di perrynason [user #17170] - pubblicato il 19 dicembre 2009 ore 00:31
Col naso appiccicato alla finestra guardo la neve che scende sotto al cono di luce di un lampione. Il cortile è già bianco, sono sereno e contento. La neve mi fa questo effetto da che ho memoria. Prendo l'acustica e mi siedo. Non faccio in tempo a suonare le prime note che ho uno strano sussulto e improvvisamente sento il bisogno di dare forma a una visione confusa. Da un po' di tempo ho questi improvvisi cortocircuiti di memoria. Oggetti o situazioni innescano una serie velocissima di pensieri che esplodono in un ricordo. L'altro giorno è stata la pedalboard di jebstuart coi suoi pedali colorati (le mie macchinine...), questa sera neve e chitarra. Vado allo scaffale dei vecchi LP e scorro i dorsi delle copertine col dito. Eccolo lì!
Uno di quegli oggetti che devono aver seminato nel mio subconscio mooolto tempo addietro, con effetti a lunghissimo periodo. Neve e chitarra (oltre al piacere che ancora provo ad indossare vecchi jeans e scarponi...). E noto pure che sulla paletta della chitarra c'è lo stesso "torch inlay" che campeggia sulla mia! E mi viene in mente una recensione di Accordo sulla recente riedizione di quella Martin! (www.accordo.it/articles/2009/06/23904/martin-0-45-stephen-stills-ltd.html).
Stephen Stills, 1970. Gran disco! Brani consigliati: "Love the one you're with" e "Black Queen" in versione acustica. Ascoltando bene tra le righe (del pentagramma) si comprende il desiderio che espresse Stills in una delle sue prime interviste: fare il bassista nella band di Jimi Hendrix...
Mi sento bene.