Dall'unione sarda:
dipendenti del colosso multinazionale dell'alluminio hanno occupato lo stabilimento di Portovesme dopo l'annuncio della sospensione delle attività. Nessuno dei dirigenti dell'Alcoa che si trovano all'interno sarebbe stato costretto contro la sua volontà.
Sono riuniti in assemblea assieme con i dirigenti e i sindaci del territorio i 400 operai che dal primo pomeriggio hanno occupato lo stabilimento Alcoa di Portovesme, nel sulcis-iglesiente. I cancelli restano bloccati in entrata e uscita, mentre davanti alla fabbrica arrivano altri operai convocati dalle organizzazioni sindacali. Nello stabilimento sono stati richiamati anche gli operai in turno di riposo per organizzare, dopo l'occupazione, altre forme di protesta. Molti degli operai sono appena rientrati dalla trasferta romana di mercoledì scorso, al termine della quale il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola aveva fornito garanzie sul proseguimento dell'attività. Nessuno dei dirigenti dell'Alcoa che si trovano all'interno dello stabilimento sarebbe stato costretto contro la sua volontà. Le dichiarazioni in questo senso, è stato spiegato da fonti sindacali e delle forze dell'ordine, sono scaturite dall'esasperazione di alcuni manifestanti.
I DIRIGENTI. Continua l'occupazione della fabbrica di Portovesme e insieme agli operai ci sono anche i dirigenti della multinazionale dell'acciaio. I lavoratori hanno occupato anche la direzione e hanno chiesto ai responsabili dell'azienda di partecipare all'assemblea. I dirigenti hanno accettato di buon grado di assistere a questa fase della protesta e sono anche intervenuti al dibattito. Sul tema della eventuale fermata degli impianti gli operai sono categorici: "Questa è la fabbrica che ci dà da mangiare e qui non si ferma nulla nemmeno se dovessero arrivare precise disposizioni". La tensione è alle stelle: "Siamo stanchi di ricevere promesse a cui non seguono fatti concreti - hanno aggiunto - andremo via solo quando saremo certi che la soluzione è stata davvero trovata".
Venerdì 20 novembre 2009 17.44
Intanto al tg3 sento che anche la Fiat prevede la chiusura di altre fabbriche in Italia....E' ORA DI FINIRLA C...O!!! SE SOCIETA' ITALIANE NON PRODUCONO IN ITALIA NON DEVONO VENDERE,PUBBLICIZZARE E PRENDERE FINANZIAMENTI DALLO STATO ITALIANO!!!!!!
3 e 25 del mattino,rientro a casa e dò un'occhiata su youtube,la dichiarazione degli operai della Alcoa,la pubblico,fatevi un'idea: SE UN UOMO E' COSTRETTO A FARE UNA DICHIARAZIONE SIMILE MASCHERATO COME UN TERRORISTA VUOL DIRE CHE E' STATO PORTATO AL LIMITE.....