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Protezione civile. Proteggiamoci da noi.

di perrynason [user #17170] - pubblicato il 24 luglio 2010 ore 15:07

 Ho appena visto il TG1. Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, non solo è ancora saldamente al suo posto, ma ci assicura che nella ricostruzione de L'Aquila non ci sono state infiltrazioni di malaffare e tutto procede nella massima trasparenza.

La stessa trasparenza con cui aveva candidamente ammesso di avere un appartamento ad uso gratuito messo a disposizione da un affarista, con cui ha raccontato come ha approfittato della sua posizione per procurare consulenze e affari a sua moglie, con cui è emerso che durante la sua reggenza gli addetti alla protezione civile sono aumentati a dismisura e includono suoi parenti, amici e conoscenti, lautamente stipendiati per non svolgere alcuna mansione.

Non solo: Guido ha pure ricevuto un premio per gli importanti (e trasparenti) servigi resi durante le ultime emergenze.

E' questo che getta nello sconforto e fa pensare di essere arrivati a una situazione cancerosa insanabile: non è più la disonestà, la mancata lealtà verso le istituzioni, l'ingordigia cieca, la totale incompetenza, l'impunità... ma la patetica bassezza, il piacere malato con cui queste persone si danno la briga di sbeffeggiare il loro piccolo mondo (il piccolo mondo italiano). Come un sordo istinto di sopravvivenza in cui si grida: "Io, il mediocre, l'incapace, il frustrato, ce l'ho fatta a qualsiasi costo, sono qui in cima e vi cago in testa!". Ma mentre ce lo urlano in faccia, già si vede che non ne hanno abbastanza. Non potranno mai averne abbastanza: hanno sacrificato la loro dignità e nessuno potrà ridargliela. E lo sanno!

A noi non rimane che applicare l'unica forma possibile di protezione civile: smettiamo di guardare i loro tg, di leggere i loro giornali, di ascoltare i tirapiedi di turno pronti a prendere il loro posto. Troviamo altri modi di informarci e di scambiarci opinioni libere, qualsiasi esse siano. Forse Internet è l'ultima riserva indiana.


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L'ho già fatto da tempo, e se non altro il ...
di Oliver [user #910]
commento del 24/07/2010 ore 15:1
L'ho già fatto da tempo, e se non altro il mio fegato ne ha tratto un indubbio giovamento. La mia informazione la trovo altrove. Anche qui, per esempio.
Rispondi
Re: L'ho già fatto da tempo, e se non altro il ...
di perrynason [user #17170]
commento del 24/07/2010 ore 15:3
Lo so. Siamo già in tanti. Forse un giorno saremo così tanti che riusciremo a far pesare la nostra forza e a rimediare a questo sfacelo. Ma mi rimane la triste curiosità di vedere fin dove riusciranno a spostare l'ultima spiaggia... :-/
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Io ho paura che queste pazzesche ormai siano ...
di mytele [user #19958]
commento del 24/07/2010 ore 15:3
Io ho paura che queste pazzesche ormai siano diventate la norma in questo paese e nessuno sembra farci più caso... sento spesso dire "ma siii cosa vuoi farci, è normale... sono tutti così!" Io ho abbastanza paura e sono molto stanco di questo paese. Questo non è un paese normale! Proprio questa mattina un mio allievo mi ha detto: "ho deciso, vado in Australia! Sono stufo, voglio vivere!" Ha fatto il visto e via... Perchè ho una bimba piccola ma la tentazione di andarmene è grande e sempre nella mia testa... anche per altri motivi: mi/ci piace viaggiare, cambiare, conoscere...
Rispondi
Re: Io ho paura che queste pazzesche ormai siano ...
di petertyler [user #24689]
commento del 24/07/2010 ore 17:5
Se la bimba è piccola le richiederà molto meno sforzo imparare un'altra lingua....se io fossi padre....e avessi i tuoi sentimenti...il pensierino ce lo farei. Comunque,no,non è normale,ma soprattutto non è giusto.
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Re: Io ho paura che queste pazzesche ormai siano ...
di substratos [user #11149]
commento del 24/07/2010 ore 20:2
..."Io ho abbastanza paura e sono molto stanco di questo paese" Questo sta succedendo dunque, quando una nazione non riesce più a motivare i giovani, il futuro del paese, è possibile che sia marcia fino al midollo gli stessi ragazzi sono in uno stato comatoso adagiati in una routine mortifera, invischiati in una melma culturale che incanala tutto nella direzione tracciata da chi oggi OCCUPA il potere. Sono stato fortunato ad avere 20 anni in un'epoca di fermento quando la voglia di cambiare il sistema era nelle speranze della mia generazione, quasi quasi ci eravamo riusciti, poi pian piano il cancro che attanaglia l'Italia si è risvegliato precipitando il paese nella situazione attuale. Io non andrò via perchè a 55 anni con una professione che mi permette di provvedere alla famiglia, non ho il coraggio di fare il salto nel buio di ricominciare in un altro paese. Però se mie figlie decideranno di vivere in Australia piuttosto che in Nuova Zelanda soffrirò la lontananza ma sarò contento sapendo che sono in un posto dove è possibile realizzare i loro progetto.
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Protezione (in)civile.
di dale [user #2255]
commento del 24/07/2010 ore 15:4
La protezione civile è il braccio armato del governo; la quantità di propaganda e di disinformazione prodotta in relazione al terremoto dell'Aquila fa paura; fa ancora più paura la gente che non se ne rende conto e ancora di più quella che rimane indifferente. L'unica forma di resistenza che ci rimane è, come dicevi tu, evitare di guardare certi tg, evitare di sovvenzionare o di operare con la protezione civile. Io non presterò mai la mia opera per loro. Mai. A chi interessa suggerisco di guardare "DRAQUILA", è molto ben fatto e spiega molte cose della protezione civile che, guarda tu il caso, nessuno ci ha mai raccontato. Ciao!
Rispondi
"A noi non rimane che applicare l'unica forma ...
di sepp [user #10489]
commento del 24/07/2010 ore 17:1
"A noi non rimane che applicare l'unica forma possibile di protezione civile: smettiamo di guardare i loro tg, di leggere i loro giornali, di ascoltare i tirapiedi di turno pronti a prendere il loro posto. Troviamo altri modi di informarci e di scambiarci opinioni libere, qualsiasi esse siano. Forse Internet è l'ultima riserva indiana" Io lo faccuio già, parole sante amico.
Rispondi
la protezione civile è solo una cellula ...
di jazzino [user #23867]
commento del 24/07/2010 ore 18:3
la protezione civile è solo una cellula cancerosa secondaria come una piccola matastasi. Solitamente il questi casi si cerca di capire quale è il tumore primario su cui poter intervenire. Noi (popolo italiano) sappiamo benissimo quale è il carcinoma stadiante primario ma forse per menefreghismo giriamo la tasta dall'altro lato. Intanto viviamo circondati da piccole cellule metastasiche che proliferano sempre di più mentre il tumure primario diventa sempre più grande e pericoloso.
Rispondi
ehehe perry perry ... quante volte l'ho detto ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 25/07/2010 ore 14:2
ehehe perry perry ... quante volte l'ho detto ?! lo dico e lo stradico !? Questa è ............. la 'politica' !! Voi continuate a dirmi che non è così e bla bla bla ... ma i FATTI "parlano" ! SaluToneS
Rispondi
Re: ehehe perry perry ... quante volte l'ho detto ...
di perrynason [user #17170]
commento del 25/07/2010 ore 16:4
Basta mettersi d'accordo sui termini. Senza "politica" non è possibile scambio di idee e creazione di opportunità per realizzarle. Dunque non possiamo farne a meno. la politica è necessaria. Sappiamo tutti che, da sempre, c'è chi approfitta di questa necessità per tentare di accaparrare vantaggi personali. Se il sistema politico ha anticorpi sufficienti (cioè una "moralità" condivisa da tutti come un valore), gli approfittatori rimangono ai margini. Ci sono, creano malaffare, ma restano ai margini. Ma se il sistema politico perde i suoi anticorpi (cioè la "moralità"), gli approfittatori arrivano al potere. Perchè siamo noi stessi a tollerarli, a dire "oggi ti lascio mangiare perchè tu domani farai mangiare me". E quando si apre questa strada, vincono quelli con meno scrupoli, i peggiori (quelli privi di moralità). A questo punto la politica è morta, esiste solo l'arroganza del più forte, cioè l'antipolitica. Tu, come tanti altri, continui a darle questo nome, ma questa non è più "politica". Ecco perchè la situazione è disperata! Non è sempre stato così. Anche ai tempi della vecchia DC c'erano i corrotti, gli amorali, ma il paese aveva ancora anticorpi (anche se Berlinguer vedeva già una "questione morale"). Oggi ha vinto l' "antipolitica"! Ha vinto un modello culturale, quello del consumismo, che ha in se le premesse dell'antipolitica (per i soldi tutto è lecito). Per me la politica è, e deve essere, un'altra cosa. :)
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