Questo fine settimana un paio di episodi mi hanno fatto riflettere sul mio modo di rapportarmi alla musica , se sia quello giusto ( ammesso che esista quello giusto ) , la musica come percorso o la musica come mezzo di scambio.Venerdì mi telefona Luca ( lespaul1971 ) per dirmi che suonerà con il nuovo gruppo ad una festa in piazza vicino Roma.Luca...lo conosco da che era un bimbo , gran manico e gran voglia di suonare , ha cambiato gruppi su gruppi , dai suoi amici di infanzia a gente reclutata nei modi più disparati , ma sempre e solo per arrivare al fine ultimo : suonare.Sabato invece viene a cena Walter , mio coetaneo , amici da sempre , abbiamo suonato insieme varie volte , in duo per pub e bar, con un gruppo di amici a varie feste di piazza e ha collaborato anche con il mio gruppo che ora è "dormiente".Gli ho chiesto , visto che come me ormai suona solo a casa , se volevamo provare a rivederci in qualche saletta , reclutiamo qualche amico e magari riusciamo a fare quelle benedette cover dei Genesis di cui avevamo sempre parlato ma mai messo in cantiere.Ma siamo tutti GRANDI , coi problemi dei grandi ( lavoro e famiglia su tutti ) e molto probabilmente non se ne farà niente.Ora mi domando : è la mia insicurezza che mi porta a cercare sempre gli amici per suonare oppure con gli amici si suona meglio ? Fa bene Luca a cercare chiunque lo aiuti a fare quello che vuole anche a costo di cambiare band ogni 6 mesi , oppure alla mia età ( e con le mie modestissime ma forse esperte capacità ) mi devo accontentare di una rimpatriata due volte l'anno con gli amici di sempre ? Suonare da solo può dare ancora nuovi stimoli ? E se andassi a lezione in qualche università della terza età , troverei la tecnica e il coraggio per propormi ? E se appendessi la chitarra allo stand , in fondo , chi se ne accorgerebbe...Un saluto , sereno ma dubbioso :-)