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Quanto pesa....

di bernablues [user #16917] - pubblicato il 02 giugno 2009 ore 19:05

 Ho una domanda che mi frulla in testa da qualche giorno e che vorrei rigirarvi:

 

Quanto conta essere un endorser di un marchio di strumenti musicali, nelle dichiarazioni di un artista, in merito al giudizio di uno strumento del marchio rappresentato?

E' giusto secondo voi che un artista si faccia "manifesto publicitario" alla stregua di calciatori team motociclistici ecc. o l'arte dovrebbe in qualche modo restare immune dal marketing sfrenato, per rimanere ARTE?

essere l'immagine di un marchio può arrecare danno all'artista stesso, impedendogli di essere obiettivo nei confronti di ciò che gli passa per le mani, e qundi precludendogli l'utilizzo di qualsivoglia strumento migliore?

Chiedo a voi tutti Accordiani un parere in merito, in modo da "far chiarezza nella mia povera testa"

 

 


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Da una costola di Accordo......
E' tanto che non scrivo un diario....
Provando Audacity.........
Vi presento Gabriella (Gael).....
Per una volta non tratto di musica..... :-(((
E' la musica che ci viene a cercare......
mi sta ritornando l'estro......
anche questa era stata ammucchiata nel mio PC....
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purtroppo conta..se
di danielesuperfuzz [user #18156]
commento del 02/06/2009 ore 19:4
purtroppo conta..se no addio alle signature series di ampli,chitarre ed effetti e di sicuro non basta avere il wah di hendrix,la les paul di joe bonamassa e l'ampli di chichessia per essere chichessia,ma ci fa sentire bene e sembra di suonare meglio
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Troppi soldi
di Clayton [user #16752]
commento del 02/06/2009 ore 20:3
L'arte in effetti dovrebbe essere un mondo a parte, ma dove ci sono interessi economici... Gli artisti delle "signature" hanno sicuramente strumenti superiori a quelli che poi verranno commercializzati, sia per qualità dei legni che per attenzione costruttiva. Magari a casa e in studio di registrazione usano altre chitarre, ad ogni modo il loro giudizio non potrà mai essere obiettivo dati i lauti guadagni che percepiscono per presentarsi sul palco con questa o quella chitarra.
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secondo me...
di ghibli [user #15835]
commento del 02/06/2009 ore 20:4
Tutto sommato non credo sia una cosa malvagia in fondo l'arte si fa con strumenti ,il pittore usa i pennelli "cinghiale" :-) il chitarrista usa la chitarra .....e chi produce gli strumenti deve farsi pubblicità . Questo è solo il mio punto di vista ,forse ci piacerebbe collocare l'arte al di sopra di queste cose così materiali e in effetti un pò lo è. Ma per fare arte si devono usare strumenti ,se fossi un liutaio farei di tutto per per continuare a fare quello che mi piace . .............O no?.
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impossibile una distinzione tout court
di lorenzof [user #17952]
commento del 03/06/2009 ore 01:4
Credo sia impossibile una distinzione tout court tra arte e chi la fa, ma è anche vero che in fondo l'arte poi cammina coi suoi propri piedi, se vale, e sa separarsi dal suo autore per restare patrimonio dell'umanità. Siamo uomini, non solo essere ma esserCI (insieme e qui), mi porrei semmai la questione in altri termini: è una scelta etica quela del musicista X? Un esempio: si fa fare chitarre con legni rari? Se sì, per me è un mezzo cretino, perché non si rende conto che oltre a sbagliare lui incoraggerà altri a fare il medesimo errore. La sua musica però resterà capace di comunicare indipendentemente da questo, è un fatto. Non credo nella politicizzazione estrema dell'arte, ma nella responsabilità civile dei personaggi pubblici, sì. Poi il discorso può riallacciarsi al tuo: se l'artista X fa associare il suo nome al marchio X (faccio un esempio: Jovanotti ed enel per il suo Safari tour) e quel marchio ha alle spalle una lunga lista di schifezze, come appunto è per enel, allora certo l'artista si infanga da solo. Nello specifico del mio esempio poi, siamo scaduti proprio in un esempio di greenwashing davvero ridicolo. Mi piacerebbe certo giungere a uno status in cui poter avere un endorsement, ma lo farei in modo discreto e solo con marchi che non contraddicono la mia visione delle cose. Insomma mi sta bene far vedere la marca della mia chitarra sul palco, ma certo non diventerei mai IO una parte di quella immagine (vedi Steve Vai per Ibanez) anche per non abbassare la mia arte. La quale se è di un certo peso saprà comunque smarcarsi da questi lacci, nel tempo, per camminare appunto da sola.
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secondo voi......
di bernablues [user #16917]
commento del 03/06/2009 ore 03:5
Secondo voi, può un artista parlare bene di uno strumento, anche se in cuor suo sa che c'è di meglio in giro, e questo solo perché ha preso dei soldi da parte di chi costruisce quel dato strumento? Questo non lo limiterà nella propria libertà di scegliere e sperimentare cose diverse, non è come farsi mettere un gunzaglio? anche se poi questo guinzaglio è d'oro e pietre preziose.........
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Tutta questione di serietà
di strato78 [user #17091]
commento del 03/06/2009 ore 09:0
Credo non esista una semplice equazione che rende l'endorser X uguale all'endorser Y, né il marchio A uguale al marchio B. Vi sono aziende serie che scelgono endorsers rappresentativi, motivati e già precendentemente fruitori soddisfatti dei propri prodotti. Altre aziende non hanno questa serietà e non è dato sapere quale tra questi due atteggiamenti prevalga. Vi sono endorsers che scelgono di rappresentare aziende serie e prodotti validi quando li sentono vicini al loro uso, al loro suono. Viceversa, ci sono quelli che per un pò di soldi, al momento opportuno, venderebbero anche la sorella. Anche qui non è dato sapere l'atteggiamento prevalente, seppure sia più facile intuire che difficilmente un endorser rinuncerà al proprio suono per un contratto. Sicuramente, dati gli interessi in gioco, il ragionamento di Bernablues in parte non fa una grinza ma non è un assoluto e pertanto non c'è una risposta universale, essendovi il rischio concreto di considerare musicisti ed aziende come beceri opportunisti e bugiardi o, peggio, di considerare tutti gli endorsers e le aziende come sposi felici e sinceri. Detto questo, è evidente che ad un endorser non ha molto senso chiedere giudizi sul marchio che rappresenta, perché saranno positivi in ogni caso per le ragioni indicate in precedenza. Quello che mi auguro è che, almeno quando fanno sul serio tra le mura di una sala prove, suonino con quello che ritengono valido aldilà dei contratti. Vi ricordate del buon Pistolesi e dell'illuminante articolo su Hank Marvin ed una certa Gretsch Country Gentleman? La soluzione a tutto è nelle nostre orecchie.
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