A gentile richiesta voglio raccontarvi cosa successe quella sera di 30 anni fa a Napoli allo show di Jaco.(vedi l'ultima volta che vidi Jaco)
Riuscii a recuperare anche un terzo biglietto per mio fratello.
Cominciava a suonare il basso e questo concerto sarebbe stato per lui un perfetto battesimo.
Arrivai a piedi fino a casa e gli mostrai i biglietti. Tornammo di corsa sul posto con largo anticipo.
(per questo pesavo scarsi 50 chili).
Ci sedemmo sugli spalti eccitati come ad un primo appuntamento.
L'ambiente era ancora quello dei raduni Hippies.Ormai era finita l'epoca, e questo era il crepuscolo.
Le luci erano spente e tutti aspettavamo che lui fosse sul palco.
Full Light!
La Band cominciò a suonare le prime battute senza il basso.Ecco che lui apparve dinanzi a noi con il solito cappellino imbracciando il Fretless come un rivoluzionario imbraccia il suo fucile(scusate ma a quei tempi si parlava così).
Il suo modo di accompagnare un pezzo lo conosciamo bene tutti.Un groove unico e una scelta delle note che in genere uno che suona il basso non ci pensa propio a metterle sotto ad un accordo.Insomma la magia era iniziata.
Più che un concerto fu una Jam Session.Non gli importava molto dei pezzi.Per farvi capire meglio vorrei riprendere una frase di Orson Welles
in un film che girò in italia con Pasolini.
Era una scena in cui veniva intervistato e gli chiedevano:Qual'è il suo pensieo su Fellini?:Lui aspettò un attimo e poi disse:Egli danza.Si, egli danza.
Questo potrebbe andar bene per quella serata.Lui era al di sopra di ogni banalità,tecnicismo e tutti quei concetti "borghesi" che hanno quelli che cercano di darsi un'aria da jazzisti.(c'è ne sono anche tra quelli famosi).
Mi ricordo che ad un certo punto,rimanendo da solo sul palco,iniziò a suonare una frase con degli accordi in stile Funk.
Ad un certo punto,meraviglia delle meraviglie,questa frase rimase campionata ripetendosi come un loop.(avete capito di che pezzo parlo)A quei tempi non si conoscevano tutte le novità in materia di effetti.Eravamo tutti più provinciali.Insomma cominciò a suonare la musica di Hendrix.Jimi è stato per me la Scossa.Colui che mi ha messo la chitarra in mano.L'emozione era troppo forte.
Erano molti i momenti in cui la band lo lasciava da solo sul palco facendolo esprimere liberamente come un poeta interprete di se stesso.
Se chiudevo gli occhi potevo ascoltare una chitarra in stile bossanova con gli accordi ben definiti e completi.
In un altro momento, con la distorsione, sembrava di ascoltare Jimi che suonava l'inno americano a Woodstock.
Ci fu qualche imbecille che ebbe da ridire sul fatto che lui più che suonare fece un esibizione delle sue doti.
Per favore non dategli ascolto!Jaco è stato un Artista nel senso vero del termine.
Lui basta che prendesse il suo fretlees in mano e qualunque cosa facesse era Musica.(quando dico musica non parlo di sciorinare scale modali a destra e manca).Era un po come Ry Charles quando qualunque cosa gli facessero cantare,fosse anche la prima pagina di un giornale, diventava magia.
Quell'uomo, che pochi giorni prima aveva tentato di ammazzarsi,era li sul palco che volteggiava come un Etoile all'Opera di Parigi.
Tutti abbiamo imparato da lui non solo i bassisti.Lui mi ha spiegato il ritmo, il suono,e che il Jazz, e tutta la musica di improvvisazione, ,non è un qualcosa dove si "azzeccano" scale su accordi come le figurine dei calciatori sull'album.Ma è un pensiero definito,una melodia estemporanea che deve avere un inizio,una sua evoluzione e una conclusione.
(Su queste considerazioni se volete discuterne con me vi invito a leggere il mio articolo la terza via)
Un saluto a tutti gli amici "accordatori".si... mi piace di più che accordiani.Ah ah ah.