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So che non c'entra con la chitarra ma, sono inorridito!

di Pearly Gates [user #12346] - pubblicato il 19 agosto 2009 ore 11:24

Ho appena letto questa notizia e sono ALLIBITO!

notizie.tiscali.it/articoli/esteri/09/08/18/karzai_legge_donne_123.html

Questo è il passaggio saliente:

 "....Le elezioni si avvicinano e il presidente uscente dell'Afghanistan, Hamid Karzai, gioca tutte le carte in suo possesso per garantirsi la rielezione. Come qualla di approvare una legge che segrega la donna in casa e la pone di fatto sotto la tutela del marito che, se non può più stuprarla, le può negare il cibo se questa rifiuta di avere rapporti sessuali...."

Io non ho parole, ....voi?


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Dico che
di lorenzof [user #17952]
commento del 19/08/2009 ore 12:4
la democrazia non è che uno dei regimi politici possbili, e se la cultura di un popolo non ha nulla a che fare con essa non puoi inculcargliela tu. Poi per un fatto di stabilità internazionale, di convenienza economica, di geopolitica, andiamo ad occuparci di quello che si fa in Afghanistan, ma senza avere gli strumenti culturali per farlo. Quante persone nel mondo "civilizzato" saprebbero indicare dove si trova l'Afghanistan, quante conoscono un brandello della sua storia o della sua cultura? Camminare coi piedi leggeri è quello che non sappiamo ancora fare, senza far danno. In Sicilia fino a pochi decenni fa, di fatto quello di cui parli tu era una legge non scritta ma attuata. Questo detto, io sono ben felice di stare qui piuttosto che lì, come sto meglio qui che nel nostro medioevo, in quanto se non altro non c'è la libertà totale di fare di me e degli altri miei colleghi cittadini quello che il potente di turno vuole. C'è, ma è limitata a pochi individui. Puoi essere isolato, licenziato, messo da parte, indotto alla depressione, all'isolamento, ridotto al silenzio e all'esilio civile. Ma non c'è proprio un signorotto feudale che può far sparirre te e la tua famiglia dalla mattina alla sera per suo piacere. Ecco, per questo genere di fatti sono contento di stare qui, perché oggettivamente è più comodo vivere così.
Rispondi
Re: Dico che
di jebstuart [user #19455]
commento del 20/08/2009 ore 00:3
Bella risposta. La più giusta da darsi, ricca di maturità e senso pratico. Il mondo è così com'è, l'Uomo è così com'è. E' comprensibile, ma assolutamente inutile indignarsi. I processi di maturazione della coscienza sociale e civile di un popolo hanno tempi lunghissimi e spesso non basta una vita per vederli non dico compiuti ma anche solo avviati. Nessuno di noi può andare in Afghanistan a prendere a sberle questi mariti felloni e stupidi. Però chiunque di noi può prodigarsi per dare una mano a chi viene qui dall'Afghanistan a condividere questo nostro vituperato, sputtanato, criticato ed odiato Paese che però a conti fatti, paragonato a realtà lontane solo poche centinaia di chilometri (o anche ad esso stesso solo sessamt'anni fa), risulta alla fine molto migliore di quanto lo si voglia dipingere. Indignamoci, com'è giusto, ma prodighiamoci soprattutto per costruire QUI, dove ci è possibile farlo, un mondo migliore.
Rispondi
mi sento di dissenti
di max64max [user #20205]
commento del 20/08/2009 ore 11:5
mi sento di dissentire da questa visione delle cose, forse essere indotti alla depressione, all'isolamento, all'esilio civile e mentale non è poi tanto meglio che sparire...certo che se applichiamo la regoletta del se c'è vita c'è speranza... sono assolutamente d'accordo che le culture nel mondo non sono contemporanee, e non voglio neppure dire più indietro o più avanti, semplicemente diverse... ma quelle culture che non sono rispettose della libertà altrui veramente non possono cambiare in fretta? ma come?! siamo nell'era delle comunicazioni, in italia ci sono quasi 80 milioni di cellularei, 50 milioni di computer, (non sto neppure a fare i rapporti con il numero di abitanti...) noi di queste pagine con internet sappiamo tutto o quasi di stratocaster, gibson, mooger fooger, di valvole e transistor, sappiamo cose di strumenti che non vedremo neppure mai da vicino e tutte queste possibilità non servono a nulla? la verità è che siamo nell'era delle comunicazioni senza limiti e quasi senza confini ma non abbiamo nulla da dire, perchè non sappiamo nulla, abbiamo una tecnologia che ci dovrebbe permettere di eleverci invece razzoliamo sempre di più nel fango, e non approvo il pensiero che non ci si debba lamentare perchè c'è chi sta peggio di me, ma dai...davvero? devo sentirmi in colpa se ho sofferenza perchè più in la c'è qualcuno che sta peggio? devo sentirmi libero di arrancare perchè qualcuno fatica a vivere? devo davvero trovare CONSOLAZIONE NELLA SOFFERENZA ALTRUI? non trovo molte cose più feroci ed arroganti di questa modalità, siamo ormai dentro questo cilindro dove non abbiamo più punti di riferimento, ne dobbiamo inventare di nuovi sulle ridicole conoscenze o principi che ci passano chissà con quale scopo... con meno si sa e con più si è convinti di sapere, con più siamo in balia del TIRA A CAMPÀ , che così va meglio che la. voi avete sicuramente le vostre ragioni, io, senza sapere nel modo più assoluto come funziona questo aggeggio che uso per comunicare con voi, riesco a comunicare, non credo importi sapere dove si trova l'Afghanistan per capire che qualcosa non va, io preferisco non schierarmi, ma dove c'è sofferenza c'è sempre qualcosa che non va, a prescindere dal lato in cui sta la ragione. oggi come tutti i giorni circa 25 mila bambini moriranno di fame, 5 torri che crollano ogni giorno piene di bambini affamati, questo non succede qui e non mi consola questo dettaglio, noi siamo "fortunati" ma siamo "fortunati" senza meriti. ci accontentiamo di quello che succede trovando giustificazioni discutibili per non ammettere le nostre colpe, soffochoiamo la nostra consapevolezza perchè sappiamo perfettamente che il nostro stato di dolore amunta con essa e nessuno ha piacere nel dolore, anche se più in la c'è chi sta peggio... scusate lo sfogo non ho nulla contro nessuno, anzi, sono un filantropo convinto, vorrei che tutti stessimo bene e potessimo lamentarci solo del fatto che oggi è un caldo terribile ma è solo un dettaglio... saluti e rispetto a tutti Max
Rispondi
Re: mi sento di dissenti
di jebstuart [user #19455]
commento del 21/08/2009 ore 00:3
Caro Max, mi permetto di risponderti io perchè credo che Lorenzo non abbia ancora letto. Innanzitutto, grande rispetto anche alla tua opinione, espressa con molto garbo e civiltà. Spiego meglio ciò che io intendevo dire, e per farlo devo raccontarti alcune cose di me. Io ho un po' di annetti e dal 71-72 fino ai primi anni '80 ho preso un bel po' di botte nei cortei studenteschi, perchè gli operai dell'Italsider di Bagnoli (allora non c'era Internet e non sapevamo moltissimo dei guai fuori di casa nostra) stavano per perdere il loro lavoro. Nonostante fossi uno studente liceale, peraltro di estrazione assolutamente borghese, non ebbi paura di schierarmi, non solo a parole (detto con molto rispetto) ma nei fatti. Ne ho prese (ed anche date) tante. Sentivo di condividere il problema e ci misi il petto e il cranio (noterai che non ho detto "la testa", perchè era sul cranio che me le suonavano). Negli anni seguenti sono stato sempre in prima linea (in una fazione giusta o sbagliata che possa essere per te) ma senza nascondermi mai. Poi sono sono diventato adulto, ho messo su famiglia e sono diventato professore universitario, per di più di Medicina. Un barone, se vuoi, vista la scarsa simpatia generale in questo momento storiconei confronti della mia categoria. Bene, la maturità, il contatto costante con la morte e tante cose che non c'è tempo e spazio per raccontare, mi hanno insegnato non che non si debba schierarsi (per amor di Dio, certamente questo no), ma che le parole, anche quelle meglio scelte e più sentite, servono a poco. Quando posso (ed in piccola misura ho cercato di farlo anche qui in Accordo) cerco sempre di difendere con quel che scrivo la verità, la democrazia, il progresso sociale. Ma, nonostante il mio mestiere consista soprattutto nel parlare (ai giovani, visto che mi pagano per questo) fin dall'inizio della mia attività professionale ho deciso piuttosto di FARE, per quanto potevo. E' per questo che, nel mio piccolo, mi ostino a pagare le tasse fino all'ultimo centesimo, regalo le mie prestazioni professionali a chi non può pagarmi, faccio la ricevuta fiscale ad OGNI paziente che entra nel mio studio, quando trovo il tempo vado all'ospizio dei poveri e visito, medico e consolo barboni. Sarà pochissima cosa, certamente non risolverà i problemi dell'Afghanistan o dell'Iraq, ma è qualcosa di concreto. E' soprattutto quello che, ripeto nel mio piccolo, posso fare. So bene che c'è gente che muore di fame, che ci sono donne infibulate, che ci sono bambini nell'Africa subsahariana che muoiono di tubercolosi (che per inciso si cura tranquillamente con meno di due euro al giorno). Posso raccontarti anche di come in Italia ci sia gente che ha lavorato con l'amianto e muore di mesotelioma pleurico. Posso raccontarti dei tanti anziani italiani abbandonati dai parenti quando si tratta di andare in vacanza (saprai che la legge italiana punisce l'abbandono di animale domestico ma non quello di genitore). Ho paura, però, che in questo stranissimo terzo millennio di retorica dell'anticonformismo, le chiacchiere (le "denunce", come dicono ancora molti) siano sì il punto di partenza ma anche quello di arrivo dell'impegno sociale. Io ho optato per una posizione più sommessa e mi ostino a pensare che quando un pensionato mi chiama a casa sua, perchè vuole un "professore" col nome sui testi di Medicina ed aspetta con ansia, spesso stringendo già in mano qualche biglietto da cento euro, che io gli spari l'onorario, nel dirgli (col massimo garbo di cui sono capace) che la mia prestazione è un piccolo regalo per lui, io abbia messo, molto più dei blateratori di professione, un piccolissimo mattoncino nella costruzione di un Mondo più giusto. Con uguale rispetto e stima jebstuart
Rispondi
Re: mi sento di dissenti
di lorenzof [user #17952]
commento del 21/08/2009 ore 01:1
O_O Ci avevo visto bene. Lo dicevo io che il nostro Jeb ha la stoffa. E leggendo i tuoi guizzi ti immaginavo addirittura più giovane di me.
Rispondi
Re: mi sento di dissenti
di jebstuart [user #19455]
commento del 21/08/2009 ore 01:2
Ahimé, temo fortemente di poter essere tuo padre ;-) Per il resto, sei decisamente troppo gentile. Però devo confessarti la storia dei guizzi mi ha fatto piacere... sarà che negli ultimi tempi guizzo pochino ;-) ;-) ;-).
Rispondi
Re: mi sento di dissenti
di lorenzof [user #17952]
commento del 21/08/2009 ore 14:0
Non ti ho ancora detto che mio padre è, un medico.
Rispondi
Re: mi sento di dissenti
di lorenzof [user #17952]
commento del 21/08/2009 ore 01:0
Ooooddioddioddioddio come la fai semplice, amico mio! Sono molto stanco stasera, mi perdonerai se rimando la risposta a domani. PS: vedo dal tuo # che sei un accordiano da poco arrivato. Quando vuoi rispondere ad un commento in particolare, anche per fare in modo che l'interlocutore riceva un avviso e possa in caso risponderti, devi cliccare sul "rispondi" che trovi in basso, in corrispondenza di ogni singolo commento. Solo per caso son passato di qui, altrimenti non ti avrei letto.
Rispondi
Re: mi sento di dissenti
di max64max [user #20205]
commento del 21/08/2009 ore 10:2
non so se era rivolto a me il cosiglio di cliccare su rispondi etc...lo faccio comunque mio, grazie, non avevo inteso questa funzione. si certo la faccio facile, (sempre che fosse rivolto a me) la faccio all'apparenza facile perchè cosi è...nel senso che tutto è volgarmente contorto e, ne sono assolutamente sicuro, c'è un sistema più semplice per far funzionare decentementre questa baracca...certo è che se cominciamo a cavillare sui fatti, le motivazioni, le ragioni di tutti non è affatto semplice, non volevo innescare attriti o creare tensioni, la cosa più lontana da me... ne avevo in mente di rifare il mondo o esprimere un concetto del genere, non sono in grado di farlo neppure nelle serate più intense dove il vino è buono la musica anche e gli amici di più...figuriamoci qui, dove scrivi qualche parola affogata dal caldo. la verità è che mi arrabbio quando sento di qualsiasi angheria inflitta a qualcuno nella totale mancanza dei diritti più elementari, primo tra tutti il rispetto. se ci pensi non è difficile, se ci rispettassimo tutti allo stesso modo?! magari Molto...sarebbe più facile e saremmo in un posto completamente diverso...certo scrivo delle banalità...lo so, ma cosa posso farci? io non ho risposte, non conosco i dettagli per cui un popolo vive in un modo e uno in un altro, e sinceramente non mi interessa, se applico il mio banale e semplice concetto funziona, di questo sono sicuro. il difficile sta in questo, applicare delle banalità, delle semplici regole civili che mi portano a stare nei miei piedi e non su quelli degli altri...la cosa più disarmante è che se voglio comunque vivere in questa società qualche piede devo pestarlo mio malgrado, perchè il sistema è così e devi "mangiare o saltare..." non sono mai andato in piazza a manifestare, non sono un medico e non posso fare quello che fa l'Amico che ha scritto di cui non ricordo il nome mentre scrivo (scusa), hai tutta la mia ammirazione per quello, immagino che se fai questo una quota di tormento di vita non ti abbamdona mai, come succede a me, una inquietudine sottile che non permette mai ai polmoni di espandersi completamente (è l'unico modo per spigare questa sensazione con la mia conoscenza) io, come dico in quelle famose serate, vorrei cambiare, vorrei essere diverso, e non migliore, vorrei essere peggiore di quello che sono, vorrei essere inconsapevole di tutto, riuscire a spegnere il cervello, essere interessato solo da chitarre e pedali, da auto o firme, sport, superenalotti ricchi premi e cotions, isole, fratelli sorelle veline e mogli di presentatori... senza contare quelle di presidenti e i loro show, va bè, le chitarre e i pedali li togliamo da questa lista...sono pur sempre un chitarrista. io rimango sopraffatto da tutte queste cose, le subisco nel peggiore dei modi, anche se sembrano cose di poco conto, e lo sono, sono comunque il sintomo di un modo di gestire la gente che nei fatti più larghi si manifesta in quel che succede. certo non è per questo che le cose stanno così, ma ne fanno parte, fanno parte dello stesso progetto, come un piccolo tavolo dove appoggiare un pc fa parte del progetto di una casa come le fondamenta. ragazzi io vivo perennemente con la confusione in testa, come se fossi sospeso su di una fune in equilibrio precario senza sapere chi regge la fune agli estremi, scusate se vi sono sembrato semplicistico ma non era neppure intenzione sembrare profondo, non c'era nessuna intenzione se non quella di esporre pensieri che sono arrivati nel leggere quel che leggevo, la mia scarsa cultura non mi permette di esporre chiaramente, faccio confusione, salto da un tema all'altro senza un senso...praticamente sono perfettamente integrato nel mondo moderno...sono un uomo di oggi come tutti noi... spero davvero che non si crei tensione per le mie parole perchè sarebbero state male interpretate non pensate neppure di me che sia una specie di pipistrello depresso chiuso in una grotta per quasi rurra l'esistenza, parlando di questi argomenti questo viene fuori, concentrato in 30 righe sembro uno schizzofrenico...ma poi..chissà...forse lo sono un po' un forte saluto a tutti è davvero un piacere scambiare oppinioni con voi con affeto Max
Rispondi
Dissenteria del sentire (risposta 2 beta)
di lorenzof [user #17952]
commento del 21/08/2009 ore 13:4
Userò la stessa modalità di prima per risponderti, e spero di non far violenza alle tue parole. [MAX: si certo la faccio facile, la faccio all'apparenza facile perchè cosi è...nel senso che tutto è volgarmente contorto e, ne sono assolutamente sicuro, c'è un sistema più semplice per far funzionare decentementre questa baracca...] Hai ragione tu, ho usato un termine proprio sbagliato. Non la fai "facile", volevo dire che cadi nel "semplicismo". Se tu dovessi poi rivelarti un ragazzo adolescente o poco più, questo ti sarebbe riconosciuto del tutto lecito, perché la delicatezza degli equilibri della vita si sperimenta solo col passare degli anni, e non ci si arriva se prima non si gioca al ruolo del talebano che è proprio dell'adolescenza. Io agisco per il mio bene, non per quello degli altri, e non voglio essere ipocrita. Ma il concetto di "mio bene" è allargato: so che un ambiente (nel senso più ampio) sano è la precondizione necessaria perché esista un "mio bene". E il bene non esiste perché lo invento IO, da solo, nella mia stanza, dopo una intensa riflessione. Il bene è un equilibrio dinamico che va saputo riconoscere, è la stessa aria che respiri. Se tu per portare il bene (fine) pensi di poter utilizzare unilateralmente e senza doverci troppo riflettere una strategia X (mezzo), hai già compromesso in partenza il tuo punto di arrivo. Hai avvelenato l'acqua alla fonte nel tentativo di renderla migliore a valle. Semplicismo, appunto. Poi hai ragione tu, e JebStuart quanto parlate di mettere in luce le cose chiare e semplici, perché la vita é chiara e semplice. APPUNTO. Si può parlare di diritti umani solo a pancia piena e in condizioni di relativa stabilità sociale. Noi parliamo di democrazia da esportare come fosse un prodotto, quando annaspiamo in un brutto pantano. Ora giochiamo con una analogia imropvvistata e imperfetta: noi trattiamo la democrazia nostra come un prodotto che ha un valore intrincesco indipendentemente dal suo contesto di origine. Questo prodotto è un detersivo per pavimenti, ma oggettivamente rozzo e pieno di fango, e non ha neanche un buon odore, nonostante l'etichetta sia splendente d'oro. "Ma cosa me ne faccio di un detersivo per pavimenti, non ho più pavimenti in casa" pensa un riluttante afghano. (Tra l'altro ha tutto il diritto di non sentire la necessità di averli, eventualmente, i pavimenti). Un altro afghano lì vicino ribatte: " iusdjbf wene dfdqwpd ,m,s" Come dici max, non ci hai capito niente? Non spaventarti, è normale: non conosci nulla di lui, che non sa scrivere e non sa nulla di te, perchè deve badare al suo armento e guardarsi dagli altri bastardi suoi vicini di casa, che intanto hce voi discutete si sparano addosso con i kalashnikov lasciati dagli USA qualche decennio fa, quando da quelle parti c'era anche la RRossija. "Però potrebbero tutti impegnarsi per avere cas più pulite", ribatte un tal Bush, nel frattempo sceso da un carro armato parcheggiatro sulle case del terroso villaggio. Qualche capra smunta mangia tra rottami e macerie. "Dio è con noi" dice Bush ai suoi commilitoni. Lo stesso gli risponde il potente locale padrone di eserciti e armi occidentali. Dev'essere perché ha mandato i figli a studiare ad Oxford, e conosce il linguaggio deegli occidentali. Intanto Bush e la sua rozza corte di predoni, con il pretesto dell'affare si disfa di scorie nucleari coi missili farciti all'uranio impoverito, occupa aree strategiche, si assicura materie prime. Ti fa schifo questa storiella? Anche è me: è rozza, confusa, non c'è una trama narrativa che regga, non c'è armonia, solo un pò di immagini paradossali. Ecco, a questo si riduce il nostro contatto con l'Altro. A una serie di immagini rozze, a un caos irredimibile. Il sistema Berlusconi (che include la sinistra) è in nuce antidemocratico. Cosa vogliamo esportare? Gli eroi di Nassirya stavano lì a proteggere interessi economici palesi, di cosa minchia stiamo parlando? Abbiamo una scuola di nuovo classista che va sempre peggio, ed è l'unica fonte di speranze per il nostro futuro, eppure vogliamo altrove lo sguardo. Si fa un discorso pubblico parlando di "regime democratico" e la gente ti risponde che "i regimi sono brutti". Tutti facciamo quello che ci conviene? No, magari. Ci limitiamo in genere a reagire in preda a pulsioni semplici e manipolabili. [MAX: la verità è che mi arrabbio quando sento di qualsiasi angheria inflitta a qualcuno nella totale mancanza dei diritti più elementari, primo tra tutti il rispetto.] Bene, tu sei sicuro che nella tuo spazio di azione quotidiano (a partire dalla famiglia fino ai tuoi conoscenti, amici, comunità locale) sai mettere in atti comportamenti migliori? O sei uno che produce quintali di immondizie all'anno, compra senza pensare e getta con ancora più leggerezza? Se tu lo fossi, saresti solo un comune italiano. Appunto. Io sono ancora un comune italiano, e non mi ci sento per niente bene: visto che ne soffro cerco di cambiare. La roba che noi gettiamo riempie il terzo mondo di veleni, il nostr ostile di vita è insostenibile per il pianeta ma ci mettiamo a fare discorsi sulle angherie degli altri. E tu pensi che siamo credibili, agli occhi dei nostri cattivi fratelli? Andiamo a chiedere alla Cina, nel frattempo divenuta azionista di maggioranza del capitalismo anarcoide occidentale, di ridurre le emissioni altrimenti viremo molto male, malissimo; ma nel frattempo che la preghiamo, NOI stiamo costruendo impianti a nucleare e a carbone, e diciamo "SE NON SMETTONO LORO, I DANNI CHE PRUDUCIAMO NOI, IN CONFRONTO, SONO POCO" (eh già, stanno ripercorrendo proprio le nostre stesse tappe d sviluppo, sono apprendisti troppo zelanti e ossequiosi. Forse c'è qualcosa che non va, ed è che SIAMO RIDICOLI PATETICI STRONZI, e il mio disprezzo per l'uomo di oggi forse è una caratteristica adattiva per poter consentire agli equilibri della terra di non essere stravolti. Un metacarattere regolativo per l sistema nel suo complesso. Siamo tutti legati, tutti. [MAX: una inquietudine sottile [...] vorrei cambiare, vorrei essere diverso, e non migliore, vorrei essere peggiore di quello che sono, vorrei essere inconsapevole di tutto] Eh già, perché nella nostra malata società questo corto circuito della sensibilità che tu invochi sarebbe una benedizione per gozzovigliare nel lerciume, e campicchiare. Ma siamo creiamo e partecipiamo a qualcosa incommensurabilmente grande e meraviglioso. Basta volgere lo sguardo a un tramonto per sentirsi dei coglioni, e al respiro successivo, se abbiamo il coraggio di tenere alto lo sguardo, per sentirci DEI. Ecco, scavalcare quel primo respiro corto e meschino, per sentire dentro di sé e per Sé tramite crearlo, il respiro dell'universo intero. Il bene è un equilibrio dimanico che possiamo delicatamente contribuire a volgere nella direzione che desidereremmo. I cambiamenti avvengono su tempi lunghi, dentro e fuori dell'uomo, è così che la natura funziona. Visto che i tempi sono lunghi, imparare a progettare sul lungo periodo è una buona idea, e visto che i tempi devono essere lunghi c'è il tempo per discutere assieme di quello che vorremmo fosse il mondo. Il feticismo del "fare" non possono avvalersi della saggezza dei lunghi periodi, e fanno SOLO DANNI.
Rispondi
Re: Dissenteria del sentire (risposta 2 beta)
di max64max [user #20205]
commento del 21/08/2009 ore 17:2
cavoli...sono stupito da tanto fervore, magari è solo nei miei occhi di lettore, ma sono stupito e mi piace questa cosa, mi piace l'evoluzione di quello che hai scritto a metà tra il contestare quello che io ho scritto e al glorificarlo per le stesse ragioni che sono anche mie. tu hai mille ragioni, la prima è che non ho (purtroppo) il dono della sintesi, quindi di riflesso divento prolisso e forse noioso. non c'era nessun messaggio da far capire a nessuno in quello che ho scritto, non volevo certo fare l'insegnante, credo che la differenza, e non mi sembra neppure tanto grave, stia nel fatto che non mi soffermo a cercare di capire che non è bene che ci sia gente che non può fruire della tecnologia che, io che sono come chiunque altro ho, non mi interessa sapere i motivi per cui ci sono tante disparità, è successo che ho capito che ai religiosi servono credenti, ai confini servono soldato e agli industriali servono consumatori...ecco quà, questi sono i nostri blocchi di partenza, di li noi partiamo, certo mi diranno che comunque dobbiamo mangiare, in qualcosa dobbiamo credere e se ci attaccano dobbiamo essere in grado di difenderci...tutto si basa su questo, con mille strategie dal medioevo ad oggi non è cambiato nulla per far funzionare questo meccanismo...quello che porta è quello che dici tu nel dettaglio, riassumendo porta sofferenza alla maggior parte degli esseri, che sono tutti legati, sante parole in cui credo fermamente, è chiaro che se ci sono lacune di sanità scuola vaccini e quant'altro è perchè c'è qualcosa che disfunziona e so che non è casuale, dal macellaio di turno al bombardiere di democrazia che sono mossi sempre dagli stessi motivi, consumare credere difendere... i fatti parlano, da secoli le cose sono sempre peggiorate per un numero crescente di persone e continuerà così al di la di me te e tutti quelli che nella vita cercano il modo per migliorare/si, questo contro tutto e tutti non trovo nulla di violento o dissacratore nelle tue parole, è la tua opinione in realtà molto simile alla mia, la tua è molto più ricca di dettaglio non sono un adolescente e ho un caldo porco con affetto Max acci per motivi di tenera età d'iscrizione su questo sito non posso più postare risposte... non devi scusarti di nulla, non hai detto nulla che potesse essere offensivo, hai semplicemente espresso quello che pensi e non c'è nulla di male neppure a pensare che io sia un cretino, a volte lo penso anche io. Il primo commento che ho dato (questa è una domanda tecnica) è diventato di color grigio chiaro, e ci sono dei numeri vicino al pollice volto verso il basso... sono stato nominato??? come al grande fratello??? ci sono premi in palio??? come diceva non ricordo chi...ho vinto qualche cosa? grazie dello scambio di opinioni grazie dell'educazione usata Max
Rispondi
Re: Dissenteria del sentire (risposta 2 beta)
di lorenzof [user #17952]
commento del 21/08/2009 ore 18:0
va bé chiedo scusa, quella sull'adolescente potevo risparmiarmela :-)
Rispondi
Mi dissento dal sentire (risposta 1)
di lorenzof [user #17952]
commento del 21/08/2009 ore 12:5
Ciao Max, cercherò di essere breve, ti anticipo che potrai giudicarmi presuntuoso o troppo diretto, ma il metamessaggio che ti mando prima di tutto è: sono felice di discutere con te. PREMESSA ti chiedo e poi ti consiglio: di non scrivere più così. E' uno sfogo e lo capisco, ma non ci si può esprimere in quel modo in una sede come questa. Serve sintesi e chiarezza espositiva, o nessuno leggerà e risponderà ai tuoi tuoi commenti. E' una forma di rispetto verso l'interlocutore: serve almeno mezz'ora per risponderti. Inoltre cerca di dare una forma al testo, che più è "monoblocco", più è difficile da leggere. La stessa netiquette ricorda calorosamente lo stesso consiglio-dovere. Ormai comunque abbiamo violato le regole, mi ci metto anche io visto che accetto di risponderti senza aver bene inteso cosa vuoi dirmi IN FONDO IN FONDO. lo farò certi con lunghi pensieri sparsi, sparerò a casaccio sperando di centrare il bersaglio. Con maggiore piacere visto che forse anche il nostro stimato Jeb assiste. RISPOSTE [MAX: forse essere indotti alla depressione, all'isolamento, all'esilio civile e mentale non è poi tanto meglio che sparire] No, non è MOLTO meglio, ma è PER FORZA meglio. Un conto è parlare e non contare niente, un conto è che ti facciano sparire dalla sera alla mattina o ti sevizino qualche familiare per tapparti la bocca. Non giochiamo con queste cose. E te lo dice uno che si sente in esilio da quand'è nato. Ma questa che ho detto è una cosa ovvia, per questo vale la pena di ricordarla, perché le cose ovvie si dimenticano. [MAX: siamo nell'era dei cellulari...] E dimmi, in che modo pensi che i media digitali abbiano migliorato l'uomo? E' semplicistico fare un pensiero del genere. Inoltre hai mai sentito parlare di Digital Divide? Noi che abbiamo accesso a questi beni di consumo, che ci modificano man mano che li utilizziamo senza che ne abbiamo coscienza, nella stragrande maggioranza dei casi non possediamo una alfabetizzazione adeguata per farne un uso consapevole. E non si raggiunge quel'alfabetizzazione con un corso da ufficio tipo ECDL, né con gli esami di informatica all'università, anche se sono un ottimo punto di partenza. Le competenze legate alla digital competence sono in primis semiotiche, comunicative e relazionali: roba assai complessa, fidati, certi temi sono l'oggetto della mia ricerca. [MAX: una tecnologia che ci dovrebbe permettere di elevarci] max, ma chi ti ha detto questo? Elevarti? Cos'è per te "elevarti", te lo sei chiesto? Hai una risposta precisa e sintetica a questa domanda? Cosa vuol dire crescere, diventare migliore, di preciso? In vista di quale fine? [MAX: non approvo il pensiero che non ci si debba lamentare perchè c'è chi sta peggio di me, ma dai...davvero? devo sentirmi in colpa se ho sofferenza perchè più in la c'è qualcuno che sta peggio?]. Chi ha detto questo? Dimmi dove l'hai letto, non certo nelle mie parole. (seguono dei tuoi riferimenti e lamentele di cui perdo un pò il senso, perché sono del tutto slegati dalla nostra discussione) CONCLUSIONE PROVVISORIA Potresti rispiegarmi in poche, chiare parole cosa volevi arrivare a dirmi, perché non l'ho capito? Qual'è il tuo messaggio, che la cultura indabolisce e dobbiamo gettarci nella rissa col coltello perché altrimenti perdiamo di vista l'umanità? Poco sopra c'è la mia risposta all'altro tuo intervento.
Rispondi
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Re: Mi dissento dal sentire (risposta 1)
di jebstuart [user #19455]
commento del 21/08/2009 ore 22:0
Sono di guardia ormai dalle otto di stamattina e ne avrò fino alle 14 di domani (30 ore, in barba a due secoli e mezzo di rivoluzione industriale e connessi). Appena le acque si calmano ti leggo con attenzione. Perdona l'apparente disinteresse Mauro
Rispondi
Pearly
di lorenzof [user #17952]
commento del 21/08/2009 ore 01:3
Comunque caro Pearly ti confermi come uno dei migliori e più utili provocatori di Accordo, lo dico senza sarcasmo. Senza questi incipit difficilmente sarebbero innescate certe discussioni un pò meno frivole. E ancora non smetto di ringraziarti per quando mi indicasti la Doozie Starplayer, che forse ne avrò una in casa molto presto.
Rispondi
Re: Pearly
di jebstuart [user #19455]
commento del 22/08/2009 ore 01:1
Eccomi qui, un po' stanco, ma pronto. Ho letto la discussione, molto interessante. Le argomentazioni di Lorenzo, di notevole spessore culturale ed espresse in uno stile virtuoso, si contrappongono al non meno intrigante word jamming dell'Amico (di cui, e mi scuso molto, in questo momento proprio non mi sovviene il nome e che proporrei di ribattezzare Discussion Trimmer per l'indubbia capacità di elicitare risposte a mitraglia). Tornando ai concetti espressi a decine da Lorenzo, ne vorrei sottolineare uno per tutti: "Ecco, scavalcare quel primo respiro corto e meschino, per sentire dentro di sé e per Sé tramite crearlo, il respiro dell'universo intero". Questo è bushido. Nel tuo pensiero ci sono influenze di illustri scuole europee (come è ovvio). Ma hai espresso contemporaneamente uno dei concetti-base della filosofia orientale... Non mi starai diventando Samurai di Ricerca? Un saluto affettuoso Jeb PS: Se c'è una cosa che da subito mi ha attirato su Accordo, avendo per un po' frequentato dei forum chitarristici, è proprio la presenza di scambi di idee così garbati, interessanti e piacevoli, al posto delle interminabili (e pallosissime) giaculatorie caratteristiche di altre communities, del tipo: Utente 1: Ma tu, hai mai provato a strusciare la Strato su un water scheggiato? Io le relicco tutte così... uno sballo!!!!!! Utente 2: AAAAAAAAAAARGHHHHHHH, KE DRITTA!!!!! Vado a provare subito, raga' !!!!! Utente 3: Ed io ke ho riparato il water con lo stucco!!!! Utente 2: A proposito, ma se nel marzo del '65 avessi comprato una Pallinos PRX475H, l'avrei trovata in rossorosso nitro o verdeverde turapori? Sono tre anni ke volevo chiederlo ma temevo di andare fuori post.... Utente 1 e Utente 5 (in coro): Puah, rossorossonitro! Noi odiamo il rossorossonitro. Utente 3 (nel tentativo di riscattarsi): Vi faccio notare ke non si dice rossorosso nitro, ma rosso-rosso nitro. C'è una bella differenza, no? Utente 2: Acc...., hai ragione. Scusami, ma sono nuovo del sito. Utente 6 (che sta morendo dalla voglia di dire anche lui una qualsiasi cazzata): Squsate se vado un po' fuori topic, ma ke intendete precisamente per rossorosso nitro? Utente 3 (che ormai si sente Catone Uticense): "Scusate" non si scrive con la q ! Utente 6: Acc..., è vero. Perdonatemi, ma sono nuovo anke io del sito. A questo punto uno normale in genere o si suicida o va leggersi gli aggiornamenti del giorno del Bollettino dei Naviganti, che almeno ci si diverte di più. Notte di nuovo jeb
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Samurai di Ricerca
di lorenzof [user #17952]
commento del 22/08/2009 ore 01:5
Ho ricevuto un nuovo battesimo. Non mi stupisce che sia stato JebStuart a Nominarmi (nulla a che vedere col GF, o voi passanti ignari). Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere - Sun Tzu. Quanto al resto, ho rischiato di rotolare giù dalla sedia per le risate. Ma ti pare?! Di guardia da 16 ore e anziché abbandonarti al riposo meritato...
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non ho capito
di max64max [user #20205]
commento del 22/08/2009 ore 12:0
scusate, l'ultima intrusione poi non scriverò più...la posto come risposta a te ma non vuole essere una rieposta a te personalmente solo un chiarimento a tutti coloro che hanno letto queste pagine. sono davvero stupito di quanto si è creato con questa cosa, non era mia idea questa e sono molto dispiaciuto di aver creto tensioni, ammeso che sia così, ma nel dubbio... tu mi hai chiesto che messaggio volevo farti arrivare ed era "nessun messaggio" la mia era una semplice condivisione di un pensiero che viene partorito dall'esame dei fatti, quelli che vedo intorno, perchè le parole sono parole, le persono sono sempre o quai quello che fanno e non quello che dicono. non volevo insegnare nulla a nessuno, non mi interessa cercare di imporre il mio pensiero che non reputo migliore di altri, ne farcito di citazioni filosofiche la cui bellezza è eguagliata solo dalla loro perfetta inutilità pratica (VI PREGO DATE IL GIUSTO PESO ALLE MIE PAROLE). poi in questi giorni ho scoperto delle nuove funzioni di questo sito che non conoscevo, la possibilità, a me ancora preclusa, di votare il commento... e questo mi ha fatto sorridere, e pensare che ho attaccato il pastello rosso e blù allo schermo per sottolineare gli errori e i punti più interessanti... Scherzi a parte mi spiace veramente molto se le mie parole sono state interpretate male o non capite o capite e hanno creato tensione e disappunto...per questo mi asterrò dallo scrivere, consapevole che non si cambia nulla con le chiacchere, sevono azioni. non mancherò certo di leggere tutti voi con interesse e attenzione e voglia di capire cose a me sconosciute vista l'abbondanza di concetti vi rinnovo la mia stima vi ringrazio ricordandovi che per me è stato un previlegio scambiare oppinioni con voi con affetto Max
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Re: non ho capito
di lorenzof [user #17952]
commento del 22/08/2009 ore 12:2
Max. Tu sei il benvenuto, quando vuoi scrivere a me od ovunque su Accordo. Qui si comunica con le parole, e non è facile padroneggiare la comunicazione per questa via. E' facile che tu sia stato frainteso come dici, io credo che tu qualcosa volessi comunicare, ma non importa. So di averti risposto con calore e passione e mi spiace se questo ti ha fatto sentire attaccato: non era mia intenzione. Discussione e critica sono il sale della vita pubblica, l'idiota è chi pensa che criticando si faccia del male al prossimo: invece, se la critica ha davvero uno scopo ed è contestualizzata in un dialogo su base paritaria, può diventare un'occasione di crescita per tutti. E' perfettamente legittimo e utile che tu critichi, non devi sentirti in colpa! Hai espresso in modo un pò torrenziale certe tue perplessità, ti ho solo chiesto di esplicitare meglio quale fosse il tuo scopo. Perché non poteva non essercene uno. Anche io ti rinnovo la mia stima! Lorenzo
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Re: non ho capito
di jebstuart [user #19455]
commento del 22/08/2009 ore 18:5
Mi associo alle belle parole di Lorenzo, sottolineando anche per quel che mi riguarda il piacere della discussione e la stima per i partecpanti Jeb
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Re: Pearly
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 30/09/2009 ore 09:3
Scusa ma mi è sfuggito questo tuo post, anche se in GRAAANDE ritardo, ti ringrazio del complimento. Quando ti arriva la chitarra mi raccomando facci una recensione.
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Re: Pearly
di lorenzof [user #17952]
commento del 30/09/2009 ore 13:0
Heheh Ciao Pearly! Ho sia la chitarra che la recensione, sto avendo qualche problema col video: mentre lo montavo è andato in fumo l'hard-disk. Tutto da rifare. Questione di qualche giorno, comunque. Lor
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