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Relic filatelico

di jebstuart [user #19455] - pubblicato il 23 agosto 2009 ore 00:37

Eccoci alla terza puntata della carrellata sul relic extrachitarristico.

Una forma estremamente sofisticata di relic è in uso da oltre 150 anni in filatelia. Per comprenderne il senso, è necessario spendere due parole su quali siano i criteri che rendono più o meno prezioso un francobollo. 

E' noto a tutti che un francobollo può trovarsi in due principali stati di conservazione: nuovo (cioè conservato così come uscito a suo tempo dal Poligrafico) o usato (o, meglio, annullato, cioè recante il timbro di annullo di un ufficio postale). Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non necessariamente il nuovo vale più dell'usato. Quest'ultimo, infatti, è un po' la forma "vintage" del francobollo. E', in altre parole, l'espressione del fatto che il francobollo ha espletato onorevolmente la sua funzione e mostra segni di usura ed annullo quale logica conseguenza di tale funzione. Quando poi sia noto dagli annali postali che di quel tipo particolare di francobollo sia stato effettivamente usato un ridotto numero di pezzi per affrancare lettere, il francobollo allo stato di usato originale (il "vintage", per intenderci) diventa una rarità ed acquista un valore considerevole, e talora elevatissimo (nell'ordine delle decine o anche centinaia di migliaia di euro).

E' stato così inevitabile che nel tempo si tentasse di creare degli annulli postumi (i cosiddetti "annulli di favore") con un duplice scopo: accontentare il collezionista che non ha i soldi per comprare un usato originale, ma che vuole comunque mettere in collezione un esemplare annullato o (ma qui siamo nel campo della truffa commerciale) per spacciarlo per usato originale, procacciandosi così un illecito guadagno.

Tralasciando gli annullamenti per truffa, argomento di cronache giudiziarie più che di filatelia, occupiamoci degli annulli di favore applicati "venialmente", allo scopo di ottenere una specie di "tappabuchi", destinato a sedare la S.A.S. (Stamps Acquisition Syndrome) dei collezionisti non milionari. Perchè un annullo sia "di favore" è necessario che venga apposto con il timbro originale dell'epoca storica in cui il francobollo avrebbe dovuto essere usato. In pratica un annullo del tutto simile a quello vero, solo che apposto su un esemplare nuovo che a suo tempo non ha viaggiato, spesso anni o decenni sopo il periodo effettivo di validità del francobollo. Per capirci, pensiamo ad un annullo datata 1879 che fa pensare ad un francobollo che ha viaggiato su una lettere di epoca umbertina, e che in raltà è stato apposto in un laboratorio filatelico nel 2009. Un relic, a tutti gli effetti.

E' da notare che, almeno che l'esemplare non venga venduto per vero, l'apposizione di un annullo di favore non costituisce reato, in quanto l'esemplare annullato non viaggerà e non ne deriverà pertanto alcuna frode al servizio postale.

 

A titolo esemplificativo, ecco un francobollo da 30 centesimi del 1879 con effigie di Umberto I, con annullo di favore (il "relic"):  

L'esemplare reliccato vale intorno ai 250 euro.

Qui sotto, invece, un esemplare con annullo originale (il "vintage"): 

L'esemplare vintage vale circa 3000 euro.

Viene da chiedersi a questo punto, visto che i timbri usati sono praticamente gli stessi, come il collezionista possa riconoscere un relic da 250 euro da un vintage da 3000 euro.

Questa valutazione, che comunque molti collezionisti con l'esperienza imparano a fare da soli, viene però generalmente affidata, soprattutto per esemplari di grnde pregio, ad un perito. I parametri utilizzati sono diversi, ma il principale è il tipo di inchiostro usato, visto che è in genere possibile conservare per decenni un timbro metallico, ma è molto difficile avere a disposizione gli inchiostri originali di ciascuna epoca storica, vista la loro deperibilità. Peraltro i tipi di inchiostro usati dalle Poste umbertine, ad esempio, erano neri a base acquosa; quelli di epoca fascista oleosi neri o violetti, quelli repubblicani ancora diversi, e così via. Allorchè il perito, al termine dell'expertise, giunge alla conclusione di trovarsi di fronte ad un vintage e non ad un relic, egli rilascia un certificato, che ha valore legale allorchè il perito sia iscritto all'albo apposito del Tribunale competente per il luogo in cui esercita la sua attività

Ecco, ad esempio, il certificato peritale relativo all'esemplare vintage:

Come si vede, relic e vintage, in filatelia, hanno significati decisamente diversi da quanto succede per gli strumenti musicali. Infatti, anche se in entrambi i casi, fatti salvi comportamenti commerciali scorretti o chiaramente truffaldini, la condizione dell'esemplare viene dichiarata a priori, in filatelia il relic è una condizione quotata mediamente di un fattore 10 in meno rispetto all'usato originale.

 

Per le puntate precedenti:

Relic ornitologico

Relic botanico


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wowowo
di lorenzof [user #17952]
commento del 23/08/2009 ore 01:0
So it was me the volcan? Dude you kick ass! Non sapevo che i francobolli usati, annullati, avessero potenzialmente lo stesso valore dei nuovi, e che esistesse un mercato simile! I got a bunch of used oldies coming from my great grandfather's collection, gonna take em back from the dust.... Una volta ho pensato che sarebbe stato bello scegliere i migliori e realizzarci il top di una chitarra, ma ora mi sa che prima di fare una cosa simile dovrò effettuare qualche verifica. ne avrò diciamo un migliaio. Vengono da tutto il mondo e hanno parecchi anni (diciamo dai primi del novecento fino agli anni '70). Li guarderò con accresciuto interesse! Sei un collezionista? Questo tipo di interesse sì, che è inattuale. E' possibile che l'interesse e il mercato vada scemando, oggi che i francobolli sono di uso sempre meno comune?
Rispondi
Re: wowowo
di jebstuart [user #19455]
commento del 23/08/2009 ore 01:2
Ciao, Lorenzo. Bella serie di domande. Vediamo..... Allora. Per esperienza ti dico che le "raccolte" di francobolli presenti in molte famiglie 90 volte su 100 non riservano sorprese (è quindi buonissima l'idea del top). Nei restanti 10 casi, però, c'è la possibilità che tu abbia un tesoretto sotto al materasso. In genere le cose di valore le si trovano tra i francobolli emessi tra il 1840 e il 1930. Sono, purtroppo, un collezionista. Il che vuol dire che molti soldini sono passati dalle mie tasche a quelle dei commercianti del settore. Sapendo che me lo chiederai, ti anticipo che la massima competenza è nel settore della filatelia russa zarista e delle varietà (in pratica varianti occasionali di francobolli. Una cosa complicatissima che potrei esemplificare dicendo che è come se cercassi di accaparrarmi tuttle le LP 1959 disponibili sul mercato, classificandole con un colorimetro per valutarne le sfumature di colore. Il mercato della filatelia è mutato, ma non esattamente scemato. Mi spiego meglio. Per tutto il XX secolo, e grosso modo fino al 1985, praticamente ogni ragazzo (raramente le ragazze, chissà perchè) ha "raccolto" (non collezionato, perchè è una cosa divesa) francobolli. Su 100 raccoglitori, in media una quindicina diventavano poi collezionisti, cioè cominciavano a comprare anzichè recuperare francobolli. Col comparire dei mezzi telematici e soprattutto con la diffusione dei francobolli autoadesivi tipo prioritaria, la funzione del francobollo commemorativo, che poi era quello a maggiore valenza educativa per i ragazzi (ma qui temo debba stare attento a quel che dico, con te) è andata via via perdendo di senso. Sono scomparsi i raccoglitori e diminuiti di almeno la metà i collezionisti. Il mercato non ne ha molto sofferto, tuttavia, perchè i collezionisti venuti meno sono quelli del sabato pomeriggio. Per capirci, l'equivalenbte dei ragazzi che girano ore nei negozi musicali e poi escono con cinque plettri. Il grosso dei collezionisti ad alto budget è inalterato, anche perchè la rivalutazione media annuale di un francobollo di pregio può sfiorare il 10%. Ti rendi conto che come investimento non c'è male, anche se con alcune considerazioni economico-finanziarie con cui però non vorrei tediarti troppo. Scannerizza, se vuoi, le pagine del raccoglitore. Vedremo al volo se c'è qualcosa che, venduta, può accrescere il tuo parco chitarre :-) Jeb
Rispondi
Re: wowowo
di lorenzof [user #17952]
commento del 23/08/2009 ore 01:3
Ehm...Stavo giusto vergognandomi per non avere un raccoglitore. Sono conservati in mezzo a fogli di carta. Avendoli appena dissotterrati, mi sono accorto che in realtà conservo a casa con me diciamo 200 francobolli, forse qualcuno di più, gli altri sono nei raccoglitori da cui li ho tolti molti anni fa, ora a casa dei miei. Raccolsi la maggioranza dei più belli e senza timbro, ma alcuni sono usati. Ora che li ho davanti vedo sudamerica, asia, russia, most of all dell'immediato secondo dopoguerra. Il primo italiano che ho visto è un "primo centenario bollo della posta napoletana 1958" in quello che mi pare un buono stato, non usato. Hanno un fascino sofisticato, lo ammetto. Per te qualcosa di molto più elaborato, certamente. Ora li scorro un pò e poi torno. ho visto che molti sono dei '50, con poco valore (visto da vai al link) anche se molti non ci sono in quelle liste. Ho in mano due "repubblica sociale italiana da 25 e 50 cent". va bé ora li riordino e soprattutto penso al top :-)
Rispondi
Re: wowowo
di jebstuart [user #19455]
commento del 23/08/2009 ore 01:5
Condivido col tuo francobollo italiano la data di emissione (1958) e il buon stato di conservazione (apparente, sia per me che per lui). Non ti bacchetto per il raccoglitore, tranquillo. L'importante è che non ci siano segni di ossidazione, cioè che la gomma degli esemplari nuovi non sia gialla. Gli usati, potendo essere lavati e disinfettati, non ha importanza in che stato siano. Ti anticipo, però, che se hai ben identificato il periodo col secondo dopoguerra, non dovremmo aspettarci sorprese piacevoli. Hai ragione per il fascino. Se si ha una discreta conoscenza della storia, poi, immagina che sensazione si può avere se ci si trova tra le manii, per fare un esempio, un francobollo annullato a mano durante la guerra civile russa o un francobollo timbrato dalla censura di guerra sul Carso. Tutto è relativo. Se hai animo sensibile, ti sembrerà di avere in mano un pezzo importante della vita di alcune persone. In caso contrario, solo un pezzo di carta vecchia.
Rispondi
Re: wowowo
di lorenzof [user #17952]
commento del 23/08/2009 ore 01:5
Mi sto scoprendo più sensibile del previsto: colonie italiane in africa, che sogni si facevano all'epoca. sembra uno scherzo. la spedizione dei mille...One cent americano...alcuni sono bellissimi
Rispondi
Re: wowowo
di jebstuart [user #19455]
commento del 23/08/2009 ore 02:0
Vai, Lorè, che sei sulla buona strada. Temo seriamente di aver fatto un guaio :-)
Rispondi
Va' che.....
di jebstuart [user #19455]
commento del 23/08/2009 ore 01:5
Va' che ho reclutato un nuovo filatelista!!!!!!
Rispondi
Re: Va' che.....
di lorenzof [user #17952]
commento del 23/08/2009 ore 02:2
Alcuni sono da lacrime agli occhi. Francobollo tedesco 2 marchi, due mani incatenate soreggono una colomba bianca, credo post WW II. Quelli spaziali russi son grandi come mezza cartolina. Ne ho molti con Hitler, nuovi. Alcuni ritraggono paesaggi meravigliosi in monocromatico. piccoli tesori, hai ragione. Molti tedeschi post WW I con la scritta N miliarden, il periodo della inflazione gigantesca. Ehi sto vedendo che per questi le quotazioni salgono. E le lacrime vengono per davvero, perché questi erano in una busta che mio nonno mi diede lui stesso quand'ero piccolo. Ouch...svastiche ad ovest, che lugubri. Sì, questi tedeschi son molti, credo possa valere la pena farli visionare. In tutto a casa ne avrò 600-700, a occhio e croce, poi ce e sarano almeno 3-4000 nei raccoglitori da mia mamma, dove ho lasciato quelli meno appariscenti, quando facemmo un trasloco. Giustamente ho valutato su base estetica .-)
Rispondi
Re: Va' che.....
di jebstuart [user #19455]
commento del 23/08/2009 ore 02:3
Esatto. Periodo Weimar. Mi fa piacere questa cosa. Goditeli. In ogni caso, nel guardarli, ridai vita, per un attimo, al mondo ed alle passioni del tuo bisnonno. Ti mando sul tuo indirizzo mail qualcosa. Ora guardo un po' cosa trovo....
Rispondi
Re: Va' che.....
di lorenzof [user #17952]
commento del 23/08/2009 ore 03:0
Oh. E cos'ho trovato, anche, in una casa di campagna anni fa? ora le rivedo. lettere di nobili delle mie zone, scritte attorno al 1880. senza busta, in genere. Alcune scritte in inglese. La comunicazione di un lutto, la morte di Erminia Coletti Clarini 1897. lettere che il mio giovane nonno Giovanni scrive al suo futuro suocero (da cui ho preso il nome, noto anarchico delle mie zone), lamentando tra l'altro che quello non aveva permesso alla figlia (gentil signorina) di raggiungerlo, anno 1953. Foglio di congedo militare 1951. La tessera 1291090 della Democrazia Cristiana, 1954. E quella PSI 1963. 333032. Quore, con la q.
Rispondi
Re: Va' che.....
di jebstuart [user #19455]
commento del 23/08/2009 ore 03:0
Eh, eh, eh. Ti vedo coinvolto. Ti mando quelle che potrebbero esser le buste.
Rispondi
Re: Va' che.....
di nick74 [user #15609]
commento del 23/08/2009 ore 18:0
per l'emozione ho staracciato il mio Gronchi rosa! fa niente tanto ne ho cinque! ;)))))))
Rispondi
Re: Va' che.....
di jebstuart [user #19455]
commento del 23/08/2009 ore 18:2
Allora poco male. Mandami i frammenti, comunque....
Rispondi
uhmm
di Dirty_Rocker [user #18531]
commento del 23/08/2009 ore 10:4
ora che mi ci fate ripensare a firenze dovrei avere un paio di album con roba del regno,repubblica sociale etc.. ho giusto bisogno di qualche nuovo pedalino.. :)
Rispondi
Re: uhmm
di jebstuart [user #19455]
commento del 23/08/2009 ore 12:2
Bravi, bravi, bravi..... Abbiamo introdotto un primo punto di contatto tra filatelia e chitarra. Vediamo che ne viene fuori.............
Rispondi
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