di perrynason [user #17170] - pubblicato il 14 aprile 2010 ore 01:43
Grazie a tutti gli accordiani che hanno giocato (e stanno giocando) a Gas Attack!2, il mio secondo giochino sulle chitarre acustiche.
Ogni tanto mi diverto con queste piccole invenzioni, che nascono dal mio curiosare in giro per la rete. Il problema è che a fare questi giochini poi mi vengono degli attacchi di GAS incredibili. Adesso sono rimasto fulminato dalle piccole 00. Quasi quasi mi butterei addirittura sulle parlour, se non fosse che le trovo esteticamente goffe. Cosa che un po' mi turba, perchè continuo a pensare che in uno strumento musicale il fattore estetico non dovrebbe avere un gran peso. Però mi rendo sempre più conto che la chitarra è realmente uno strumento "diverso". Uno dei pochi che nel corso del tempo ha conservato la possibilità di modellarsi esteticamente in una grande varietà di forme e materiali. Una libertà costruttiva che si ritrova solamente negli strumenti della tradizione popolare che, oltre alla funzione sonora, hanno svilppato un gusto per forme, ornamenti e decori spesso legato a tradizioni e contesti extra-musicali. La chitarra sta lì nel mezzo: strumento moderno che coltiva l'idea antica di una bellezza svincolata dalla funzionalità e per questo in grado di emanare un fascino che va oltre l'utilità dell'oggetto. In effetti la GAS è una sindrome unica: non conosco nessun pianista (me compreso) che soffra di PAS o trombettisti malati di TAS. Tolti gli strumenti computerizzati (tastiere, fiati, batterie elettroniche) la maggiorparte degli strumenti moderni ha raggiunto forme standard che consentono pochissime varianti e in pratica hanno "congelato" la funzione estetica. Eccezion fatta per gli archi, immutati dal '700, gli strumenti di liuteria chitarra in testa, sembrano essere gli unici a perseguire una libera idea di bellezza formale, quasi a cercare di rendere visibile la bellezza del suono. Credo che la GAS venga proprio da lì...
Tardi, meglio chiuderla qui. Fine delle s-considerazioni.