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Forza Italia

di cloudz [user #5737] - pubblicato il 21 aprile 2010 ore 16:40

Buongiorno a tutti! 

ho un sogno che spero possa essere condiviso da molti di voi: ottime chitarre a prezzi umani!

La crisi è un dato di fatto: c'è chi dice che il peggio sia passato, chi al contrario che il peggio debba ancora arrivare...io solitamente sono ottimista e credo che la congiuntura economica negativa abbia modificato il nostro modo di spendere i nostri risparmi...quindi adesso siamo più consapevoli...e più parsimoniosi! 

Personalmente credo che non sarò mai in grado di smettere di spendere parte del mio reddito in strumentazione, ma di sicuro eviterò di buttare i miei soldi...

Vorrei coinvolgere chi la pensa come me sul seguente argomento: 

cosa deve avere uno strumento made in Italy per poter attirare la vostra attenzione? Dando per scontata l'assoluta qualità e suonabilità, cosa vi attira? Endorsers, Marca, Design?...  

Riassumendo il tutto: comprereste una chitarra sui 1000 euro senza nome, ma con tutti gli attributi? 

Grazie per il vostro contributo!


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sinceramente se prov
di Swan [user #17817]
commento del 21/04/2010 ore 16:4
sinceramente se provandola suona meglio delle concorrenti a mio gusto se è ben bilanciata e non pesa come un macigno, se il manico lo trovo di mio gusto, la qualità è buona e il design non troppo eccentrico ma nemmeno la solita strato o LP la compro senza troppe remore sono un utilizzatore di chitarre jacaranda quindi ho già dimostrato quello che dico coi fatti :)
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sono d'accordo
di cloudz [user #5737]
commento del 21/04/2010 ore 16:5
Il punto di partenza deve essere la qualità, giusto peso, suonabilità, ma punterei anche su un buon design italiano, ma non troppo: effettivamente non deve essere una sedia...il problema è il canale di vendita: negozio si o negozio no? Per provare lo strumento il negozio è sempre il miglior riferimento...
Rispondi
Assolutamente si .
di antheus [user #9492]
commento del 21/04/2010 ore 17:5
Il senza nome non è un problema, ci ho messo il mio! me li sono fatti costruire apposta ....
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Con 1000 euro...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 21/04/2010 ore 18:3
...una buona solid body me la posso assemblare o costruire da zero e ci risparmio mica poco...potrei spendere quei soldi per una buona semiacustica tipo 335 che non sarei in grado di costruire ma ci sono già delle buone semiacustiche anche a meno di 1000 euro....il problema è che la manodopera italiana costa troppo in confronto alle produzioni orientali che stanno raggiungendo ottimi standard qualitativi, penso a Peerless per esempio che mi ha colpito parecchio per qualità, rifiniture e suoni....davvero delle belle chitarre e se le cose mi vanno come dico non è detto che tra un paio di mesi non decida di allargare la famiglia..... Credo che una buona chitarra italiana solid body debba costare non più di 500 euro per essere appetibile dal mercato italiano e parliamo di un modello con un binding sul corpo semplice ma senza tante altre rifiniture, ottimi pick up ed ottime meccaniche...e magari una buona rete di assistenza fatta da un po' di liutai in giro per l'Italia visto che, nonostante Diumafè professi la sua religione ed abbia parecchi adepti nel DIY, sono moltissimi coloro che non sanno farsi un set up decente, soprattutto tra i giovani....vedo ancora gente che va in negozio a farsi cambiare le corde!!!
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Re: Con 1000 euro...
di cloudz [user #5737]
commento del 21/04/2010 ore 21:5
ottimi spunti, grazie, soprattutto per la rete di assistenza! 500 euro è difficile da raggiungere come target, considerata una produzione artigianale, legni di prima scelta, pickups di marca (VanZandt, Voodoo), hardware Gotoh, Callaham, verniciatura nitro, custodia..ho letto che Perlees produce 1000 chitarre al mese: mica male! Non sapevo che c'era così tanta richiesta di semi-acustiche..in effetti il senso di tutto questo è avere un prodotto settato come dio comanda e tutta la qualità che ci meritiamo, senza troppi esperimenti dispendiosi: una cosa veloce, provi, confronti e scegli.. PS: io ho montato una super strato Warmoth e mi è costata €1000 (neck acero fiammato+palissandro brasiliano €300, body light swamp ash €300, Callaham bridge €200, van zandt €200..posso sempre rivenderla a pezzi!
Rispondi
Re: Con 1000 euro...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 21/04/2010 ore 23:0
Credo che se per artigianale intendi una produzione di 10 chitarre al mese è meglio non incominciare neanche, penso che se acquisti pick up, meccaniche ed altri accessori ingrativi al progetto il prezzo non sarà quello che spendi per assemblarti UNA strato: quanto ti chiederebbe Van Zandt se gli ordini 3 o 400 set di pick up al mese? e per 4.000 set? ...per fare la guerra dei prezzi devi fare i numeri e per fare i numeri ci vogliono investimenti pesanti in strutture di produzione, macchine, personale, know-how, progetti validi, promozione ....vado avanti? Penso che non si possa pensare di sostenere con una produzione artigianale una concorrenza come quella orientale che si basa, anche per le produzioni di ottima qualità, di investimenti paurosi.... Mi scrivi: "PS: io ho montato una super strato Warmoth e mi è costata €1000 (neck acero fiammato+palissandro brasiliano €300, body light swamp ash €300, Callaham bridge €200, van zandt €200" con questo non fai altro che avvalorare ciò che penso: tu, utente finale, con prezzi da utente finale ti sei assemblato con 10 (?) ore di lavoro e 1.000 euro di materiale una strato che sarà sicuramente migliore di tante strato originali, anche di serie "pregiate".... se la cosa la vai ad organizzare in sede industriale credo che l'abbattimento dei costi delle materie prime sia mostruoso: se trovi dei commercianti di legname pregiato, al Nord Italia ne conosco uno vicino a Milano che ha materiali favolosi per la liuteria, puoi evitare di importare... Warmoth tanto per fare un nome noto ha bella roba ma con i prezzi che fa secondo me si sono fatti le palle d'oro mica male negli ultimi anni (150 euro per un body non finito secondo me sono davvero tanti)....Non pretendo di insegnare niente a nessuno ma se oggi, in Italia, un artigiano si mette in testa di vivere producendo solid body da 1.000 euro, penso che morirà di fame molto presto, soprattutto se non ha un nome già conosciuto e consolidato come alcuni ottimi liutai elettrici che ci sono in Italia che non nomino per correttezza nei confronti di quelli che dimenticherei di citare ma che molti di noi conoscono.... Se facessi un bel 6 al superenalotto ti immagini delle belle chitarrine con il mio faccione sulla paletta???
Rispondi
****Riassumendo il t
di maccarons [user #20216]
commento del 21/04/2010 ore 19:2
****Riassumendo il tutto: comprereste una chitarra sui 1000 euro senza nome, ma con tutti gli attributi? ***** se la premessa è quella di tenersela per sempre sicuramente si, ma se domani tu volessi rivenderla allora...
Rispondi
Re: ****Riassumendo il t
di TidalRace [user #16055]
commento del 21/04/2010 ore 23:2
Infatti il problema è sempre quello della svalutazione dello strumento alla rivendita come se già prima di comprarla facessimo già i conti a quanto si potrà rivendere fra sei mesi.
Rispondi
Secondo me se un chi
di TidalRace [user #16055]
commento del 21/04/2010 ore 23:5
Secondo me se un chitarrista, non professionista, può spendere da 500 euro in sù per un'elettrica la scelta avviene al 90% per il nome impresso sulla paletta e solo al 10% per le reale bontà dello strumento. Ritengo infatti che su un'industria italiana con manodopera locale vendesse uno strumento ben fatto a 1.000 euro e con qualità superiore ad una American Standard avrebbe grosse difficoltà a causa della mancanza del nome. Ammettiamo che lo strumento piaccia anche a professionisti americani oltre agli italiani occorrerebbe anche una decina d'anni prima che il nome sia conosciuto ed apprezzato da tanti e fino ad allora la vedo dura superare la crisi e le tasse. Poi ci sono i casi particolari come la Mark Bass (ampli per basso) a cui va tutta la mia stima. Fare inoltre un paragone con la manodopera orientale è un suicidio, da noi stanno minando una democrazia per le classi meno abbienti a cui sono state fatte, in passato, tutta una serie di ammortizzatori sociali che hanno però un costo enorme per gli italiani e le aziende che pagano le tasse mentre in oriente hanno leggi, orari, stipendi e sistemi assolutamente diversi dai nostri per cui possono contenere il prezzo finale a cui molti di noi spesso ricorrono per poca disponibilità economica dovuta proprio allo spostamento in Oriente di qualsiasi merce ormai compriamo. Se dovessero arrivare anche i chitarristi Cinesi nei nostri pub e birrerie scomparirebbero anche tanti Accordiani. Ed ora una domanda all'autore del post: tu compreresti un ampli artigianale italiano per chitarra elettrica da 70 watt non valvolare a circa 900 euro al pubblico, premesso che già a questa cifra ci sarebbe ben poco di margine per il costruttore e il rivenditore? Naturalmente non essendo valvolare dovrebbe suonare alla pari di un valvolare altrimenti a questa cifra sarebbe più sicuro commercialmente farli a valvole con gli schemi fritti e rifritti che si adoperano oramai da 50 anni. Ciao.
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Re: Secondo me se un chi
di cloudz [user #5737]
commento del 22/04/2010 ore 12:3
Devo ringraziare tutti per i consigli! Mark Bass ce l'ha fatta, quindi può essere presa come esempio... Rispondo alla tua domanda: personalmente ho solo piccoli ampli a valvole (blues junior, matchless 15watt, suhr badger 15 watt) perchè suono solo a casa, ma se dovessi comprare un ampli da gruppo non escluderei l'acquisto di un ampli artigianale italiano...a me piace imparare dalle recensioni di quelli che ne capiscono più di me, quindi se l'ampli in questione ha una buona reputazione e costa il giusto, non vedo perchè dovrei spendere di più...ad esempio volevo comprare un ampli a valvole di un'azienda lombarda, ma poi mi hanno detto che costano più di quello che valgono, allora ho lasciato perdere, quindi in questo caso la cattiva pubblicità ha bloccato la vendita...quindi il vero punto è: come si fa a crearsi una buona reputazione? Basta fare ottimi prodotti? La risposta è NO...secondo me ci vuole l'umiltà di proporre novità senza menarsela troppo, con la consapevolezza di non essere famosi come i Blasoni...bisogna far pagare il giusto, ne più ne meno...ma si può fare? La risposta è NO in quanto il mercato vuole prezzi cinesi e qualità da custom shop...
Rispondi
Re: Secondo me se un chi
di TidalRace [user #16055]
commento del 22/04/2010 ore 14:2
"quindi se l'ampli in questione ha una buona reputazione e costa il giusto, non vedo perchè dovrei spendere di più..." La buona reputazione potrebbe essere dovuta all'affidabilità generale più che dal suono che rimane soggettivo mentre il prezzo giusto non dipende dalle disponibilità economiche degli acquirenti o dal confronto con la produzione orientale ma dal costo del progetto, dalla qualità dei componenti, dalla realizzazione, dal servizio d'assistenza e non ultimo dalla percentuale di ricarico del produttore, importatore, rivenditore etc. Non dimenticarti che il costo di un valvolare è composto in minima parte dalla progettazione circuitale visto che gli schemi sono sempre gli stessi e quelli che propongono i multicanale o soluzioni innovative si fanno pagare molto bene e sono fuori budget per il chitarrista dilettante. Invece un ampli a transistor, se presenta caratteristiche particolari, potrebbe avere anche un costo di progetto molto più alto dovendo trovare delle soluzioni particolari che richiedono tante ore di test al progettista che deve percepire il giusto compenso. Per ultimo riguardo all'azienda lombarda, che non conosco, penso che spesso queste informazioni corrano in rete o di bocca in bocca partendo da un negoziante che vende i soliti marchi straconosciuti e quindi come al solito tanti produttori locali si devono scontrare anche con gli stessi connazionali che preferiscono i prodotti fatti in grande serie. Sono sempre del parere che i prodotti occorra provarli sul campo, senza pregiudizi, e che in generale in Italia sappiamo farli bene. Un mio conoscente, produttore di amplificatori per chitarra di cui non faccio il nome, mi ha detto che è stanco di combattere contro i negozianti italiani e i loro pregiudizi e si sta rivolgendo al mercato europeo dove sono sicuro che verrà apprezzato maggiormente. Ciao.
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