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Les Paul, Arlecchino, Pulcinella e Sordi

di alberto biraghi [user #3] - pubblicato il 14 agosto 2009 ore 07:37
Quando muore qualcuno appena un po' famoso si aprono immediatamente le dighe della retorica itagliana, si creano miti e leggende, ci si commuove e si piange su sconosciuti che diventano "amici" e "fratelli", comunque dei "grandi" (a prescindere) che lasciano regolarmente un "vuoto incolmabile".

E allora ecco i copiosi versamenti di lacrime su figure immaginarie, spesso profondamente diverse da quelle reali. E' uno sbrocco collettivo, che fa sorridere il resto del mondo. Non riesco a non stupirmi ogni volta per come noi itagliani non riusciamo a uscire dallo stereotipo di Arlecchino e Pulcinella conditi con un pizzico di Alberto Sordi.

Ho la sensazione che ben pochi sapessero di che pasta fosse fatto in realtà il vecchio Lester William Polfuss. Avendolo conosciuto abbastanza bene, direttamente e attraverso i ricordi di molti conoscenti comuni, mi piace quindi rendergli omaggio con un'immagine che avrebbe apprezzato non poco.

Che la terra gli sia lieve.


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Non posso non condiv
di garp57 [user #997]
commento del 14/08/2009 ore 08:1
Non posso non condividere il discorso sulla retorica vomitevole.
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:-D
di lorenzof [user #17952]
commento del 14/08/2009 ore 09:3
BHe, visto il tuo ruolo qui, ti tocca sobbarcarti il fastidio, farci i conti, e magari fare un prossimo articolo di diario in cui fai assaporare tutto quel pepe... Che siamo itagliani non c'è dubbio. Poi possiamo fuggire all'estero col corpo, e lasciare nella merda questo buco incancrenito di mosche. Che però ha dato così tanto al mondo, che merita che i cervelli non fuggano solamente, ma ritornino a dare il loro contributo. Non per campanilismo, nazionalismo, né sentimenti patriotttici infantili. Semplicemente perché qui sono nate molte delle idee migliori che hanno fatto nascere l'uomo moderno, quelle idee che realmente hanno a che fare con l'elevazione umana, e che in parte restano esiliate all'estero, in parte restano in noi come patrimonio obliato in attesa del disgelo.
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Gone too soon.....MR. Les Paul
di SLY666 [user #13374]
commento del 14/08/2009 ore 10:5
God bless your soul Mr. Les Paul Thanks 4 all R.I.P.
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"quando si muore,si muore soli."
di PierluigiMaisto [user #20005]
commento del 14/08/2009 ore 11:2
Pensare che ieri sia morto colui che ha creato la chitarra che ora è sul mio divano mi dispiace,indipendentemente dal fatto che lo conosca o meno.Di fratelli non ne ho,di sorella una soltanto,e non aggiungo mai membri "ad honorem" alla mia famiglia solo perchè sono morti,anzi a maggior ragione lo evito accuratamente,seppure io sia un compaesano di Pulcinella.Io lo rimpiango come musicista e genio creativo.E sinceramente averlo intervistato o averne sentito parlare da altri non credo si possa definire "conoscere veramente" una persona.Una persona a volte si rivela una perfetta sconosciuta anche se vivi una vita intera insieme a lei,figurarsi se può definirsi conoscenza il parlare della gente o un paio di interviste. Non lo conosco io,non lo conosci neanche tu.Forse chi ha vissuto sempre a stretto contatto con lui ne sa qualcosa in più di te,sicuramente più di me,ma ancora non basta. Ma in fondo è questo che importa?io personalmente non rimpiango la morte di un novantaquattrenne con la sua vita e i suoi problemi,ma quella di un mio eroe personale.
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Voglio peccare di superbia.
di substratos [user #11149]
commento del 14/08/2009 ore 12:3
Le solite frasi di circostanza come d'uso fra noi "itagliani"? Voglio credere che in questo caso, siano dettate da un sincero cordoglio nel ricordare l'uomo che ha fornito a chi ama il rock, lo strumento per esprimersi. Poi caro Alberto voglio peccare di superbia pensando che la nostra communità sia meno meschina dell'italiano tipo che hai voluto stigmatizzare. Rock & Roll forever
Rispondi
Re: Voglio peccare di superbia.
di lorenzof [user #17952]
commento del 18/08/2009 ore 20:0
Secondo me invece offre un sincero spaccato dell'Itaglia, magari non sbilanciato verso il basso, ma pur sempre Itaglia genuina in tutto e per tutto.
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Beh...
di Giuseppe Mazzola [user #90]
commento del 14/08/2009 ore 17:0
... vorrà dire che se è vissuto ben oltre 90 anni non è stato soltanto per avere accarezzato le curve di una chitarra. Pep
Rispondi
c'è itaglia e itaglia
di Lauro utente non più registrato
commento del 15/08/2009 ore 00:1
... a tutt'ora (e riscrivo a tutt'ora ... mi pare) NESSUNO lo ha ricordato per la sua "invenzione" più importante che non è stata la chitarra omonima ma la registrazione multitraccia, le cui sperimentazioni risalgono addirittura al 1945, per non parlare della registrazione con microfono ravvicinato ed il ritardo con eco. c'è itaglia e itaglia e chitarra e chitarra ... :-)
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Re: c'è itaglia e itaglia
di lorenzof [user #17952]
commento del 18/08/2009 ore 20:0
Ragazzi ma siete sicuri di quello che state dicendo? Hs importato nel rock il multitraccia, e ne ha fatto una cifra stilistico-compositiva. Ma non è che abbia inventato lui la registrazione multitraccia!
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Re: c'è itaglia e itaglia
di jebstuart [user #19455]
commento del 19/08/2009 ore 00:0
Effettivamente l'inventò Les Paul negli anni '40 con la sponsorizzazione della Ampex Corporation.
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