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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

manager da legare

di davidederosa64 [user #20297] - pubblicato il 08 ottobre 2009 ore 01:27

 Voglio propio raccontarvi una bizzarra storia accadutami molto tempo fa.

Dobbiamo fare un passo indietro .Era il 1985.

A quei tempi c'èra un fermento in giro che oggi neanche ve lo immaginate.

L'aria era quella della New wave.Cercavano tutti di essere in linea con i movimenti artistici e legati alla cultura avanguardista delle capitali Europee che allora contavano di più:Londra e Berlino. 

Quindi anche noi a Napoli ci sentivamo parte del contesto. Sembrava che non avessimo mai ascoltato altro che Musica di tendenza.Alla domanda:Conosci 'O sole mio?Rispondevamo: What?

Io,a quei tempi, suonavo con una Strato non mia,un ampli non mio e così pure i pedali.

I capelli erano dritti a tutto gel,e spesso ci spruzzavo su un po di rosa da una parte.

Questo è per stabilire il clima.

Con la mia band,volevamo a tutti i costi farci ascoltare ma c'èrano altri gruppi più conosciuti e noi eravamo gli ultimi arrivati.

Riuscimmo,grazie alle doti da manager del nostro cantante, a suonare in uno dei posti più "In" della città. 

Seguendo le condizioni del gestore,ci procurammo un impianto da palco.Ci accordammo con il negoziante facendo stampare il nome della ditta su  manifesti giganti che non pagammo mai.

Tutto era perfetto.

Quella sera il locale era pieno.

A quei tempi,un gruppo più era sconosciuto e più era chic andarlo a sentire.Tutti si davano arie di intenditori di musica.Tutti si vantavano di conoscere qualche gruppo

misterioso dedito ad esibirsi nei bassi fondi  Londinesi, giurando che fosse la cosa più innovativa sul piano musicale.

Penso che molti ci scambiarono per qualcosa del genere.

Inizia la nostra serata.

Apro io con un riff in stile Andy Summers.Inizzia il pezzo.Un successo pazzesco.

Durante la serata ci fu anche spazio per l'improvvisazione e per citazioni Hendrixiane.(In quella stagione non si usava molto abbandonarsi alle improvvisazioni.Specie di questo tipo)

Tra il pubblico c'era un giornalista del quotidiano il Mattino(oggi è l'inviato per il Festival di San Remo ).Poi,vennero ad ascoltarci parte del cast del allora nuovo film di Fellini:La Nave Va.

In somma sembrava che la nostra vita stesse cambiando quella sera.

Alla fine della serata,distrutti ma pieni di euforia ci capita un fatto che se ci penso mi fa ancora ridere. 

Si avvicina un tizio sulla trentina,ben vestito con un aria da addetto ai lavori.Si,come quelli che si vedono oggi a quelle trasmissioni tipo X Factor che dicono la loro sui malcapitati concorrenti.Ci invita a sederci al suo tavolo e ci offre da bere.Comincia a farci i complimenti per il  nostro modo di suonare non propio Post Punk.Si capiva,diceva lui, che avevamo una cultura Jazz-Fusion.

Questo per noi era musica.Finalmente uno che capiva qualcosa!

Poi si gira verso di me e dice:Lo so come ti chiami.So che tuo padre è un cantante.Insomma questo sembrava conoscere delle cose che non erano di dominio pubblico.

Alla fine si presenta come un Agente della CBS.Secondo lui di li a qualche giorno avremmo firmato un contratto discografico direttamente all'estero.

Per un momento pensai:No! Ma come è possibile! E' troppo per un gruppo di sfigati.

Quando ci salutò ci guardammo negli occhi e pensammo che....chi sa forse ci era capitato qualcosa di bello.

Per quattro marpioni che avevano passato l'infanzia nei quartieri più a rischio(oggi li chiamano così) della città, nessuno poteva raccontarci cose del genere e farcele bere così.

Pensammo fosse più prudente fare delle ricerche tra musicisti inseriti nell'ambiente discografico.(In quegli anni tutti i musicisti che avevano avuto successo negli anni 70 ,pensavano bene di frequentare le giovani leve per poter meglio comprendere questo nuovo Rock.)Chi  di questi avesse già inciso Dischi con etichette di un certo livello,avrebbe conosciuto quel nome.

Domandammo a un nostro amico che ci seguiva con interesse.Lui aveva fatto parte negli anni 70 del gruppo Osanna.(per i più giovani:era la Band che rappresentava la Campania nell'epoca d'oro del Rock italiano).

Lui lo conosceva,ma non come agente discografico.Fu un po laconico,ma ci fece capire che fosse una specie di mitomane che  se ne andava in giro a fare  di queste cose.

In verità questo fantomatico manager,ci aveva fissato un appuntamento  per stendere le condizioni per il contratto.

Il nostro amico ci consigliò di andarci comunque.A volte anche un fesso così può trovarsi in una posizione del genere.In questo ambiente tutto può capitare.

Nel dubbio ci presentammo a questo appuntamento pensando a come avremmo dovuto comportarci.Calci nel culo subito,o ascoltare prima?

Ci tolse subito dall'imbarazzo.Aspettammo per circa tre ore e poi tornammo a casa.

Di li ad un anno ebbi il mio vero contratto.Però fu per suonare nell'orchestra di bordo sulla Enrico Costa.Lì iniziò la mia carriera di musicista.

 

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Mi viene in mente un
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 08/10/2009 ore 02:0
Mi viene in mente una serata che feci qualche anno fa con un mio vecchio gruppo: Serata per un contest, eravamo insieme da poco, pezzi originali ma ancora piuttosto grezzi, senza ancora un particolare affiatamento e tecnicamente così così, non per niente quella sera stessa finì il contest, per noi! Comunque la storia è questa, tra il pubblico c'erano diversi personaggi, tra stampa e produttori, e non potevamo perdere l'occasione di farci notare un po'. C'era un amico del nostro cantante lì in mezzo che, marpione, cominciò ad attaccare bottone con un tipo di non so quale casa produttrice che sembrava interessato a noi, da quello che ci riferì il nostro cantante ci avrebbe consigliato di rivedere un po' il look e di aspettare una sua chiamata, non vi dico l'ansia nei giorni, ma che dico, settimane a seguire, con la speranza di ricevere questa fantomatica chiamata, che mai arrivò. Poco più di un anno dopo, chiacchierando dei bei tempi andati (ormai il gruppo era allo sfascio, un vecchio ricordo di un gruppo di amici), si tira in ballo la storia del produttore, e solo lì si viene a scoprire che questo personaggio non aveva detto che ci avrebbe chiamato, ma avrebbe lasciato all'amico del cantante il suo numero chiedendo di contattarlo appena avessimo rifatto look e definito i pezzi! Fu il cantante a fare una gran confusione e dirci l'opposto! Morale della favola? Non lo so, ditemela voi, io mi consolo solo col pensiero che magari poteva essere uno dei soliti approfittatori che spillano soldi alle giovani band, non posso far altro!
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Re: Mi viene in mente un
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 09/10/2009 ore 00:2
Si è vero. Queste storie sono ormai così numerose che sono entrate a far parte delle Leggende Metropolitane. Però è sempre divertente raccontarle ed ascoltarne delle nuove. Bè il senso si sarà perso con le leggende stesse.Ah ah ah. Un saluto.
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E' un'esperienza
di gratta [user #13442]
commento del 08/10/2009 ore 07:4
che penso molti musicisti che da un po' di anni suonano hanno provato almeno una volta. Personalmente mi è capitata tre o quattro volte una situazione come quella che tu hai descritto e qualche volta invece mi è capitato di trovare persone che ti promettono 5 e ti danno 9, questo per dire che fortunatamente in questo ambiente ci sono molte più brave persone che marpioni, ma chissà perché la maggior parte delle volte si incontrano questi ultimi, mah! Buona giornata
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Re: E' un'esperienza
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 09/10/2009 ore 00:2
Si è vero.Perchè i marpioni non fanno altro che inseguire chi sta facendo il suo lavoro per ricavarci qualcosa su.Le brave persone in genere stanno alla larga e cercano di andare avanti per la propia strada. Ma ormai abbiamo l'esperienza per farli scappare. Un saluto.
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