Dal basso del mio numero di iscrizione a cinque cifre, ricordo quando sono entrato in questo sito, sette mesi fa. Rimasi fulminato. Una miniera di informazioni e consigli preziosi che non avrei mai trovato da solo. Tutti erano disposti a condividere le loro esperienze e a dirti ciò che sapevano. Così come erano disposti ad ascoltare. Un'accoglienza senza pari! Scrissi un articolo quasi per scherzo e me lo ritrovai subito pubblicato, con decine di commenti. Grazie a quei commenti ho conosciuto persone, ho ricevuto risposte alle mie curiosità, me ne sono nate altre, ho scoperto strumenti e artisti che non conoscevo, ho appreso come valutare una chitarra e dove trovarla. Me ne sono perfino comprata una che nemmeno sapevo esistesse!
Per curiosità cominciai a leggermi i profili di qualche utente. Fu una sorpresa: padri di famiglia, studenti universitari, ragazzini. Almeno tre generazioni, fianco a fianco, senza timori riverenziali o puzze sotto al naso. Tutti accomunati dalla voglia di condividere la stessa passionaccia per la musica e i suoi “attrezzi”. Persone diversissime: rockettari in erba, raffinati cultori del fingerpicking, musicisti professionisti, dilettanti, operatori del settore, semplici appassionati, liutai, esperti di amplificatori ed effettistica, gibsoniani, fenderisti, cani, gatti e simpatici “casinari”. Una comunità con una vivacità contagiosa, dall’aria scanzonata, ma capace di trasmettere un sapere di qualità, con l’orgoglio di esserci e un senso di appartenenza incredibile.
Per questo oggi, dopo la "tempesta" che Alberto considera passata, certi commenti mi fanno un po' effetto e una strana aria la sento anch'io. E credo anche di sapere quando ha cominciato a soffiare.
Il passaggio ad Accordo 2.0, con l'ampliamento del sito e l'arrivo di nuovi inserzionisti, ha creato un certo sconquasso, come era naturale che fosse. E’ la trasformazione di un sito che cresce e diventa "adulto", si è detto. Ma si può crescere in tanti modi. E bisogna decidere a chi dare credito, tra le proprie esperienze e le innumerevoli pressioni di chi vuole indicarti come si fa.
Tra i commenti di questi giorni ho letto un po’ di tutto: gli appelli tipicamente intransigenti degli adolescenti al senso di giustizia, le proposte pacate di chi non vuole buttare il bambino con l’acqua sporca, i freddi dati statistici di chi guarda con pragmatismo al futuro di un sito che cresce in volume di affari. Sono le anime di Accordo. Forse ci sono sempre state.
Leggo nel diario di Ozkar: “... il salotto è in ordine per gli ospiti (leggi: gli inserzionisti), e dietro una porta ammassi il casino, il disordine, ma anche tutte quelle amate cianfrusaglie che non butteresti mai perché gli vuoi bene”.
Può essere. Solamente mi chiedo: il salotto buono, ben ripulito e ordinato per gli inserzionisti, avrà la stessa capacità di attrazione del “vecchio” Accordo in fermento e un po’ casinaro? Se così non fosse, sarà inutile andare a spiegarlo agli inserzionisti. Se ne saranno già andati.