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Una notizia
di
Mario Monteleone
[user #10]
- pubblicato il
18 dicembre 2009 ore 17:39
Caro giovane musicista,
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Ad majora.
M
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Hmm
di
lorenzof
[user #17952]
commento del
18/12/2009 ore 18:3
Seriamente? Dipende dalle emittenti e dal programma. Se una radio lascia intatta la sua programmazione e poi infila uno spazio di sola musica italiana dalle 23 alle 4 di mattina per fare media e arrivare al 30%, il tutto è ridicolo. Se questo si dovesse tradurre in una maggiore energia spesa per trovare talenti italiani, questo potrebbe mettere in moto qualcosa di positivo. Ma le radio non accetteranno mai. Quelle maggiori, almeno: che prendono pacchetti promozionali e di artisti dalle major, e quindi non mi risulta siano del tutto libere di scegliere la loro programmazione. Hanno N passaggi giornalieri di N artisti, che non scelgono in modo completamente libero. Della serie "se vuoi passare lady gaga ti becchi anche tizio e caio e li passi N volte al giorno tutti e poi ti mando l'artista a registrare il jingle e a fare l'intervista e ti dò i biglietti per i concerti da regalare etc etc". Un circuito, un sistema. Quindi come si fa a imporre dall'alto questa quota? Boh, ci si può pensare, l'idea forse non è marcia in nuce.
vai al link
il sondaggio su Repubblica mostra una maggioranza di contrari a questa possibilità. La Moratti però non posso proprio vederla NB: a patto che si parli genericamente di musicisti con nazionalità italiana, NON che debbano cantare in italiano
Rispondi
Re: Hmm
di
Mario Monteleone
[user #10]
commento del
18/12/2009 ore 18:3
Copio e incollo dal mio profilo FaceBook. A mio parere non ha senso introdurre una norma simile. Grazie ai tagli passati e recenti del Ministero della Pubblica Istruzione, molti conservatori pubblici hanno chiuso, e la musica in Italia non la studia quasi più nessuno. Prima di proporre una norma simile, bisogna creare i musicisti italiani, ovvero dar loro modo di studiare la musica come si deve, e in strutture pubbliche. Altrimenti questo rimarrà solo uno dei tanti slogan.
Rispondi
Re: Hmm
di
lorenzof
[user #17952]
commento del
18/12/2009 ore 18:4
Ah sono d'accordissimo: una decisione simile va presa in ottica di sistema. Però, visto che potrebbe essere a costo quasi 0, intanto può dare una spinta. Quindi non vedo motivi, per ora, per contrastare questa proposta. Aggiungo un altro "uhmm" come postilla La mia donna (sì, lo sa che la chiamo così ;-) ci ha passato quindici anni nei conservatori, e indirettamente li ho conosciuti anche io. Un mondo ributtante, dal valore DEformativo. Se l'Università è criticabile, il Conservificio è da demolire e rifondare. Tra giovani e coetanei di mia conoscenza, per chiunque abbia avuto contatti col Conservatorio, questi hanno avuto in genere un carattere traumatico, con una quantità misera di eccezioni. E di musicisti emigrati ce ne son più che ricercatori. In conclusione, credo che prima di occuparci del Conservatorio, sarebbe d'OBBLIGO inserire la musica lungo tutta la scuola dell'obbligo. Peraltro, da quando questo rilascia titoli di laurea in percorsi quinquennali, in assenza dei licei coreutici (!) si stanno ammettendo al triennio "cani e porci", il livello si è abbassato vertiginosamente, e le tasse sono diventate molto alte. E' chiaro: se per avere fondi devono avere tanti iscritti, abbassano il livello. La conosciamo da decenni questa solfa.
Rispondi
Re: Hmm
di
Mario Monteleone
[user #10]
commento del
18/12/2009 ore 18:5
Hai perfettamente ragione. La cosa più importante, tuttavia, sarebbe rendersi conto della complessità del progetto (cioè trovare le persone giuste in grado di gestirlo come si deve). Ad esempio, bisognerebbe ricominciare a considerare la musica come l'essenza di una manifestazione comunicativa artistica, in cui gli abiti glamour o di tendenza - contro cui non ho nulla - passino in secondo piano. In pratica, se si parla di musica, allora che ci sia la musica prima di tutto. Poi ben venga tutto il resto, ma in secondo piano. Coniamo un motto :-D: "Se sei Jimi Hendrix, hai il diritto di vestirti da Jimi Hendrix. Ma vestirti da Jimi Hendrix non ti basterà mai per essere un grande chitarrista." :-D
Rispondi
Re: Hmm
di
lorenzof
[user #17952]
commento del
18/12/2009 ore 18:5
;-D Non voglio portar male, ma al contrario ho l'impressione che tra poco vedremo Conservatori intitolati a Maria De Filippi AAAAGGHHH Voglio scendereeee...
Rispondi
Re: Hmm
di
HighwayStar
[user #17218]
commento del
19/12/2009 ore 02:0
Ma secondo me piglieranno fuoco che è una meraviglia, in senso figurato, non sia mai:-)
Rispondi
Loggati per commentare
Re: Hmm
di
plettrox
[user #6758]
commento del
19/12/2009 ore 07:5
Questo intervento me lo stampo e lo farò leggere a tutti quelli che conosco,anzi a tutti quelli che incontro. ;);)
Rispondi
In radio va passata
di
iarwain
[user #19541]
commento del
18/12/2009 ore 18:5
In radio va passata la bella musica, non quella che fa molto "nazionalista" solo perchè è italiana. Venga passata la bella musica quindi, che sia inglese, americana, italiana o cecoslovacca. Ma non succederà mai. Le radio, come le case discografiche, come le televisioni, come gli stessi "artisti", tra virgolette più grandi della parola, guardano ai soldi che intascano, e da quando hanno scoperto la formula "pop star di bell'aspetto+ canzoncina di merda da hit parade = soldi a palate" non se ne staccano più... ma chi prendiamo in giro, vedete davvero tutta questa speranza? Che ca**o credete che passino in radio, le Orme? No, oh no... E poi dubito fortemente che la Moratti capisca qualcosa di Musica. Sennò sarebbe una persona migliore.
Rispondi
Re: In radio va passata
di
Mario Monteleone
[user #10]
commento del
18/12/2009 ore 19:2
E nel processo che tu hai evidenziato - per altro ben descrivendo la realtà dei fatti - per il concetto di "musica come arte" sembra non esserci spazio. Perciò, la soglia del 30% che si vuole introdurre è semplicemente un espediente di tipo commerciale.
Rispondi
Re: In radio va passata
di
luvi
[user #3191]
commento del
19/12/2009 ore 01:3
Il punto è proprio questo! In Francia quella norma ha un senso perché viene riconosciuto a chi lo dimostra lo "status" di artista... la Francia investe da anni sui propri artisti e non solo (come dimostra il fatto che eccellenti musicisti italiani, uno su tutti Paolo Fresu, sono andati a vivere in quel paese), permettendo loro di "vivere della propria arte". Quindi hanno ormai un patrimonio creativo di grande qualità che merita di essere difeso e sostenuto. In Italia, questo mi pare solo un tentativo poco velato di favorire i personaggi lanciati dai reality show del momento e soprattutto le holding commerciali e le produzioni discografiche che con essi (non sapendo cercare di meglio) si sostengono... Una tristezza profonda. E intanto, ci ritroviamo il rampollo dei Savoia tra i partecipanti del prossimo Sanremo, ci rendiamo conto???
Rispondi
Re: In radio va passata
di
Nightlock
utente non più registrato
commento del
19/12/2009 ore 17:5
Una domanda e una precisazione Domanda : Ma veramente un rampollo di quella schifosissima famiglia và a Sanremo? tristissimo.... Precisazione: E' vero che Fresu vive (non sò se tuttora) in Francia,ma è anche vero che ama tantissimo la sua terra d'origine (che guarda caso è anche la mia) ed è felicissimo di aiutare il suo paesino natio,infatti organizza da diversi anni un festival di musica jazz importantissimo che richiama migliaia di persone...
Rispondi
Re: In radio va passata
di
luvi
[user #3191]
commento del
19/12/2009 ore 19:5
* * * Domanda : Ma veramente un rampollo di quella schifosissima famiglia và a * * * Sanremo? tristissimo.... Pare proprio di sì... per di più in coppia con Pupo!! Se vuoi intristirti per davvero leggi quà:
vai al link
La precisazione su Fresu è sacrosanta... So del festival che ha regalato notorietà internazionale al suo paese natìo. D'altra parte non volevo dire che avesse abbandonato l'Italia tout court, ma che sia stato costretto a trasferirsi in Francia (come tanti altri) per potersi dedicare alla musica a tempo pieno, invece di dover fare un doppio lavoro di qualche genere per poter sopravvivere. ;-)
Rispondi
mah !!
di
Kata_ts
[user #2290]
commento del
18/12/2009 ore 20:3
per adesso ... solo PAROLE !! ;)) E dato che è "politica" .... non ci credo SaluTOneS
Rispondi
posso dire.. mi semb
di
hivez
[user #9272]
commento del
19/12/2009 ore 00:0
posso dire.. mi sembra una di quelle trovate tipo quote rosa in parlamento..
Rispondi
Scusate un attimo,ma
di
Nightlock
utente non più registrato
commento del
19/12/2009 ore 17:4
Scusate un attimo,ma questa voi non la trovate una trovata da stato fascista? boh! già è difficile trovare un programma decente (io quà in Sardegna non ho praticamente radio da ascoltare) e adesso vogliono obbligare tutte le radio a mandare avanti le solite canzoncine italiote? (che mi possono anche piacere,ma non le voglio ascoltare 24 ore su 24 per tre o quattro mesi di fila!!!!)...scusate la volgarità ma vaffanculo,che pensino a questa fottutissima crisi,stiamo diventando un paese del terzo mondo!!! altro che obbligare la gente ad ascoltare musica italiana....
Rispondi
Re: Scusate un attimo,ma
di
luvi
[user #3191]
commento del
19/12/2009 ore 20:0
Infatti il problema non va posto in termini di "nazionalità", ma casomai di qualità! Che da domani le radio siano obbligate per legge a mandare in onda una certa percentuale di mondezza "made in Italy", oltre a quella straniera, non mi pare che sia un gran progresso. Il problema sta semmai molto più a monte ed è prettamente culturale: comincia dalla didattica, dalle politiche delle pubbliche amministrazioni, dai locali, dalla discografia, per finire al ruolo delle radio ed a quel che propongono i media in genere. Dietro a tutto questo, imho, c'è il ruolo della musica relegato a puro business, oggetto di consumo di massa di bassa qualità, italiana o straniera che sia... ;-)
Rispondi
Re: Scusate un attimo,ma
di
Kata_ts
[user #2290]
commento del
20/12/2009 ore 17:3
*** Il problema sta semmai molto più a monte ed è prettamente culturale: comincia dalla didattica,*** Quale ?!?! La scuola parli !? ** dalle politiche delle pubbliche amministrazioni,*** Quali ?! *** dai locali,*** Purtroppo risentono dell regole 'politiche' alla fin fine ;( *** dalla discografia, *** Quale ?!?! ***per finire al ruolo delle radio ed a quel che propongono i media in genere.*** Come SEMPRE quel che DEVONO tasmettere !!!!!!! ***Dietro a tutto questo, imho, c'è il ruolo della musica relegato a puro business, oggetto di consumo di massa di bassa qualità, italiana o straniera che sia*** L'unica cosa che interessa veramente ;((( SaluTOnes e nuovamente AUGURI
Rispondi
Re: Scusate un attimo,ma
di
luvi
[user #3191]
commento del
20/12/2009 ore 18:1
Parlo della didattica musicale in genere, quella che manca o che viene fatta con i piedi nella scuola dell'obbligo, così in tante scuole di musica... e quella della carta stampata, i cui autori vedo spesso molto più attenti all'auto-incensazione, che a cercare di trasmettere davvero le cose che contano in modo chiaro e comprensibile. Le pubbliche amministrazioni non si capisce bene (almeno dalle mie parti, non conosco tutta l'Italia) se perché lasciate senza fondi ormai del tutto, o perché incapaci (forse per entrambi i motivi) hanno praticamente smesso da anni di fornire spazi ai giovani e di proporre manifestazioni nelle quali potersi esibire... Ormai i ragazzi suonano solo nei locali (per lo più gratis), anche se il livello dello spettacolo è al di sotto di quello della "prova in cantina", senza ritegno e con buona pace di qualità e professionalità. Chi ha il mestiere in mano, finisce col doversene inventare un'altro perché non può reggere economicamente la "concorrenza" e men che meno contare su gestori interessati a qualificare l'offerta del proprio locale con musicisti professionisti (che ovviamente hanno un costo diverso da "gratis"). Le norme fiscali sulla "regolarizzazione del mondo dello spettacolo", introdotte da una politica totalmente ignara dei problemi e delle dinamiche di questo settore, hanno dato il colpo di grazia definitivo, come se ce ne fosse stato bisogno. La discografia, hai ragione anche qui, è inesistente da anni, non è un problema recente... il panorama attuale è solo lo stadio terminale della malattia e francamente vedrei volentieri una rapida glaciazione che spazzasse via definitivamente anche gli ultimi dinosauri ancora in piedi. Così come le radio ormai da tempo non svolgono più un ruolo propositivo della musica di qualità o di quella che non ha voce, ma si limitano a trasmettere ciò che è più economicamente vantaggioso. Ciò che fa impressione è come questo sistema sia splendidamente funzionale ad una sempre più diffusa ignoranza riguardo alla musica, alla sua storia ed ai suoi protagonisti. Tutti sanno chi sia Leona Lewis (nulla contro di lei, è solo un esempio), ma probabilmente sempre molti meno sanno chi sia John Mayall o Charlie Parker... L'unico elemento che incrina questo muro di tristezza è, per paradosso, la circolazione della musica "gratuita" (diciamo così) nei formati compressi e non, che manda in crisi l'intero sistema di produzione finalizzata al puro profitto e dovrebbe (teoricamente) favorire un peso maggiore della musica live (che finalmente renderebbe giustizia a chi la sa fare)... Disgraziatamente, però, la scarsità di fondi distrugge anche quel poco di sano che ancora il sistema è in grado di offrire ed il resto non trova comunque voce... se ne uscirà mai?
Rispondi
Re: Scusate un attimo,ma
di
Kata_ts
[user #2290]
commento del
20/12/2009 ore 20:1
io lo sapevo già che abbiamo gli stessi IDENTICI punti di vista su questi argomenti ! ;) Concordo su tutto Luvi, ... purtroppo chi 'constata' alcuni FATTI arriva alle stesse conclusioni. Pace & Bene ;D SaluToneS
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