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'Un milione di morti, centinaia di migliaia senzatetto. La tragedia del Vesuvio era attesa'

di lorenzof [user #17952] - pubblicato il 13 gennaio 2010 ore 16:40
Dall'osservatorio vesuviano tranquillizzavano: "Il vulcano è monitorato, non ci sono segnali che facciano pensare a un'eruzione vicina"

Spero che la nostra generazione non assista ad una tragedia simile, ma si tratta di una speranza fondata sul niente.

Come è possibile che stiamo attendendo senza timori questo evento?

Si tratta di una di quelle domande che ti lascia a bocca aperta, così come quando si ripensa a certi altri eventi causati dalla stoltezza dell'essere umano.

Sono stati fatti corsi nelle scuole, esiste qualche vago piano per gestire l'eventuale emergenza, ma si tratterà presumibilmente di un'ecatombe di proporzioni dimenticate, in Italia probabilmente alcune famiglie dovranno accogliere profughi che si conteranno a centinaia di migliaia.

Questa stima (la cui fonte non ho verificato) di alcuni scienziati parla di un milione di morti nel giro di 15 minuti, e non è difficile crederlo se si considera l'alta densità abitativa dell'area che sarebbe interessata da eruzione lavica (esplosiva), nubi di gas bollente, pioggia di cenere.

 


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non solo
di feverdreamx [user #20705]
commento del 13/01/2010 ore 17:1
il problema è che la legalità non può in alcun caso convivere con l'illegalità mi riferisco ad esempio al piano di evacuazione della città di Napoli avete idea di quante abitazioni risultino disabitate ed in realtà sono affittate a nero?? o invece, sapete forse quante case a Napoli "esistano" e quali meno per lo stato?? potrei dare le coordinate di interi paesi e non quartieri, completamente abusivi... cosa sa lo stato di quale è la reale densità della città di Napoli?? per non parlare della scellerata edilizia sul Vesuvio stesso ( lo stato ha stanziato fondi per l'evacuazione del vesuvio premiando chi decide di lasciare le loro case con una quota in denaro per l'acquisto di una nuova casa...la lega ha rilanciato raddoppiando la cifra per chi resta hihihihihihiihihih )
Rispondi
Re: non solo
di lorenzof [user #17952]
commento del 13/01/2010 ore 17:2
Accidenti. Grazie per questo sguardo da vicino, rende ancora meglio l'idea della gravità della situazione. La barza sulla Lega a conoscevo ;-)
Rispondi
E' come un terremoto
di Robertocaster [user #1945]
commento del 13/01/2010 ore 17:2
E' come un terremoto... non sai se e quando arriva.... In Italia non si risolvono i problemi attuali, figurarsi quelli che ipoteticamente potrebbero verificarsi domani o tra 1000 anni.
Rispondi
Re: E' come un terremoto
di lorenzof [user #17952]
commento del 13/01/2010 ore 17:2
Scusa Rob, ma in termini di cifre è molto più grave di qualsiasi terremoto possa verificarsi in Italia o anche all'estero. Inoltre escluderei che ci sia da attendere 1000 anni, c'è chi parla di possibile eruzione imminente
Rispondi
NUBE PIROCLASTICA: nel caso si verificasse la morte sarà rapidissima, verranno annientati in un batter d'occhio.
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 13/01/2010 ore 17:2
vai al link ===Quello mostrato nel video è uno dei fenomeni più violenti e pericolosi dei vulcani. Si tratta della nube ardente (detta anche nube piroclastica), una specie di valanga di detriti con una temperatura media di 800 °C che scivola giù dalla montagna ad una velocità che supera i 300 Km/h. === 800° A 300km/H E CHI SI SALVA?
Rispondi
Re: NUBE PIROCLASTICA
di lorenzof [user #17952]
commento del 13/01/2010 ore 17:2
Esatto, nel caso del Vesuvio è il pericolo più grande, Pompei ed Ercolano insegnano. Ah no scusa, non insegnano a nessuno, pare.
Rispondi
Re: NUBE PIROCLASTICA: nel caso si verificasse la morte sarà rapidissima, verranno annientati in un batter d'occhio.
di feverdreamx [user #20705]
commento del 13/01/2010 ore 17:2
la nube piroclastica è qausi certa nel caso del Vesuvio (si è verificata anche con l'ultima eruzione) per non parlare dei detriti scagliati a kilometri di distanza nel momento dell'esplosione...
Rispondi
Ho visto una puntata di Gaja di Tozzi....
di saketman2 [user #18572]
commento del 13/01/2010 ore 17:2
Si Lor, hai ragione . Lo speleologo Tozzi ci ha dedicato anche una puntata.... Sono convinto che nell'eventualità, se avessero a disposizione 2.,3 o anche 4 ore di pre-catastrofe,non lancerebbero l'allarme. E' un tempo troppo limitato per intervenire su grossa scala . Del resto anche solo la California e San Francisco insegnano che l'uomo, si ostina a ricostruire anche se coscente dell'immane catastrofe preannunciata. La Faglia di Los Angeles e il terremoto di San Francisco ai primi del secolo scorso ne sono una limpida dimostrazione. Quasi che il fenomeno che spinge la nostra razza a ripercorrere sempre questo errore fosse frutto di un certo tipo di endorfine che ci fanno dimenticare i dolori passati. Dopo un bel po' di anni quindi si tende erroneamente a voler dimenticare queste enormi tragedie. Un po' quello che succede a livello ghiandolare endocrino nelle donne nella fase post -parto. ( mi ricordo di averlo studiato...e comunque forse non è l'esempio appropriato visto che è proprio grazie a queste ghiandole che la nostra razza vive da migliaia di anni ). Adesso oltre a queste, nella Nostra Italia ci sono anche le problematiche legate allo stretto di Messina ,dove anche lì il terremoto di inizio secolo ha fatto le sue vittime.
Rispondi
Re: Ho visto una puntata di Gaja di Tozzi....
di lorenzof [user #17952]
commento del 13/01/2010 ore 17:3
Eh, ma a San Francisco oggi costruiscono in legno o con altre tecnologie giapponesi, efficaci senz'altro. Di danni ce ne saranno ancora tantissimi, ma di morti è probabile sia arrivi a qualche centinaio al massimo, non credo di più. Col Vesuvio abbiamo la quasi certezza che la trageda non sia lontana, e riguarda una quantità di persone mai vista, neanche nell'antichità, a causa della densità abitativa. Rischia di fare in un giorno tanti morti quanto una guerra civile-etnica in Africa. Potrebbe essere la più grande catastrofe del mondo occidentale. E il "bello" è che abbiamo due città di morti a testimoniarlo. La realtà va oltre ogni fantasia, come sempre
Rispondi
La situazione, come
di aglorock [user #19655]
commento del 13/01/2010 ore 18:2
La situazione, come già ha testimoniato l'accordiano sopra, è delle più intricate e difficili da gestire dato che ogni piano di evacuazione e non, su carta, risulta non essere a "misura della realtà" per via dell'abusivismo edilizio prima e locativo poi. Testimonio anch'io che è vero, sono napoletano. Però c'è da dire che il problema dell'illegalità non è il solo, poichè il fenomeno della nube piroclastica, caratteristica dei vulcani di tipologia esplosiva, coinvolgerebbe un territorio ben più vasto delle zone limitrofe vesuviane. Ercolano e Pompei, le necropoli di cui si parla nel thred, sono il frutto della conseguenza "diretta" della precedente eruzione, ma allo stato attuale delle cose si andrebbe incontro, oltre che alla stessa conseguenza "diretta", a conseguenze "indirette". Mi spiego meglio: non è solo da temere la nube a 800° circa a 300km/h circa, ma anche, anzi al pari, la nube tossica che scaturirebbe dall'eruzione che si espanderebbe oltre l'immaginabile, il suolo e le acque patirebbero l'eutrofizzazione, un fenomeno per cui i troppo sali nel terreno e nelle acque finiscono per sterilizzare il primo e favorire la crescita di microrganismi che tolgono ossigeno alla fauna nella seconda. Inoltre, le ceneri immesse nell'aria dall'esplosione impiegherebbero settimane a ritornare a terra perchè si tratta di polveri sottili, molto volatili e altamente pericolose per l'uomo e la natura in generale. La luce solare, in tale periodo, sarebbe schermata da tali polveri, impedendo la fotosintesi clorofilliana. Ergo, non si tratta "solo" (scusate il solo, non vuole essere uno sminuire la tragicità del potenziale evento) di una catastrofe dai risvolti imminenti e passeggeri, ma si assisterebbe ad un fenomeno distruttivo che si ripercuoterebbe sul territorio devastato per un tempo lunghissimo, almeno rapportato all'esistenza umana e ai ritmi frenetici della società odierna, tempi troppo brevi in confronto ai tempi geologici e naturali di cui si parla per rendere "passato" un evento dallo scenario apocalittico come questo.
Rispondi
Re: La situazione, come
di lorenzof [user #17952]
commento del 13/01/2010 ore 19:5
Ciao Aglo, tutto quello che dici è vero ed utile da ricordare, però dobbiamo distinguere tra quelli che sono i problemi a breve-medio termine da quelli di gestione immediata dell'emergenza, perchè i morti e feriti vengono prodotti entro brevissimo dopo l'eruzione. In ogni caso non è mia intenzione sostenere che si possa gestire il tutto con procedure d'emergenza efficaci. Secondo me l'unica via sarebbe quella di evacuara a partire da ora tutte le aree considerate a più elevato rischio, ed utilizzare il territorio solo a fini di sfruttamento agricolo, dove possibile.
Rispondi
Da napoletano..
di PierluigiMaisto [user #20005]
commento del 13/01/2010 ore 20:1
..MI STO GRATTANDO LE PALLE A SANGUE! Ma non avete cose più allegre di cui parlare? Detto ciò,mi fido così tanto della protezione civile italiana,che ultimamente è anche diventata una SOCIETà PER AZIONI (ce li vedo gli azionisti che si fregano le mani aspettando che avvenga qualche calamità), che spero di non essere più nel mondo dei vivi, se accadrà, o di essere in vacanza all'estero.
Rispondi
Re: Da napoletano..
di lorenzof [user #17952]
commento del 13/01/2010 ore 20:1
Pier nascere in un luogo a rischio è cosa che comporta problemi e conflitti, ma si può affidare la vita al caso? Si possono lasciare le cose così, sperando nella "buona sorte"? Conosco una professoresa universitaria che si è occupata d come gli abitanti dell'area vesuviana vivano il pericolo, e l'esito è stato: rimozione. La stragrande maggioranza delle persone e non vuole vedere il pericolo. Cosa umana e comprensibile, per carità, ma non sufficiente a salvarsi la pelle. Inoltre non credo che questo sia un problema che riguarda solo quanti siano direttamente interessati dal pericolo più grave. Tutti gli italiani (anzi tutti i cittadini europei, viste le proporzioni della faccenda) dovrebbero dire la loro, perché in caso di catastrofe saremo tutti a doverci mobilitare.
Rispondi
Re: Da napoletano..
di PierluigiMaisto [user #20005]
commento del 13/01/2010 ore 20:2
Secondo te è realisticamente pensabile evacuare una zona piena di persone senza offrire loro alcuna certezza? se il Vesuvio avesse dato a tutti un bell'appuntamento sarebbe facile,ma convincere la gente ad andarsene sulla base di un forse/prima o poi/potrebbe accadere che/ etc etc, è un pò irrealistico.A questo punto, visto che l'Italia è tutta un'enorme faglia sismica evacuiamola tutta,e andiamo tutti a vivere su un'enorme isola galleggiante.La tua è una posizione giusta,ma troppo lontana dalla realtà.
Rispondi
Re: Da napoletano..
di lorenzof [user #17952]
commento del 13/01/2010 ore 20:3
"senza offrire loro alcuna certezza" ? Perché mai dici questo? Io intendo un vero e proprio trasferimento di massa in vari luoghi da definirsi, qualcosa da realizzare sul mediotermine, da compiersi nel giro di 15-20 anni. Io la capisco la difficoltà di stare in quella situazione, non è una condizione invidiabile! Ma stare esposti al pericolo ed ai costi di un'ecatombe non credo sia una soluzione migliore. Infine vorrei sottolineare che per quanto ne so non si parla di "se", ma di "quando". L'italia è interessata dal rischio sismico anche mediograve in alcune aree, in cui -L'Aquila insegna?- l'edilizia dovrebbe osservare norme ferree (vedi le case in legno di Renzo Piano, apprezzate anche in Giappone).
Rispondi
Re: Da napoletano..
di PierluigiMaisto [user #20005]
commento del 13/01/2010 ore 20:4
Ovviamente parli anche al Padreterno affinchè faccia accadere la cosa il ventunesimo anno..ma ti rendi conto che sono morte centinaia di persone in Abruzzo per delle stupide ristrutturazioni?se avessero semplicemente usato materiale antisismico decente (incatenature,tondini decenti nel cemento armato e in numero sufficiente,fondazioni assicurate) ora non sarebbe accaduto nulla..e lo dico da persona che ha una casa anche lì,precisamente a Castelnuovo (frazione di San Pio delle Camere).Di tutto il paese sono rimaste quattro case,tra cui la mia.Perchè l'Abruzzo è una zona sismica e ci si regola di conseguenza quando si costruisce,e al tempo mio padre si preoccupò di seguire con scrupolo i lavori.Ora il paese è un cumulo di macerie.Era evitabile?Certo.Bastava costruire le case seguendo i criteri che il buon senso impone di applicare in Abruzzo (e in Italia e nelle zone sismiche in genere). Ma purtroppo non si è fatto niente.In italia si provvede sempre a riparare quello che si rompe,mai a prevenire il danno.Figurati se mi illudo che qualcosa si muova per mettere in atto questa specie di diaspora partenopea. Continuo a ribadire che il tuo discorso mi trova pienamente d'accordo,ma non è verosimile.
Rispondi
Re: Da napoletano..
di lorenzof [user #17952]
commento del 13/01/2010 ore 20:4
Pier, ci si può arrendere alle evidenze, o si può sfidarle. Non era verosimile che l'Italia riuscisse ad unirsi, non lo era che gli USA potessero dotarsi di un sistema previdenziale ed eleggessero un presidente afroamericano dopo anni di Bush. Qui non si tratta di andare contro le leggi della fisica quali oggi conosciamo, ma di armarsi tutti di buon senso e lavorare in una direzione precisa. Visto che lo sprone dovrebbe venire dall'istinto di sopravvivenza, mi pare abbastanza per sfidare pigrizia e ignoranza, partendo dal basso. Se poi dorme anche l'istinto di sopravvivenza, anche questo è sintomo di qualcosa. Forse la natura ha i suoi metodi per contrastare il sovraffollamento, viene il sospetto che le società prendano a comportarsi come unici organismi, a volte. Le grosse città, ad esempio, agiscono come grossi organismi che cercano di scacciare via chi vi abita.
Rispondi
Re: Da napoletano..
di iarwain [user #19541]
commento del 13/01/2010 ore 21:2
"Se poi dorme anche l'istinto di sopravvivenza, anche questo è sintomo di qualcosa. Forse la natura ha i suoi metodi per contrastare il sovraffollamento," è una cosa triste ed orribile ma è quel che ho pensato anche io...
Rispondi
Re: Da napoletano..
di PierluigiMaisto [user #20005]
commento del 13/01/2010 ore 21:5
Il tuo ragionamento non fa una piega..pecca solo nel termine "sfidare",che di solito si usa proprio quando qualcosa va contro le leggi della fisica. Il problema esiste,è conosciuto,e si fa quello che è possibile.Il centro di monitoraggio che tiene d'occhio il Vesuvio è uno dei più avanzati al mondo,i piani di evacuazione esistono.Di più non si farà mai, semplicemente perchè anche la gente non vuole..forse ti sembrerà strano,ma vuole vivere dov'è,altrimenti sarebbe andata via. (il terremoto che deriverebbe dall'eruzione del Vesuvio,necessario a far saltare il tappo di più di due chilometri,e ripeto,DUE CHILOMETRI,raderebbe al suolo tre quarti della Campania..altro che sfollare i paesi vesuviani..)
Rispondi
Re: Da napoletano..
di lorenzof [user #17952]
commento del 14/01/2010 ore 00:3
Mi rendo conto che le mie parole possano risultarti fastidiose, provocatorie anche, quindi non mi stupisco se te ne risenti. Però non puoi mettere sullo stesso piano l'effetto di un terremoto -peraltro non scontato e di cui ingigantisci gli effetti-e quello dell'essere investiti da esplosioni, lava, necere, gas bollenti, lapilli etc.
Rispondi
Re: Da napoletano..
di PierluigiMaisto [user #20005]
commento del 14/01/2010 ore 12:3
Le ipotesi sul terremoto sono due..la prima riguarda l'esplosione del tappo,e il terremoto,derivante dalla pressione esercitata per farlo saltare, sarebbe di proporzioni disastrose, l'altra invece considera la possibilità che la lava trovi un'altro sbocco,aprendo magari un cratere secondario (lo stesso Vesuvio non è il vero vulcano,ma solo una seconda bocca,il cratere originario era sul monte Somma,ora inattivo.)
Rispondi
Re: Da napoletano..
di PierluigiMaisto [user #20005]
commento del 14/01/2010 ore 12:4
Comunque tengo a precisare che non credo sia inaccetabile il trasferimento delle persone che abitano all'interno della zona rossa.Il problema è trovare un luogo che non li allontani troppo dal luogo in cui hanno vissuto da sempre.Ad esempio se si parlasse di trasferimento in zone come Marano,Giugliano (impossibile,visto che anche lì è ormai difficile trovare casa) non credo si sentirebbe molto il distacco (Napoli ugualmente raggiungibile in poco tempo,stessa "gente",nel senso ampio del termine). Ma invece credo che l'unica situazione ipotizzabile sarebbe quella di uno "sparpagliamento" degli sfollati in zone prese a caso, come sta accadendo adesso in Abruzzo (vogliono creare un paese assolutamente nuovo radunando persone di tre frazioni diverse,all'atto pratico spersonalizzandole e privandole della loro identità.) Un' eventualità del genere,credo tu ne convenga, sarebbe molto più difficile da mandare giù.
Rispondi
Da qui...
di jebstuart [user #19455]
commento del 13/01/2010 ore 22:1
Da dove scrivo vedo chiaramente il profilo del Vesuvio, a pochi chilometri in linea d'aria. Napoli, i Napoletani, il Vesuvio, il colera, la camorra, la maleducazione, la Lega.... E' un discorso così lungo e complesso che perfino io, logorroico noto, mi sento cadere le braccia... All'atto pratico, come di diceva in passato, cosa dovremmo fare? Smontare casa e portarla altrove? Trasferirci in massa? Francamente non lo so. C'è una Napoli di qualità che comprende, cerca di lottare e lotta, non fosse altro che per arrivare fino a sera senza incontrare una pallottola vagante, senza farsi rubare l'auto, senza farsi imbrogliare da nessuno, senza incanalare il proprio denaro pulito in circuiti sporchi, anche solo pagando il parcheggiatore abusivo o comprando gli innumerevoli DVD e CD falsi che ci sono in giro. E fa tutto questo, badate bene, mentre lavora con lo stesso impegno e gli stessi orari di un milanese o di un veneto e paga le sue stesse tasse, senza ricevere in cambio, in termini di servizi, sicurezza e tranquillità, manco un quinto di quel che riceve un cittadino che risieda a nord del Garigliano. Tanti di noi si agitano e producono quanto un "cummenda", dovendo in più trovare l'entusiasmo ed il tempo (sottraendoli a se stessi) di neutralizzare l'handicap ambientale. E' facile, così, diventare fatalisti o rassegnati. Siamo sempre soli, a doverci risolvere da noi i mille problemi della quotidianità nei mille casi in cui lo Stato (che pur in diverse cose si impegna), virtualmente non c'è o se c'è guarda forse altrove. E soprattutto, sempre soli mentre guardiamo i nostri troppi concittadini che si arrangiano e se ne fregano allegramente di regole e leggi. Mica è facile, sapete, resistere alla tentazione di entrare nel flusso della sotto-legalità? Ricordo sempre con grande ilarità due milanesi (Saket, perdonami) che una mattina di una decina d'anni fa, alla fermata dell'autobus vicino al Padiglione Sforza del Policlinico Univeristario, si lamentavano come iene perchè l'autobus ritardava di tre (!!!) minuti, e minacciavano lamentele ed esposti. Ed io che da ragazzo, per andare al liceo, aspettavo anche due ore l'autobus, se passava.... Per fare le cose giuste, i Napoletani ligi alle leggi (e ce ne sono tanti) dovrebbero andare in giro con all'occhiello della giacca i nastrini delle campagne, come i vecchi partigiani. Ed essere rispettati e favoriti come reduci di guerra (quella della quotidianità, ovviamente). Ma alla fine, se scoppia il Vesuvio ('a muntagna, come dice la nostra gente), ci organizzeremo. Ci sarà qualcuno che metterà su a prezzi modici un'evacuazione parallela; qualcun'altro troverà il modo di arrostire wurstel con l'alito rovente del vulcano per venderli ai profughi; altri raccoglieranno lapilli da sbolognare, a bocce ferme, ai turisti giapponesi; altri ancora cominceranno a fregarsi le mani intravvedendo il business della ricostruzione. E molti moriranno, tra le urla e gli strepiti coreografici e la granitica sopportazione di chi resta. Ed il mare del Golfo, col suo immutabile sciacquio, porterà lontano un'altra storia della mia Città.
Rispondi
Re: Da qui...
di PierluigiMaisto [user #20005]
commento del 13/01/2010 ore 22:3
Il pollice in su è mio,e voglio motivarlo.La tua è un'analisi lucida di quello che siamo.Siamo legati a queste strade,alle luci delle case che si stagliano sul Golfo,ai vicoli che brulicano di fervente attività mentre nelle case ancora si dorme,ai tanti inconvenienti che pure fanno parte di noi,che anche il solo pensare di essere spostati come pedine da un capo all'altro del paese ci fa trasalire. "Ma alla fine, se scoppia il Vesuvio ('a muntagna, come dice la nostra gente), ci organizzaremo." Esatto,Come secoli di storia,del resto,insegnano.
Rispondi
Due risposte: la prima
di lorenzof [user #17952]
commento del 14/01/2010 ore 00:0
La prima risposta riguarda la vita di che nonostante tutto sceglie di rimanere a Napoli, Vesuvio a parte. Così come è troppo facile essere pessimisti oggi, e deprimersi, e a chi cerca di tirarsi su comunque va quindi riconosciuto un merito speciale, a maggior ragione spetterebbe un'orificenza al merito a chi cerca di esercitare la sua cittadinanza nella legalità dove lo Stato è lontano, senza compromessi almeno rispetto quelli che sono i pilastri fondamentali della virtù civica. E non scappa altrove, magari. Sono anche sicuro che parte della vita di Napoli rappresenti un tesoro inestimabile da preservare con tutte le nostre forze.
Rispondi
Re: Due risposte: la prima
di jebstuart [user #19455]
commento del 14/01/2010 ore 00:0
Esattamente quel che hai riassunto. Grazie per la solidarietà :-) A volte diventiamo lamentosi e malinconici. Ma siamo veramente stanchi di tutto ciò.
Rispondi
Re: Due risposte: la prima
di lorenzof [user #17952]
commento del 14/01/2010 ore 00:3
Non so dove prendi tanta forza, seriamente.
Rispondi
...La seconda
di lorenzof [user #17952]
commento del 14/01/2010 ore 00:1
Esiste senz'altro un'area piuttosto ben circoscrivibile, che in caso di eruzione subirebbe i danni più devastanti in un tempo brevissimo. Sarebbe quell'area da cui scappare potrebbe essere impossibile. Non ho strumenti per quantificare l'estensione di questa area, ma i professionisti del campo sì. Ipotizzo che si possa trasferire la popolazione che abita la zona suddetta.
Rispondi
E una terza, più fastidiosa
di lorenzof [user #17952]
commento del 14/01/2010 ore 00:3
Premessa. Vivo a Civitavecchia, un luogo che subisce da 40 e più anni una servitù energetica nefasta per il suo impatto sanitario, ambientale, ma anche politico ed economico (per le corti del malaffare che sempre più si affollano attorno a cantieri e porto). Quando Bersani impose al mio territorio già vessato, pochi anni fa,, anche la riconversione a carbone dei gruppi di TVN (enel), calpestando la volontà della popolazione del comprensorio, creando all'uopo strumenti legislativi per agire in deroga alle normative che avrebbero potuto bloccare questo processo di riconversione, ci rispose che dovevamo accettarlo per via dell'interesse strategico nazionale della centrale TVN. Il nostro sacrificio per lo Stato, ancora, dopo 40 anni, invece di lasciarci in pace. E non sto a dilungarmi sullo schifo che questa terra sta diventando grazie a fonti di inquinamento sempre più gravose (porto, centrali etc) e alle infiltrazioni mafiose nella politica e nell'economia. Per due motivi mi arrischio a parlare e insistere su questi temi. In caso di eruzione saranno la società Italiana e la Comunità europea a stanziare i fondi per la ricostruzione. Parlo come cittadino che devolve una parte della sua salute e del suo benessere allo Stato (alla comunità? non so) più alta della media. Ci tengo a far capire che la decisione riguardo a questo problema non può essere lasciata solo alla comunità locale. Per quanto estremamente fastidioso e antipatico sia il principio di "affermazione dell'interesse nazionale prevalente su quello locale", specie in tempi in cui lo Stato si ricorda solo di ciò di cui gli fa comodo quando gli fa comodo, nondimeno io come cittadino non vorrei dover ascoltare un giorno il bollettino di una catastrofe annunciata. Chiaramente speriamo che il pericolo resti lontano e il Vulcano si spenga, ma non mi basta la speranza. Mi scuso, Jeb, per il tono che può essere sembrato polemico, e per l'insistenza. Fuor di metafora, a un lettore esterno posso sembrare anche non poco stronzo per il tono delle mie parole, però su certe cose è bene parlare chiaramente. Spero che non vi sentirete colpiti per questo.
Rispondi
Re: E una terza, più fastidiosa
di jebstuart [user #19455]
commento del 14/01/2010 ore 00:4
Non devi scusarti, Lor. Le tue argomentazioni sono condivisibili, tanto più che gli amministratori locali in più di un'occasione hanno dato prova di avere scarsissime capacità organizzative e gestionali. Credo tuttavia che tu sfondi una porta aperta, nel senso che chiunque di noi abbia un po' di buon senso, farebbe salti di gioia se una task force nazionale, con reali poteri esecutivi, prendesse in mano la situazione e la risolvesse, con minimo dispendio di vite e denaro pubblico. Personalmete, infine, a patto venisse individuata una collocazione alternativa di pari livello urbanistico-edilizio e sostenibile sul piano emotivo ed affettivo, sottoscriverei anche il ricorso alla forza per mettere in sicurezza (nel corso dei giorni/mesi/anni che ci separano dall'eventuale e malaugurato evento) le popolazioni direttamente minacciate. Come hai potuto leggere qui ed altrove, amo fortemente Napoli, ma credo ugualmente che la si possa amare con la stessa intensità sia a cinquecento che a cinquemila metri dal vulcano. Non puoi ignorare, però, che qualsiasi provvedimento (riedificazionei in sicurezza, trasferimento coatto delle popolazioni vesuviane, evacuazione pro-tempore e così via) avrebbe le dimensioni di un esodo biblico ed un alta probabilità di insuccesso logistico a breve e medio termine, con conseguenze imprevedibili sul piano dell'ordine pubblico Forse qualcuno, là dove si puote quel che si vuole, si è fatto da tempo proprio questo conto, ed ha deciso di giocarsi l'azzardo astenendosi da qualsiasi intervento.
Rispondi
Re: E una terza, più fastidiosa
di lorenzof [user #17952]
commento del 14/01/2010 ore 00:5
Sarebbe cosa molto difficile, sono con te e Pierluigi nel riconoscerlo, e su tutto quello che qui affermi. Immagino anche si tratti per voi persone di una certa cultura, di una porta aperta e sfondata, ma le informazioni che mi vengono dal lavoro della prof.ssa sopra citata (che ha insegnata all'Orsola Benincasa Pedagogia Generale ed ora è mia tutor) indicano una diffusa tendenza alla rimozione del problema tra la popolazione.
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Re: E una terza, più fastidiosa
di Kata_ts [user #2290]
commento del 14/01/2010 ore 16:3
Qui abbiamo appena iniziato la 'guerra' al termovalorizzatore, come lo chiamano loro, per me è solo una bomba atomica a lungo termine in Italia, vista la manutenzione che richiedono queste centrali e che in Italia sicuramente NON faranno !!! che vogliono mettere nel golfo, inquinando e mandando a puttane tutta la fauna marine, per non dire l'inquinamento ambientale che ne conseguirà ... e sappiamo già che è persa, per cause "politiche" ovviamente ;((( In più aggiungi le centrali termonucleari ........ idem come sopra, in Italia non avranno la manutenzione ORDINARIA che DEVONO avere percui saranno di fatto atomiche a scoppio ritardato ..... 2010 SaluToneS
Rispondi
di inceneritori si muore
di lorenzof [user #17952]
commento del 14/01/2010 ore 16:4
Aggiungo, purtroppo, che di inceneritori si muore, ma i dati vengono falsificati. vai al link Per far funzionare i "termovalorizzatori" (che sono delle scemenze in termini di spreco energetico e impatto sanitario) serve CDR appositamente realizzato mediante una raccolta differenziata sistematica e ben fatta. Il che non accade in tutto il centrosud, e anche al nord in modo non abbastanza rigoroso. Quindi produce diossina e altri inquinanti cancerogeni.
Rispondi
Re: di inceneritori si muore
di Kata_ts [user #2290]
commento del 14/01/2010 ore 17:0
a 'loro' non interessa questo ........ figurati !!! E' molto probabilmente l'ULTIMA loro "preoccupazione" ;((( - su questo puoi star certo ! I fatti sono questi. Comunque andrà ..... io prenderò le MIE decisioni. SaluToneS
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E' significativo che
di lorenzof [user #17952]
commento del 14/01/2010 ore 00:2
Che voi amici intervenuti in questa discussione anche appassionata apparteniate quasi tutti all'area prossima a quella più interessata. Apprezzo questo sforzo, sarebbe stato più semplice ignorare il post e passare oltre.
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Re: E' significativo che
di Cukoo [user #17731]
commento del 14/01/2010 ore 01:2
Occhio Lorenzo che c'è chi legge e non interviene, ma non per questo non partecipa.
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Re: E' significativo che
di lorenzof [user #17952]
commento del 14/01/2010 ore 01:3
:-) scusa anche a te per l'indelicatezza, dev'essere per via di un certo mio nervosismo di oggi. Mi sorprendevo che comunque proprio i diretti interessati fossero scesi "in massa" a dire la loro. Notte Del!
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E' significativo che
di naven [user #21419]
commento del 14/01/2010 ore 19:2
.....
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Io spero sempre che
di mytele [user #19958]
commento del 14/01/2010 ore 09:5
Io spero sempre che un mattino l'Italia si svegli senza calcio e televisione e... e.. gli italiani si sveglierebbero da un lungo torpore per non dire letargo e aprendo gli occhi si accorgano in che meraviglia di paese abbiamo la fortuna di vivere... chissà forse ... molti problemi si affronterebbero con più coscenza. Un saluto a tutti gli amici under Vesuvio :-))))
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Re: Io spero sempre che
di Kata_ts [user #2290]
commento del 14/01/2010 ore 16:1
quanto siamo simili in questi "pensieri" mytele !!!! Tanto ma tanto ;) 2010 SaluTOneS
Rispondi
Re: Io spero sempre che
di mytele [user #19958]
commento del 14/01/2010 ore 17:3
:-))
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Caro lorenzof
di Kata_ts [user #2290]
commento del 14/01/2010 ore 16:2
...... dov'è la nostra 'saggezza' !? E' solo 'potenziale', come hai detto tu, ma quello che conta, SEMPRE, sono gli atti, i fatti ! L'evidenza si vede, ed è inutile confutarla. Chi sà chi vedrà o vivrà quei momenti ..................... forse noi ..... forse mia figlia !?? .. forse i miei nipoti ?!?! 2010 SaluTones
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