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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Leo, Roberto, Glen, George con domanda finale e premio

di alberto biraghi [user #3] - pubblicato il 09 luglio 2009 ore 14:58

Quattro nomi altrettanto importanti per noi di Acordo. Magari qualcuno può sorridere per l'accostamento (che intendo alla pari, altro che si parva licet componere magnis), anche se i due nomi d'oltreoceano sono noti a milioni di persone e i due nostrani un po' meno.

Leo Fender e Roberto Pistolesi erano uguali. Talmente uguali che il secondo non aveva difficoltà a entrare nella testa del primo, per estrarne segreti che nessun altro è mai stato all'altezza di comprendere ed elaborarli, evolverndoli. Sta tutta qui la grandezza di Roberto, non in qualche fesseria su chitarre che suonano "da paura". Sta nella capacità di essere innovativo nel rispetto dei principi base. Nel capire dove si poteva intervenire e dove era tassativo lasciar stare, qualcosa che pochi o nessuno, non certo la Fender di oggi, sa fare. Si sta tanto a parlare (io per primo) di "suoni misteriosi". Per Roberto non c'erano misteri, solo aspetti oscuri, che per lui oscuri non erano (per fare un esempio: quanti geniacci della chitarra, quelli delle repliche che "suonano da paura", sanno come si montavano i tasti sui maple neck degli anni '50?).
Roberto Pistolesi era una persona unica, un genio assoluto, di quelli che ne nasce una ogni morte di papa. Pochissimi dei suoi amici (Alessandro-Emmetray e Paolino su tutti) hanno avuto la fortuna di capirlo. Altri l'hanno intuito solo in parte. Ma non era facile, per comprendere un genio e dialogarci occorre (modestia a parte) un po' di genialità.

Allo stesso modo, George Fullerton e Glen rappresentavano, ciascuno nel suo mondo, l'intelligenza emotiva, la creatività elevata ad arte che si combina con la genialità classica a generare la Qualità (cfr Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, di Robert Pirsig, un libro che anche Pistolesi amava). Il risultato è garantito, George Fullerton, combinandosi con Leo Fender, fece nascere Tele, Precision, Strat, Jazzmaster, Jazz, ampli Tweed, reverb unit, eccetera. A Milano, nel nostro piccolo, Glen si è combinato con la  cocciutaggine giudeo-longobarda del suo socio che scrive questo diario ed è nato il sito di chitarre che state leggendo, di gran lunga il più bello del mondo. E che crepi la falsa modestia.

Ah, già, il gioco. Il regalo è un pedalino Echo Machine Behringer e andrà al primo accordiano che descriverà correttamente quel segreto di cui sopra, ovvero "come venivano montati i tasti sui maple neck degli anni '50?"

Sono esclusi ovviamente amici intimi e parenti di Roberto, collaboratori di Accordo.it e della società Accordo.it srl, editore di Accordo. Un grazie a Matteo Bergamini di Behringer che ha messo a disposizione il premio.


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Inseriti di lato, co
di carlogico [user #7147]
commento del 09/07/2009 ore 15:1
Inseriti di lato, comedovessero scorrere in un binario!!
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Forse che venivano i
di Joey K. [user #11987]
commento del 09/07/2009 ore 15:1
Forse che venivano infilati lateralmente? :)
Rispondi
Un grande ricordo a
di TheSnake utente non più registrato
commento del 09/07/2009 ore 15:1
Un grande ricordo a tutte queste grandi persone, che hanno influenzato in misure diverse, ma sempre tangibili, il mondo della musica per come lo conosciamo. Per quanto riguarda il gioco, mi sembra di aver letto che venissero montati lateralmente, facendoli scorrere nella propria sede, e non dell'alto.
Rispondi
Azz 3 persone in 3 m
di TheSnake utente non più registrato
commento del 09/07/2009 ore 15:1
Azz 3 persone in 3 minuti! :D
Rispondi
Re: Azz 3 persone in 3 m
di Joey K. [user #11987]
commento del 09/07/2009 ore 15:5
e se non avessi avuto la connessione lenta sarei stato il primo :( è destino che non vinca mai niente :P
Rispondi
Fregato, mi hanno pr
di Oliver [user #910]
commento del 09/07/2009 ore 15:3
Fregato, mi hanno preceduto :)
Rispondi
Visto ..
di triumph utente non più registrato
commento del 09/07/2009 ore 16:0
.. che la risposta sembra essere già data aggiungo qualcosa per stimolare la curiosità più che per amor di premio. I tasti venivano montati lateralmente perchè in quegli anni il manico era in pezzo unico e non con la tastiera riportata/incollata ... così tanto per Alberto a specificato anni '50 e soprattutto maple neck :-)) Saluti
Rispondi
Re: Visto ..
di carlogico [user #7147]
commento del 09/07/2009 ore 16:1
Non credo questo fosse il motivo, infatti se non erro anche a fine '50 i tasti venivano montati così, ed in quel periodo le tastiere cominciavano ad essere le prime slab-board, cioè una fetta di palissandro incollata sopra al manico in acero. Edit: da quanto si legge in giro sembra che questo metodo sia stato usato anche durante la gestione CBS
Rispondi
Re: Visto ..
di karras [user #18282]
commento del 09/07/2009 ore 16:3
si forse hai ragione,almeno in parte..se non erro i tasti di alcuni strumenti, compresi quelli del periodo cbs, vanno sfilati lateralmente per non rovinare la finitura del manico..ma credo solamente nei maple neck e non su quelli in palissandro..
Rispondi
Re: Visto ..
di carlogico [user #7147]
commento del 09/07/2009 ore 16:4
No, quest'operazione va eseguita anche su tastiere in palissandro: ho in mente il refret di una tele '59 (slab board) fatto proprio in questo modo.
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in banca..
di karras [user #18282]
commento del 09/07/2009 ore 16:1
cacchio ero in banca a versare l'affitto!mai visto un premio andar via così velocemente! accordo diventa ogni giorno più divertente ed istruttivo, complimenti a tutti quelli che hanno contribuito e contribuiscono di giorno in giorno (compresi gli accordiani..eheh) :-D !!
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Bhe la apevo anche o
di anton90 [user #13082]
commento del 09/07/2009 ore 16:5
Bhe la apevo anche o questa volta ma sono arrivato tardi, ecco quello che avevo letto sul sito nostrano dinosguitar.com quando facevo icerce u come "refrettare" la mia strato: "La trovata geniale consiste nell'installare i tasti "sideways", cioè inserendoli da un lato della tastiera, come se dovessero scorrere in un binario. Nei tasti installati tradizionalmente, i dentini sono sormontati da una porzione di legno compresso nell'inserirli. Nelle Fender no. Il legno al di sopra dei dentini è sano, e questi ultimi alloggiano in un "binario" - per l'appunto - da loro stessi scavato. Ecco perchè l'estremità dei tasti nelle vecchie Fender è sempre ben seduta nel suo alloggiamento."
Rispondi
RE-CEN-SIO-NE !!!
di hansimuller [user #9420]
commento del 10/07/2009 ore 11:4
Oh bene così finalmente qualcuno lo prova questo fantomatico vintage time machine della behringer e ci dice se è davvero un deluxe memory man a un quarto del prezzo!!! Sono curiosissimo.
Rispondi
Re: RE-CEN-SIO-NE !!!
di hansimuller [user #9420]
commento del 10/07/2009 ore 11:4
Ah no, l'Echo Machine è la copia dell'Echopark Line 6... peccato. Il vintage time machine lo vorrei provare ma non l'ho ancora trovato in giro.
Rispondi
Il vincitore!
di alberto biraghi [user #3]
commento del 11/07/2009 ore 12:0
Carlogico, manda a info at accordo.it nome, cognome, indirizzo con cap e telefono (serve per il paccocelere) che ti mandiamo il pedale. Ciao!
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