Palermo invasa dai rifuti: roghi in strada
La raccolta va a rilento da settimane: è emergenza. Cinque arresti per abbandono di rifiuti speciali
il caso
Palermo invasa dai rifuti: roghi in strada
La raccolta va a rilento da settimane: è emergenza. Cinque arresti per abbandono di rifiuti speciali
(Fotogramma) PALERMO - È emergenza rifiuti a Palermo, dove la raccolta della spazzatura va molto a rilento ormai da settimane, a causa delle continue carenze dell'azienda Amia (di cui il Comune è socio unico). Cinque persone sono state arrestate in città e provincia per trasporto e abbandono di rifiuti pericolosi. Nel capoluogo siciliano, intanto, ancora una notte di roghi e cassonetti in fiamme: le strade traboccano di rifiuti, i residenti sono esasperati dal degrado e dal cattivo odore diventati da qualche tempo una costante, e ogni notte mani ignote appiccano il fuoco a cassonetti colmi di spazzature e alle mini discariche formatesi in periferia come nelle aree centrali della città: da via Ammiraglio Rizzo a Mondello, passando per via Don Gnocchi, via Santa Maria di Gesù, via Falsomiele e piazzale Costellazione.
GLI ARRESTI - Nel cuore di una nuova emergenza igienico-sanitaria, tra strade invase di immondizia e incendi appiccati a vere e proprie mini discariche urbane, i carabinieri impongono nel frattempo una ulteriore stretta contro gli illeciti ambientali. Nel dettaglio, nel capoluogo siciliano i militari del Nucleo Radiomobile di Palermo hanno fatto scattare le manette ai polsi di quattro persone responsabili di trasporto di rifiuti speciali. Antonino Saviano, 30 anni, è stato sorpreso in corso Calatafimi a bordo di un Piaggio «Ape» mentre trasportava un ingente quantitativo di materiale ferroso, privo delle prescritte autorizzazioni. L'uomo si è giustificato asserendo di voler vendere il materiale, poi sequestrato insieme al mezzo utilizzato. Saviano sottoposto al rito direttissimo è stato condannato all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria presso la Stazione Brancaccio. Poi Nicola Lo Biondo, 39 anni, che, a un posto di controllo in viale Regione siciliana, è stato trovato a bordo del proprio autocarro con alcune tonnellate di materiale ferroso senza alcuna autorizzazione. A seguito della direttissima è stato convalidato l'arresto e rimesso in libertà. Anche Mariano Giacomo Vullo, 20 anni, e il fratello Salvatore, 24 anni, erano su un autocarro, in via Castellana, e trasportavano materiale ferroso e circa 3 mila chili di rame, presumibilmente rubati: dopo il sequestro del mezzo, sono stati arrestati per trasporto di rifiuti pericolosi e rinchiusi nelle camere di sicurezza; al termine del direttissimo sono stati condannati a otto mesi di reclusione con pena sospesa e rimessi in libertà. Infine, i carabinieri di Bolognetta hanno arrestato per abbandono di rifiuti speciali Giovanni La Rosa, 49enne, sorpreso lungo la strada provinciale 77, all'altezza di contrada Roccabianca, mentre abbandonava rifiuti ingombranti di tipo speciale costituiti da quattro pneumatici dismessi completi di cerchi in ferro. L'uomo è stato trattenuto presso camera di sicurezza della Stazione di Misilmeri e successivamente processato con rito direttissimo dinanzi alla sezione di Corleone del Tribunale di Termini Imerese. Il giudice ha convalidato l'arresto e condannato La Rosa a 4 mesi di reclusione.
www.corriere.it/cronache/10_maggio_13/palermo-rifiuti-roghi_05359cb2-5e55-11df-91f2-00144f02aabe.shtml