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Stratocaster e origine del ponte a 2 pivot

di mmas [user #15948] - pubblicato il 15 ottobre 2009 ore 11:38

Ciao, il recente articolo di Alberto sulla GL e sulla strato mi ha fatto venire in mente una serie di considerazioni e qualche curiosità che vorrei scambiare con voi. Vediamo se sono vere le premesse:

  •  dal 54 a oggi il progetto strato della fender è rimasto pressoché immutato, tranne la parentesi 3 viti l’unica cosa che è cambiata veramente è stato il ponte, da 6 viti a 2 piloni.
  •   La maggior parte dei chitarristi identifica come migliore, il ponte a 6 viti perché sembra che il sustain sia maggiore.
  •  Leo Fender, in GL ha continuato con questa idea, probabilmente scontrandosi (da un punto di vista di marketing) contro la tendenza e la preferenza della clientela. 
Viste queste premesse, e lasciando da parte le riedizioni che Fender tira fuori per un discorso di marketing, mi chiedo:
il 2 pivot serve solo per avere un sistema vibrato migliore? C’è davvero tutta questa perdita di sustain? Come la prese il mondo delle 6 corde quando salto fuori questo nuovo sistema? Fu visto come migliorativo o fu scartato a priori dalla maggioranza?
E sopratutto:
Se davvero c’è perdita di sustain e non piace al pubblico, perché cavolo Leo Fender e Fender continuano su questa strada?

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per esperienza perso
di paolone11 [user #20712]
commento del 15/10/2009 ore 11:5
per esperienza personale posso dirti che tutte queste differenze io non le ho mai trovate. Non credo che uno sia migliore dell'altro, sono semplicemente due modelli diversi. é vero che molti preferiscono il 6 viti, ma io credo che questa preferenza sia dovuta più al gusto per il vintage piuttosto che per le enormi diversità tecniche dei due ponti...insomma anche l'occhio vuole la sua parte! "Se davvero c’è perdita di sustain e non piace al pubblico, perché cavolo Leo Fender e Fender continuano su questa strada?" se ci pensi bene quasi tutti i ponti mobili, dai semplici tremolo fino ai floyd rose sono tutti su due pivot (dalle fender alle ibanez,music man eccc)...un motivo ci sarà no?
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Io da quasi vent' an
di irmo [user #17391]
commento del 15/10/2009 ore 11:5
Io da quasi vent' anni suono con una Strato American Standard col ponte a 2 piloni e non mi son mai fatto troppe seghe mentali, ho poi una Squier coreana che non fa poi cosi' schifo, con il ponte a 6 viti e anche in questo caso , quando la suono seghe mentali non me ne faccio, secondo me sono troppi i parametri in gioco per poter affermare con certezza che sia meglio 6 viti o 2 piloni....
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La perdita di sustai
di Robertocaster [user #1945]
commento del 15/10/2009 ore 12:2
La perdita di sustain dipende più dal materiale con cui è realizzato il ponte e dal setup piuttosto che dal numero delle viti.
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Sono d’accordo con
di mmas [user #15948]
commento del 15/10/2009 ore 13:2
Sono d’accordo con voi, perchè l’evidenza delle cose mi porta a pensarla cosi. Eppure quando si parla di strato, guai se non c’è il ponte a 6 viti! Ma come?! È l’unica cosa che hanno cambiato dal 54 a oggi! Ci sarà un motivo! E invece niente, l’integralismo del chitarrista va contro ogni logica… Speriamo che questo post serva a chiarirsi le idee…
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Secondo me il ponte
di Oliver [user #910]
commento del 15/10/2009 ore 13:5
Secondo me il ponte a sei viti è nato essenzialmente per questioni di costi (argomento estremamente caro a Leo): poteva così utilizzare delle comunissime, economicissime viti disponibili ovunque, e un trapano. La soluzione a due pivots richiede delle parti molto più robuste, normalmente progettate e realizzate ad hoc e, soprattutto, delle opportune boccole affogate con precisione nel legno per garantirne la tenuta. Laborioso e costoso. La scelta di usarne sei invece che due era dovuta al fatto che due sole viti così piccole, montate direttamente sul legno, avrebbero rischiato di non tenere. Secondo me due sole viti consentono una regolazione più semplice e precisa, e la loro dimensione, unita al profondo e solido inserimento nel body, permette un'ottima trasmissione delle vibrazioni.
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non me ne intendo po
di SteveRV [user #14271]
commento del 15/10/2009 ore 14:2
non me ne intendo posso solo dire che ho una strato con ponte a due viti e mi ci trovo benissimo, non si scorda ed ha un vibrato e un ottimo sustain..
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ho un'antica ibanez
di AndreaAmott utente non più registrato
commento del 15/10/2009 ore 14:4
ho un'antica ibanez con ponte tremolo a due piloni, secondo me son meglio a due piloncini, sollevando il ponte col tremolo si possono fare anche delle escursioni verso l'alto dai qualche tono anche..e secondo me ha più sustain di una chitarra che monta 6 viti, ho provato una fender american standard di un mio amico, la mia ibanez dura di più col sustain, non sarà merito del ponte e basta, però penso anche io come detto sopra che i piloncini proprio perchè grossi e molto incastrati nel legno trasmettano il suono più intensamente (stesse vibrazioni nei due sistemi, maggior area di propagazione nel 6 viti, minore area nei due pivot, minore intensità di vibrazione attorno al ponte, grande intensità di vibrazioni intorno ai due pivot che portano nel cuore della chitarra le vibrazioni..)
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Non credo
di MiRock [user #14375]
commento del 15/10/2009 ore 15:5
Riguardo alla perdita di sustain con il ponte a due piloni non sono affatto d'accordo; un esempio a sostegno è Stef Burns, che con questo tipo di ponte ha un gran bel sustain e corpo (e lui lo usa floating...). Secondo me, anche se si può pensare che il ponte sia alla base o quasi del suono, contano parecchi altri fattori...
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6 viti con vintage e due pivots con Am serie
di pioli [user #16168]
commento del 27/10/2009 ore 07:3
ho montato su una chitarra body e neck american serie ( sia delux che non ) un ponte 6 viti " vintage " e frigge dato che necessita di regolazione alta del ponte quindi l'ho cambiato con un due pivots e la regolazione è piu consona al manio idem per il contrario penso quindi che le differenze dei due tipi di ponti siano legati agli accoppiamenti manico e body + che al look e al sustain ciao
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