Questo ha dichiarato il candidato alla provincia di Milano del PD.

Penati: «Milano africana? Berlusconi ingeneroso, ma i clandestini sono troppi»
Il presidente della Provincia ribatte al premier: «In 12 anni di governo della destra non si è fatto abbastanza»
Filippo Penati (Gerace) MILANO - Il presidente della Provincia di Milano e candidato Pd per la rielezione, Filippo Penati, al suo arrivo in piazza Duomo per il 195mo anniversario di fondazione dell'Arma dei Carabinieri, risponde alle parole del premier Silvio Berlusconi che aveva definito Milano «una città africana». «Milano non è Kampala, la capitale del Burundi, ma - ha detto usando il dialetto meneghino - Milan l'è un gran Milan». Nonostante questo, Penati si dice d'accordo sull'alta percentuale di immigrati in città. «A Milano sicuramente ci sono troppi rom e immigrati clandestini e in questi anni di governo delle destre a Milano non è stato fatto abbastanza per impedirlo».
«MILANESI LASCIATI SOLI» - Secondo Penati, «la città in questi anni è stata investita da grandi flussi migratori di cittadini stranieri regolari che andavano governati nel segno di una maggiore coesione e inclusione sociale. Ma né il sindaco Albertini né il sindaco Moratti, per 12 anni alla guida della città, sono stati in grado di farlo, lasciando soli i cittadini milanesi».
«VIALE JENNER INDECOROSO» - «L'Africa di cui parla Berlusconi - ha detto Penati - è stata per anni in viale Jenner, con lo spettacolo indecoroso e indegno, per una città europea come Milano, di tanti fedeli islamici a pregare sul marciapiede bloccando il traffico e creando scompiglio e disagio ai residenti del quartiere». «Anche in questo caso si tratta di un fenomeno che sia Albertini che la Moratti non hanno affrontato, lasciandolo anzi crescere indisturbato, un fenomeno che ancora oggi non vede una soluzione definitiva, visto che non si è ancora trovata una soluzione per il centro islamico di viale Jenner e nemmeno per la preghiera del venerdì, con il rischio che quello spettacolo indegno di un'Africa a Milano torni ancora in viale Jennner».