Ciao a tutti, mi chiamo Aldo e questa è la prima volta che scrivo sui diari.Questo non è un test sullo strumento, è una storia vera. Una storia d'amore. Io ho cinquantasei anni, un po' troppi per un rocker vero? Beh... mi consola il fatto che Vasco è più vecchio di me. Magra consolazione però, molto magra... Dunque, la storia è questa: La mia prima chitarra fu un dono di rimbalzo, si perchè in realtà la regalarono a mio padre, sarà stato il sessantotto o forse il sessantasette, insomma giu di li. Diciamo subito che prima di allora non avevo mai manifestato grande ineresse per gli strumenti musicali ma, quella chitarra di seconda mano, mi fece scoccare la scintilla, accese in me il sacro fuoco. Diciamo subito che la chitarra in se era veramente bruttina, un legno si direbbe oggi, ma per imparare andava più che bene. Io però sognavo un'elettrica, una di quelle americane, e analizzavo fin nei minimi particolari le poche foto di Jimi o di Erick che allora si potevano trovare, Fender si chiamavano quelle chitarre, Fender Stratocaster che gia il nome a pronunciarlo è rock puro. Raro riuscire a vederle nei negozzi di musica, ma se mi capitava, davanti alla vetrina ci passavo la giornata. Io comunque mi sarei accontentato anche di una Eko e pure usata, ma purtroppo non mi arrivò mai. Per consolazione un Natale mi regalarono un pick-up da montare sulla chitarra, sempre quella di mio padre..., ma non l'ampli, così mi ingegnai collegando il pick-up all'ingresso phono della radio di casa. Suonava ed era pure valvolare, peccato che allepoca non sapessimo quanto fosse figo! Ma l'elettrica non arrivò. Solo da grande, quando gia lavoravo, finalmente mi potetti comprare un'elettrica, ma non una Strato, troppo cara, quello era un sogno inarrivabile. La Stratocaster era realmente la donna dei miei sogni, la mia electric lady, quella che comunque sai non sarà mai tua, bellissima ed inarrivabile. Oddio, volendo avrei anche potuto permettermela, facendo qualche sacrificio..., ma a quell'età di sacrifici uno non è granchè disposto a farne, così rimase con gli altri sogni chiusi nel famosissimo, inutilissimo cassetto. Intanto gli anni passavano e nella mia vita le priorità aumentavano e cambiavano a discapito della Strato: la fidanzata (le fidanzate...), la moglie, i figli, la famiglia, il lavoro e la Strato si allontanava sempre più, fino a scomparire del tutto dalla mia mente. Sparita, cancellata, evaporata. Esattamente come i miei capelli. E così uno dopo l'altro gli anni son passati e poco tempo fa sono andato in pensione. E adesso? Mi sono chiesto, adesso che ho tempo, soldi, nessun impegno che fo? Ora che i figli sono grandi, sposati e non sono neanche ancora nonno che fo? Vorrei festeggiare come si deve questo evento, togliermi una soddisfazione, insomma dopo tanti anni di lavoro! E un lampo mi accese la mente: La Fender! Ed eccola finalmente, la più bella, la più costosa, americana che più americana non si può, comprarla è stato come avere un orgasmo, è stato veramente come poter finalmente toccare, accarezzare e infine possedere la donna dei tuoi sogni, quella che hai sempre desiderato ma che non hai mai neppure avvicinato tanto era distante da te. Io al massimo l'avevo vista in vetrina o in mano a qualche personaggio famoso e ora finamente... Io penso che ci siano oggetti i quali in realtà non sono quello che sembrano essere realmente, la Fender Stratocaster per me, per quelli come me, della mia età, per noi che abbiamo visto Voodstock al cinema, che eravamo i capelloni, i figli dei fiori, che i dischi di Jimi Hendrix li facevamo girare sulle fonovalige, che tutto quello che arrivava dall'America e dall'Inghilterra ci sembrava il massimo dei massimi e che comunque abbiamo avuto l'immensa, impareggiabile fortuna di vivere una stagione in cui tutto era una novità, ecco per noi ci sono oggetti che in realtà non sono semplici oggetti, sono dei miti e la Fender Stratocaster appunto non è una chitarra, si certo ha sei corde tre pick-up e tutto l'armamentario delle chitarre ma, tutto questo è la parte meno importante, non conta, conta il nome e la storia che c'è dietro quel marchio. E' stata dura, quarantatre anni c'ho messo per coronare questo sogno, e sapete cosa ho fatto il giorno che ho portato a casa la mia Strato? Semplice, prima ho controllato che non ci fosse nessuno in giro, sopratutto la moglie, quindi l'ho tolta dall'astuccio e... voi penserete che l'abbia immediatamente collegata all'ampli per testare il suono, l'action, l'intonazione vero? No no, niente di tutto questo, semplicemente l'ho presa, gli ho messo la tracolla (rigorosamente marchiata Fender) me la sono messa al collo e mi sono piazzato davanti a uno specchio, tutto questo per vedermi finalmente con una Strato tra le mani, e nel guardarmi non ho potuto trattenere la più ovvia delle esclamazioni: Fighissimo!!!
Aldo