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Tubeman HeK

di giulietto+80 [user #2639] - pubblicato il 29 agosto 2009 ore 13:46

Buongiorno "colleghi".

Ho recentemente acquistato il preamp valvolare in oggetto. Per chi non lo conoscesse, rapidamente dico che è un preamp valvolare (ECC83)stomp-box a 3 canali (clean, crunch e lead) con livelli indipendenti per i 3 canali, eq a tre bande in comune, master level e controllo voicing sul canale lead.

Questo aggeggio nasce come preamp da utilizzare sia per registrazioni audio che per entrare diretto nel mixer, infatti viene dotato di OUT MIX con red box intergrata (simulazione di cassa). In più inoltre si può utilizzare, grazie ad un'OUT dedicata,  come preamp esterno da inviare ad un finale di potenza. Tra i vari esperimenti di questi giorni, vi illustro quanto segue:

Prendo il tubeman, lo collego tramite uscita dedicata al return del mio Laney LC30 (quindi bypasso il pre dell'ampli e vado diretto al finale).  Il laney possiede un pot che regola il volume in entrata sul return del segnale nel loop. Purtruppo non so se il loop e seriale o parallelo, e non so se può cambiare qualcosa ;)

E qui chedo 2 cose:

1- quel pot equivale a "tirare" il finale dell'ampli? Come si può regolare il carico di lavoro del finale? e' meglio tirare il collo al tubeman e dosare col pot dell loop, o mettere a palla il loop e dosare il preamp?

2- Nel caso lo volessi usare in diretta al mixer utilizzando l'uscita dedicata, e volendo aggiungere un delay e chorus, li potrei mettere in cascata HeK --> CH---> DD ---> Mix. Ma inquesto modo manderei ai pedali esterni il segnale già "simulato per cassa".  Forse la cosa si complicherebbe di più se volessi attaccare al tubeman anche un booster tipo HeK---> booster---> CH---> DD---> MIX. Che dite? può andar bene o c'è altra modo?

Grazie dell'aiuto

Giulio

 


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Ho guardato in rete
di Q [user #7863]
commento del 29/08/2009 ore 18:5
Ho guardato in rete lo schema a blocchi del tuo amp. Il loop effetti è seriale e non esiste un vero e proprio controllo master per il finale. In realtà il controllo di livello del return agisce esattamente come un master, regolando l'ampiezza del segnale da dare al finale. Di conseguenza per tirare il finale in una configurazione come quella che intendi usare tu devi alzare il livello del segnale da dare al finale. Che tu decida di farlo aumentando il pot sul laney o aumentando l'uscita del tubeman non cambia nulla per la saturazione delle valvole finali, quello che cambia è che se tieni alto il livello sul laney non puoi permetterti di far lavorare bene le valvole del pre (tubeman). Delle due opzioni che prospetti la prima penso sia migliore anche perchè tirare il collo all'operazionale che gestisce il return non mi pare abbia gran senso. Per la seconda questione...dunque non avendo il tubeman un loop effetti non vedo come tu possa evitare di dover lavorare sul segnale filtrato dalla red box. Quello che entra nel tubeman esce 'simulato' e non c'è modo di prendere il segnale nel mezzo, se non modificando il pedale.
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Re: Ho guardato in rete
di giulietto+80 [user #2639]
commento del 30/08/2009 ore 12:3
Chiaro, conciso, efficace....beh posso solo che ringraziarti!!! In realtà sul discorso dell'utilizzo diretto al mix più effetti esterni, avevo anch'io constatato che non c'è altra soluzione così come è concepito il pedale. La mia era più una richiesta sul risultato che viene fuori nel processare con effetti ambiente un segnale simulato. Grazie ancora. Giulio
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Re: Ho guardato in rete
di Q [user #7863]
commento del 30/08/2009 ore 13:3
Purtroppo qui non posso parlare per esperienza personale, ma posso fare una considerazione. Nella realtà il suono che esce dalla cassa, e quindi filtrato dalla risposta in frequenza della cassa/cono viene a sua volta filtrato dall'ambiente (riverberi e eco) esattamente nella successione in cui hai messo la catena tu. Certo l'effetto non sarà uguale ma concettualmente dovrebbe essere una riproduzione corretta. In fin dei conti è come se aggiungessi ad una traccia di un ampli microfonato un effetto d'ambiente da studio in un qualunque software di editing.
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