Rieccomi per raccontarvi le mie impressioni,a caldo, sul mio nuovo acquisto.
Per chi non lo sapesse già, si tratta di un’ Ibanez Artcore Ags83b su cui trovate già un bell’articolo nel sito, con tanto di video
quindi mi limito a raccontarvi le mie impressioni, per chi possa essere interessato.
Giusto per mettere le cose in chiaro e toglierci il dubbio: per quanto mi riguarda, ogni singolo euro speso per questa chitarra (pochi peraltro, intorno ai 400 mi pare, nuova) è giustificato da quello che ci si ritrova tra le mani.
Beh! Inutile commentare l’aspetto estetico che è a dir poco favoloso (almeno secondo me). Belle le venature del sicomoro ben in vista e in più in questa versione non ci troviamo di fronte alla verniciatura caramellosa presente sulla maggior parte delle artcore, che a qualcuno dà fastidio. Azzeccata la scelta del binding nero che corre tutt’attorno al body, al manico ed alle effe. Bello anche l’hardware brunito, anche se a detta di qualche possessore tende a perdere la “brunitura” dando un aspetto più vissuto, ma di questo mica qualcuno qui si è mai lamentato? Sulla mia c’è giusto un lieve cenno sul selettore dei pick…vedremo!
Per quanto riguarda la parte tecnico-costruttiva, beh! Sono rimasto meravigliato. Il manico è un’autostrada veloce (forse un po’ troppo piatto) molto “facile” e comodo ed i bending non tendono a spegnersi facilmente.
Anche la verniciatura retro manico e molto ben levigata al tatto e non tende per niente a frenare la mano!
La tastiera risulta molto ben intonata su tutti i tasti (controllati ad uno ad uno con l’accordatore elettronico). Mi sono divertito a buttar giù accordi su tutta la tastiera controllando con l’accordatore … niente da dire : )
L’action (non so se settata in questo modo dal vecchio proprietario o uscita così di fabbrica) risulta molto molto bassa senza avere particolari buzz, almeno che non si pesta come un fabbro incazzato con il plettro… per ora la tengo così, ma forse preferirei averla un pelino più alta!
Meccaniche e ponte fanno degnamente il loro lavoro, e dopo aver montato corde nuove con un po’ di stretching l’accordatura tiene bene.
L’unica perplessità mi è spuntata fuori guardando capotasto e toccando il legno della tastiera.
Il capotasto in plasticaccia risultava un po’ troppo alto rispetto ai solchi delle corde, ed i solchi un po’ troppo stretti per “le funi d’acciaio” che ci sono montate. Forse un giorno arriverà un bel capo in graphite.
La tastiera invece risultava non troppo rifinita (vedi liscia) ed un po’ disidratata (santo olio d'oliva).
Niente che non si potesse risolvere definitivamente con un’ oretta di lavoro!!! Fatto, ora è una goduria … forse al prossimo cambio corde allargherò solo un tantino ancora i solchi per lasciare un po’ più libere di vibrare le “funi d’acciaio”.
Perché parlo di funi d’acciaio? Il vecchio proprietario ci aveva montato delle cocco strings (si chiamano così?) 0,11 e vedendo che non trovavo difficoltà ho provato a montarci delle Ernie Ball 0,11 … fino a ieri era impensabile per me fare bending con qualcosa di più grosso delle 0,09 (però è chiaro che vengo da scala fender).
Interessante anche l’incavatura nel retro cassa che agevola quando si va verso la fine del manico, ed i 22 tasti risultano tutti facilmente raggiungibili!
Il suono acustico è decisamente bello e ricco di armoniche (più acustico con le Cocco, un po’ meno con le Ernie) anche se il volume da spenta non è gran che, ma stiamo parlando di cassa molto stretta con blocco solido centrale, quindi …
Se almeno uno di voi è riuscito ad arrivare a fine pagina rimetto qualche altra foto, e vi rimando alla terza ed ultima parte sui pickup che ancora non conosco perché ho appena preso l’ampli dall’ex sala prove ( e sì ex, stasera fine del gruppo per mancata serietà di due elementi : ( vabbè per noi tre la storia continua … speriamo)
P.S. azz quanto ho scritto!!! Sorry ; )
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