Non ho resistito. In partenza dalla redazione romana di Chitarre venerdì mattina mi sono caricato in spalla la Albert Lee appena arrivata in prova per valutarla con calma. Ora che ci ho strimpellato per qualche ora confermo la prima impressione: nel suo genere è una delle chitarre più versatili e meglio costruite che mi sia capitato di provare da parecchi tempo in qua. Geniale il circuito, con i due Di Marzio abbinati a un cinque posizioni che offre alcuni suoni Tele-style. Il manico tutto in palissandro è un babà.
Test completo qui e su Chitarre a settembre (credo). Ma se ne vedete una in negozio non vi fate scappare la prova.