A volte il silenzio vale mille parole. Commentare l'esito del Festival di Sanremo sarebbe inutile e superficiale almeno quanto le canzoni finaliste. Di commenti se ne è fatti tanti (e tanti se ne faranno ancora). La mia è solo una piccola riflessione personale.
Ieri sera (aimé..), per una serie di sfortunati eventi che continuano a tormentarmi (e che non vi sto a spiegare), sono rimasto a casa a guardare il Festival. Vedendo quelle simpatiche faccine dei tre finalisti lì sul palco, una domanda mi sorge spontanea: ma dov'è finita la musica? Io lì sul palco non la vedo.
L'anno scorso Marco Carta, quest'anno Valerio Scanu.... due Amici. Tra i giovani il vincitore è Tony Maiello (che non è il nome di un gangster), che ha partecipato alla prima edizione di X-Factor. In finale anche Marco Mengoni (quello che strillava come una mign***a del Moulin Roudge, ma almeno qualche qualità canora l'aveva) fresco fresco di popolarità (vincitore di X-Factor), e un Principe che tra le tante cose aveva pure tentato di partecipare ad un reality. La ricetta (che piacerà tanto alla Clerici, a prescindere) è pronta: gli elementi preferiti del pubblico ci sono tutti. Anzi, ci mancava solo una giuria di Tronisti direttamente da Uomini&Donne.
Se questa la chiamate "musica"........ !?!?
Gli spartiti accartocciati e gettati sul palco dall'orchestra disegnano un'immagine precisa di questo festival: dove la qualità non conta più, l'importante è il successo (lampo) di qualche ragazzino vincitore di qualche show televisivo. I giochi di potere delle case discografiche ancora una volta vincono su tutti. Magra consolazione: il prossimo anno (o forse fra due) probabilmente Scanu tornerà ad essere "nessuno", ma (aimé...) ce ne sarà un'altro al suo posto.
Anche se si raccogliessero le firme per fermare questi reality che stanno davvero rovinando l'esistenza ad artisti con qualche merito, non se ne farebbe nulla: ormai la stragrande maggioranza della gente vive nell'ignoranza che questi show producono.
Altra piccola parentesi: speravo che almeno quelle facce simpaticissime di quei due politici italiani rimanessero fuori dal campo visivo, e invece ci pensa il buon Maurizio a ripescarle dalla platea. Che errore. Ma del resto sullo schermo ne abbiamo già viste di tutti i colori, potevano mancare pure i colori politici? Certo che no.
Per quanto mi riguarda l'Orchestra è la grande vincitrice di questo Festival. Al secondo posto? I sopravvissuti allo smaronamento. Al terzo? Sua Maestà Rania di Giordania, che almeno ha ricordato cosa vuol dire la parola "eleganza" (non come Moro in pigiama...)
E ora (tanto per ricordarvi che cosa vuol dire "musica") vi lascio una canzone che a me piace moltissimo. Scusare lo sfogo, spero di non aver offeso nessuno.
Saluti e Buona Musica (quella buona) a tutti!
Andrea.