Mi piacerebbe condividere con voi alcune riflessioni che mi accompagnano ormai da un po di tempo , più precisamente dal giorno in cui il mio gruppo è serenamente morto ( o dorme ? ).
Per spiegarmi meglio faccio un paio di passi indietro,tanto per inquadrare la cosa.Ho sempre trovato del sano godimento nel suonare da solo sin dagli inizi ( occupavo il bagno dei miei anche per ore pur di trovare l’angolino per suonare in pace ) ma condividere il godimento con altri in una specie di orgia musicale l’ho sempre trovato più stimolante ( maiale ! ). E allora giù con gruppetti stile west coast dove incrociare le nostre acustiche in duelli sonori e vocali , tentare oltre alle cover strade autogestite ,cercare il brivido del palco davanti a pochi amici e una bottiglia di lambrusco ( costava poco ).
Poi nel 1980 la svolta : un amico violinista mi chiama per suonare con una cantante irlandese che aveva ( e forse ha ancora ) un discreto seguito a Roma e anche fuori. Mi trovo così proiettato su palchi anche discretamente grandi , vari festival folk , e soprattutto un paio di volte nel mitico Folk studio ( ancora grazie Kay ).Ma il folk irlandese per il mio animo rockettaro era una briglia ,tanto che dopo circa un anno questa esperienza molto formativa finì.E finì quindi il sogno di fare il musicista per lavoro , perché qui avevo conosciuto un mondo per me sconosciuto fatto di prove,concerti anche in altre città , manager e soprattutto “eravamo pagati “.Ma ero giovane e stupido ( giovane non lo sono più , stupido….) e tornai quindi a suonare da solo , unendomi a volte con amici per progetti estemporanei tipo seratine nei pub o qualche festa di piazza.Il MIO GRUPPO nasce alla fine degli ’80 inizi ’90 con il regalo degli amici ( poi pentiti) di una chitarra elettrica , per me fino ad allora un’autentica sconosciuta!In breve trovo gli altri :un batterista represso , l’altra chitarra che vuole solo accompagnare ( meno male ) un altro chitarrista che si piega al basso, e quello con più ego alla voce.E allora vai di cover,il giorno fisso in sala prove, i primi pezzi scritti da noi, qualche concorso ormai da fuori quota ,visto che i trenta si erano superati e l’orizzonte dei quaranta non sembrava molto lontano.Anzi, voilà eccolo raggiunto e superato con tutti problemi che ne conseguono : lavoro , famiglia e quantaltro.Qualche anno fa la lenta e dolorosa fine : il batterista va a lavorare a Firenze , i figli crescono e il cantante non canta più.Ci vediamo una volta al mese , poi alle feste e poi… stop.Ora sono tornato a suonare da solo , ma ogni giorno che passa mi accorgo che non mi appaga abbastanza.Provo da un po’ a sublimare seguendo pericolosamente la strada della GAS e con cubase ( che tra l’altro trovo ostico da usare ) ma suonare tutto da solo è sì divertente ma come scambio di idee …be non è il massimo.Me la suono e me la canto ( poco ) ma mi mancano anche gli scazzi con il batterista che rulla ogni due battute o con il cantante che scorda le parole. In breve mi manca il sentire qualcuno vicino a me che condivida l’emozione del suonare !
Mi domando : se la masturbazione fa diventare ciechi , quella musicale fa diventare sordi ?