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Sulla tutela dei pezzi...

di MiRock [user #14375] - pubblicato il 14 marzo 2010 ore 16:59

 Ciao. Ultimamente mi sto informando sulla tutela dei miei brani per una diffusione, nel web o in live. Premetto che non mi  interessa (ameno per il momento) avere riconoscimenti economici sull'eventuale utilizzazione dei pezzi, ma semplicemente poterli diffondere senza l'incubo che me li copino.

Così, a parte le società sulla gestione dei diritti d'autore, la dichiarazione da un notaio (le escludo per i costi) e i Creative commons o affini, sono venuto a conoscenza del metodo dell'autospedizione con raccomandata: vorrei maggiori informazioni a riguardo, se e cosa devo scrivere in allegato e soprattutto se ha validità anche al di fuori dell'Italia. Insomma ho bisogno di sapere un po' tutto, e scusate per le domande idiote.

Grazie in anticipo.


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Se posso dirti la mi
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 14/03/2010 ore 17:0
Se posso dirti la mia non ti consiglio questi metodi empirici. Anche a me,quando ero ragazzo,mi consigliavano questi stratagemmi. Ho scoperto che,se colui che ti ha plagiato è iscritto alla SIAE,avrà sempre la meglio. Da quando comporre musica fa parte del mio lavoro,mi sono iscritto e ho registrato regolarmente i miei pezzi. Adesso:se questo materiale gira,non paghi niente o ricevi un assegno semestrale dove ti riconoscono i tuoi diritti sul copyright. Insomma si tratta solo di una tassa di iscrizione annua.Io ti consiglio di farlo. Poi fai un pò tu.
Rispondi
Re: Se posso dirti la mi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 14/03/2010 ore 21:5
stai dando consigli ad un ragazzo di 17 anni.
Rispondi
Re: Se posso dirti la mi
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 14/03/2010 ore 23:5
Non so se i minorenni possono iscriversi alla SIAE. Vabbè,però se i pezzi sono buoni 'sto ragazzo come fa a tutelarsi dai soliti ignoti del "mondo dello spettacolo"?
Rispondi
Re: Se posso dirti la mi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 15/03/2010 ore 09:2
Mah io sono molto scettico che sia un genio cmq (io penso che sia un altro billyjoe) .... non si doveva sostenere un esame di teoria musicale per iscriversi alla SIAE?
Rispondi
Re: Se posso dirti la mi
di MiRock [user #14375]
commento del 15/03/2010 ore 10:3
Riguardo all'età: fra qualche mese compierò diciott'anni e voglio solo saperne qualche cosa prima. Riguardo alla qualità dei pezzi: non sono presuntuoso, non penso assolutamente di essere un genio; ho solo dei miei brani che mi dispiacerebbe diffondere senza una tutela. Tutto qui, ok? Poi non ho capito perchè chiunque chieda informazioni sulla tutela delle proprie canzoni debba essere attaccato in questo modo; ritengo sia un argomento su cui fare chiarezza.
Rispondi
Re: Se posso dirti la mi
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 15/03/2010 ore 23:5
Una volta in un certo senso si.Ma non si trattava di valutare la cultura musicale dell'esaminando.In realtà era una prova per stabilire se l'aspirante avesse i rudimenti per mettere assieme quattro note con un senso. Oggi non è più così. Vai agli uffici SIAE,paghi una quota di iscrizione,e depositi una tua composizione. Tutto qua. D'altronde a chiunque può capitare di fischiare una melodia e magari farne una canzone di successo. In Inghilterra,per esempio,già era cosi. Depositi il tuo copyright pagando un tot di Pound,e sei tutelato.
Rispondi
Vai su note legali .
di desiking [user #16242]
commento del 14/03/2010 ore 18:0
Vai su note legali .it (consigliato da CHITARRE),anch'io mi sono posto lo stesso problema......penso che troverai un pò di risposte.
Rispondi
meno peggio.. ?
di simonec78 utente non più registrato
commento del 14/03/2010 ore 18:1
Pur standomi concettualmente sulle balle alla fine ti consiglierei la vecchia Siae. Non starei tanto a barcamenarmi a spedirmi lettere. Paghi ogni anno una tassa d'iscrizione, ma dopo qualche anno se riesci a far girare qualcosa si riesce ad andare in pari (che puo' essere anche da stimolo). Hai il tipo di tutela teoricamente piu' solido, e soprattutto se operi anche all' estero sei convenzionato e tutelato con tutte le omologhe societa' di autori degli altri paesi. Se lavori oltre una certa quantita' puo' venire utile ad esempio se oltre a comporre magari scrivi o disegni o vuoi tirar su una piccola etichetta o se fai cortometraggi. Le varie creative commons sono tanto una bella cosa, peccato che come requisito richiedano proprio il fatto di non essere sotto tutela di altre societa' ufficiali. Per non dimenticare l' agghiacciante rivista della Siae che ti arriva a casa ogni mese.. vabbe'..
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Re: meno peggio.. ?
di MiRock [user #14375]
commento del 14/03/2010 ore 20:2
E per quanto riguarda le società consorelle estere? Posso iscrivermi anche se sono italiano? Perchè ancora non sono riuscito a capirlo...
Rispondi
Re: meno peggio.. ?
di simonec78 utente non più registrato
commento del 14/03/2010 ore 23:4
Di fatto se sei iscritto alla Siae e' come se lo fossi a tutte le altre omologhe societa' di tutela. In pratica, anzi in teoria, sei tutelato in tutto il mondo. Avevo pensato pure io di iscrivermi, per una questione squisitamente politica (ma anche di distanza) alla Sazas/Dds slovena (a due passi da casa mia), o alla Prs brittanica. Ma poi alla fine e' esattamente uguale. E' solo uno smazzo in piu'. Non so comunque se sia possibile, credo di si' . Comunque per distribuire in Italy (vendita od omaggio) in qualunque caso ci vogliono i bollini italiani. I costi di appartenenza sono di circa 80 euro all' anno. Poi mano a mano che depositi materiale e fai un po' girare la cosa, i costi vengono scalati e la spesa annua si ammortizza di molto. Sino addittura ad annullarsi, o andare sopra. (C'e' gente che vive di questo). All' inizio ci vogliono grosso modo 100equalcosa euro per iscriverti. Quindi pensaci bene, consulta il sito, oppure puoi iniziare con una Commons. In ogni caso ti sconsiglio metodi empirici, anche perche' la tutela dei pezzi e' importante e funziona. Peace.
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