Eccoci alla terza puntata della carrellata sul relic extrachitarristico.
Una forma estremamente sofisticata di relic è in uso da oltre 150 anni in filatelia. Per comprenderne il senso, è necessario spendere due parole su quali siano i criteri che rendono più o meno prezioso un francobollo.
E' noto a tutti che un francobollo può trovarsi in due principali stati di conservazione: nuovo (cioè conservato così come uscito a suo tempo dal Poligrafico) o usato (o, meglio, annullato, cioè recante il timbro di annullo di un ufficio postale). Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non necessariamente il nuovo vale più dell'usato. Quest'ultimo, infatti, è un po' la forma "vintage" del francobollo. E', in altre parole, l'espressione del fatto che il francobollo ha espletato onorevolmente la sua funzione e mostra segni di usura ed annullo quale logica conseguenza di tale funzione. Quando poi sia noto dagli annali postali che di quel tipo particolare di francobollo sia stato effettivamente usato un ridotto numero di pezzi per affrancare lettere, il francobollo allo stato di usato originale (il "vintage", per intenderci) diventa una rarità ed acquista un valore considerevole, e talora elevatissimo (nell'ordine delle decine o anche centinaia di migliaia di euro).
E' stato così inevitabile che nel tempo si tentasse di creare degli annulli postumi (i cosiddetti "annulli di favore") con un duplice scopo: accontentare il collezionista che non ha i soldi per comprare un usato originale, ma che vuole comunque mettere in collezione un esemplare annullato o (ma qui siamo nel campo della truffa commerciale) per spacciarlo per usato originale, procacciandosi così un illecito guadagno.
Tralasciando gli annullamenti per truffa, argomento di cronache giudiziarie più che di filatelia, occupiamoci degli annulli di favore applicati "venialmente", allo scopo di ottenere una specie di "tappabuchi", destinato a sedare la S.A.S. (Stamps Acquisition Syndrome) dei collezionisti non milionari. Perchè un annullo sia "di favore" è necessario che venga apposto con il timbro originale dell'epoca storica in cui il francobollo avrebbe dovuto essere usato. In pratica un annullo del tutto simile a quello vero, solo che apposto su un esemplare nuovo che a suo tempo non ha viaggiato, spesso anni o decenni sopo il periodo effettivo di validità del francobollo. Per capirci, pensiamo ad un annullo datata 1879 che fa pensare ad un francobollo che ha viaggiato su una lettere di epoca umbertina, e che in raltà è stato apposto in un laboratorio filatelico nel 2009. Un relic, a tutti gli effetti.
E' da notare che, almeno che l'esemplare non venga venduto per vero, l'apposizione di un annullo di favore non costituisce reato, in quanto l'esemplare annullato non viaggerà e non ne deriverà pertanto alcuna frode al servizio postale.
A titolo esemplificativo, ecco un francobollo da 30 centesimi del 1879 con effigie di Umberto I, con annullo di favore (il "relic"):

L'esemplare reliccato vale intorno ai 250 euro.
Qui sotto, invece, un esemplare con annullo originale (il "vintage"):
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L'esemplare vintage vale circa 3000 euro.
Viene da chiedersi a questo punto, visto che i timbri usati sono praticamente gli stessi, come il collezionista possa riconoscere un relic da 250 euro da un vintage da 3000 euro.
Questa valutazione, che comunque molti collezionisti con l'esperienza imparano a fare da soli, viene però generalmente affidata, soprattutto per esemplari di grnde pregio, ad un perito. I parametri utilizzati sono diversi, ma il principale è il tipo di inchiostro usato, visto che è in genere possibile conservare per decenni un timbro metallico, ma è molto difficile avere a disposizione gli inchiostri originali di ciascuna epoca storica, vista la loro deperibilità. Peraltro i tipi di inchiostro usati dalle Poste umbertine, ad esempio, erano neri a base acquosa; quelli di epoca fascista oleosi neri o violetti, quelli repubblicani ancora diversi, e così via. Allorchè il perito, al termine dell'expertise, giunge alla conclusione di trovarsi di fronte ad un vintage e non ad un relic, egli rilascia un certificato, che ha valore legale allorchè il perito sia iscritto all'albo apposito del Tribunale competente per il luogo in cui esercita la sua attività
Ecco, ad esempio, il certificato peritale relativo all'esemplare vintage:

Come si vede, relic e vintage, in filatelia, hanno significati decisamente diversi da quanto succede per gli strumenti musicali. Infatti, anche se in entrambi i casi, fatti salvi comportamenti commerciali scorretti o chiaramente truffaldini, la condizione dell'esemplare viene dichiarata a priori, in filatelia il relic è una condizione quotata mediamente di un fattore 10 in meno rispetto all'usato originale.
Per le puntate precedenti:
Relic ornitologico
Relic botanico