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Almeno non prendeteci per il culo!

di ADayDrive [user #12502] - pubblicato il 19 ottobre 2009 ore 21:01

Lo se che Accordo non è il posto più adatto per parlare di politica. E un po' mi sono anche rotto di parlarne. Ma, cazzo, si fa veramente fatica a tacere.

Tremonti qualche ora fa ha detto che non crede nel precariato, e che il posto fisso è la base fondante di ogni progetto di vita.

Beh, io sono un precario della ricerca da più di tre anni. Nell'Aprile di quest'anno sono rimasto senza lavoro, prechè il progetto da cui tiravano fuori il mio stipendio non è stato più finanziato. Sono stato senza stipendio per 4 mesi, ovviamente senza assegno di disoccupazione, senza sussidio e senza nessun altra forma di protezione (contributi, neanche pagandoli, non se ne parla), poi, con una clamorosa botta di culo, grazie ad un mio amico e compagno di band ho trovato un altro lavoro, sempre precarissimo, in un altro ente di ricerca.

Io non mi lamento mai. Mi ritengo molto fortunato nella vita come nel lavoro, perchè il mio lavoro è bellissimo. Ma a scuola ci dicevano di studiare che saremmo stati il futuro, e mi ritrovo, a 32 anni, e con una laurea in Fisica, con 1200 euro di stipendio, senza TFR e senza tredicesima, e con un regime contributivo tale per cui andrò in pensione probabilmente con 500-600 euro. Detto ciò, ripeto, non mi lamento, anche perchè non guadagnerò molto, ma faccio veramente un lavoro che mi piace tanto.

Tremonti ha detto che non crede più nel precariato. Sarà per quello che ha piazzato un altro bel blocco delle assunzioni nella ricerca e nella pubblica amministrazione. E sarà per quello che ha detto alla Gelmini di licenziare 65000 insegnati precari.

Ora mi lamento: fate pure quel cazzo che volete delle nostre vite, lì a Palazzo Chigi, a palazzo Madama evia discorrendo ma, perlomeno, NON PRENDETECI PER IL CULO!


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Ci mancava solo l'obbligo (di fatto) di restare in casa...
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grande...
di caesar [user #15734]
commento del 19/10/2009 ore 21:2
solo così posso dirti quanto sono d'accordo con te...
Rispondi
Tieni botta!
di Cukoo [user #17731]
commento del 19/10/2009 ore 21:2
Forse Tremonti parlava del 'suo' posto: ministro del tesoro a vita.
Rispondi
caro
di lorenzof [user #17952]
commento del 19/10/2009 ore 21:2
Caro Drive, collega, per le ragioni che hai esposto, io sto meditando sul dirottare la mia strada. Ma come diavolo si va avanti così.
Rispondi
Bho, tu hai perfetta
di marco.desan [user #13054]
commento del 19/10/2009 ore 21:4
Bho, tu hai perfettamente ragione, però io senza il precariato non avrei mai potuto fare tutte le esperienze lavorative che ho fatto negli ultimi 5 anni e che ora pesano quando contratto... il nuovo contratto. Sicuramente dipende dal ramo d'impiego ecc... i problemi più grandi secondo me sono 2, forse mi sbaglio. 1_ la situazione di precariato, che fa comodo alle aziende non essendo un costo fisso, deve fare comodo anche al precario e quindi dargli una maggiore liquidità nelle tasche in rapporto ai maggiori rischi di rimanere senza un lavoro. 2_ mancano ammortizzatori sociali che aiutino nei periodi transitori quelli come te che, perso il lavoro, per 4 mesi non hanno percepito stipendio.
Rispondi
Re: Bho, tu hai perfetta
di ADayDrive [user #12502]
commento del 19/10/2009 ore 22:3
Sono d'accordo con te su tutto. Io non sono contro aprioristicamente al precariato, anzi, sono a favore del precariato, ma nelle sue forme "sane". Ti faccio un esempio: università olandese, un mio caro amico ricercatore: è stato assunto solamente per titoli (quindi niente concorsi truccati), contratto di tre anni rinnovabile a quattro, uno stipendio d ingresso buono che aumentava ogni anno. Se ci metti pure che in Olanda c'è il sussidio di disoccupazione, si può definire questa una forma "sana" di precariato. Addirittura so di alcuni colleghi che, ben consci del proprio valore, all'estero hanno rifiutato il posto fisso perchè in altri paesi all'estero si guadagna di più da precari. Purtroppo il precariato in Italia è stato troppe volte interpretato come un modo per controllare il lavoratore con contratti troppo brevi (non mi compiaci, l'anno prossimo non ti rinnovo il contratto) e salari più bassi (con l'aggravante pure della minore contribuzione): questa è una forma "malata" di precariato, che non crea selezione e non fa crescere professionalmente il lavoratore. C'è poi il problema del sussidio di disoccupazione. Io sono stato 4 mesi senza stipendio, e per fortuna avevo un po' di soldi via e la mia famiglia mi ha dato una mano, ma non tutti sono fortunati come me.
Rispondi
Re: Bho, tu hai perfetta
di nowhereman [user #4193]
commento del 19/10/2009 ore 23:5
Sono d'accordo, paesi come la Danimarca con ottimi ammortizzatori sociali rendono il mercato del lavoro "dinamico" senza pesare sulle spalle dei lavoratori, in Italia abbiamo precari che sgobbano sottopagati e poi magari i raccomandati che rubano lo stipendio e hanno il posto fisso. Ho il terrore di finire gli studi!
Rispondi
Ciao. Vorrei esprim
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 19/10/2009 ore 21:5
Ciao. Vorrei esprimerti la mia solidarietà ma allo stesso tempo congratularmi per la presa di coscienza che tutti dovrebbero prendere per uscire fuori da questo enorme grande fratello che rende tutti controllati nell'illusione di una sedicente democrazia. Quando 25 anni fa iniziai la mia "vita d'artista"mia madre si preoccupava perchè il mio sarebbe stato un lavoro senza sicurezze. Oggi sono tutti artisti.Soltanto che io me la sono scelta.E gli altri?Quelli che hanno progettato una vita "normale"? Quelli della mia generazione hanno pensato che una via al di fuori del capitalismo così come è forse poteva esserci.Abbiamo fallito. Ma oggi hanno fallito loro.
Rispondi
Furioso
di CHARLIE [user #1047]
commento del 20/10/2009 ore 00:1
Furioso perché a dirlo è uno dei maggiori esponenti di una coalizione che dell'estizione del "posto fisso" ne ha fatto una bandiera. Si parlava di flessibilità, ora si scopre che era precariato che, evidentemente, è una degenerazione. Quindi non difendete mai il precariato; difendete, eventualmente la flessibilità. Ma la flessibilità è un vantaggio solo per le aziende; ovvero al lavoratore dovrebbe essere concessa una retribuzione maggiore. Nella mia vecchia azienda (mia perché ci lavoravo) ai CO.CO.CO. (poi CO.CO.PRO.) veniva garantita una retribuzione più alta di circa il 40% rispetto ad un pari livello (come mansioni) a tempo indeterminato. E, ovviamente, avevano la possibilità, se volevano, di sviluppare parte del lavoro anche a casa propria. Quello è flessiblità. Ma la verità è che la flessibilità funziona dove c'è un mercato del lavoro che funziona e dove il "nero" non esiste o quasi. Applicarla in una situazione come quella italiana significa solo legalizzare lo sfruttamento del contraente più debole. Vabbé, la finisco qui, altrimenti vado avanti per 2 settimane.
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Che paese del cavolo il nostro!
di saketman2 [user #18572]
commento del 20/10/2009 ore 01:1
"32 anni, e con una laurea in Fisica!" Porca miseria ci rendiamo conto che Lauree come la tua sono IL MASSIMO per il nostro Paese ? Non ti conosco ma solo per la tua Laurea nutro una profonda stima. Pensa che io saket vorrei per Ema in un futuro proprio una Laurea della tua branchia visto che in Matematica fin dalle Medie aveva vinto 2 sessioni di giochi Matematici indetti dalla Bocconi. Mi sa che fra 3 anni ci trasferiamo tutti in U.S.A. almeno lì potrà studiare ed essere valorizzata per quello che vale!! Ti posso consigliare di provare a mandare il tuo Curriculum a qualche organizzazione o ente oltreconfine, anche in Europa, sai, fuori dall'Italia hanno più considerazione per le Belle Menti. Mi spiace proprio, ti sono vicino e ti dico, non perdere mai la fiducia in te stesso, perdila pure nelle istituzioni del nostro Paese, perchè se lo meritano! :)) Ma guarda te che paese ci ritroviamo...per lavorare ed avere successo devi fare il "cicisbeo" o, il lecca#u#o! Un ultimo consiglio : resistere, resistere, resistere! :)) P.S. :Forse la frase non ti risulterà nuova. :)),
Rispondi
cambiare paese o cambiare IL paese
di mattconfusion [user #13306]
commento del 20/10/2009 ore 11:3
Ti ammiro per la tua risolutezza, cambiare paese per fare studiare un figlio, non tutti hanno il coraggio, non tutti la possibilità- Io sono uno che va all'università, studio informatica applicata alla musica a Milano. Mi manca un solo esame. Spesso mi sento dire dai miei o sento dire in giro "eh l'unica cosa è andarsene da qui". Non sono "patriottico", non lo sono mai stato (forse per ignoranza mia, o per aver visto gente che tal si dichiara e poi fa di quelle porcate allucinanti...violenza ecc ecc) ... ma non mi va bene che per il semplice fatto che c'è gente disonesta nel mio paese e che questa gente comandi, io debba lasciare casa mia. La mia ragazza. La mia band. Gli amici. Il posto dove sono nato. Perchè non cacciamo fuori loro, anzichè esiliarci noi? Mia mamma mi ha chiesto come dovremmo fare secondo me. A questo non ho saputo rispondere, perchè è tale la mia rabbia che avrei risposto con cazzate di tipo violento. E non è una soluzione. Non so chi si senta come me, perchè in molti sognano di andare via di qui. E anche io mi sono divertito in Francia, in Germania, in Belgio: ci sono stato bene....ma non saprei se sarei capace di vivere via di qui
Rispondi
Re: cambiare paese o cambiare IL paese
di saketman2 [user #18572]
commento del 20/10/2009 ore 12:4
Lo so, hai ragione, non è facile, soprattutto ora che anche da altre parti del mondo c'è crisi di posti di lavoro. Noi Italiani in fondo siamo un popolo di emigranti e la nostra storia ce lo insegna...però cambiare radici...non è facile. Io voglio illudermi di sperare che a breve voi giovani che siete indubbiamente il futuro di questa Nazione, siate presi in più considerazione dal Governo... quello attuale poi, sembra preferire di gran lunga...calciatori e veline! Se solo guardi nel resto d'Europa, va bene, non ci sarà anche lì molta sicurezza, ma almeno si è valutati se si studia!!!
Rispondi
Concordo
di jebstuart [user #19455]
commento del 20/10/2009 ore 02:0
Non entro nel merito delle dichiarazioni di Tremonti. Di mercato del lavoro, come penso molti di noi, ne capisco poco e preferisco non parlare di quel che non so. E' comunque fin troppo evidente che ciò che Tremonti ha detto è in palese contraddizione con quel che diceva solo pochissimo tempo fa. A prescindere da questo, tuttavia, sento il bisogno di togliermi il cappello davanti alla dignità del nostro giovane amico, alla serietà dei suoi problemi ed alla maturità con cui ne parla. Immagino serva a poco, ma ritengo giusto farlo comunque, tanto più che chi come me ha superato i cinquanta deve avere il senso civico di ritenersi corresponsabile di quanto accade, a prescindere dal colore politico dei voti che ha espresso negli ultimi anni. Il mondo lo abbiamo fatto così anche noi "anziani", direttamente, se rivestiamo un ruolo socialmente pesante o indirettamente, se abbiamo dato mandato a qualcun altro di farlo o più semplicemente ci siamo disinteressati egoisticamente del problema. E da "anziano" col posto fisso, devo dire che davanti a questo ragazzo (passami il termine, assolutamente non riduttivo) mi sento un po' a disagio.
Rispondi
Caspita...
di Black_Lotus [user #8618]
commento del 20/10/2009 ore 12:5
Che paese... Ben vengano i cervelli in fuga, se all'estero si offre loro una vita (professionale, economica, sociale) commisurata alla fatica che hanno fatto per ottenere non dico titoli, ma conoscenze e competenze oggettivamente valutabili! ADayDrive, posso chiederti di cosa ti occupi? Mi interessa perchè sono al terzo anno di fisica a Milano Bicocca, e presto dovrò trovare anch'io un lavoro con la mia (futura) laurea. E in realtà mi sta venendo in mente che, viste le condizioni, fare la laurea magistrale all'estero potrebbe essere più furbo che restare in Italia... Grazie! Emanuele.
Rispondi
Re: Caspita...
di ADayDrive [user #12502]
commento del 20/10/2009 ore 18:4
Attualmente mi occupo di nanotecnologie (in particolare di semiconduttori organici) e lavoro in un ente di ricerca di Bologna. Mi permetto di darti un consiglio: appena ti laurei cerca immediatamente qualcosa all'estero. Un paio d'anni di lavoro in un altro paese ti possono dare molto, sia professionalmente (specialmente nei paesi del nord Europa e negli Stati Uniti) che umanamente (potrai imparare VERAMENTE una lingua e conoscerai stili di vita differenti). Dopodiché , quando ti verrà voglia di tornare in Italia, potrai comunque farlo. A tutti viene voglia di tornare, ed è anche giusto che sia così, perché siamo uomini e viviamo anche di affetti e non solo di lavoro. Considera anche che, in ambito scientifico, gli stipendi stranieri sono abbastanza più alti di quelli italiani, e la vita costa un po' meno che in Italia oramai dappertutto, quindi, una volta tornato in Italia, avrai avuto comunque la possibilità di risparmiare qualcosa in più. Io purtroppo non ho fatto esperienze all'estero perchè mi sono laureato troppo vecchio, ma tu sei giovane, approfittane. In bocca al lupo!
Rispondi
Hai tutta la mia sol
di maccarons [user #20216]
commento del 21/10/2009 ore 11:1
Hai tutta la mia solidarietà anche se non ci fai molto,mia figlia convive tuttora con questo precariato e un seppur minimo progetto per il suo fututro manco a parlarne,io la mia vita /famiglia l'ho costruita a cambiali e mi rendo conto ora,vedendo lei,che sono stato un "privilegiato" perchè avevo la credibilità del posto fisso e di uno stipendio seppur basso.Mi fa male leggere queste cose...32 anni...laurea in fisica,sei la classica "risorsa umana" non valorizzata. P.s.: ma le chiavi dei vari palazzi chi le ha consegnate a questi signori? Con affetto
Rispondi
Idem con patate. Qu
di Robertocaster [user #1945]
commento del 21/10/2009 ore 12:1
Idem con patate. Quello che penso io è..... ma tra 30-40 anni, quando andremo tutti in pensione con sti contributi ridicoli, cosa faremo?
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Re: Idem con patate. Qu
di ADayDrive [user #12502]
commento del 21/10/2009 ore 17:4
Andremo a chiedere la carità sotto Monte Citorio.
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