Ciao a tutti, anch’io sottopongo alle vostre osservazioni la mia pedalboard autocostruita: uso pochissimi pedali, quindi ho potuto far stare tutto all’interno di una valigetta portautensili presa al Brico (dimensioni 430x300x130, occhio a sceglierla, la mia l’ho poi dovuta rinforzare in zona maniglia), usando compensato spesso 15mm, profili di alluminio, viteria varia, una bomboletta di vernice nera e un po’ di tempo.
Oltre alla realizzazione, anche la progettazione è stata divertente: tutti i posizionamenti sono stati valutati, soprattutto per quel che riguarda i fissaggi e il piano rialzato, e il progetto è stato realizzato a cad (nelle pause pranzo in ufficio) e stampato in scala 1:1. Questo ha aiutato, anche per spiegarmi meglio con mio padre su tutte le implicazioni, dato che non l’ho costruita da solo, perchè la cantina/laboratorio ce l’ha lui…
Il delay sta sul rialzo per vari motivi: è più accessibile senza toccare col piede gli altri 2 pedali vicini, sotto di lui passa il cavetto di alimentazione del tremolo e collegandolo in send/return c’è tutto lo spazio per il jack nell’input (se no era stretto dal Cry Baby).
Per i cablaggi (sì, lo so, sono in vista) ho usato quello che avevo e utilizzavo già, sia per il segnale che per l’alimentazione, senza lanciarmi in operazioni di bricolage elettrico. Così gli alimentatori se ne stanno fuori e lontani da tutto. Ah, sono 2 perché per ora il Cry Baby ne ha uno tutto per lui (gli spinotti della Ibanez non entrano!). Sicuramente dovrò cambiare la daisy chain, in modo da avere lo spinotto buono anche per il wah e usare un alimentatore solo, tutto in catena partendo dall’accordatore.
Potevo gestire diversamente lo spazio, facendo come molti che mettono il Cry Baby per primo, magari è uno scrupolo inutile ma ho preferito entrare subito nell’accordatore come prima cosa.
Comunque, col Cry Baby per primo potrebbe liberarsi lo spazio per un alimentatore tipo DC Brick o quelli della Bespeco, ma è da verificare (e come idea la scarterei anche per il peso), mentre sicuramente si riuscirebbe ad allargare il piano rialzato e farci stare un altro pedale (di dimensioni Boss/Ibanez/MXR, però, oppure un solo pedale se di quelli più larghi).
Io semplicemente ho sfruttato quello che già possedevo, non credo che aggiungerò altri pedali al mio suono, ma specifico le altre possibilità se qualcuno prenderà spunto.
O forse, inconsciamente, ho chiuso gli spazi prevenendo futuri attacchi di GAS!
Comunque sia, una volta verificata la correttezza della definizione, abbiamo tagliato i profili a L (10x15, 2 metri sono stati sufficienti) e pre-assemblato il piano rialzato da avvitare alla tavola principale (ah, ovviamente il compensato era stato tagliato a misura al Brico, piano principale e ripiano, noi dalla parte avanzata ci siamo ritagliati i listelli per rialzarlo, a strisce larghe 25mm, lato che abbiamo poi usato in verticale).
Ecco, un piccolo accorgimento è stato quello di fare delle fresature sul legno per incassare le teste delle viti del fondo dei pedali.
Poi semplicemente abbiamo verniciato il tutto e assemblato in maniera definitiva.
I pedali sono avvitati su piastrine di alluminio: mentre prendevo i profili a L mi è venuta l’idea di prenderne un altro metro a sezione piatta e usarlo per ritagliarne spezzoni come meglio mi servivano, dato che con le piastrine già fatte non mi trovavo come misure. Per ottimizzare tutto, sul piano rialzato niente piastrine: ho invertito i lati del profilo a L (10 sullo spessore e 15 sul piano) e così ci ho fissato direttamente il pedale. Per quel che vale, anche esteticamente rimane tutto coerente (profili e piastrine).
In ferramenta ho trovato le viti con lo stesso filetto di quelle dei Boss, appena più lunghe, e ho sostituito il fondo dei pedali con un foglio di gomma ritagliato a misura (col fondo originale avrebbero perso superficie di appoggio), mentre per il Cry Baby ho usato le sue viti togliendo i piedini. Quindi nessuna modifica ai pedali, neanche come forzatura dei filetti.
Nella parte inferiore ho avvitato 8 piedini in gomma, 4 verso gli angoli e 4 in posizione centrale, così che col tempo non si imbarchi, neanche sotto il peso del piede sul Cry Baby. Ultima cosa, un paio di manigliette di quelle da cassetto, per estrarla (e riporla) agevolmente dalla (e nella) valigetta.
Ecco, niente di innovativo (né espandibile), però è solida e robusta e non avverto nessun ronzio di troppo.
La galleria fotografica è qui:
http://picasaweb.google.com/106190398681890139309/Pedalboard#
That’s all, folks!