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Stabilimento Alcoa di Portovesme occupato dai lavoratori!

di Nightlock [user #10977] - pubblicato il 20 novembre 2009 ore 19:04
I dipendenti del colosso multinazionale dell'alluminio hanno occupato lo stabilimento di Portovesme dopo l'annuncio della sospensione delle attività. Nessuno dei dirigenti dell'Alcoa che si trovano all'interno sarebbe stato costretto contro la sua volontà.

Dall'unione sarda:


dipendenti del colosso multinazionale dell'alluminio hanno occupato lo stabilimento di Portovesme dopo l'annuncio della sospensione delle attività. Nessuno dei dirigenti dell'Alcoa che si trovano all'interno sarebbe stato costretto contro la sua volontà.  

Sono riuniti in assemblea assieme con i dirigenti e i sindaci del territorio i 400 operai che dal primo pomeriggio hanno occupato lo stabilimento Alcoa di Portovesme, nel sulcis-iglesiente. I cancelli restano bloccati in entrata e uscita, mentre davanti alla fabbrica arrivano altri operai convocati dalle organizzazioni sindacali. Nello stabilimento sono stati richiamati anche gli operai in turno di riposo per organizzare, dopo l'occupazione, altre forme di protesta. Molti degli operai sono appena rientrati dalla trasferta romana di mercoledì scorso, al termine della quale il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola aveva fornito garanzie sul proseguimento dell'attività. Nessuno dei dirigenti dell'Alcoa che si trovano all'interno dello stabilimento sarebbe stato costretto contro la sua volontà. Le dichiarazioni in questo senso, è stato spiegato da fonti sindacali e delle forze dell'ordine, sono scaturite dall'esasperazione di alcuni manifestanti.

I DIRIGENTI. Continua l'occupazione della fabbrica di Portovesme e insieme agli operai ci sono anche i dirigenti della multinazionale dell'acciaio. I lavoratori hanno occupato anche la direzione e hanno chiesto ai responsabili dell'azienda di partecipare all'assemblea. I dirigenti hanno accettato di buon grado di assistere a questa fase della protesta e sono anche intervenuti al dibattito. Sul tema della eventuale fermata degli impianti gli operai sono categorici: "Questa è la fabbrica che ci dà da mangiare e qui non si ferma nulla nemmeno se dovessero arrivare precise disposizioni". La tensione è alle stelle: "Siamo stanchi di ricevere promesse a cui non seguono fatti concreti - hanno aggiunto - andremo via solo quando saremo certi che la soluzione è stata davvero trovata".

 

Venerdì 20 novembre 2009 17.44

 

 

Intanto al tg3 sento  che anche la Fiat  prevede la chiusura di altre fabbriche in Italia....E' ORA DI FINIRLA C...O!!! SE SOCIETA' ITALIANE NON  PRODUCONO IN ITALIA NON DEVONO VENDERE,PUBBLICIZZARE E PRENDERE FINANZIAMENTI DALLO STATO ITALIANO!!!!!!

 

3 e 25 del mattino,rientro a casa e dò un'occhiata su youtube,la dichiarazione degli operai della Alcoa,la pubblico,fatevi un'idea: SE UN UOMO E' COSTRETTO A FARE UNA DICHIARAZIONE SIMILE MASCHERATO COME UN TERRORISTA VUOL  DIRE CHE E' STATO  PORTATO AL LIMITE.....

 


 


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Parole sacrosante
di bernablues [user #16917]
commento del 20/11/2009 ore 20:0
Dove lavoro io, (una multinazionale Americana, nel campo della detergenza) è successa la stessa cosa due anni fa, al principio, hanno trasferito in Polonia la fabbricazione del dentifricio, in seguito ci sono arrivate notizie dal comitato sindacale europeo, che c'erano intenzioni di chiudere tutto lo stabilimento, e trasferirlo altrove. Fortunatamente abbiamo iniziato le proteste, quando ancora la cosa era in fase di progetto per cui i nostri scioperi e l'aiuto di personaggi quali Rita Levi Montalcino, e l'ex Sindaco del nostro paese (Anzio) e anche il supporto della dirigenza della nostra Azienda; siamo riusciti a bloccare il progetto sul nascere, divenendo nel giro di due anni "Centro d'eccellenza" Europeo nel campo del Body Care. Ora la flessibilità nel nostro lavoro è aumentata, vedi : Cicli continui e ricorso al lavoro interinale, ma almeno abbiamo salvato lo stipendio di 400 lavoratori (ed annesse famiglie). Ora spero Vivamente che per i lavoratori di Portovesme, ci siano i gli stessi presupposti..........comunque è giunto il momento di imporre a livello governativo, una regolamentazione in merito al trasferimento all'estero di Industrie (che malgrado facciano fatturato) vengono trasferite per motivi prettamente speculativi, in quanto molto spesso i paesi che le ospiteranno, hanno leggi in merito alla sicurezza ed all'inquinamento, praticamente enesistenti. Ed è proprio su questi fattori che bisognerebbe far leva sia a livello nazionale che Europeo. Auguro a tutti i lavoratori coinvolti in queste vicende, di risolvere positivamente il tutto............. IN BOCCA AL LUPO!!!!
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E' TUTTO PREVISTO
di lorenzof [user #17952]
commento del 20/11/2009 ore 20:5
Oggi questi lavoratori sono andati a prendersi le manganellate a Roma per chiedere un incontro con Scajola. E' TUTTO GIA' PREVISTO. LE COMUNITA' LOCALI SI PRENDONO PER IL COLLO, e una volta che sono disposte a tutto pur di avere una fonte di posti di lavoro, arriva la mazzata e l'azienda che agisce in deroga a qualsiasi norma di sicurezza sanitaria e ambientale, e nessuno contrasterà. Se qualcuno dovesse a quel punto lamentarsi allora saranno addirittura operai e sindacati ad attaccarlo. E così per un ricatto da 4 piatti di lenticchie si distrugge il futuro, e si mantiene la pax sociale attraverso la guerra tra poveri. Intanto chi deve lucrare ha un territorio preparato e sedato da spolpare in totale sicurezza. Quante volte l'abbiamo vista questa scena? Eppure dormiamo, popolo di sciocchi ignoranti.
Rispondi
Re: E' TUTTO PREVISTO
di Nightlock utente non più registrato
commento del 20/11/2009 ore 21:3
Già ma penso che i signori della Alcoa stavolta ne risentiranno,le dichiarazioni degli operai (e quindi non di sindicalisti politicizzati) non danno nessuna via d'uscita,la fabbrica resta sotto il loro controllo fino a quando non si risolve la situazione,e che provi la polizia a intervenire.......
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Re: E' TUTTO PREVISTO
di lorenzof [user #17952]
commento del 20/11/2009 ore 21:5
Nico purtroppo è tutto calcolato, anche questo. Si mette tutto sulla bilancia. L'unica cosa che spaventa i padroni è 1) chi ha un apparato di comunicazione martellante e preparato, e non è questo il caso 2) qualche atto inconsulto (e non parlo di sassi), che però dopo si ritorcerebbe contro i dimostranti, consentendo alle forze dell'ordine di intervenire coperte dalla pubblica opinione anche in caso di feriti e morti Queste proteste sono sempre atti isolati, che restano sciolti, non c'è abilità politica dietro. Ognuno pensa alle proprie rivendicazioni, poi per il resto chissenefrega. E la protesta, più generalmente parlando, i padroni sanno che non dura molto. I duri che vanno avanti sono pochi, la gente se non vede risultati eclatanti si stanca di stae sulle barricate e se ne va a casa depressa. Non c'è altra via che la cultura, unica prevenzione attiva. per questo si vuole un'Italia di ignoranti, e ce l'abbiamo intorno. Dire no non serve, e nel fronte il debole che si vende c'è sempre. Ti assicuro che mi sono fatto un certo pelo su queste dinamiche.
Rispondi
Re: E' TUTTO PREVISTO
di Nightlock utente non più registrato
commento del 21/11/2009 ore 04:2
E,caro lorenzo,tu hai ragione,troppa ragione,su tutto,purtroppo oserei dire,e credo nella tua esperienza,ma arriverà prima o poi il tempo in cui il livello tutte le privazioni,tutte le vessazzioni che i lavoratori subiscono,arriverà ad uno stato intollerabile;e gli stessi maiali che sono al governo se ci tengono alla pelle faranno silenzio quando i loro compagni industriali,manager e compagnia varia verranno cacciati a calci in culo .......io visto lo stato in cui stiamo adesso,direi che questo tempo non è cosi' lontano. Come disse un poeta sardo: Io non so I carabinieri Cosa ci fanno nella Nostra terra Perchè non arrestano i bancarottieri? Ci vuole una forca e una fune! Per far si' che il male Non faccia cancrena Ci vuole Il dottore e il seghetto......
Rispondi
la storia insegna, il futuro manca
di lorenzof [user #17952]
commento del 21/11/2009 ore 04:4
Eh, la storia insegna... Il popolo deve restare popolo: pancia e figa, sul resto ci si passa sopra. Viene educato giornalmente a questo. Il bandolo della matassa non è qui. Il fatto che discutiamo in questi termini è del tutto funzionale ai padroni. I tempi sono cambiati, c'è gente pagata per valutare rischi di questo tipo dentro le Corporations. Sanno benissimo come sfruttare tutto a loro favore, anche questo. Il popolo se lo affami taglia le teste, non c'è dubbio. Ma se si arriva a quel punto ci sarà comunque qualcuno che saprà farne la sua fortuna, quando pure hai tagliato una testa non hai espresso qualcosa di alternativo al preesistente male. Nico puoi più tu che quelli che sono rimasti nella tua terra natìa. Tu con la tua cultura hai la possibilità di diventare propositivo di un modello alternativo, e quando c'è un modello positivo che funziona e cammina, il male non attecchisce. Un modello positivo è l'unica fonte di anticorpi possibile anche per il popolo. ti faccio un esempio: quarda l'attenzione che hanno per il loro ambiente i toscani (non dappertutto ma quasi) e confrontala con quello che accade attorno Napoli. I primi hanno capito che il loro tesoro ce lo hanno sotto il sedere, quindi la tutela del loro futuro dipende dalla salute del loro territorio. Lì le lobbies del cemento faticano a far danni. Non ho detto che non ci riescono, ma che faticano. Perché è chiaro a tutto che non è un bell'investimento distruggere la terra per mangiarci 15 anni, e poi dopo pagare le congueguenze della speculazione. All'opposto un popolo che non vede il futuro, che campa alla gurnata, è disposto a tutto. Le emergenze servono appunto per fare le peggiori porcate. Le emergenze rifiuti servono a far autorizzare senza vincoli veri gli inceneritori, quella energetica serve a far costruire centrali nucleari e a carbone. La vera visione contrapposta al male è quella che comprende una visione del futuro. Meditata con largo anticipo. Quando devi decidere una cosa per il giorno successivo le decisioni sagge non le prendi.
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