Ultimamente mi sono riappassionato alla chitarra acustica. La Castley (vedi articolo a suo tempo) è un bijoux e io mi diverto. Ho persino scoperto che un sacco di cose che guardavo con assoluta paura erano in realtà piuttosto suonabili anche da un impedito come me. Mi sono però scontrato con il fingerpicking. Io ho sempre portato le unghie corte. Non le mangio, ma le tengo corte e pulite. Vado in moto, il semplice atti di infilarmi i guanti fa andare lo sporco sotto le unghie e quando arrivo in ufficio, se non me lo ricordo, faccio la figura di uno scolaretto delle medie che la mamma non ha controllato prima di farlo uscire. Però questo fa sì che gli arpeggi debba farli con i polpastrelli. Ogni volta che un'unghia lasciata un filino lunga va a pizzicare una corda, assisto però a ciò che potrebbe essere, ma non è: un suono brillante, affilato, preciso e forte.
Allora ho iniziato a farmi crescere le unghie della mano destra per vedere cosa si prova. Una volta che esse hanno superato il profilo della punta del polpastrello ho iniziato a vedere e sentire i risultati. Ho fatto delle cosette di James Taylor; ho registrato i primi due minuti di Thick As A Brick (aoh, me facevo impressione!!!). Per non parlare del fatto che non ho più dovuto pronunciare la frase: "accidenti, nun ciò 'na penna" ("plettro" per i non romani). Purtroppo però nel resto del tempo le unghie lunghe si sporcano, si impicciano in tutto, fanno "tickety tick" sulla tastiera del computer, fanno male quando per sbaglio graffiano qualcuno, rischiano continuamente la rottura.
Dovrei usare i fingerpicks? Tornare al polpastrello? Qualcuno di voi ha affrontato (e magari risolto) il dilemma in qualche maniera?