Oggi mi sono fermato davanti ad un negozio di antiquariato della mia zona(Tarquinia),e ammirando dei pregievoli pezzi del settecento veneziano ,finemente
decorati da maestri ebanisti e perfettamente lucidati,e ho fantasticato, si,vizio professionale e amatoriale,sulla nuova moda che ha oramai invaso il mondo della nostra amata guitar.Siccome hai miei tempi non esisteva un concetto del "vintage" con relativi costi esasperati che comporta l'attuale situazione (io acquistai una Fender Stratocaster nel 1973/4 pagandola 500.000 lire a cambiali, nuova di zecca),e anzi ,se potevi cercavi con buona pace dell'anima lo strumento "per sempre" senza tante pippe mentali,noto che oggi si raggiungono cifre da capogiro per strumenti che,secondo il mio modesto parere ,un liutaio con le contropalle,riuscirebbe a fare dieci volte meglio con la metà della spesa.
Ho visitato i laboratori di bravi liutaii e mi sono reso conto dei legni pregiati e stagionati a puntino con i quali costruiscono strumenti di qualità eccezionale rispetto allo standard costruttivo delle "case " famose e rinomate e allora sono giunto a una conclusione che poi è una domanda.
Cosa cerchiamo, uno strumento fatto a regola d'arte secondo le nostre caratteristiche e dettami,oppure il "marchio " che affascia e ha affascinato intere generazioni,compresa la mia , che si ritrovano poi a cercare cimeli rari come mobili d'antiquariato che pero non hanno lo scopo principale di suonare?