Qualche anno fa ho assistito ad un concerto di Tuck e Patti. La sala era davvero strapiena di gente e il duo meritava una ben altra organizzazione.Pensate che il service che doveva fornire l'impianto NON SI E' PRESENTATO.
Che si fa? Panico degli organizzatori. L'imperturbabile Tuck vede che in un angolo del palco ci sono due spie da pavimento del locale. Le fa girare verso il pubblico, si suona con quelle!
Io, costretto dalla calca, ero schiacciato sul lato del piccolo palco dove si sarebbero esibiti. Mi guarda e mi fa: "please sit down here". E così ci siamo seduti a due metri di distanza da lui, "dietro" gli improvvisati diffusori. Io sentivo quello che sentivano Tuck e Patti. Cioè praticamente niente, e quel niente era confuso con un suono "di ritorno". In queste condizioni penso che avrei problemi a fare un giro di do maggiore. Ma non Tuck, funambolico, fantastico musicista. Per togliermi la curiosità, fendendo la calca, sono andato davanti al palco. Erano incredibili, andavano come un treno. Talmente bravi da far dimenticare i due cessi che fungevano da impianto.
L'arte di due grandissimi, unita ad una umile, dolce carica di umanità.
Una qualsiasi altra mezza sega di chitarrista e di cantante avrebbero fatto il diavolo a quattro, piantando grane a non finire.