostro fascista modo di gestire sto sito del cazzo... Ringrazia Cristo che purtroppo oggi in Italia per un nonnulla ti denunciano, altrimenti te ne avrei detto di tutti i colori, sia te che al tuo staff  di...colore marrone e olezzante di conseguenza... Onestamente, per pulirmi il culo prefersco la carta igienica al vostro rotocalco...") oppure finto-cortese (come il nostro ospite "hivez", che con toni accuratamente pacati passa il suo tempo - qui e altrove - a dire peste e corna del nostro lavoro). In genere si tratta di utenti delusi (c'è un'evidente analogia con i comportamenti degli amanti abbandonati che provano ad ammazzare la moglie) dal costante divenire di un'iniziativa che per sua natura non può restare uguale a se stessa, pena l'esaurimento (come stava accadendo ad Accordo e a Chitarre in tempi non lontani). Si tratta di evidenti transfert di problemi personali, che conosco e archivio serenamente. Insisto nel dire che questo è ciò che noi sappiamo e vogliamo fare, quindi è ciò che facciamo, premessa la disponibilità a considerare istanze ragionevoli. Ma non è ragionevole pretendere che Accordo sia Laster (un sito nato per tentare di ricostruire ciò che Accordo è stato per un breve periodo e ha scelto di non voler essere), Musicoff (un sito che vive su un forum molto attivo e pochi contenuti), 6corde, Dodicesimo tasto, eccetera. O pretendere che Chitarre diretto da me sia una replica di ciò che offriva quello diretto (si fa per dire) da Andrea Carpi. Per tornare al sommo Pirandello, "come ci pare" è sempre un mix di "come pare a noi" e "come pare al lettore". Sempreché - appunto - il "come pare al lettore" tenga conto di riferirsi a un progetto complesso, articolato e meditato da persone che ci stanno investendo quattrini, idee, esperienza e un noevle lavoro. Due righe di critica feroce sparate nei cinque secondi che precedono l'accensione del cervello per giocare a Farmville o lunghi interventi che mirano solo a dimostrare quanto siamo incapaci lasciano il tempo che trovano. Perché - ancora una volta, consapevole che ad alcuni questo tema è sgradito - conta il gradimento. Se Chitarre nuovo ribalta la perdita di vendite e Accordo cresce a ritmo serrato, alla fine significa che ai musicisti (non il pubblico di Novella 2000) il nostro lavoro è gradito. E questo è ciò che conta.
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di hivez [user #9272]
commento del 09/08/2010 ore 12:0
Alberto come ti permetti di dire delle falsità del genere? Io non ho scritto nemmeno un post su laster, musicoff, o qui su accordo in cui abbia denigrato il lavoro di chicchessia! come ca..o ti permetti? Mi hai personalmente offeso! Piuttosto rispondi alle domande: Tu pensi che il rispetto delle regole sia un'optional? Da direttore dovresti essere il primo a considerarlo un principio intangibile invece stai qui a gettare discredito su di me.. che su accordo su laster e musicoff ho una storia esemplare. Non ho turbe psichiche di nessun genere a differenza di quanti intervengono con post sconnessi, o partecipano alle discussioni con sotterfugi informatici e mezzucci da quattrosoldi, come è accaduto in passato. Non ho nostalgie del passato e guardo con curiosità al futuro come ti ho già scritto in un altro thread, e soprattutto non ho alcun interesse economico personale o ideologico che sottende a quanto ho scritto, quindi non capisco il tuo attacco. Se porre domande significa scatenare ogni volta questi tuoi modi devo pensare che ci siano effettivamente dei problemi di comunicazione.
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di jebstuart [user #19455]
commento del 09/08/2010 ore 13:1
Considerazioni giuste. E' ovvio che i numeri hanno in sè una forza non contestabile. Ed è evidente che il tuo ripondere in queste assolate giornate di agosto indichi una disponibilità ad ascoltare e meditare. Ancor più evidente, infine, che gli interventi violenti che alludono a passate formazioni politiche o a prodotti di scarto intestinali non meritino neanche di esser presi in considerazione. Ma non è questo il caso. Non credo, infatti, che il post di Hivez si ponesse come una critica livida ed irragionevole, quanto piuttosto come una sfuriata tra amici. Molti di noi non hanno mai incontrato personalmente nè te nè gli altri redattori. La frequentazione quotidiana, però, porta ad arrogarsi il ruolo di amici. E tra amici, a volte, ci si incacchia, fermo restando il chiarirsi di fronte ad un buon caffè. Lo si fa nel nostro assolato e scoppiettante meridione. Lo potrete ben fare anche voi, polentoni compassati ed educatissimi, no? ;-)
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di alberto biraghi [user #3]
commento del 09/08/2010 ore 13:3
Bè è una delle ragioni per cui vorrei aprire a gruppetti di lettori (pochi per volta perché lo spazio è quello che è) le riunioni di redazione. Visti i racconti che alcuni biliosi dissidenti un po' arteriosclerotici fanno girare in rete sul mio conto è facile immaginarmi come un incrocio tra il Conte Dracula, Pietro Gambadilegno, Wormtongue e Bettino Craxi, il tutto condito con passioni pedofile. Si potrebbe quindi cominciare il 9 settembre a Roma con i partecipanti a questo thread che hanno voglia di partecipare alla riunione per il numero di novembre.
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di jebstuart [user #19455]
commento del 09/08/2010 ore 13:5
Mi sembra una bella apertura democratica, come dicevamo nei collettivi studenteschi. A proposito, nel mix di prima, hai dimenticato il Capoccione di Predappio ;-)
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di perrynason [user #17170]
commento del 10/08/2010 ore 00:2
"Se ... Accordo cresce a ritmo serrato, alla fine significa che ai musicisti (non il pubblico di Novella 2000) il nostro lavoro è gradito. E questo è ciò che conta". Caro Alberto, ho la presunzione di credere che la mia storia personale su questo sito possa mettermi al riparo da fraintendimenti su quanto sto per dire. Quindi parlerò col cuore e con estrema sincerità. Sono uno di quelli a cui la storia dei numeri va giù un po' di traverso in ogni ambito! L'equazione "grossi numeri = successo" è sempre inoppugnabile, ma da un sito come questo mi aspetterei qualche riflessione in più. Per far crescere un sito, o una rivista, si fanno scelte editoriali ben precise, sapendo che non si può crescere velocemente in tutte le direzioni. Settimane e settimane di articoli e redazionali dedicati quasi esclusivamente a chitarre elettriche di un certo tipo, testate, ampli, effetti e "guitar più o meno hero" dicono chiaramente che si è scelto di strizzare l'occhio al grosso pubblico. Che non sarà il pubblico "di Novella2000", ma nemmeno il pubblico "dei musicisti": è semplicemente il pubblico degli sponsor. Scelta lecita, ma non la condivido. Per il semplice fatto che si è deciso di relegare a piccole cerchie di "amici" (i diari) tutto quel fermento che prima stava in homepage, generava innumerevoli scambi di esperienze, informazioni di prima mano e faceva di accordo un posto "diverso". Questo non impedisce a certi utenti di continuare a proporre articoli sul blues rurale, sulla chitarra manouche o sul liutaio sconosciuto, ma non li incoraggia di certo. E mi limito ad osservare ciò che succede nello spazio "chitarre" perchè "ritmi" e "audio" muovono mediamente meno di 10 commenti per articolo, dunque è un po' presto per dire che accordo è gradito al pubblico "dei musicisti". In un post sulla tempesta che aveva preceduto il passaggio ad accordo 2.0 avevo paventato che la partecipazione di certi utenti venisse meno e con loro una buona fetta di esperienze qualitativamente rilevanti. Poi ammisi di essermi sbagliato, ma avevo sbagliato solo nei tempi. Oggi accordo mi sembra un posto più omologato e meno stimolante. E (passami la battuta) poco mi importa se nell'ultima settimana si sono registrati mille ragazzini che vogliono sapere se acquistare la strato mexico o la squier. :) (il faccino sta a significare che la mia riflessione non va assolutamente letta con toni lividi, spero solo che possa essere utile)
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di alberto biraghi [user #3]
commento del 10/08/2010 ore 08:2
Ti ringrazio per le considerazioni, ma anche tu cadi nell'errore di pensare che "occorra qualche riflessione in più". Ciò che accade su Accordo - piaccia o meno - è sempre frutto di riflessione e discussione. E a tutto si mira, tranne che a strizzare l'occhio ad alcuno, tranne che ai lettori. Gli sponsor non sono l'obiettivo del nostro lavoro, ma la conseguenza di una scelta editoriale - sia qui sia sulla carta - consapevolmente anticonformista, in cui noi crediamo, che sta dando buoni risultati. Poi, ripeto, è chiaro che ogni scelta innovativa scontenta qualcuno. Non sono appassionato - professionalmente intendo - dei microcosmi chiusi, quindi mi rendo conto che chi su Accordo cerca quella socialità (scusa il termine) un po' pelosa, organizzata a caste e linguaggi da iniziati, quella che fa scappare le nuove generazioni (che sono il futuro di questo mondo) non uò sperare di trovarla dove le teste che decidono sono le nostre. PS secondo me l'Accordo immediatamente precedente alla 2.0 era veramente illeggibile, anzi, "irreggibile".
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di perrynason [user #17170]
commento del 10/08/2010 ore 11:5
E' evidente che questo Accordo è frutto di una precisa scelta editoriale e l'ho scritto. La "riflessione in più" va fatta sui numeri, nel senso che evidenziano un successo indiscutibile, ma non garantiscono la qualità (anche novella2000 fa grandi numeri!). L'accoppiata web + carta è sicuramente una scelta coraggiosa e anticonformista, ma non lo sono, secondo me, i contenuti. E comprendo pure che, paradossalmente, è proprio quella scelta anticonformista che costringe a certe mediazioni. Ed è lì che vorrei più coraggio (poi, si sa, si fa presto a parlare...). Accordo 2.0 è stato un passaggio innovativo perchè ha chiarito che pagine e pagine di discussioni sul cocobolo erano una rottura di coglioni (neanche io sopporto gli amici che sproloquiano per mezz'ora davanti a una bottiglia di cabernet sauvignon accarezzando il cavatappi: cazzo, beviamolo!). Accordo è stato "caciarone" e "assembleare" e aveva bisogno di presentarsi in modo più autorevole, ma non è mai stato un microcosmo "peloso", tanto è vero che ha continuato a crescere senza sosta e periodicamente si festeggiava l'utente Xmila! E le nuove generazioni c'erano eccome, tanto che a volte bisognava pure dargli una calmata! E quante volte hai scritto giustamente che questo sito poteva vantare contenuti inediti di qualità e informazioni di prima mano come nessun'altro? Bene, ora quei contenuti inediti faccio fatica a trovarli e ho l'impressione che alle nuove generazioni gli dobbiamo vendere qualcosa. Riflessione sgradevole, lo so, ma l'ho detto che sarei stato molto sincero. :) (rimetto il faccino!)
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di alberto biraghi [user #3]
commento del 10/08/2010 ore 12:1
Da vecchio lupo della stampa specializzata non riesco a non leggere i numeri come dimostrazione di approvazione della linea editoriale. Il paragone con Novella 2000 mon regge, qui se non sei musicista non ci vieni, se ci vieni e rimani è perché ti piace, il gossip è altro. Non riconosco Accordo quando parli di scadimento dei contenuti. C'è sicuramente un'evoluzione, con temi, tagli e toni diversi, ma la qualità è sempre elevata. Peraltro ti ricordo che con Nashville prima, Accordo poi, l'unica informazione vera sulle chitarre la facevamo noi, attingendo a materiale americano, con poche eccezioni (il grande Maurizio Piccoli su Strumenti Musicali). Abbiamo detto veramente tutto in quegli anni, quei temi sono stati sviscerati, che facciamo, ci rimettiamo a raccontare la storia della "mitica Les Paul"? Non se ne può più e comunque non la leggerebbe nessuno, in Rete c'è tutto. Il nostro tentativo oggi è attualizzare l'approccio, ripartendo dalla musica per parlare anche di strumenti. Chi tra i vecchi avrà interesse a seguuirci non potrà non apprezzare i risultati dello sforzo che stiamo facendo per esempio con Rojatti, con cui abbiamo coatruito una sezione didattica ricchissima, con suggerimenti d'ascolto, regolazioni di ampli ed effetti, eccetera. O della collaborazione con Vincenzo Tabacco, un personaggio unico, che per certi perfezionismi ricorda il rimpianto Roberto Pistolesi. Certo, la strada è lunga, le cose da fare tante, tempo e risorse sempre insufficienti, non ci siamo mai illusi di poter fare tutto bene subito. Ma contiamo entro il 2010 di completare questa ricostruzione e di poter cominciare a lavorare sui progetti nuovi. L'entusiasmo non manca, anche perché siamo consapevoli di essere dei privilegiati, facciamo il lavoro più bello del mondo!
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di fulviom [user #5410]
commento del 28/09/2010 ore 19:2
-- Chitarre diretto da me sia una replica di ciò che offriva quello diretto (si fa per dire) da Andrea Carpi. -- Gettare fango su persone che ben difficilmente possono controbattere credo sia piuttosto deplorevole. E anche molto infantile tutto sommato.
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di alberto biraghi [user #3]
commento del 28/09/2010 ore 23:3
Non getto fango, faccio un'affermazione precisa: Carpi era direttore di nome, ma non di fatto di Chitarre e dello scomparso batteria. Personalmente lo considero il principale responsabile della situazione drammatica in cui abbiamo trovato la casa editrice di Chitarre, che avrebbe portato alla chiusura in due mesi. Peraltro Carpi ha ampia facoltà di replica, quindi non vedo dove stia il "ben difficilmente".
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di fulviom [user #5410]
commento del 29/09/2010 ore 11:4
Avvicendamenti negli alti vertici avvengono in tutte le aziende, ma e' buona norma, nonchè prassi universalmente condivisa, nonchè atto di signorilità non spiattellare ai quattro venti le incapacità vere o presunte di chi è stato allontanato. Tanto più che qui non ce n'è motivo, la discussione vèrte su altri binari. Vedere screditato gratuitamente e pubblicamente un noto professionista, peraltro legato a molta della storia della chitarra in Italia, non mi è andata giù, e, senza usare mezze parole, l'ho trovata piuttosto "cattiva" e soprattutto infantile. Il "ben difficilmente" nasce dal fatto che con tutte le migliaia di articoli in continua pubblicazione sarà ben difficile che l'interessato capiti proprio qua e legga proprio quella frase. Ciao.
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di alberto biraghi [user #3]
commento del 29/09/2010 ore 12:2
Ho scritto "si fa per dire" perché Andrea Carpi di fatto non dirigeva il giornale. Il fatto è peraltro noto a chiunque passasse per la redazione di Chitarre, dove Carpi non si vedeva mai. E' vero, la realtà nuda e cruda a volte "scredita", così come la fantasia a volte "accredita" falsi miti e falsi protagonisti. Io sono a favore della realtà, quindi dico le cose come stanno. Quanto al "ben difficilmente", tieni presente che gli interessati alle recenti vicende di Chitarre sono ben attenti a ogni riga che appare sul tema, soprattutto quelli che - allontanati dal nuovo management - stanno provando di tutto per far fallire (aggiungo: senza riuscirci) il nostro progetto di salvataggio della testata, con un'azione da muoia Sansone con tutti i Filistei (leggi: i loro ex colleghi ancora in forze alla rivista) che è - quella sì - "cattiva e infantile". A bocce ferme racconteremo tutta questa storia - in cui siamo passati da lettori di Chitarre a editori - e sarà una storia interessante e per molti aspetti sorprendente.
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di fulviom [user #5410]
commento del 29/09/2010 ore 14:1
"Conversazione" a senso unico. E' questo "modo di fare" che non condivido. Siamo in un posto pubblico, peraltro nemmeno ci conosciamo, ma si continua a sparlare (non importa se a ragione o torto, non è questo il luogo, il momento e non sono io l'interlocutore) di altri. Ripeto che l'immagine che ne esce fuori non è molto edificante. Ovviamente non sono disposto a fare da ponte per portare avanti altre cause. Diciamo così: io, prima di scrivere, ho svuotato la mia tazza di tè. Se vuoi rispondere, svuota la tua. Ciao.
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di alberto biraghi [user #3]
commento del 29/09/2010 ore 15:3
La mia tazza è sempre vuota e spero che il tuo tè sia buono come il delizioso tit kwan yin di primavera che ho appena bevuto. Vedi, a me non interessa creare "immagini edificanti", né pretendo che tu condivida il mio "modo di fare". Mi hai fatto un appunto, ti ho risposto spiegando il perché di quell'inciso (che non è "sparlare", ma enunciare la realtà dei fatti). A questo punto ognuno può farsi la propria idea e morta lì, ricominciamo a parlare di cose divertenti.
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di lucafriso [user #1405]
commento del 29/09/2010 ore 22:2
***"Conversazione" a senso unico.*** Lo è dal momento in cui lo affermi. Ovvero l'assoluta indisponibilità da parte tua a raccogliere le motivazioni sulla questione da parte della persona che tu stesso hai interpellato commentando. E aggiungo inoltre che il buonismo con cui si poteva evitare di aggiungere il "fra parentesi" di Alberto, rischia di innescare un processo molto meno edificante confondibile con l'ipocrisia di chi in pubblico fa l'ineccepibile per poi scadere nella maldicenza più nefanda quando si è certi di non lasciare riscontro.
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di Martinez53 [user #23272]
commento del 29/09/2010 ore 00:3
Ho trovato per caso questo diario e mi ci fiondo di corsa perchè ho alcune domande da porre: Io prima di spedire un articolo tengo, per quanto la mia poca intelligenza mi consente, nella massima considerazione le regole che la redazione ha pensato di stabilire in materia. Però mi è capitato di inviare un articolo il quale non è stato pubblicato, siccome tra le regole c'è scritto che se un articolo non viene pubblicato parte in automatico una mail d'avviso e io questa mail non l'ho mai ricevuta, l'ho rispedito, non chiedetemi perchè ma l'ho fatto, non è stato pubblicato e da li ho capito che la mail d'avviso non esiste, questo l'ho capito. Pazienza. Però tutti gli articoli che invio vengono sempre pubblicati, tutti tranne due. Ecco la domanda: i due articoli non pubblicati erano il primo una recensione su di una cover band, il secondo su un cantante del sottobosco musicale italiano, molto conosciuto nell'ambiente. Vorrei sapere se è una regola quella di cassare tutti gli articoli come i due che ho elencato, cioè si accettano solo recensioni su strumenti musicali, accessori, amplificatori ecc. ecc. e non si accettano articoli su gruppi, cantanti, musicisti ecc.
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di gabriele bianco [user #16140]
commento del 29/09/2010 ore 00:5
Bisogna avere pazienza. In redazione arrivano tantissime proposte, alcune valide, altre no. La coda di pubblicazione è lunga quindi, se non hai ancora ricevuto nessuna notifica, perché disperare? Con questo non voglio dire che il tuo pezzo verrà pubblicato ma che in caso non venisse pubblicato, riceverai la relativa mail.
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di Martinez53 [user #23272]
commento del 29/09/2010 ore 16:0
Ti ringrazio per la risposta, resta sottintesa la validità o meno di un articolo, ovviamente. Però ho tralasciato che ormai dall'invio dell'articolo in questione, il primo, sono passate parecchie settimane, direi ben più d'un mese, mentre normalmente quando spedisco un articolo lo vedo online nel giro di max tre giorni. Però se tu mi confermi che la mail di notifica arriva sicuramente in ogni caso, OK. Ciao
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di hivez [user #9272]
commento del 09/08/2010 ore 10:1
Ciao Alberto, quindi un utente può inviarvi un articolo doppione che viola il regolamento e voi se di interesse avallate questa infrazione.. oppure voi stessi potete farlo pubblicando materiale non inedito: posso dire che questo vostro atteggiamento mi ricorda un certo marchese interpretato da Sordi? Mi domando con quale faccia veniate a dire una cosa del genere dopo che per un sacco di tempo avete portato avanti la necessità di leggere il regolamento, di rispettarlo, dopo che avete spinto sul senso di appartenenza ad una comunità vivace, coesa, rispettosa gli uni degli altri.. avete un bel modo di intendere le dinamiche di una comunità. Non centra nulla il discorso dell' "aggratis", niente è gratis in questo mondo, e se anche lo fosse non capisco il nesso con l'argomento in questione, l'equazione è: visto che è gratis non rompete le palle? Questo è quello che passa il convento? beh una bella risposta argomentata non c'è che dire..
Rispondi
Re: Un problema che non esiste
di pastrana75 utente non più registrato
commento del 09/08/2010 ore 11:0
Volevo dire la mia, ma hai già detto tutto te. Sottoscrivo in pieno. P.s.: non c'è peggior sordo...
Rispondi
Non si è capita una cosa molto importante
di gabriele bianco [user #16140]
commento del 09/08/2010 ore 10:2
La Redazione prima di pubblicare un qualsivoglia articolo o notizia, valuta attentamente i pro e i contro. Insomma, ci mettiamo la faccia anche noi. Prima di creare la notizia sul True Temperament, ho effettuato personalmente una ricerca (guarda caso come da regolamento) ed è venuta fuori la SEGNALAZIONE (perché non si può parlare di articolo) dell'ottimo Pearly Gates. Il pezzo è stato pubblicato il 30 settembre del 2008; sono passati quasi due anni. Dopo aver valutato attentamente, si è deciso di pubblicare la notizia. Quale è il problema? Spiegatemelo bene perché non capisco.
Rispondi
Re: Non si è capita una cosa molto importante
di hivez [user #9272]
commento del 09/08/2010 ore 11:3
Ciao Gabriele, non è che ci sia stato un approfondimento straordinario rispetto alla segnalazione di Pearly, che includeva il link al sito del costruttore, dove ovviamente un lettore si può esaustivamente informare sulle peculiarità del sistema.. l'articolo di andy esattamente "cosa mi rappresenta"? sono io che non capisco: 1) le levate di scudi, quanto ho fatto solo una domanda senza polemica e alberto mi risponde con un tono da presa per i fondelli quando non è assolutamente il caso; 2)il fatto che regole esistano solo per gli utenti non mi pare sia scritto nel regolamento, per lo meno è una novità; 3) il fatto che possiate a vostro arbitrio passare sopra le regole che voi stessi avete create mi pare davvero una mossa di cattivo gusto dopo i "pistolotti" sul rispetto e quant'altro; 4)se questa è la gestione del dissenso altro che confucio.. se c'è un "filtro finale" o arbitrio che vi consente di fare e disfare basta saperlo è nelle vostre prerogative di amministratori e nessuno lo discute , basta essere coerenti e scriverlo nelle regole: dal regolamento del buon accordiano: " Accordo NON è un forum Gli articoli inviati dagli utenti non sono pubblicati indiscriminatamente, ma vengono selezionati sulla base di criteri precisi descritti nella pagina di invio." regole per l'invio: " Ogni giorno arrivano decine di articoli tra cui la redazione seleziona pubblica il materiale migliore, ovvero le recensioni di strumenti e accessori e alcune richieste di consulenza, ma solo quelle ritenute di interesse generale. Parte del materiale pubblicato passa in home page, altro va direttamente nelle sezioni "Chiedilo" e "Dillo", il resto viene cestinato. L'eventuale pubblicazione avviene in genere tra 1 a 7 giorni dall'invio. Perché un articolo possa essere pubblicato devi rispettare le regole che seguono. Regole generali * non inviare articoli che hai postato su altri siti o nel tuo diario su Accordo oppure su temi già trattati (usa il motore di ricerca!)" ciao m.
Rispondi
Re: Non si è capita una cosa molto importante
di gabriele bianco [user #16140]
commento del 09/08/2010 ore 14:5
Ciao Mauro, quando abbiamo ricevuto l'articolo di Andyfender, abbiamo scelto di pubblicarlo in quanto ne abbiamo compreso l'intenzione. Intenzione che lui stesso ha riportato su questo tuo diario. Non lo abbiamo reputato quindi un doppione. Per quanto riguarda il regolamento, a scanso di equivoci, a breve inseriremo una porzione di testo che espliciterà la posizione della Redazione. Tutto questo sempre cercando di mantenere la qualità del materiale proposto (ove riscontrabile) e il rispetto per il lettore. Spero di aver fugato i tuoi dubbi.
Rispondi
Re: Non si è capita una cosa molto importante
di hivez [user #9272]
commento del 09/08/2010 ore 15:3
Ok, per quanto riguarda l'articolo di andy non sono in sintonia con la vostra decisione ma l'accetto, alla faccia di chi mi da del cospiratore o peggio dello sputtanatore... per quanto riguarda la modifica del regolamento ben venga, più chiare sono le regole meglio è; ciao mauro
Rispondi
Uno, nessuno e ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 09/08/2010 ore 15:5
A proposito di Pirandello, 'Uno, nessuno e centomila' può aiutarci anche a capire come Accordo-Moscarda fatichi, come tutti, a ritrovarsi.
Rispondi
Re: Uno, nessuno e ...
di hivez [user #9272]
commento del 09/08/2010 ore 16:1
Eh già..azzeccattissimo.
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964