Vorrei raccontarvi un momento della mia vita che ricordo con particolare
Saudade(parola portoghese difficile da tradurre).
Era il 1987,ed io avevo ventuno anni.Mi trovavo a bordo di una nave Costa che oggi non esiste più.
Andavamo su e giù per il Sud America suonando per i capitalisti autoctoni.
Da quelle parti c'è una società spaccata in due:ricchissimi e poveracci.In molti di quegli stati c'erano dei Generali della Milizia a fare i Presidenti come in Cile,e in altri,una specie di Democrazia a doppio senso.
Questo per stabilire un pò gli umori.
In somma!
Ci dissero che i ricconi brasiliani non si avventuravano volentieri per le strade di Rio durante il carnevale.Se ne facevano uno personale al sicuro su di una nave italiana.
E' stata una delle maratone musicali più estenuanti della mia vita.
Dalle otto a mezza notte facevamo il nostro repertorio da marpioni del Night Club.
Poi si scendeva in cabina per togliere lo smoking e indossare abiti tipo camice a fiori e Jeans.
Iniziava la festa.
Imbarcarono per l'occasione dei musicisti di Sao Paulo.Un Sax e tre percussionisti con Surdos e Caixa.
Eravamo due gruppi a suonare a bordo:noi e un altro di brasiliani.(eravamo grandi amici e ci scambiavamo qualunque informazione su tutta la musica che conoscevamo).
La regola era:mai fermare il ritmo.
Ogni ora ci davamo il cambio.Ognuno di noi prendeva il posto del propio collega durante il pezzo.Il batterista staccava prima le mani dal charlston mentre l'altro prendeva a suonarlo,poi il rullante,e alla fine la cosa più difficile: staccava il piede dalla cassa e l'altro si sedeva senza perdere un sedicesimo .
I pezzi del carnevale non hanno niente a che vedere con la Samba o la Bossa Nova.
Bisogna impararli tutti legandoli con un solo ritmo che poi,durante l'esecuzione, cambia da Samba a Marcia a samba lenta.Bisogna cantarli tutti all'unisono dicendo le parole giuste.
Questo durò per quattro notti.Si iniziava all'una e si finiva quando il sole entrava dalle vetrate del salone e soprattutto quando i signori e le signore con il culo al vento,avevano smaltito la coca.
Ricordo che dopo una di quelle notti brave cercai di andare a dormire.Non ci riuscivo. Avevo ancora il suono delle percussioni nei timpani.
Dal ponte veniva un baccano pazzesco.
Mi alzai abbastanza contrariato per far cessare quegli schiamazzi.
Mi ritrovai senza accorgermene con la chitarra classica in mano a suonare quelle cantilene del carnevale insieme ad una banda di pazzi armati di una lattina di benzina piena di Caipirinha.(Cocktel brasiliano che allenta i freni inibitori).
Boa sorte Amigos.