Ho appena visto il TG1. Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, non solo è ancora saldamente al suo posto, ma ci assicura che nella ricostruzione de L'Aquila non ci sono state infiltrazioni di malaffare e tutto procede nella massima trasparenza.
La stessa trasparenza con cui aveva candidamente ammesso di avere un appartamento ad uso gratuito messo a disposizione da un affarista, con cui ha raccontato come ha approfittato della sua posizione per procurare consulenze e affari a sua moglie, con cui è emerso che durante la sua reggenza gli addetti alla protezione civile sono aumentati a dismisura e includono suoi parenti, amici e conoscenti, lautamente stipendiati per non svolgere alcuna mansione.
Non solo: Guido ha pure ricevuto un premio per gli importanti (e trasparenti) servigi resi durante le ultime emergenze.
E' questo che getta nello sconforto e fa pensare di essere arrivati a una situazione cancerosa insanabile: non è più la disonestà, la mancata lealtà verso le istituzioni, l'ingordigia cieca, la totale incompetenza, l'impunità... ma la patetica bassezza, il piacere malato con cui queste persone si danno la briga di sbeffeggiare il loro piccolo mondo (il piccolo mondo italiano). Come un sordo istinto di sopravvivenza in cui si grida: "Io, il mediocre, l'incapace, il frustrato, ce l'ho fatta a qualsiasi costo, sono qui in cima e vi cago in testa!". Ma mentre ce lo urlano in faccia, già si vede che non ne hanno abbastanza. Non potranno mai averne abbastanza: hanno sacrificato la loro dignità e nessuno potrà ridargliela. E lo sanno!
A noi non rimane che applicare l'unica forma possibile di protezione civile: smettiamo di guardare i loro tg, di leggere i loro giornali, di ascoltare i tirapiedi di turno pronti a prendere il loro posto. Troviamo altri modi di informarci e di scambiarci opinioni libere, qualsiasi esse siano. Forse Internet è l'ultima riserva indiana.