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I grandi non hanno bisogno di nulla.

di pone [user #13123] - pubblicato il 20 novembre 2009 ore 17:35

Qualche anno fa ho assistito ad un concerto di Tuck e Patti. La sala era davvero strapiena di gente e il duo meritava una ben altra organizzazione.Pensate che il service che doveva fornire l'impianto NON SI E' PRESENTATO. 

Che si fa? Panico degli organizzatori. L'imperturbabile Tuck vede che in un angolo del palco ci sono due spie da pavimento del locale. Le fa girare verso il pubblico, si suona con quelle! 

Io, costretto dalla calca, ero schiacciato sul lato del piccolo palco dove si sarebbero esibiti. Mi guarda e mi fa: "please sit down here".  E così ci siamo seduti a due metri di distanza da lui, "dietro" gli improvvisati diffusori. Io sentivo quello che sentivano Tuck e Patti. Cioè praticamente niente, e quel niente era confuso con un suono "di ritorno". In queste condizioni penso che avrei problemi a fare un giro di do maggiore. Ma non Tuck, funambolico, fantastico musicista. Per togliermi la curiosità, fendendo la calca, sono andato davanti al palco. Erano incredibili, andavano come un treno. Talmente bravi da far dimenticare i due cessi che fungevano da impianto.

L'arte di due grandissimi, unita ad una umile, dolce carica di umanità.

Una  qualsiasi altra mezza sega di chitarrista e di cantante  avrebbero fatto il diavolo a quattro, piantando grane a non finire.

 


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:-)
di lorenzof [user #17952]
commento del 20/11/2009 ore 17:5
Grande Comunque da quella volta non credo benedica gli italiani...Ma era in Italia? Quasi mi sembrerebbe strano che non fosse così.
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Ricordo di averli vi
di Oliver [user #910]
commento del 20/11/2009 ore 18:1
Ricordo di averli visti la prima volta che sono stati in Italia. Pochi giorni prima si erano esibiti nel programma pomeridiano di Renzo Arbore (a me pareva che all'epoca fosse stato lui a volerli in Italia) e mi avevano lasciato secco. Suonavano gratuitamente in una splendida piazzetta di Vicenza, ero lì e non potevo perderli. Un palchetto, un amplificatore, uno sgabello e due microfoni. Due piccoli diffusori e, qualche metro più in là, un mixerino di quelli che si trovano nelle patatine. La gente che passava si chiedeva incuriosita chi avrebbe fatto "pianobar" quel pomeriggio. Poi sono arrivati loro, in cinque minuti la piazza si è riempita di gente che per la maggior parte semplicemente passava di lì e non aveva potuto evitare di fermarsi. Tutti rapiti. Ad un certo punto hanno eseguito Time After Time e Patty è perfino riuscita a far cantare al pubblico il ritornello a TRE voci! E intonate, perfino. Indimenticabili.
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Re: Ricordo di averli vi
di dalo [user #18107]
commento del 20/11/2009 ore 21:0
***Pochi giorni prima si erano esibiti nel programma pomeridiano di Renzo Arbore*** Quella trasmissione era manna dal cielo.
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Giusto !!!!
di Kata_ts [user #2290]
commento del 20/11/2009 ore 20:4
La differenza si vede in queste occasioni !
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Solo un inchino
di voodooman [user #8538]
commento del 20/11/2009 ore 21:0
non servono parole
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grandi!
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 20/11/2009 ore 23:4
Questo è quello che vuol dire essere grandi. Un duo come loro può suonare anche sotto un arco che gli fa da cassa di risonanza. Lì non servono ne effetti e ne amplificatori sofisticati. Brutta figura,come al solito,la facciamo noi Italiani quando mettiamo sempre le persone sbagliate al posto sbagliato.
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A Levizzano di Modena
di epafix [user #21195]
commento del 26/11/2009 ore 11:3
Con Nico e l'Elvy (figlio e moglie per la cronaca) li abbiamo visti a Levizzano di Modena, in una splendida cornice all'aperto di una sera estiva, circa due/tre anni fa. Preceduti dall' inventore del TAPPING di cui manco ricordo il nome, un virtuoso senza emozione! Loro sono arrivati da dietro, attraversando semplicemente il pubblico che invece li aspettava guardando verso il piccolo palco illuminato. E' partito un incredulo applauso che è cresciuto fino ad accompagnarli dietro le improvvisate quinte. Lui dal viso palliduccio incorniciato da lunghi capelli ancora più bianchi, lei la vera corista nera, conosciuta nel meraviglioso album Gaucho degli Steely Dan, 1980. Tutto molto "easy": due microfoni, un ampli, un piccolo impianto, senza balle e con mooolta sostanza. Che bella coppia, bravi e sempre/ancora affiatatissimi, una serata che resterà nei nostri cuori a lungo. L'ingresso era gratuito!
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