Ultimamente molti articoli parlano di Bruce Springsteen, beh la cosa non può che farmi piacere.
Sono stato fortunato, l'ho visto quando venne la prima volta in Italia allo stadio Meazza, che allora si chiamava S.Siro...Ossignurr quant'ero giovane..
Cominciammo a prepararci mesi prima, un clima di aspettativa mai visto, forse pari a quello che provai per Bob Marley, stessa location, ma questa volta c'era in più una sorta di rivincita per me.
Acquistai un suo disco molto tempo prima, credo nel '75, senza sapere chi fosse o cosa suonava, l'acquistai da Buscemi solo perchè mi piacque la copertina, mi piacque il tizio trasandato e affabile, mi piacque maledettamente la meravigliosa Telecaster.
Quando appoggiai il diamante sul vinile, partirono le note di Thunder Road e la prima impressione fu sgradevole, non capivo la voce impastata, le parole quasi incomprensibili, non c'erano assoli trascinanti, mio padre fece capolino dalla porta dicendo " ma è ubriaco questo ?"...credo che non andai oltre quella volta.
Fu un lento avvicinarsi il mio, un ascolto con il contagocce, poi improvvisamente mi esplose dentro con rabbia e disperazione, come un urlo graffiante scosse la mia giovinezza metropolitana e da quel momento cambiò tutto.
Mi mancava ancora vederlo, e l'occasione venne con il film No Nukes, ragazzi...che esibizione...che vitalità , da brivido.
In quegli anni mi sentii abbastanza isolato, in Italia non era molto conosciuto, almeno tra i miei coetanei non piaceva molto, in qualche serata lo mettevano per farmi un favore, ma si vedeva che parlavano d'altro, non venivano '' presi'' come prendeva me, quando in macchina si girava Milano di notte, piazzavo la cassetta, dopo pochi minuti qualcuno la cambiava...
Poi venne Born in USA, e con esso gli anni Ottanta...il vento cambiò...cominciarono tutti a conoscerlo, tutti cominciarono a cercare indietro....i primi dischi, i filmati...nei compleanni era d'obbligo regalare un disco o una cassetta del Boss...guai presentarsi senza.
Ecco perchè quel concerto fu la mia rivincita, ero felice, io e gli amici, tutti compatti a fare la fila davanti allo Stadio, tutti con la frenesia di entrare e di essere tra i ..quanti? Centomila?
Ricordo che ci perdemmo tutti, entrando il nostro gruppo si sgranò, non potemmo farci niente, troppa gente, mi trovai da solo e fui adottato da un gruppetto di Bergamaschi con i quali passai quelle magnifiche tre ore scatenate.
Ecco perchè, quando sento parlare o vedo scrivere su Bruce, provo la sensazione di essere quasi chiamato in causa, come se fossi un amico di famiglia, come se fossimo cresciuti insieme e di fatto insieme.....siamo invecchiati..