Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Morte, Guerra e Retorica

di SteveRV [user #14271] - pubblicato il 22 settembre 2009 ore 20:53

Scusate ma voglio pensare ad un tema più serio rispetto al solito anche qui su accordo, perchè è difficile poter aver un così vasto confronto di vedute.

Perchè siamo circondati dalla retorica? perchè quando una persona muore diventa improvvisamente nobile, generosa quasi eroica? Assistiamo al tam tam mediatico per ogni morto, e i genitori intervistati che dicono che era la persona migliore del mondo perchè se era un rapinatore cambia qualcosa od è sempre una vita umana in meno? La morte nobilità l'uomo?

Perchè le fanfare, perchè gli speciali televisivi sui soldati morti in Afghanistan, perchè vediamo i figli dei caduti sbattuti in prima pagina per far scappare una lacrima o forse gli ascolti, perchè nessuno parla dei migliaia di morti civili uccisi dall'alleanza occidentale, dei bamini orfani, perchè non ho sentito la fanfare per i civili morti nell'attentato perchè non sono italiani? Chi erano questi "nostri ragazzi"(termine di tutti i politici per quasi far sembrare che siano loro in guerra che siano morti i loro compagni) perchè io non li conosco, certo ci commuovono le loro famiglie, il bambino col cappello della folgore ecc.. ma perchè i guerriglieri afghani, quali che siano i loro crimini, non hanno delle famiglie distrutte dal dolore? Io questi soldati non gli conoscevo per quanto ne so potevano essere delle persone pessime morte sul luogo di lavoro e non mi va di far finta che sia dispiaciuto perchè non lo sono, soffro per le loro famiglie.

Eroe, di solito se in italia ti dicono:"sei un eroe" vuol dire o che sei morto o che sei un calciatore; ma questi erano soldati e facevano la guerra, no non era una missione di pace perchè la pace non si imprime a forza nei crani degli innocenti come un proiettile, credete che ci sarà la pace dopo? Credete che le famiglie dei morti conviveranno con i loro assasini in un nuovo afghanistan, l'odio genera odio e la guerra si basa sull'odio. Tornando alla parola eroe, io ho sempre pensato che gli eroi aiutassero la popolazione non la uccidessero, io ingenuamente credevo(perchè tutti i media mi hanno smentito) che Teresa Strada fosse un eroe e suo marito Gino(ne hanno salvate di vite loro), però la prima è morta e non visto fanfare ne tantomeno funerali di stato.

 


Dello stesso autore
élite mod.502 CRUCIANELLI
Gatti Mezzi - Struscioni
It's not warm when she's away
Amplificare una chitarra resofonica
Le vostre idee camminano sulle nostre gambe
ZZ Top & Jeff Beck
Bisogno di Acustica
La vera bestia è l'uomo
Loggati per commentare

la risposta è semplice
di lorenzof [user #17952]
commento del 22/09/2009 ore 21:1
1 - siamo un popolo ignorante, con le caratterisriche giuste per essere manipolato, e non è un caso, bensì un progetto politico che viene da lontano. 2 - non vogliamo mettere in dubbio il nostro stile di vita e i nostri consumi, che indirettamente comportano fatti come quelli che hai descritto. Mi rendo conto di aver preso assai a monte la questione, ma le radici stanno lì. Edit: io parlo della rappresentazione mediatica tarata a supporto delle scelte politiche, e non dei funeralì militari in sé. Perché credo che questa rischi di risultare finanche una offesa a questi ragazzi.
Rispondi
La risposta è semplice
di jebstuart [user #19455]
commento del 22/09/2009 ore 21:3
L'emotività deprime sempre la razionalità. Ci sono miriadi di atteggiamenti ed azioni dettati dall'emotività che diventano irrazionali o addirittura grotteschi quando valutati a freddo, sulla base della sola razionalità. E questo è un punto fermo. Ugualmente fermo, e l'ho scritto qui su Accordo ed anche in altre sedi, è il concetto che i nostri morti non valgono più dei morti civili afghani (o iracheni) e dei morti talebani. Detto questo, però, mi stupisco che in quel che è successo ieri mattina tu veda solo la retorica. Ce n'è, e non può essere che così quando si porta all'attenzione mediatica il dolore di tante persone. Ma non è solo questo. Questo è l'epifenomeno. Più profondo ed importante è invece il sentimento di empatia che è elicitabile nella gente quando la si mette a confronto con la felicità tolta ad altri. Se ci rifletti, le lacrime versate da chi figlio o marito non l'ha perso rappresentano la proiezione da parte di quell'individuo di se stesso nella condizione in cui egli vede quelli che in quel momento soffrono. Sullo stesso meccanismo, ma con segno diverso, si basa l'atmosfera di ilarità e felicità spesso eccessive che accompagna matrimoni e nascite. Non c'è nulla di male, anzi mi sembra un collaudo della sussistenza di quel patto di convivenza che è alla base del vivere sociale. Concordo con te che anche la Strada meritasse esequie di stato. Ma anche il vecchietto del secondo piano nel mio condominio, ed anche mia nonna Peppina, che fu partigiana per salvare il marito gerarca. Non potevano averle però, non perchè non le meritassero, ma perchè le loro azioni ed i loro sacrifici hanno giovato ad una elevata quantità di persone, ma non al Paese nella sua globalità e sono state messe in essere a titolo privato e non su mandato dello Stato. Immagino che il concetto possa apparire ingiusto, ma è razionale. Se io sono la nonna di jebstuart e lo rendo prima un bimbo felice e poi un adulto passabile, sono altamente meritevole, ma non ho agito per conto dello Stato. Se Pinco Pallino, invece, fa la sentinella nello più sperduto avamposto e gli sparano mentre lo fa, dal momento che sta svolgendo un'azione di cui lo Stato è mandatario, la sua morte diventa un affare dello Stato. Tutto qui. Volontariamente, avrai notato, ho omesso valutazioni di carattere personale, nazionalistico, patriottico e quant'altro, perchè attengono al sentire di ogni singolo individuo.
Rispondi
Re: La risposta è semplice
di Flood_92 [user #18584]
commento del 22/09/2009 ore 21:4
certo le persone si commuovono ed è più che giusto, ma quando le emozioni e le esternazioni di queste vengono usate a scopo quasi propagandistico le cose non vanno. Toccherebbe rendersi conto che politici, media ecc ecc stanno sfruttando anche la nostra emotività pur di convincerci a fare la cosa per "loro" giusta.
Rispondi
Re: La risposta è semplice
di CHARLIE [user #1047]
commento del 22/09/2009 ore 23:5
Ovvero, se l'esattore delle tasse inciampa e si rompe l'osso del collo salendo le scale del contribuente evasore ha diritto alle esequie di stato solo perché anche egli è mandatario dello stato (che è, peraltro, mandante)? Mi sembra un requisito debole, per essere essenziale.
Rispondi
Re: La risposta è semplice
di jebstuart [user #19455]
commento del 23/09/2009 ore 01:0
Accetto la provocazione, se è spunto per una battuta. Credo però tu sia consapevole però di aver usato un'iperbole, che non ha riscontro nella realtà. Se un dipendente pubblico subisce un danno (inteso come menomazione più o meno grave della sua integrità fisica fino alla morte) per un incidente o una malattia in nesso di causalità col servizio, ha diritto semplicemente ad un indennizzo pecuniario, versato alla famiglia in caso di morte. In casi particolari, viene concesso, oltre all'indennizzo, un riconoscimento non materiale, quale un encomio o un onorificenza, anche alla memoria. Quando l'evento lesivo provoca la morte, è uso tuttavia che ai funerali svolti in forma privata presenzino rappresentanti della Pubblica Amministrazione, o un gonfalone comunale o quant'altro. I funerali di stato (che una legge specifica riserva anche alle alte Autorità in carica al momento della morte, agli ex Presidenti della Repubblica ed ai cittadini con meriti eccezionali nel campo del lavoro, della scienza e dell'arte, e che possono anche essere rifiutati dalla famiglia del defunto), vengono invece celebrati allorchè il pubblico dipendente, il più spesso facente parte della Magistratura, delle Forze dell'Ordine, delle Forze Armate o degli Organismi deputati alla difesa contro le calamità naturali, viene a morte a causa di un'azione criminosa messa in essere da persone fisiche le cui azioni egli cercava o aveva cercato di contrastare in forza del suo Ufficio o per effetto di eventi naturali durante i quali egli stava svolgendo un'azione di tutela dell'incolumità pubblica. Funerali di stato vengono di regola tributati anche alle vittime della criminalità organizzata o del terrorismo, nonchè a quelle di gravi catastrofi. Peraltro, in tutte le nazioni del Mondo, i funerali dei militari assumono comunque forma particolarmente solenne per effetto del cerimoniale e della gestualità propri delle Forze Armate, che possono anche non piacere, ma sono parte integrante di quel mondo. Come vedi, il povero esattore che ruzzola dalle scale probabilmente non sarà mai portato a spalla dai Corazzieri. Non ti sembri retorica, tuttavia, che ti dica che proverei comunque grande rispetto per una persona morta in tali circostanze e che sarei onorato di portarla io, la sua bara.
Rispondi
cari: lorenzof, jebstuart e Flood avete tutti ragione
di saketman2 [user #18572]
commento del 22/09/2009 ore 23:1
Si, perchè avete centrato il problema. "io ingenuamente credevo(perchè tutti i media mi hanno smentito) che Teresa Strada fosse un eroe e suo marito Gino(ne hanno salvate di vite loro), però la prima è morta e non visto fanfare ne tantomeno funerali di stato." Sai Steve perchè per Teresa di Emergency non hanno fatto niente di stato? Prima di tutto non avrebbero potuto, Emergency non è una organizzazione sovvenzionata appunto dal nostro Stato, e quindi burocraticamente si sono attenuti all'iter. Emergency è una grandissima Organizzazione ma si basa come tutte le O.N.G. su dei finanziamenti per donazione o vendita di piccoli articoli "gadgets", oltre al gran lavoro messo a disposizione da fior di medici che percepiscono praticamente un indennizzo di spesa rispetto a quello che con lo stesso lavoro potrebbero percepire in Italia. In più cosa non del tutto trascurabile, godono l'appoggio intellettuale dei partiti di opposizione all'intervento militare. A questo punto alle forze di Governo che cavalcano con mille scuse i conflitti, non fa comodo spingere ideali di...ribbellione. Ribbellione alla guerra e a tutto quello che rappresenta :odio in primis alimentato per quelli che in realtà si dimostrano essere solo forti interessi di economia. Anche i soldati sono pedine in questi assurdi giochi di poteri economici.
Rispondi
Re: cari: lorenzof, jebstuart e Flood avete tutti ragione
di jebstuart [user #19455]
commento del 23/09/2009 ore 01:0
Sono osservazioni giuste ed acute, di cui ti ringrazio. Ovviamente la politica non dimentica mai di cavalcare la tigre, e spesso lo fa con rivoltante cinismo. Sono certo, tuttavia, che condordi sul fatto che sarebbe profondamente ingiusto, solo per impedire al potente di turno di pavoneggiarsi, portare su di un carretto al cimitero i giovani soldati uccisii.
Rispondi
Loggati per commentare

Concordo con tutti voi
di dale [user #2255]
commento del 23/09/2009 ore 09:4
e con l'autore del diario; mi permetto di aggiungere alcune considerazioni: - Ero a Milano alla commemorazione di Teresa Sarti Strada ed è stato un momento incredibile di condivisione, di rafforzamento di idee che non muoiono mai, oltre ai riconoscimenti (scritti, verbali) anche delle più alte cariche dello stato, delle istituzioni su tutti i livelli, delle personalità politiche, della scienza, dello spettacolo e naturalmente del mondo delle associazioni, c'è stata una dimostrazione di affetto e di riconoscenza incredibile da parte di tanta, tanta gente comune; lo reputo quindi, al di la degli onori e dell'impatto mediatico un vero "funerale di stato". - Purtroppo, come sappiamo, la politica italiana ( e non solo italiana) si nutre voracemente di morte, di commozione popolare (ricordate il "siamo tutti americani" post 11 settembre?) di tutto ciò che possa dare risalto ai nostri insulsi dirigenti, tanto, a morire, mica ci vanno i figli di La russa, di Berlusconi, di Bossi, ma anche di Veltroni, o di Casini, o di D'Alema o di Mastella. Ci vanno ragazziin cerca di sistemazione, di lavoro, di una dignità, anche solo professionale. E non è un caso che la stragrande maggioranza provenga dal bacino di disoccupazione più grande del paese. - I nostri politici sanno bene come trarre vantaggio da queste situazioni, e quando vedo scene (drammatiche a dire il vero) come quella del povero bambino col basco rosso non posso fare a meno di pensare a quanta gente cattiva ed arida sfrutterà quell'immagine per vendere giornalei, per aumentare l'audience televisivo, per vendere un rotocalco ecc...dall'altra parte la povera famiglia fra poco si troverà sola e abbandonata, perchè ci saranno già nuovi drammi su cui speculare. Quando i giornalisti intervistano la gente che dice :"è come se fossero miei figli" "sono degli eroi!" la gente a casa si commuove e l'audience si impenna, e la pubblicità paga. Il nostro sistema è come un re mida al contrario, tutto quello che tocca diventa merxa, anche le cose nobili e i sentimenti sinceri. Un saluto
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964