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La decadenza inarrestabile della musica italiana : Radio & Co. 2° parte

di Eziooram [user #16471] - pubblicato il 10 marzo 2010 ore 13:29

 

Le radio italiane come funzionano? Qualcuno ne sa qualcosa, qualcuno  mi potra mai un giorno cortesemente spiegare perchè di tutte le migliaia di faticose produzioni che ogni anno vengono fatte in Italia, il filtro della radio ci farà ascoltare solo i pezzi di quei 25 artisti ( NON DI PIU' è evidente)  che già sono famosi e che non abbiamo bisigno di ascoltare per 5-6 volte al giorno?
In Italia sembra che le radio abbiano un problema, non hanno i soldi per comprare i dischi e perciò riutilizzano gli stessi all' infinito. E' credibile quest' ipotesi? No.
E' possibile pensare che le radio siano tutte d'accordo su cosa si passa e su cosa non si passa? Perchè per radio non si passano mai i Lacuna Coil, gli Afterhours, Il teatro degli orrori, o i Sud Sound System?
Perchè nessuno ci spiega perchè le radio non si fanno concorrenza?
Perchè nessuno ci spiega che cos'è la Nielsen, una società che si occupa di sondaggi e ricerche che tutte le radio utilizzano per monitorarsi a vicenda?
Forse è per questo che  qualcuno come proprio gli afterhours hanno deciso di pubblicare quel disco sulla "nuova musica italiana" la quale nonostante abbia un buon seguito, concerti seguiti da 300-600 persone, viene snobbata dalle radio...eppure non è bastato, come non è stata sufficiente seppur importante la nascita di un canale come Rock Tv

di cui molti sentivano il bisogno ma che non è riuscito a determinare un vero cambio di rotta nelle politiche radiofoniche, che restano le vere alcove delle orge del potere discografico, consociativo, corporativo, lobbystico di poche major.

La geografia della musica emergente è pure cambiata, fino a 5-6 anni fa, ma ancora oggi il grosso per la musica emergente erano locali, concorsi, festival, insomma tutti gli ambienti live in cui potersi esibire, essendo preclusi tutti gli altri spazi potenziali.

Ma io ho notato per lo meno nella mia zona Centro italia/Umbria un calo enorme degli spazi dedicati alla musica live rock/emergente, anzitutto i locali che ospitano musica emergente sono spariti negli ultimi 10 anni, poi per lo meno per quanto riguarda l' Umbria sono drasticamente calati i contest gratuiti e seri, e per seri intendo con giurie predeterminate e pubbliche, mentre sono aumentati i contest a pagamento , con giurie spesso ignote o improvvisate oltre che poco preparate.

L' Arezzo Wave, ultimo mohicano della musica emergente in italia è stato spostato per ragioni legate alla morte di un giovane ancora più a nord, a Livorno e così, il centro come tutto il resto del sud è tagliato fuori dal picccolo giro della musica che conta, non essendoci eventi equivalenti all' italia wave nè al centro, nè nel mezzogiorno.

 

E' sicuro che la complicità dei poteri forti e della legge a favore dei relitti del sistema musicale italiano sia determinante di questa situazione di abiezione totale. Io per lo meno sono convinto che sia così: mentre in tutto il mondo civilizzato occidentale si è andati verso un progressivo snellimento di tutto quello che concerne la protezione del diritto d'autore, e basta guardare quanto sia diventato semplice, immediato ed internazionale tutelare i propri diritti con le licenze Common Creative americane, con Lulu e con molte altre, gratuite, efficienti, valide.

Il problema è che in Italia queste licenze non valgono nulla ( come ho già spiegato in un altro post) perchè in Italia per poter vendere un cd, bisogna avere un bollino della SIAE.

La siae è una istituzione tipo ANCIEN REGIME, che opera a svantaggio degli artisti una specie di pizzo legalizzato e di monopolio della gestione dei diritti d'autore.

Infatti in Italia ( a differenza di tutti gli altri paesi occidentalizzati) esiste solo una societa di tutela del diritto d'autore, la SIAE che non ha concorrenti. Questa società privata, gestisce i suoi affari nella maniera più antidemocratica del mondo, facendo pagare 90 euro l'anno agli artisti iscritti, 180 euro di iscrizioni, imponendo prassi macchinose di iscrizione e tutela e gestione dei live ( i famosi Borderò), facendo pagare i suoi bollini senza i quali è illegale commerciare supporti.

Non esiste nessun tipo di progressività per gli iscritti, in pratica è come se Briatore pagasse come me di tasse. E dunque Vasco Rossi paga 90 euro l'anno di tassa siae esattamente come Pinco Pallino.

Ma la legge dice che l'unico modo per essere tutelati nel diritto d'autore ed essere autorizzati a vendere il proprio prodotto ed essere autorizzati a suonare in Italia è attraverso la SIAE. Solo in Italia e a Cipro - ho letto- esiste questa cosa.

Io ci vedo un piccolo e potente cartello di editori musicali italiani e internazionali , che sanno come spartirsi la torta dell' utenza musicale italiana. Qualcuno ha trovato il sistema per farsi un principato della musica su misura per la propria demenza senile e nessuno lo schioderà da lì finchè qualcuno che conta non denuncerà il sistema con carte alla mano o non deciderà di liberalizzare il settore per forza o per amore.

 

IMHO e accoratamente.


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Cosa vuoi che aggiun
di Kata_ts [user #2290]
commento del 10/03/2010 ore 15:1
Cosa vuoi che aggiunga ?!!? Hai scritto tutto tu nel tuo diario ;oP Se hai molti Euro forse, e ripeto FORSE, SE ti interessa 'vivere suonando' qualcosa riesci anche a farla - altrimenti DIVERTITI "che è meglio " (accentato come lo dice il puffo eh eh eh) SaluToneS
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Re: Cosa vuoi che aggiun
di Eziooram [user #16471]
commento del 10/03/2010 ore 18:3
Infatti hai ragione, ma questa non è una cosa vergognosa? Io non chiedo di viverci con la musica, ma almeno di non perderci così tanto, io e i miei amici musicisti tra attrezzature, registrazioni e cavoli vari ci partono un sacco di soldi che non rivedremo mai più, così ti passa anche il divertimento no?
Rispondi
Re: Cosa vuoi che aggiun
di Kata_ts [user #2290]
commento del 10/03/2010 ore 20:0
Non ho parole di 'conforto' su questo tema (musica in Italia!) da scriverti. I FATTI sono questi, li vedi tu come li vedo io, li vivi tu come li vivo io e tantissimi altri che suonano, anche come semiprofessionisti o professionisti. Non sò se hai letto altre mie risposte 'simili'; se vuoi fare qualcosa 'musicalmente parlando', PRIMA "levi le tende" e vai in Inghilterra o USA o altrove a "provare" meglio è - ma devi essere sicurissimo che sia quello che vuoi/volete fare 8oP Non è una SCELTA facile ................. Se hai la passione il "divertimento" resta sempre ;), altrimenti ... a lungo andare si molla SaluToneS
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La lobby c'è, la SI
di Zangolaccio utente non più registrato
commento del 10/03/2010 ore 15:4
La lobby c'è, la SIAE è una società a delinquere e in Italia verrà sempre distribuito ciò che vogliono "Loro". Però la soluzione ce l'hai davanti agli occhi e sotto le tue dita: internet! Su internet c'è il vero fermento musicale, un artista italiano se vuole può farsi conoscere, non dalla massaia che guarda san remo ma dall'ascoltatore esigente ed musicalmente istruito (che non vuol dire che suoni uno strumento...). Il supporto musicale fisico sta morendo e quando la generazione dell'mp3 sarà adulta la cosa sarà diversa, un mercato musicale mondiale (a me la distinzione musica italiana / musica straniera non piace) va regolato a livello mondiale e quindi lobby locali tipo SIAE andranno col tempo per sparire. Magari salterà una lobby mondiale (ovviamente diretta da italiani ;-)) ma credo che il futuro sarà diverso. PS: per quanto riguarda la proposta san remese qualcosa in qua e in la negli anni salvo (ad esempio il Gazzè dell'anno scorso) e i vari Pausini, Ramazzotti etc da te elencati come unica musica italiana esportata li ritengo di gran lunga artisti migliori dei Tokio Hotel che hai citato come onesta rock band da stadio...
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Re: La lobby c'è, la SI
di Eziooram [user #16471]
commento del 10/03/2010 ore 18:5
Ti ringrazio del tuo intervento come ringrazio tutti. Ma internet in Italia purtroppo non è attualmente una soluzione! Io spero come te che prima o poi la Siae sparisca nella sua stessa obsolescenza, ma se ti leggi il mio post " Una bella notizia..." Ti rendi conto di come sia impossibile allo stato attuale mettere fuori gioco la maledettissima Siae: purtroppo in italia le licenze internazionali non sono valide al fine della vendita e la messa in commercio di supporti, inoltre la mancanza di sedi in Italia di queste società alternative alla Siae, fa sì che nessuno si possa rivolgere loro per far tutelare i propri diritti in caso di plagi ecc. o per la compilazione dei borderò.
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Re: La lobby c'è, la SI
di Zangolaccio utente non più registrato
commento del 10/03/2010 ore 20:1
Beh non mi sogno che la cosa sia rapida, ma mi piace essere positivo e pensare che prima o poi le cose cambino (sono utopico?;-)) Io a tutt'oggi su internet scopro artisti che nè in radio nè tanto meno in televisione potrebbero essere "pubblicizzati" come ad esempio i Bachi da pietra, Le luci della centrale elettrica, Giorgio Canali, Cesare Basile, Il teatro degli orrori e tanti altri. Ovviamente tutti questi artisti per vendere in italia sono costretti a pagare la SIAE ma sono liberi (ipoteticamente) di appoggiarsi a case produttrici straniere (so che non è facile) e vendere comunque in italia; io compro continuamente su siti esteri album su supporto fisico che mi arrivano tranquillamente senza bollino SIAE e senza tasse aggiuntive e questo mi fa sperare in una standardizzazione del sistema di copyright. Grazie per lo scambio di opinioni, mi fa molto piacere discutere apertamente di queste cose ;-)
Rispondi
Re: La lobby c'è, la SI
di Eziooram [user #16471]
commento del 10/03/2010 ore 20:3
Si infatti ! e comunque ci spero anch'io!
Rispondi
pacchetti
di lorenzof [user #17952]
commento del 10/03/2010 ore 15:4
La programmazioen in radio è come quella cinematografica: se vuoi gli sponsor e gli artisti famosi, devi comprare i pacchetti già pronti. Non puoi passare UN artista e basta a tua scelta tra quelli di una major. Vuoi passare l'ultimo di Madonna? Ti prendi pure gli altri artisti X Y Z da passare un minimo di N volte al giorno.
Rispondi
Re: pacchetti
di orestes_noise [user #18977]
commento del 10/03/2010 ore 16:2
Gnnn.. non so. Ho lavorato per diverso tempo in una radio svizzera con mandato pubblico e ho avuto qualche esperienza in una radio privata. Il pagamento dei brani e la selezione degli stessi divergeva tantissimo più per una scelta della radio stessa piuttosto che delle case discografiche. La radio "pubblica", avendo a sua disposizione delle sovvenzioni statali, poteva permettersi una selezione più accurata e meno commerciale, mentre la radio privata, puntando ad una maggior audience per poter restare in vita grazie alla pubblicità e, in questo caso hai in parte ragione, agli accordi con le case discografiche, trasmetteva brani più commerciali.
Rispondi
Re: pacchetti
di lorenzof [user #17952]
commento del 10/03/2010 ore 16:3
Certo che parlavo di radio commerciali :-) Edit: quanto ho scritto non è una regola invariabile, ma una pratica molto diffusa. Che infatti spiega come mai i cinema trasmettano tutti gli stessi film e le radio gli stessi pezzi.
Rispondi
Re: pacchetti
di orestes_noise [user #18977]
commento del 10/03/2010 ore 16:3
Si si, chiaro. Quello che intendevo è che le radio commerciali stipulano degli accordi con le case discografiche anche se questa non è la regola, poichè radio con un po' di soldi in più (alla fine gira tutto attorno a questo.. purtroppo) si possono permettere una selezione musicale più libera e ricercata. Sintetizzando, non è la casa discografica ad imporre un pacchetto di artisti da passare N volte al giorno, ma se accetti di passare N volte al giorno l'artista X sicuramente i prezzi dei brani della casa discografica in questione potrebbero abbassarsi sensibilmente.
Rispondi
Riguardo ai locali
di wolfinthedark [user #13696]
commento del 10/03/2010 ore 23:0
non succede solo in umbria, anche qui in sicilia non fanno + suonare, ormai ovunque ti dicono che non fanno+ suonare, e sono abbastanza sfacciati da dirti che piuttosto che fare suonare te, mettono su qualche cd da discoteca e fanno il pienone di gente. La cosa peggiore è che a nessuno importa, ormai al "popolo" non importa di niente..
Rispondi
forse funzionano
di cescoceo [user #21778]
commento del 11/03/2010 ore 12:0
anche questi sistemi. Il proprietario di uno studio di registrazione mi ha consigliato di registrare il cd e spedirmelo a casa come raccomandata. Teoricamente la data impressa sulla busta vale come prova se dovesse esserci un plagio e tu puoi denunciare colui che ha copiato la tua idea. Ha delle lacune ma non ricordo quali..(funziona solo in italia) Altro sistema che ho trovato è quello della firma digitale. ecco il link: vai al link sembra una cosa interessante.. non ci ho ancora trovato dei difetti. Non ho ancora utilizzato questo sistema ma con il mio gruppo proveremo a farlo a breve. se qualcuno sa bene quali siano i limiti di questi "aggiustamenti" me lo faccia presente. Altrimenti io le ritengo ottime alternative alla siae
Rispondi
Re: forse funzionano
di Eziooram [user #16471]
commento del 11/03/2010 ore 12:0
Ti posto la stessa identica risposta che ho dato ad un altro ragazzo che mi ha fatto la stessa identica domanda su un altro post ("una buona notizia [...] parte2") I timbri della polizia postale non sono opponibili a chi pretende di avere diritti sulla tua opera e li ha depositati in SIAE, questo in concreto significa che la tua opera che tu ti sei spedito a casa, il cui pacchetto reca i timbri postali non vale a renderti padrone della tua opera se un giorno uno si presenta alla SIAE con la tua opera e la deposita, è chiaro? Mi spiego meglio: in Italia l' unica cosa legalmente efficace ad attribuirti la paternità della tua opera è il deposito di questa opera alla SIAE. Se tu ti invii la tua opera questo dice che "temporaneamente" quell' opera è tua, appunto finchè tu o qualcun' altro non la depositerete alla SIAE, solo da quel momento l' opera sarà insidacabilmente di chi l' ha depositata. I timbri sono molto meno forti del deposito SIAE. E' chiaro? Comunque penso che tu puoi vendere il tuo demo ai tuoi amici ecc. perchè non è un vero e proprio commercio, ai concerti potresti regalarli e chiedere un' offerta, mentre non puoi darli ai negozi che non possono vendere senza il bollino, penso, ma dovrei guardarci meglio. Ciao!
Rispondi
Re: forse funzionano
di cescoceo [user #21778]
commento del 11/03/2010 ore 12:1
hai visto il lik di copyzero? la faccenda è la stessa anche in quel caso?
Rispondi
Re: forse funzionano
di Eziooram [user #16471]
commento del 11/03/2010 ore 12:4
Bada bene, io non sono un' esperto comunque da quello che ho capito non è proprio la stessa: Copyzero ti difende dal plagio e su questo non ci piove cioè ti tutela dal plagio esattamente come farebbe la SIAE, la COMMONS, o LULU, qunidi da questo punto di vista spero che sia più efficace del timbro postale dato che SIAE e Copyzero avrebbero due funzioni equivalenti. Il discorso però cambia perchè Copyzero non ti tutela da un punto di vista commerciale, cioè la marca temporale di copyzero si applica solo alla musica digitale, ciò significa che tu non puoi vendere cd FISICI, o effettuare concerti con la tua musica e pretendere i diritti o vendere i tuoi cd con la tua musica solamente essendo iscritto a Copyzero. Con Copyzero puoi solo vendere su internet e basta, secondo me, ma non sono un esperto come già ti ho detto. Un po' di tempo fa avevo letto dei documenti di giuristi su questo argomento che ipotizzavano quali fossero le conseguenze di suonare una musica originale in pubblico (con un gruppo live, con uno stereo, o alla radio) tutelata solo su internet, ebbene la risposta non è chiara! E' sicuro solo il fatto che non riceveresti i quattro spicci della SIAE, e nemmeno di chi ti tutela poichè questi ultimi non hanno i potenti mezzi che ha la Siae per controllare. A livello pratico io ho visto questa prassi nella mia zona che è l'Umbria: se c'è ad esempio un gruppo che sta eseguendo un concerto di musica originale non iscritta alla SIAE in un luogo pubblico, anzitutto il proprietario del locale deve compilare il borderò per non prendersi una multa, e l' incaricato della SIAE preme in maniera orrenda e dispotica affinchè il gruppo scriva comunque delle canzoni sul borderò per non lasciarlo in bianco. Spesso qualcuno ci scrive canzoni famose, per non farsi annullare la serata. E' una cosa orribile.
Rispondi
Re: forse funzionano
di cescoceo [user #21778]
commento del 11/03/2010 ore 12:5
si è abbastanza schifoso. Comunque a me interessa difendermi dal plagio. Per la vendita ora non ci poniamo il problema. E neanche per ricevere i diritti. L'idea principale tra noi della band è di trasferirci all'estero. Ci stiamo pensando seriemente. Copyzero lo proveremo. Chissà come andrà a finire!!
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